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  1. #1

    Sculaccioni si sculaccioni no?





    SCULACCIONI SI SCULACCIONI NO?


    La Repubblica 05-02-10: Troppi sculaccioni ai figli: “Cambiamo modo di punire”
    Punizioni corporali: secondo una ricerca di Save the Children un quarto dei genitori le utilizza. La soluzione: una campagna di sensibilizzazione e l'introduzione del divieto alla violenza per legge.
    ROMA - Fare i genitori è complicato. Per quanto riguarda l’educazione e il rispetto delle regole, si rischia di finire con l'essere troppo indulgenti, permissivi e tolleranti, fino a farsi mettere i piedi in testa, o a mal-educare i propri pargoli. All’opposto il ischio è di utilizzare metodi "antichi", come le sculacciate o i ceffoni, che spesso causano nei genitori pentimento e senso di colpa.
    Occorre trovare un compromesso. Ciò è possibile, mantenendo disciplina e autorevolezza anche attraverso sistemi educativi non violenti. La soluzione al dilemma la fornisce la nuova ricerca di Save the Children. Per essere dei buoni genitori: il dialogo prima di tutto. Per aiutare i genitori a "comportarsi" bene la Onlus avanza una proposta: una campagna di sensibilizzazione all'utilizzo di metodi educativi improntati sul dialogo e non sulla violenza. Se è vero che il 66% dei genitori si dichiara sensibile ad una campagna antischiaffo dove nel quesito si fa riferimento a non meglio precisate punizioni corporali, è vero anche che l’87% di mamme e papà, se si parla banalmente di sculacciate, risponde che “ogni tanto ci vogliono”.
    ■ Andiamo a vedere nel dettaglio i dati dell’indagine realizzata da Save the children in collaborazione con Ipsos, presentata il 5 febbraio ad un convegno del Cismai (Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia). Dal sondaggio effettuato su 600 genitori e 500 ragazzi, emerge che nell’educazione impartita ai figli, gli italiani dosano vari ingredienti:
    · prevale l’affetto (37%)
    · segue il dialogo (30%)
    · quindi le regole (23%)
    · infine i sistemi di punizione (10%).

    Nel 59% dei casi i genitori di oggi si descrivono come meno severi rispetto ai propri, anche se affermano di apprezzare i valori trasmessi dai loro genitori. Un quarto delle famiglie italiane che dice di ricorre alle punizioni corporali per educare i propri figli, dallo schiaffo alla sculacciata. Dalla ricerca emerge che quelle considerate più efficaci sono spesso le punizioni "morali": l'imposizione di una restrizione (nel 71% dei genitori), "sgridare i figli con decisione" (nel 32% dei genitori) e costringerli a svolgere delle attività non gradite" (21% degli intervistati).
    Ma delle volte, anche le ritorsioni di questo tipo si rivelano insufficienti. Il 25% dei genitori italiani cede infatti alla tentazione delle punizioni corporali: sculacciate come metodi correttivi. Secondo Save the Children è considerata la "peggiore delle alternative". In virtù della persistenza delle punizioni corporali in ambito familiare (benché minori rispetto al passato), la Onlus propone una campagna di sensibilizzazione che "opererà un cambiamento culturale", con l’intento di "approdare ad una riforma normativa".
    Valerio Neri, direttore generale di Save the Children, parla di “una legge in materia di punizioni corporali che permetterebbe all'Italia di fare un ulteriore passo avanti in materia di tutela dei minori". Al 13% dei genitori questa legge non dispiacerebbe affatto e anzi la riterrebbe "fondamentale". Tirando le somme e considerando l'insieme della popolazione italiana, il 36% dei genitori - riporta Save the Children - è pronto ad accogliere una legge del genere mentre il 26% direbbe di no: temendo applicazioni discrezionali e ambigue e un'intromissione dello Stato nell'intimità familiare.


    PARERI DIFFERENTI

    · Maria D'Alessio preside della facoltà di Psicologia de La Sapienza di Roma commenta così: "Punizione corporale non significa niente. Quello che fa la differenza è il piano della colpa. Una punizione è una punizione a prescindere. Tutto dipende da quanto e come colpisce il piano emotivo. Uno schiaffo inserito nel giusto contesto non fa niente di male. Bando alla violenza certo, ma senza esagerare. Le punizioni devono semplicemente essere proporzionate alla competenza e crescita del bambino. L'importante è evitare gli strascichi. Evitare che uno schiaffo sporadico faccia paura al piccolo.”
    · La sculacciata rende i bambini irritabili e aggressivi.
    Questo il pensiero di Edwige Antier, pediatra e deputato dell’Ump, il partito del presidente Nicolas Sarcozy. La famosa pediatra, che aveva già pubblicato un libro sull’argomento, alimentando il dibattito tra i pro e i contro sculacciata, ha presentato una proposta di legge al parlamento in cui mette nero su bianco l’intenzione di creare un nuovo reato nel codice civile, proprio come in Germania.
    · Non tutti gli esperti condividono il pensiero della Antier. Lo psichiatra dell’infanzia Claude Allard osserva invece che “la sculacciata è sempre un fallimento dei genitori ma se è data in un momento di esasperazione non è detto che sia un trauma per il bambino”.
    ·
    Dominique Marcilhacy, presidente dell’Unione famiglie francesi, dichiara “Un divieto assoluto non ha senso. I genitori devono poter decidere come educare i propri figli”.


    Fonti:


    La Repubblica.it - Homepage

    Webmagazine.it - Le migliori risorse e informazioni sul tema: webmagazine.Questa pagina è in vendita!




    Autore: Roberta Mattozzi

    Riceve a Roma (RM): Via Castel Colonna 34 00179 3342724735

  2. #2

    Riferimento: Sculaccioni si sculaccioni no?

    Riprendo questa news perché oggi il Consiglio d’Europa, il quale monitora in merito al rispetto della Convenzione europea sui diritti umani, ha rivolto una critica al Regno Unito.

    Il Regno Unito è ancora inattivo in merito al bandire le punizioni corporali.
    Si legge nella news: “la soluzione: una campagna di sensibilizzazione e l'introduzione del divieto alla violenza per legge”. L’iniziativa del Consiglio d’Europa è infatti mirata a coinvolgere tutti i paesi europei e arrivare a rendere illegale l’uso della violenza (a qualsiasi livello).

    Rispetto al categorizzare come illegali le forme forti di violenza si osserva un generale consenso; mentre, nell’ambito degli “schiaffi-sculacciate”, la cornice è più variegata.

    Credo che la non immediata partecipazione attiva di tutti i paesi europei sia lo specchio dell’assenza di una comune posizione all’interno delle quotidiane realtà educative, tanto come nel mondo scientifico.

    Il bambino, nel corso dello sviluppo infantile attraversa la famosa fase del « Perché???» - «Mamma ma perché??? » - «E perché??? ».

    Faccio riferimento è questo aspetto perché credo accomuni l’esperienza quotidiana di coloro che si trovano o si sono trovati a contatto con un bambino e perché è lo specchio di quanto importante-naturale sia per un bambino, per la sua formazione, capire il senso di ciò che ha davanti.

    Nel momento in cui, arrabbiati, viene dato un ceffone ad un bambino, si riesce a fargli capire il perché quel qualcosa è giusta o sbagliata?

    ANSA.it

  3. #3

    Riferimento: Sculaccioni si sculaccioni no?

    Marjorie Gunnoe, docente di Psicologia al Calvin College del Michigan ha pubblicato i risultati di uno studio sul tema dell’educazione dei figli dal quale risulterebbe che i bambini sculacciati crescono meglio.

    La Gunnoe ha intervistato 2.600 adulti e ha chiesto loro di indicare se durante l’infanzia hanno subito punizioni fisiche dai genitori.

    Confrontando queste statistiche con un’analisi del loro comportamento sociale e dei loro risultati negli studi e nel lavoro, la conclusione è che i bambini sculacciati prima dei 6 anni di età producono le migliori performance in termini di realizzazione sociale e stabilità emotiva. Seguono i bambini sculacciati tra i 7 e gli 11 anni, più emotivi, ma altrettanto competitivi negli studi. I risultati peggiori vengono proprio dai bambini che non hanno mai ricevuto alcun tipo di punizione corporale.

    Uno studio condotto da Jason M. Fuller dell’Università di Akron Law School, nel gennaio di quest’anno, afferma che i bambini imparano a comportarsi in modo più responsabile grazie alle punizioni fisiche.

    In Svezia, 30 anni fa, il divieto di sculacciare i bambini è stato esteso anche ai genitori. Fuller ha analizzato i dati relativi ai reati commessi dagli adolescenti che da bambini sono stati educati senza sculacciate ed i risultati sono alquanto preoccupanti.

    «In Svezia, la violenza giovanile è salita alle stelle nei primi anni 1990, quando i bambini che erano cresciuti del tutto sotto il divieto delle sculacciate sono diventati adolescenti - osserva Fuller - I ragazzini preadolescenti e gli adolescenti sotto i quindici anni, hanno cominciato a diventare sempre più violenti nei confronti dei loro coetanei. Nel 1994, il numero dei reati dei giovani criminali era aumento di sei volte rispetto al tasso di criminalità del 1984».

    Le leggi anti-sculacciate sono proposte e approvate perché promettono una “mentalità culturale” della non-violenza e una società che non ha bisogno di correzione. Ma se ciò può sembrare encomiabile, i dati empirici indicano che non sculacciare è un grave errore.

    Con i divieti alle sculacciate sono venuti ad aumentare i maltrattamenti sui bambini, l’aggressività dei genitori e la violenza giovanile. Dai casellari giudiziali si evince che i bambini allevati senza sculacciate hanno molte più probabilità di essere coinvolti in attività criminali rispetto agli altri bambini. Di conseguenza, quasi trent’anni dopo che la Svezia è diventata il primo paese al mondo a vietare le sculacciate, sei su dieci bambini svedesi ora si sentono vulnerabili a scuola e altrettanti sono stati vittime di violenza giovanile.

    Non deve sorprendere che una ricerca metodologicamente imparziale sostenga che le sculacciate non siano nocive e, anzi, spesso molto più utili di altri comuni metodi disciplinari. In media, la sculacciata sembra ridurre l’aggressività, la prepotenza, e il comportamento antisociale meglio delle punizioni mentali come il timeout, il dialogo, la rimozione di privilegi, le minacce, l’alzata di voce, l’ignorare, lo spaventare, il castigare. Infatti, i bambini più amichevoli, equilibrati e volonterosi, tendono a provenire da famiglie “autorevoli” che allevano i figli con amore, regole ferme, e sculacciate almeno occasionali.

    Tuttavia, i successi delle sculacciate sono in gran parte ignorati. Molti, filosoficamente, si oppongono alle punizioni corporali e chiedono il divieto allo sculacciare, ma pochi analizzano onestamente e per intero le statistiche sulla disciplina del bambino. Pertanto, in questo frettoloso cambiamento delle leggi per l’educazione e il futuro dei nostri bambini, viene detta solo una parte dei fatti.

    Estratto da: http://papers.ssrn.com/sol3/papers.c...act_id=1357669

  4. #4

    Riferimento: Sculaccioni si sculaccioni no?

    Due recenti analisi - una psicologica, l'altra giuridica - possono smentire i genitori indulgenti, come nel caso dell'allarmismo mediatico sul riscaldamento globale.

    Uno studio comprendente 2600 interviste relative alle punizioni corporali e l'analisi di 179 adolescenti su come venivano sculacciati dai loro genitori, è stato condotto da Marjorie Gunnoe, professoressa di psicologia al Calvin College di Grand Rapids, Michigan.

    La Gunnoe ha annunciato questa settimana che: "le motivazioni sullo non sculacciare i bambini non possono reggere" perché "non sono coerenti con i dati."

    La Gunnoe ha riscontrato che quelli che venivano disciplinati fisicamente riescono meglio di quelli che non lo sono stati, in tutta una serie di settori come i voti scolastici, una visione più ottimistica della vita, la disponibilità a svolgere un lavoro volontario e l'ambizione di frequentare il college, inoltre rispetto a quelli che non venivano sculacciati non presentano maggiori problematiche sessuali, inclinazioni al litigio e alla e depressione. Poche le differenza tra i sessi e le classi sociali.

    Un altro studio, Akron Law Review, pubblicato l'anno scorso, dopo l'esame dei casellari giudiziari, ha rivelato che i bambini cresciuti dove vige il divieto alle punizioni corporali dei genitori sono coinvolti molto più facilmente in attività criminali.

    Un obiettivo chiave del lavoro di Jason M. Fuller, della Akron Law School University, è stata la Svezia che 30 anni fa divenne la prima nazione ad imporre il divieto totale della disciplina fisica e che per molti aspetti rappresenta "un laboratorio ideale per studiare il bando delle sculacciate".

    Con il ban delle sculacciate, secondo i rapporti della polizia, gli abusi sui minori in Svezia sono aumentati più del 500%. Già solo un anno dopo l'entrata in vigore del divieto, nonostante una campagna informativa di massa da parte del governo, Fuller ha messo in luce che "non solo i genitori svedesi sono ricorsi a punizioni e limitazioni più dei genitori statunitensi, ma hanno anche battutto i figli due volte più frequentemente".

    Dopo un decennio dal divieto, "il tasso degli abusi fisici sui bambini in Svezia è salito a tre volte il tasso negli Stati Uniti" e "dal 1979 al 1994 è aumentata di sei volte la violenza dei bambini svedesi sotto i sette.

    I genitori "illuminati" pare abbiano causato un aumento della violenza anche più tardi: "La violenza è salita alle stelle nei primi anni '90 quando i bambini che erano cresciuti del tutto senza sculacciate sono diventati adolescenti. Preadolescenti e adolescenti sotto i quindici anni sono diventati sempre più violenti nei confronti dei loro coetanei. Nel 1994 il numero dei reati dei giovani criminali era sestuplicato rispetto al tasso di criminalità del 1984".

    Dopo la Svezia, decine di paesi hanno vietato la punizione corporale parentale, come la Germania, l'Italia, e nel 2007 la Nuova Zelanda, dove l'uso della forza per correggere i bambini comporta la piena sanzionabilità penale e una madre non può nemmeno prendere la mano di suo figlio per portarlo dove rifiuta di andare.

    Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, nel frattempo, condanna le leggi che permettono qualsiasi punizione fisica dei bambini e ha invitato tutti i governi del mondo a vietare ogni forma di disciplina fisica, anche all'interno della famiglia.

    Negli Stati Uniti, l'Associazione Nazionale degli Assistenti Sociali ha dichiarato che tutte le punizioni fisiche dei bambini sono nocive e dovrebbero essere bandite; le assistenti sociali vanno a indagare sulla disciplina fisica visitando le famiglie. E nel 2007, Sally Lieber, della San Francisco Bay Area Assemblywoman proposto una legge, che non è passata, che imponeva un divieto dello stato della California a sculacciare i bambini d'età inferiore ai quattro anni.

    Contrariamente a quanto si dice, il pediatra e attivista politico di sinistra, Benjamin Spock, non ha raccomandato la clemenza parentale. Nelle ristampe del suo famoso bestseller, "Baby and Child Care", Spock ha legittimitato la necessità della disciplina: "chiarezza e coerenza della leadership dei genitori", gentilezza e devozione ai genitori che sculacciano, e affermato che l'incapacità di essere fermi è stata "il problema più comune dei genitori in America".

    Tuttavia i discepoli di Spock, del 21° secolo, partono dai suoi precetti originali, "la filosofia e la visione", dichiarando che "la punizione non è la chiave della disciplina".

    Il sito DrSpock.com, guida dei genitori, ritiene che "sculacciare insegna ai bambini che il più grande è il più forte e ha il potere, anche se non è nel giusto" e conclude che "la tradizione americana dello sculacciare può essere una ragione per cui c'è molta più violenza nel nostro paese che in qualsiasi altro".

    La politica ufficiale dell'American Academy of Pediatrics, afferma che: "nonostante la comune accettazione, sculacciare è una strategia poco efficace rispetto al timeout o alla rimozione dei privilegi per ridurre i comportamenti scorretti dei bambini. Anche se sculacciare può ridurre o interrompere un comportamento scorretto, la sua efficacia diminuisce la volta seguente".

    L'accademia aggiunge: "L'unico modo per mantenere l'effetto iniziale dello sculacciare è quello di aumentarne sistematicamente l'intensità il che può rapidamente degenerare in abuso. Quindi, nella migliore delle ipotesi, si potrebbe sculacciare sarebbe solo in situazioni particolarmente rare".

    Il "Timeout" è un'alternativa alla disciplina fisica ampiamente pubblicizzato in cui un bambino viene separato dalla situazione o dall'ambiente dopo l'intemperanza, ideato nel 1960 dal ricercatore comportamentale Arthur Staats, come "una punizione molto mite, dalla rimozione di una situazione al rinforzo".

    Gli accertamenti della Gunnoe sono stati in gran parte ignorati dai media americani, ma hanno fatto notiza sui giornali britannici. Non è la prima volta il suo lavoro viene ignorato dalla stampa. Anche il suo lavoro del 1997 dimostrante che la sculacciata riduce l'aggressività è stato largamente nascosto.

    E non è la sola in queste conclusioni. La dottoressa Diana Baumrind della University of California, Berkeley, e il suo team di ricercatori professionisti, da oltre un decennio conducono quello che è considerato il più esteso e metodologicamente approfondito studio sullo sviluppo infantile fatto ad oggi. Hanno esaminato 164 famiglie, seguendo i figli dai 4 anni ai 14. Baumrind ha constatato che sculacciare può essere utile in determinati contesti e "nessuna evidenza di effetti negativi della punizione fisica."

    Ha anche trovato che i bambini che non venivano mai sculacciati tendevano ad avere problemi comportamentali e non erano più competitivi rispetto ai loro coetanei.

    Come per quanto riguarda il cambiamento climatico, i politici di tutto il mondo sembrano fuori contatto con la scienza più rigorosa a riguardo della disciplina parentale. La nuova ricerca potrebbe costituire potenti armi per gli attivisti che cercano di invertire la tendenza globale...


    Pro-Spanking Studies May Have Global Effect

  5. #5
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    Lazio
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    Riferimento: Sculaccioni si sculaccioni no?

    Noi professionisti della psicologia dobbiamo sempre tener d'occhio la ricerca e i suoi risultati, per dare evidenza scientifica al nostro lavoro e poter così informare correttamente chi si affida a noi.
    E anche in questo caso trovo molto utile il dibattito, però credo che sia necessario anche il buonsenso. come già affermato da qualcuno nel corso della discussione (mi scuso ma non trovo il punto esatto) è importante soprattuto in quale contesto viene data la sculacciata, con quale frequenza e più in generale quali sono i valori educativi della famiglia.
    Anch'io, da piccola, ho preso delle sculacciate che non hanno lasciato nessun trauma. Ma se il bambino vie un clima di violenza e di paura, stiamo parlando di altro.
    Martina Recchia
    Martina Recchia- psicologa dello sviluppo e dell'educazione- ordine psicologi del Lazio n°15592

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