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  1. #1

    Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Spesso quando si pensa di iniziare una dieta dimagrante, ci si immagina soprattutto nella prima fase, quella, cioè, in cui tutte le proprie energie sono concentrate sul nuovo piano alimentare da seguire (sempre consigliato da un dietologo!) e sull’impegno a svolgere un’adeguata attività fisica per ottimizzare gli effetti della dieta.

    Una volta raggiunto il tanto sospirato peso forma, dopo tanti sacrifici, inizia una nuova fase: il MANTENIMENTO. Questo secondo step spesso rappresenta un momento di difficoltà per coloro che più o meno consapevolmente credevano di potersi lasciare un po’ andare dopo tanti sacrifici o che semplicemente non immaginavano il proprio approccio al cibo “oltre la dieta”.

    Per tutte le persone che hanno seguito un piano alimentare dimagrante è l’inizio di un percorso: è da qui che si avvia il nuovo stile alimentare, diverso da quello che aveva condotto all’aumento di peso, diverso da quello che ha permesso di dimagrire. È un po’ una terza via, quella che si dovrebbe seguire per tutta la vita.

    Ma come mai invece tante persone riprendono in breve tempo i chili persi?

    Credo che fin dall’inizio la persona che vuole dimagrire deve essere accompagnata al nuovo stile alimentare dopo il programma dimagrante.

    Ma in che modo? Possono bastare delle, seppur accuratissime, indicazioni alimentari?

    Secondo voi, può essere utile un lavoro sull’immagine di sé che aiuta a passare da un “IO SOVRAPPESO” ad un “IO-NORMOPESO”?



    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  2. #2
    Partecipante L'avatar di koleoskat
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    07-12-2009
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    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Ciao a tutti
    volevo partecipare alla discussione anche se non sono un medico e sopratutto anche se il mio rapporto col cibo non è di migliori..

    Sempre restando nel contesto diete&co in questi giorni mi è capitato di leggere un articolo su una rivista(si può nominare??) che parlava di una dieta in base ai geni. Io personalmente l'ho trovata una cosa molto interessante, magari un pò particolare...forse neanche ben accettata da molte persone, però è una bella scoperta.

    Tornando al post e alle diete "comuni" io penso che una dieta senza fondamento scientifico non possa funzionare, ma soprattutto credo sia utile informare ed istruire il cliente in modo che durante e dopo il regime dieteico non commetta errori.

    Basta dare una semplice occhiata a internet, o a delle riviste e pubblicazioni scientifiche per accorgerci di che errori grossolani certe persone e diete commettono,e da qui si può facilemnte arrivare al perchè del fallimento della dieta.

    Molte di queste cose sono spiegate nei libri della zona che io personalmente appoggio( è un semplice parere personale...ognuno poi è libero di dire vero o falso e di seguire la propria strada)

    In certi casi invece è la semplice mancanza di moto.
    Ma sarà vero,come dicono gli esperti, che anche solo una semplice camminata di mezzora al giorno migliora l'autostima e la voglia di proseguire la dieta?
    Quindi può essere giusto associare dieta e "sport" anche a fini psicologici?

    Voi che ne pensate?

  3. #3

    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Cara koleoscat,

    Mi preme sottolineare innanzitutto che il forum NON è per soli professionisti ma è per TUTTI! Perciò benvenuta in questa discussione

    Fra l’altro sollevi degli argomenti molto interessanti che potrebbe essere utile affrontare. Mi riferisco a quanto dici sul fatto che su Internet a volte si trovano delle diete squilibrate che non solo non portano a raggiungere dei risultati a lungo termine ma che soprattutto provocano delle carenze nutrizionali che danneggiano il benessere dell’organismo.

    Perciò non ci stancheremo mai di ripetere di affidarsi a professionisti competenti se si decide di perdere peso oppure di cambiare il proprio stile alimentare per renderlo più equilibrato: ricordiamoci che migliorare le proprie abitudini alimentari è uno dei modi possibili per prendersi cura di se stessi.

    Per quanto riguarda il legame sport e autostima, sicuramente si possono fare diverse riflessioni.

    Praticare un’attività fisica MODERATA e COSTANTE agisce positivamente sull’autostima e sul buon umore per diverse ragioni. Tra queste c’è il miglioramento dell’immagine di sé (e quindi, ci si può piacere di più se ci si sente più “in forma”) e l’aumento del livello di Endorfine (oppioidi endogeni rilasciati nel nostro cervello quando facciamo sforzi fisici) che danno sensazioni di piacere.

    Tu ci poni questa riflessione: “può essere giusto associare dieta e "sport" anche a fini psicologici?”

    Se i “fini psicologici” sono l’aumento della sensazione di benessere psicofisico e un miglioramento del modo in cui si vive la propria immagine, allora mi sentirei di rispondere di si, ma credo che i criteri per la scelta (dello sport da praticare e del modo di approcciare il cibo) siano la MODERAZIONE la GIUSTA MISURA.




    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  4. #4
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Pienamente condivisibile tutto quanto detto sull'evitare il fai-da-te, le diete da internet o da settimanale di moda e, aggiungo, i tanti prodotti "naturali" e "rivoluzionari", liberamente acquistabili senza prescrizione medica, che promettono effetti mirabolanti senza fatica.

    [Quote] Pamela Serafini
    Secondo voi, può essere utile un lavoro sull’immagine di sé che aiuta a passare da un “IO SOVRAPPESO” ad un “IO-NORMOPESO”?
    [Quote]

    Credo molto dipenda dalle motivazioni a monte. C'è chi inizia una dieta dimagrante esclusivamente per modificare (migliorare) la propria immagine ma c'è anche chi modifica regime alimentare e stile di vita perchè ciò è imposto da condizioni fisiche che non è il solo sovrappeso, ma anche ipertensione, a volte unita a glicemia e colesterolemia verso i limiti alti.

    Chi lo fa per l'immagine è molto (troppo ?) motivato e forse farebbe bene ad interrogarsi attentamente sul perchè e sulla intensità di questa esigenza di miglioramento fisico e sugli obiettivi da raggiungere. Spesso non si tratta di impostare uno stile di alimentazione/vita più sano ma solo di perdere peso. Capita che queste persone vengano "travolte" dalla dieta scivolando in abitudini alimentari non sane o addirittura in disturbi alimentari. L'autostima è in gioco ed è un potente motore: se calo sarò migliore, non avranno difficoltà a conservare il peso ottimale seguendo una dieta spinte come sono dall'autostima, nel frattempo rinforzata dalla vittoria ottenuta perdendo peso. Rivolgersi ad un dietologo è sempre cosigliabile ma uno/a con competenza/esperienza nel campo dei DCA potrebbe essere meglio per scongiurare pericolose derive.

    Diverso è il caso di chi deve cambiare abitudini per ragioni mediche. Escludendo ovviamente chi è in sovrappeso patologico, oltre i 50 anni è sempre utile rivedere lo stile di vita ed evitare l'assunzione di farmaci per il controllo dei parametri citati sopra. Pur percependo i benefici per la salute connessi ad una vita/dieta più sana, la motivazione ad impegnarsi è molto più bassa. L'autostima di queste persone non viene sollecitata, accettano già la propria immagine corporea e magari ricavano maggior piacere dal cibo e dalla convivialità ad esso legata che non da una immagine "perfetta". Ogni kilo da perdere è una sofferenza non una vittoria, ogni ora in palestra una seccatura. Ovvio che dopo il primo periodo di impegno intenso si tenda ad allentare il controllo, a concedersi piccole gratificazioni e ... riprendere peso. In questo caso il dietologo ha più funzione di controllore e di stimolatore dei comportamenti corretti. Non vedo una tensione verso un "io-normopeso" visto come migliore di un "io-come-peso-ora".

    [Quote] Pamela Serafini
    Praticare un’attività fisica MODERATA e COSTANTE agisce positivamente sull’autostima e sul buon umore per diverse ragioni. Tra queste c’è il miglioramento dell’immagine di sé (e quindi, ci si può piacere di più se ci si sente più “in forma”) e l’aumento del livello di Endorfine (oppioidi endogeni rilasciati nel nostro cervello quando facciamo sforzi fisici) che danno sensazioni di piacere.
    [Quote]

    So che vado contro un concetto consolidato, ma non sono del tutto d'accordo. Sono invece convinto che anche qui la motivazione faccia la differenza: chi "sceglie" di fare attività fisica nè è certamente euforizzato più di chi la subisce. Tanto che talvolta c'è chi eccede, facendone un impegno quasi compulsivo. Non dico che il movimento faccia male, anzi, ma che i suoi effetti sul benessere psicologico possono essere molto diversi a seconda delle motivazioni che spingono l'individuo. Chi lo prende come una "medicina" ne avrà forse beneficio fisico ma scarso effetto sull'autostima o sull'umore.

  5. #5
    Partecipante L'avatar di koleoskat
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    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Volevo rispondere a giovanni in merito all'eccesso di sport:
    Io posso dirti per esperienza (ti premetto che io faccio un molto sport...) che quando inizi a fare sport è molto difficile smettere,specialmente se vedi miglioraramenti continui e quindi sei ancora più motivato ad andare avanti.
    E' difficile da spiegare, e forse da capire per chi non pratica attività sportiva, ma ti assicuro che i medici hanno ragione quando dicono che gli sportivi si comportano come dei drogati cioè è difficile farne a meno.

    Tornando sul discorso dieta, una persona che inizia a fare un pò di movimento per migliorare i risultati della dieta....penso sia solo un fatto positivo.

    Il perchè è semplice secondo recenti sondaggi una tra le cause principali di obesità e sovrappeso è proprio l'aumento di sedentarietà, e cosa ancor più grave è risultato che i bambini italiani sono tra i meno "attivi".....

    Il risultato purtroppo è che sempre meno persone riescono ad avere un peso forma costante associato ad un'alimentazione normale e a uno stile di vita sano.

    E' anche questa forse la causa di tante diete iniziate e mai finite,o kili ripresi dopo uno-due mesi.
    Certo non sono da escludere altri fattori fondamentali,anche se spesso trascurati, come per esempio far abituare il corpo sia prima che dopo una dieta.

  6. #6

    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Buongiorno Giovanni,

    grazie intanto per l’interessante contributo che ci ha dato perché ci permette di riflettere su molti aspetti dell’argomento.

    Innanzitutto è sicuramente utile differenziare le motivazioni che possono sollecitare le persone a perdere peso. C’è chi effettivamente può essere spinto da un desiderio di modificare la propria immagine, migliorandola perché non si piace più sovrappeso. In questo caso, indipendentemente dall’età, si può essere:

    -motivati a seguire un’alimentazione sana e corretta,
    -motivati a praticare un’attività fisica.

    Certamente si può immaginare che chi ama lasciarsi andare ai piaceri della buona tavola e della convivialità e che non sia minimamente interessato a lavorare sulla propria immagine attraverso una dieta equilibrata e l’attività fisica, viva come uno sforzo (forse anche come una scocciatura) il fatto di dover cambiare le abitudini alimentari e muoversi di più esclusivamente per motivi di salute. In questo caso ci potrebbe essere un bassissimo livello di motivazione a modificare il proprio stile di vita/di alimentazione. Si può anche immaginare che trarrà meno nutrimento per l’ autostima se farà attività fisica come una “medicina” ma la produzione di endorfine a livello cerebrale che danno sensazioni di piacere si attiva comunque.

    Concordo anche con il fatto che purtroppo c’è chi, d’altra parte, si lascia travolgere dalla dieta, scivolando in abitudini alimentari scorrette, che ha fretta di raggiungere dei risultati e la cui autostima dipende da quanti chili riesce a perdere nel minor tempo possibile, convincendosi che il proprio valore come persona coincida con un’immagine di sé magra. Ma quando ciò accade, probabilmente già si entra nel terreno di un disturbo dell’alimentazione e dell’immagine di sé.

    Credo che in ogni caso, a tutte le età e qualunque sia la motivazione che può indurre una persona ad intraprendere un percorso di dimagrimento (e non mi riferisco a chi vuole dimagrire anche se non ne avrebbe effettivamente bisogno) non possa bastare un programma alimentare, anche se prescritto da un bravo dietologo. C’è bisogno di una rieducazione al rapporto con il cibo che dovrà passare per l’esplorazione della propria storia legata all’alimentazione, soprattutto se si è accumulato molto peso, cercando di capire perché e in che modo il cibo è stato così tanto investito di valore.


    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  7. #7

    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Cara koleoskat,

    grazie al tuo post colgo l’occasione per affrontare il tema della “dipendenza dallo sport”.

    Tu dici: “gli sportivi si comportano come dei drogati cioè è difficile farne a meno”, in effetti alcune ricerche hanno dimostrato che soprattutto l’attività aerobica, praticata in eccesso, può provocare una certa dipendenza perché sollecita la produzione di dopamina e beta endorfine a livello cerebrale che danno una sensazione di piacere tale da indurre a ripetere l’esperienza, generando una certa “compulsività”.

    Ma occorre riflettere anche sul fatto che a volte l’eccessiva attività fisica si associa al bisogno ossessivo di controllo del peso e al conflitto con la propria immagine che si accetta solo se “filiforme” o “muscolosa”, comunque priva di grasso.

    Come ho scritto in un altro post, anche nello sport la parola chiave è MODERAZIONE in quanto l’attività fisica dovrebbe essere fonte di benessere e di piacere (per chi ama praticarla) e non uno stress ulteriore per l’organismo.

    Anche in questo caso, come per l’abuso di cibo, occorrerebbe domandarsi il significato che può avere per se stessi un eccessivo bisogno di muoversi e cosa potrebbe celarsi dietro ad un investimento così grande sull’attività fisica.


    Pamela Serafini
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    Pamela Serafini

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di lucia74
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    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Gentile collega e gentili utenti, mi fa piacere leggere post così stimolanti.
    Scrivo per affermare il mio assenso riguardo alla domanda posta dalla collega Serafini ad inizio discussione; sì, è utile secondo me per la persona poter fare anche un lavoro sull'immagine di sè soprattutto durante la fase di mantenimento.
    Non solo è utile capire le motivazioni che spingono una persona ad esempio a perdere molti chili; la dieta non solo è impegnativa, ma é anche una cosa seria e bisogna sempre affidarsi ad un esperto prima di intraprenderne una. Anche se riteniamo di conoscerci abbastanza. Ricordiamo che ogni dieta intrapresa per motivi che possono essere diversi è comunque sovente fonte di stress per la persona. E quindi sarebbe utile abbinare anche un sostegno psicologico che aiuti la persona nel delicato passaggio ad abitudini alimentari diverse e che possa anche stimolare un lavoro sull'autostima e sull'immagine di sè.
    Ultima modifica di lucia74 : 01-03-2010 alle ore 21.37.30
    Lucsa

  9. #9

    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Agganciandomi a quanto sostenuto anche dalla dr.ssa Scafidi, credo che sia utile un lavoro anche sull’autoimmagine da parte della persona che voglia perdere peso affinchè possa prepararsi a un cambiamento nel modo di vedere se stesso e per prendersi cura di sé in modo più “olistico”.

    Le “resistenze” al cambiamento e la forza delle abitudini per mantenere lo status quo, anche se fonte di disagio ma almeno conosciuto, potrebbero fungere da “sabotatore interno” e rendere più faticoso il raggiungimento del risultato sperato: perdere peso.

    Credo, quindi, che occorrerebbe esplorare a fondo oltre la motivazione al cambiamento e la funzione che il cibo ha rivestito nella propria vita (consolatore? Riempitivo dei momenti di noia? Cattive abitudini alimentari protratte negli anni? ecc.), anche la funzione del grasso corporeo (una forma di auto-protezione? O cos’altro?).


    Pamela Serafini
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    Pamela Serafini

  10. #10

    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Gentili colleghi, oltre ad essere una psicologa funzionale-corporea da moltissimi anni lavoro come personal trainer e insegnante di pilates in vari centri fitness. Ho seguito moltissime persone con problemi di sovrappeso e obesità che seguivano una dieta appropriata prescritta da un dietologo. La maggior parte di loro (l'80%) non aveva mai frequentato una palestra o un centro fitness e non aveva mai fatto attività fisica. La difficoltà più grande che ho incontrato è stata quella di "educarli" all'attività fisica motivandoli e ponendo obiettivi chiari e facilmente raggiungibili. Ho notato che se erano costanti e seguivano un dieta non troppo rigida nel giro di qualche mese ottenevano ottimi risultati. Il "peso" del proprio corpo per molti miei clienti era l'unico modo per sentire e far sentire la propria consistenza, per dire al mondo che loro esistevano.
    Come psicologa funzionale con pazienti che soffrono di obesità patologica lavoro sulle sensazioni, sulla capacità di far risentire il proprio corpo (pieno,vuoto, sazietà,non saziètà).Questi pazienti vivono in una dispercezione corporea, spesso non sentono la sensazione del proprio volume. E' un lavoro complesso e lungo anche perchè va a toccare aspetti profondi e arcaici del proprio Sè e pian,piano a ricostruire una immagine corporea e una percezione del proprio corpo sana e non distorta. Vorrei,inoltre, ricordare che non tutte le persone che soffrono di obesità vogliono intraprendere un cammino che porta al dimagrimento, molti pazienti imparano,grazie anche al lavoro terapeutico, ad accettersi e per loro questo può valere più di mille diete e più di 40 chili persi..

  11. #11

    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Gentile dr.ssa Mason,

    la ringrazio per il suo prezioso contributo in quanto arricchisce molto con la sua esperienza come psicologa funzionale e personal trainer i contenuti di cui stiamo parlando.

    Trovo molto densa di significato la funzione che aveva il peso corporeo per molti suoi clienti come un “modo per sentire e far sentire la propria consistenza, per dire al mondo che loro esistevano”.

    Inoltre trovo estremamente interessante l’approccio che utilizza nel trattamento dell’obesità patologica che la porta a lavorare sulle sensazioni corporee, sulla dispercezione di sé fino “a ricostruire una immagine corporea e una percezione del proprio corpo sana e non distorta”, attraverso un lavoro lungo proprio perché scende in profondità fino a toccare gli aspetti arcaici del sé.

    In questo modo diventa sempre più evidente quanto sia utile un l’intervento a più livelli per affrontare l’ obesità, perché il problema appunto, non sono soltanto i chili in più.

    Fa bene anche a ribadire che non tutte le persone obese vogliono intraprendere un percorso che porta al dimagrimento e che invece possono essere aiutate da un lavoro terapeutico ad accettarsi per come sono.

    Il mio post si riferiva esclusivamente a quelle persone MOTIVATE a perdere peso, che ci riescono e che VOGLIONO mantenere i risultati.


    Pamela Serafini
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    Pamela Serafini

  12. #12
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    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Ripesco questo thread perchè sono arrivato proprio al punto del titolo.

    Ho raggiunto il peso forma concordato con la dietista. Premesso che volevo migliorare alcuni parametri medico/fisici, non conseguire un mero miglioramento estetico, adesso che ho raggiunto la meta .. che faccio ?

    Come si mantiene costante la tensione e l'impegno per il futuro, per un tempo, mi auguro, molto lungo ?

  13. #13

    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Gentile Giovanni,

    capisco il suo interrogativo. Immagino sia stato impegnativo raggiungere la “meta” e cioè il conseguimento di alcuni parametri medico/fisici auspicati per la sua salute.

    Il mantenimento è una fase importantissima e delicata di ogni percorso di dimagrimento, spesso trascurata ma che invece va affrontata con tutta l’attenzione che merita.

    Riuscire a mantenere nel tempo i risultati raggiunti, da un punto di vista pratico è possibile se si continua a seguire un’alimentazione equilibrata, se ci si pesa regolarmente (ma non spessissimo) e se si segue con costanza un’attività fisica.

    Io mi soffermerei però su un altro aspetto.

    Riuscire a dimagrire e a raggiungere un peso forma adeguato per il proprio benessere psicofisico fanno parte (o dovrebbero almeno) di un processo più ampio di cambiamento dello stile di vita, e non soltanto del regime alimentare.

    Si tratta di una trasformazione del modo in cui ci si pone nei confronti del cibo: ecco perché può essere utile, mentre si segue un programma di dimagrimento, esplorare il rapporto nei confronti del cibo e le motivazioni che in precedenza avevano condotto all’aumento di peso:

    cosa significava per me il cibo?

    perché mangiavo troppo?

    in quali momenti della giornata mangiavo di più?

    c’erano delle situazioni o delle emozioni che mi inducevano a mangiare oltremisura?

    E tanti altri quesiti ancora…

    Altrettanto utile potrebbe essere provare a rispondere a queste domande:

    Quanto è importante per me mantenere il peso raggiunto?

    Che vantaggi ne trarrò?



    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

  14. #14
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    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Citazione Originalmente inviato da Pamela Serafini Visualizza messaggio
    Si tratta di una trasformazione del modo in cui ci si pone nei confronti del cibo: ecco perché può essere utile, mentre si segue un programma di dimagrimento, esplorare il rapporto nei confronti del cibo e le motivazioni che in precedenza avevano condotto all’aumento di peso:
    cosa significava per me il cibo?
    perché mangiavo troppo?
    in quali momenti della giornata mangiavo di più?
    c’erano delle situazioni o delle emozioni che mi inducevano a mangiare oltremisura?
    E tanti altri quesiti ancora…
    Buonasera Dottoressa Serafini,

    e mamma mia ... quanti interrogativi ... che non mi ero minimamente posto.

    Il mio rapporto col cibo è ... beh ... diciamo inesistente, o se vogliamo solo tecnico, e non lo avverto come cambiato. Il cibo è la fonte di energia, punto. Posso mangiare indifferentemente cibi molto spartani, che preferisco, od elaborati; non cerco la raffinatezza e sono molto tollerante verso la "qualità" della cucina, tipo pasta scotta o carne bruciata e della presentazione. Mangiatore veloce, quasi vorace, tendo ad aggredire il cibo, assaporo poco, stando a tavola il meno possibile; appena raggiunta una sufficiente sazietà mi alzo subito o quasi subito, visto che mi ritengo educato e rispetto le convenzioni sociali.

    Se non fosse disastroso per la salute il cibo "fast-food" sarebbe l'ideale per me. Anche le occasioni conviviali, che pure apprezzo, se si protraggono oltre l'ora mi infastidiscono; non parliamo poi dei pranzi nunziali.

    Gli orari del lavoro dettano anche i tempi del cibo, la cena era il pasto principale, con tutte le conseguenze negative del caso. La tensione (ansia ?) più che a mangiare mi induceva semmai a bere. Intendiamoci, sempre entro limiti accettabili, ma un paio di bicchieri di vino ed un grappino o due dopo cena (... il mio Tavor) aiutavano molto a sciogliere le tensioni della giornata appena conclusa.

    Citazione Originalmente inviato da Pamela Serafini Visualizza messaggio
    Altrettanto utile potrebbe essere provare a rispondere a queste domande:
    Quanto è importante per me mantenere il peso raggiunto?
    Che vantaggi ne trarrò?
    Pamela Serafini
    Oggi (BMI circa 25) mi sento bene, ma stavo bene e mi accettavo anche prima, nel tollerabile sovrappeso (BMI circa 27). I vantaggi più che sentiti li ho visti stampati sulle analisi cliniche e sì, mi hanno fatto piacere, così potrò evitare di assumere farmaci, cosa che detesto e ritengo alla lunga dannosa. Se potessi mantenerli anche ad un peso superiore, molto probabilmente del peso non mi interesserei più di tanto, non gli attribuisco un valore assoluto.

    Buona serata

  15. #15

    Riferimento: Ho raggiunto il peso forma...e adesso?

    Buongiorno Giovanni,

    credo che anche se lei non si era posto in precedenza delle domande sul suo rapporto con il cibo, sembra consapevole di alcuni atteggiamenti particolari: dice infatti che per lei il cibo è solo una fonte di energia e di essere un “mangiatore veloce, quasi vorace”, e che tende “ad aggredire il cibo”, assaporandolo poco e stando a tavola il meno possibile.

    Quello che mi sembra non sia emerso da quanto ci racconta è la dimensione del piacere legata al cibo. Quanto le piace effettivamente mangiare? Ci sono degli aspetti legati al cibo che le danno piacere?

    Mi pare di capire anche che il sovrappeso che aveva prima non le creava conflitti con la sua immagine e che ha “letto” i vantaggi del dimagrimento sulle analisi cliniche tanto che potrà così evitare dei farmaci.

    Pensa che potrà in futuro focalizzarsi sulla motivazione a mantenere valori nella norma per trarre la forza di mantenere i risultati raggiunti?

    Riesce a trovare eventualmente altri vantaggi del dimagrimento?



    Pamela Serafini
    Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572

    Pamela Serafini

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