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  1. #1

    Intervento psicoeducativo a scuola.

    Ciao a tutti!
    Avrei bisogno di un aiuto! Sto facendo una tesi sperimentale che riguarda interventi psicoeducativi a scuola! In una scuola dell'infanzia abbiamo deciso di lavorare sull'alimentazione di una bambina che è ancora praticamente in fase di svezzamento. Mangia ancora frullati, passati, yogurt e pane! Potreste consigliarmi qualche testo che parli dei diversi step da fare per introdurre piano piano diversi cibi nella dieta di questa bambina?
    Un libro che mi spieghi in maniera abbastanza strutturata quali sono i primi cibi da introdurre, in che quantità e in che modo aumentare le dosi e la varietà!
    Vi ringrazio in anticipo!
    Lucia

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: Intervento psicoeducativo a scuola.

    "Chi" ha deciso di lavorare sull'alimentazione della bambina? Cosa dice il pediatra? Perché non ci sono step prestabiliti, con cibi fissi da introdurre a tempi prestabiliti. Nel senso: verso i 6-4 mesi ogni pediatra dà alla mamma un regime alimentare più o meno standardizzato e uniforme per il bambino in svezzamento, con tutti i vari cibi che a tot mesi, lo stomachino del bambino sarebbe potenzialmente in grado di digerire...ma questo non significa che è psicologicamente pronto ad assaggiarli! Ogni cibo ha la sua consistenza, la sua forma e colore e non è giusto imporlo al bambino come fanno vari pediatri o educatrici, ogni bambino ha i supi tempi, se una cosa non gli piace adesso, non è pronto psicologicamente (anche se fisicamente sì) e si ripropone dopo un mese. Quindi non esistono propriamente manuali con i vari cibi, ma solo liste pediatriche basate sulla maturazione dell'apparato digerente. Anzi, alcuni pediatri addirittura mettono il pesce a 4 mesi, che ha un saporaccio per un bambino e ci sono bambini che non ne vogliono sapere almeno fino a un anno e più! Insomma dal punto di vista psicologico la cosa migliore è rispettare i tempi e gusti del bambino, senza stordirlo facendogli assaggiare per forza di tutto e di più solo perché sta scritto nelle prescrizioni. Se cresce mangiando passati, frullati e pane, dov'è il problema? Spesso è nelle aspettative di medici, educatori e adulti . Faccio seminari sull'alimentazione dei bambini (allattamento, svezzamento, alimentazione nei primi anni) e il mio libro di riferimento, se può esserti utile o forse lo conosci già, è: "Il mio bambino non mi mangia!", di Gonzales, che è improntato sul massimo rispetto del bambino, soprattutto nella fase delicatissima dello svezzamento. Sono riportati anche vari casi e domande comuni (non mangia le verdure, come fa ad assumere vitamine? - i lpediatra ha detto che deve mangiare il cibo x, ma lo sputa, come faccio a farglielo mangiare? ecc) con importanti risvolti psicologici! Il cibo media la relazione, è spesso un terreno per socnflitti affettivi, meglio non rischiare niente...penso possa essere utile per l'esperienza affettivo-nutritiva di questa bambina in svezzamento

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