Allora, cerchiamo un po' di capire bene fino in fondo quali sono le implicazioni del tuo ragionamento....
E per farlo, facciamo un esempio concreto: Piergiorgio Welby
Sono passati poco più di 3 anni dalla sua morte, ma credo che tutti si ricordino il suo caso... Per chi non se lo ricorda, qui Piergiorgio Welby - Wikipedia c'è un breve riassunto.
Dunque: Piergiorgio Welby aveva CHIARAMENTE e a più riprese chiesto di essere lasciato morire, ottenendo risposte negative da vari tribunali a cui si era rivolto.
Con un ultimo atto di disubbidienza civile, decise di procedere ugualmente al distacco dal respiratore. La Chiesa Cattolica, con una decisione che è una delle peggiori macchie della sua storia recente ( non nei suoi confronti, visto che, essendo lui ormai morto, nessun interesse poteva avere al riguardo ammesso ne avesse potuto avere da vivo, ma verso i suoi parenti cattolici praticanti... ) gli negò il diritto al funerale.
Ora, esaminiamo la sua situazione dal punto di vista della legge italiana, che è poi anche il TUO punto di vista....
Welby aveva il diritto di staccare il respiratore, sì, di chiedere quindi la cessazione delle cure, ma NON AVEVA il diritto di farsi aiutare in questo trapasso... Poteva quindi lasciarsi morire, ma solo a patto che la morte fosse avvenuta "naturalmente", in mezzo ad atroci dolori e sofferenze dovute all'asfissia successiva al distacco dal respiratore automatico... Non aveva il diritto di ottenere la somministrazione di un farmaco che accelerasse questa agonia e gli risparmiasse questa ultima, estrema sofferenza... In quel caso, infatti, sarebbe stata "eutanasia", quindi, come sostieni tu, un "omicidio"...
E il medico che l'avesse praticata sarebbe stato colpevole di "omicidio del consenziente"...
E' infatti questa l'imputazione con cui venne incriminato il collega medico anestesista dr. Riccio che si prese il gravoso incarico di aiutare COMUNQUE Welby durante il suo trapasso ( fossi stato un anestesista, mi sarei offerto volentieri io....)
IL medico venne assolto dopo un anno di processo NON perchè la legge Italiana considerasse una assurda, inutile, crudele imposizione questa norma allucinante, ma solo perchè riuscì a dimostrare che i farmaci da lui somministrati, accuratamente scelti e dosati, non erano stati di per sè causa della morte di Welby, ma solo dei sedativi che gli avevano ridotto, se non annullato, la sofferenza dovuta all'asfissia...
Perchè Welby alla fine per asfissia dovette morire, con una agonia durata, se non ricordo male, ben 45 minuti anche se la sua sofferenza venne quanto meno fortemente alleviata dal supporto farmacologico dell'anestesista...
Il quale, però, dovette camminare per un sentiero ben stretto: perchè sarebbe bastato poco per un paziente in quelle condizioni per avere, in caso di sia pur leggero sovradosaggio, una morte più rapida che avrebbe potuto essere addebitata ai farmaci somministrati e non alla "naturale" asfissia causata dal distacco del respiratore automatico, con la conseguente condanna del medico stesso a "omicidio del consenziente"....
Questa è la situazione giuridica italiana, caro Postman.... Situazione che a me fa leggermente schifo....


LinkBack URL
About LinkBacks


)
Rispondi citando
). Qualcuno che è più pratico di me potrebbe magari citarla, giusto per fare chiarezza? Non vorrei sbagliarmi... 

per usufruire del servizio contattare la scrivente per pattuire il compenso 
