Ciao... so che ho scritto tanto ma spero che almeno uno di voi lo legga... magari non tutto una volta e che trovi il tempo per aiutarmi!
“Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde. Perché è così che ti frega la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te li togli più. E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quando è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.”
… è atroce… avverto un forte bisogno di parlare e di chiedere aiuto… perché qui? Perché forse qui potrei ricevere consigli oggettivi che esulano dai condizionamenti inevitabili che esistono quando a darci un consiglio sono le persone che ci vogliono bene o che vogliono proteggerci evitando di dirci ciò che sanno farebbe molto male.
La mia è una storia lunghissima da raccontare ma vorrei evitare di dilungarmi, dando però importanza a ciò che di importante c’è da sapere, per evitare di annoiare qualcuno e di far abbandonare la lettura non potendo poi dirmi cosa cavolo devo fare e soprattutto come cavolo devo fare per non ricadere nell’oblio dell’anoressia.
Preferisco raccontare il tutto in terza persona perché mi piace mettermi all’esterno dei fatti, cosa che potrebbe aiutarmi a dire i fatti senza condizionamenti personali o forse perché, per difesa, mi pongo di fronte a ciò che è stato come spettatore e non come protagonista.
NOVEMBRE 2004: Anna e Luca si incontrano, entrambi hanno 26 anni. Hanno vissuto fino a quel momento due realtà diverse e due esperienze di vita opposte.
Anna aveva 26 anni, il 15 dicembre avrebbe conseguito la tanto aspirata Laurea, era una ragazza universitaria piena di vita pur avendo avuto esperienze passate non banali che l’hanno poi portata a fare errori forse irrimediabili: Anna aveva subito molestie dal suo ex ragazzo per 5 anni, Anna aveva subito una violenza sessuale a 24 anni da cui è conseguito poi un aborto, Anna si era data dopo quell’esperienza alla superficialità, Anna non aveva più valori, Anna viveva giorno per giorno senza più emozioni. Anna si nascondeva dietro un muro… nessuno sapeva ciò che Anna aveva vissuto e viveva… Anna aveva un unico “amico”: lo studio… quei libri, quegli esercizi, quegli esami… solo in quello si sentiva viva.
Luca, invece, pur avendo anche lui solo 26 anni… aveva una bimba di 6 anni ed aveva alle spalle un matrimonio di 6 anni finito da soli 3 mesi.
Anna e Luca si sono incontrati… Anna aveva tanta voglia di “aiutare” quel ragazzo che in quel momento viveva una fase della propria vita non semplice… aiutare lui avrebbe aiutato Anna a sentirsi viva al di là dei libri, avrebbe aiutato Anna a sentirsi umana e forse sarebbe riuscita a dare un senso a ciò che era, non cancellando (NESSUNO mai potrà cancellare ferite, immagini ed odori che mi porto dentro), ma accantonando ciò che era stato fino a quel giorno della sua vita.
Luca opponeva resistenza all’inizio… Luca piangeva tra le braccia di Anna riuscendo solo a dirle “Vai via, non puoi aiutarmi… ti farei solo del male”. Luca era un uccellino ferito ed Anna non poteva e non voleva arrendersi… Anna resta.
Anna si laurea a dicembre… con Luca accanto… Anna non era cosciente di ciò che volesse dire stare con una persona sposata e con una bambina… Anna non immagina quale grande peso si stava caricando sulle spalle e seppur Luca cercasse di farglielo capire Anna non si arrendeva… cosi da ragazza laureata che avrebbe dovuto godersi un po’ di serenità e spensieratezza si trova costretta a dover diventare Donna in pochi attimi.
Un rapporto all’inizio dovrebbe vivere momenti magici invece il rapporto di Anna e Luca era fuori dal “normale”: non si poteva passeggiare insieme, non si poteva stare in discoteca insieme (ed è stato così almeno per 1 anno), a Natale Anna era sola, a Pasqua Anna era sola, il sabato pomeriggio Anna era sola cosi come lo era la domenica… ma Anna non si arrendeva perché Luca ogni tanto sorrideva con lei e a lei bastava per continuare ad esserci.
Nel frattempo però Anna aveva uno scheletro nell’armadio: Anna aveva una doppia vita “virtuale”, si virtuale… in rete! Era la sua valvola di sfogo, era il suo modo per estraniarsi dalla realtà, era un suo modo per evadere… nel frattempo Luca riusciva solo a dirle “Fai le tue scelte indipendentemente da me perché io un matrimonio e una bambina li ho già avuti, ho fatto le mie esperienze e non ho intenzione di ripeterle”… Anna soffriva per questo, Anna aveva un solo grande sogno: diventare moglie e mamma, ma nonostante ciò Anna continuava ad esserci pur avendo un male interiore che la stava consumando. Con la mente riusciva a mantenere le distanze da Luca ma con il cuore no. Nello stesso tempo Luca non faceva capire ad Anna i suoi sentimenti o forse neanche lui si rendeva conto di quanto la amasse e ad Anna mancavano le piccole cose, mancava il poter coltivare dei sogni, mancava la serenità che una normale ragazza di 28 anni vorrebbe avere dopo anni ed anni di sofferenze”intime” e di sacrifici sui libri.
Cosi Anna si lascia andare, non fa scelte lavorative che le avrebbero potuto dare la possibilità quanto meno di essere indipendente e si ritira nel suo paesino… mentre Luca continua la sua carriera e continua a crescere la sua bimba e a mantenere rapporti a sua detta “civili” a mio avviso “intimi” con la moglie (ancora oggi non sono divorziati, lo sarebbero potuti essere da giugno ma chissà perché non si decidono”.
Nel 2006 Anna tradisce Luca… si vede con un ragazzo per una sola volta, non ci va a letto… in quella situazione capisce che, seppur quella situazione la faceva sentire viva, non era una situazione che le dava benessere e cosi tronca. Ma Anna continua su Internet… conosce persone solo virtualmente fino a quando nell’aprile del 2007 decide di conoscere dal vivo uno di quei ragazzi che l’avevano tanto ascoltata in rete… decide di conoscerlo ma non ci riesce perché le cose non vanno come dovevano andare (sarà il destino?) ma viene scoperta da Luca. Inizialmente Anna nega… è l’aprile del 2007… è l’inizio della fine.
Un calvario senza fine giorno dopo giorno.
Succede di tutto: Luca picchia Anna fino a farle uscire il sangue dal naso, i due si lasciano e si prendono, alternano momenti di passione profonda a momenti di odio spaventoso, ci si offende, si piange insieme, si fa l’amore. Dal 2007 Anna subisce e non reagisce perché si sente in colpa e non fa altro che ripetersi “te lo meriti”.
Anna però non sa stare senza attenzioni, Anna on respira se non si sente voluta bene… e torna a sbagliare… pur sapendo di non poter stare senza Luca prova a vivere senza di lui conoscendo un altro ragazzo… però non va, non è ciò che vuole… fino a quel momento Luca è all’oscuro di tutto fino a quando a febbraio 2008 per una serie di coincidenze Anna è costretta ad aprirsi a Luca e così Anna parla a Luca del suo malessere, gli parla del suo passato e torva persino la forza di raccontargli dell’anoressia, della violenza, delle botte, degli sbagli… Anna trova la forza, a volte perché messa alle strette, di dire a Luca dei tradimenti, del tentativo di cancellarlo, della doppia vita in rete… Anna si apre a Luca in tutto e per tutto.
Luca, fino a quando ha sete di sapere, si mostra dolce, attento, “fraterno”… ma nel momento in cui Anna non ha più da raccontare Luca diventa cattivo… la cosa a cui dà meno importanza è la violenza e i conseguenti traumi… per lui è più importante ciò che ha subito lui da Anna… il rapporto comincia a sgretolarsi piano piano… Anna se lo sente scivolare tra le mani… ed ora Anna non ha più nulla in mano.
E’ da domenica, che dopo vari tiri e molla, Anna e Luca non sono più una coppia né nella forma né nella sostanza. E’ già successo altre volte ma questa volta è diverso perché stavolta Anna non va contro la decisione di Luca ma la condivide. La condivide però solo quando ragiona con la testa quando riesce a zittire il cuore.
Anna sono io ed io soffro maledettamente.
Penso che Luca abbia approfittato di me ed in particolare lo abbia fatto dopo aprile 2007… Luca si è risucchiato la mia anima, giorno dopo giorno… mi è entrato dentro, nelle ferite più profonde e invece di curarle le ha lasciate a sanguinare. Mi ha fatto aprire mostrandomi Amore e solo dopo aver saputo vita/morte/miracoli di me mi ha abbandonata con la spiegazione “Non mi fido di te”… e ci volevano quasi 2 anni per capirlo?
Quale è la cosa che più mi fa male? Ce ne sono svariate!
1. l’avermi lasciata al telefono
2. l’avermi lasciata dopo avermi tenuta 2 settimane a casa sua dove non si era mai toccato il discorso “Anna e Luca” perché c’erano cose più importanti e più gravi che occupavano la mente
3. mi pento di avergli confidato quelle cose di me che non avevo mai confidato a nessuno perché in mano a lui si sono sminuite ed una violenza non va sminuita non per chi la vive.
Io oggi soffro perché lui continua a dirmi di amarmi e giustificando la sua decisione con un “non mi fido”… io non ci credo… io per amor suo mi sono presa le offese della moglie, le gomitate della moglie, ho rinunciato ad una vita normale, sono andata contro i preconcetti della mia famiglia facendolo sentire uno di casa, io per amor suo ho rinunciato PER SEMPRE ad una vita serena e normale perché, credetemi, vivere normale in certe situazioni non si può, io per amor suo ho fatto finta di non vedere ed ho fatto finta di non capire… potrei raccontarvi 1000 e 1000 episodi alcuni dei quali esulano anche dai suoi rapporti con la moglie.
E lui? Lui che dice di amarmi, lui che mi ha risucchiato l’Anima, lui che mi ha preso a schiaffi perché lo meritavo, lui che grazie a me si è rialzato, lui che grazie a me ha esaudito il suo desiderio più grande (non vi dico quale perché mi prendereste per deficiente ma credetemi che per realizzare il suo desiderio io ho messo da parte una dignità che ogni donna dovrebbe avere)… lui si arrende e si prende anche il lusso di telefonarmi… se mi sente forte e fredda diventa un cagnolino docile, semi sente debole e disperata diventa cattivo e torna a ripetermi “non c’è futuro tra noi”. Io continuo a dirgli che se non c’è futuro deve lasciarmi stare perché soffro troppo, lui risponde “io voglio starti vicino e non reputo giusto arrivare all’indifferenza”.
Io non so cosa fare… io sento di amarlo… ma credetemi che spesso penso che sia giusto cosi… o forse me lo dico per autoconvincermi… non lo so… so solo che io ho paura di stare da sola… sento che gli attacchi di panico senza di lui potrebbero tornare… lui è la mia linfa e pur di stare con lui sarei davvero disposta a vendermi l’anima.
Vi prego aiutatemi, qualcuno mi aiuti... no voglio ripetere errori già fatti ma da sola non posso farcela


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