Counselling = sostegno psicologico, con l'aggiunta di un nome inglese che aiuta a fare "mercato".
Il sostegno psicologico, per normativa, deontologia e professionalità, lo può e deve svolgere solo lo psicologo abilitato.
La formazione in counselling non ha alcun valore legale pubblicistico.
La "professione" di "counsellor" non è normata, riconosciuta, o prevista dall'ordinamento giuridico italiano.
Spesso, anzi, chi fa "counselling" (ovvero, sostegno psicologico) fa o rischia di incorrere nell'esercizio abusivo di professione di psicologo (ci sono sentenze della magistratura).
Se l'elettricista col pezzo di carta senza valore legale di un corso privato di "counselling" si mettesse a fare ascolto o sostegno psicologico nella scuola di mio figlio, prima si piglia una denuncia lui per esercizio abusivo della professione, poi si piglia una denuncia per concorso il dirigente scolastico che l'ha permesso. Con, in più, le richieste di eventuali danni in sede civile.
Sarebbe come dire che in una scuola lo "sportello nutrizionale" lo fanno fare non a un medico o a un dietista, ma ad un elettricista che ha fatto un corso non riconosciuto per corrispondenza di un'associazione privata non riconosciuta, ed adesso se ne sta lì nella scuola a dare indicazioni di carattere sanitario ai ragazzini.
Quindi: 1. non presentarti come counsellor: da un punto di vista normativo-pubblicistico, del resto, non vuol dire niente (se non appunto, che probabilmente fai o rischi di fare attività che sono considerate atti tipici di un'altra professione, che però richiede un'abilitazione di legge per essere svolta). 2. Non fare test, diagnostiche, etc., se non sei abilitata (ed anche se lo sei, non le fare se non è chiaro il senso e l'obbiettivo del farle: la diagnostica si fa se - e solo se - vi è un motivo ben preciso e ben chiaro per farla). 3. Gli "sportelli psicologici", come da nome, facciamoli fare agli psicologi, e non agli elettricisti, ai dietisti o alle nonne: non importa quello "che hai sentito in giro", importa quello che dice la legge, e che ribadisce la magistratura.


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