TENIAMOCI STRETTE LE PROVE INTERCORSO!!
In sede degli ultimi Consigli di Corso di Laurea è stato deciso in maniera non formale dai nostri docenti che, determinando le “prove in itinere” scarsa affluenza ai corsi nelle settimane precedenti i test, sarebbe meglio non prefissarne.
Come sapete al nostro primo semestre ci sono stati ben tre appelli per materia...e fin qui nessuno si lamenta. Ma a che serve fare tre appelli se questi si concentrano in soli 40 giorni? Chi ha studiato durante i corsi, certo, ce la fa...tanto più che i corsi ci impegnano solo mezza settimana! Ma...chi non ha seguito perché costretto a lavorare? Chi ha impiegato quel po’ di tempo libero che aveva a seguire i laboratori obbligatori??
Per gli studenti fuori corso è prevista (ma quasi mai offerta) la possibilità di appelli straordinari, per gli in corso, invece, l’unica speranza sono le “prove in itinere”.
L’art. 10 del Regolamento Didattico di cdl è abbastanza chiaro sulla funzione di tali prove:
“E’ permesso, ed è anzi consigliato, che si svolgano prove di verifica intermedie (scritte o orali,
quali prove pratiche, grafiche, di calcolo, tesine, colloqui, questionari), che non danno conto a
verbalizzazione formale né all’ acquisizione di crediti, ma del cui risultato va tenuto conto nel
momento della valutazione finale”.
Dopo qualche riga, inoltre, il Regolamento consiglia “particolarmente” tali prove a chi segue i corsi. Ma ciò non vuol dire che esse necessitino di un dato numero di presenze per essere compiute.
Qualunque studente in corso (non solo chi segue i corsi per metà settimana e dedica l’altra metà allo studio) deve avere la possibilità di studiare in maniera approfondita, di fissare bene le proprie conoscenze, e tutti noi sappiamo che a questo scopo non è fruttuoso concentrare in 40 giorni lo studio di ben 4 discipline diverse!
Posto, inoltre, che per molte delle nostre materie non è adatto un test a risposta multipla per valutarne il profitto, vorrei riportare alla vostra attenzione quella parentesi dell’art. 10 (di cui sopra), la quale specifica che le prove possono essere “scritte o orali quali prove pratiche, grafiche, di calcolo, tesine, colloqui, questionari”, e che quindi per “prova intercorso” non si intende indicare il solito quiz “a crocette”, ma una effettiva prova di verifica delle acquisite competenze.
Propongo, dunque, di richiedere ai nostri docenti la possibilità di agevolarci in sede d’esame non motivata da pigrizia e voglia di lavorare poco, ma motivata da bisogno e voglia di lavorare meglio.
E’ risaputo che la riforma universitaria tende in misura sempre maggiore a puntare sulla quantità piuttosto che sulla qualità, allontanandosi progressivamente da quelle che sono le nostre esigenze. L’ opposizione a questo degrado non può che essere radicale, però partire dalle piccole cose talvolta aiuta quantomeno a stabilizzare la situazione e a non lasciarla decadere ulteriormente: se non possiamo richiedere un appello straordinario per gli studenti in corso, almeno non lasciamo che ci vengano tolte le prove in itinere!!
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INVITO GLI STUDENTI DEL PRIMO ANNO A NON MANCARE ALLA LEZIONE DELLA MARINO DI LUNEDI', CHIEDERO' ALLA PROF. DIECI MINUTI PER PARLARE DELLA QUESTIONE E SARANNO GRADITI I VOSTRI CONTRIBUTI!


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eppoi scusa ma personalmente , a me andrebbe proprio nelle pellecchie (come si dice a napoli) fare sociale con una bella prova scritta in modo da togliermelo prima e avere piu' tempo e piu' energie per altri esami...piu stimolanti!



: Musashi, che carino l'avatar di slam dunk, dove l'hai preso?

Non si può direeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!
