Secondo me discutere soltanto sulla durata della terapia non credo sia produttivo. Anch'io da buon costruttivista sono un po' allergico alla psicoanalisi ma ammetto che anche tra gli psicoanalisti ci sono persone più o meno concrete. Io ho lavoricchiato con una collega di orientamento psicodinamico che nella realizzazione di un progetto era molto più precisa (nel senso statistico del termine) di me.
Nell'esempio di Micia, il punto non è dire o non dire al paziente quante probabilità ha di guarire, quando guarirà... ma è spiegare esattamente cosa comporta la terapia che ha scelto. Il problema è che spesso i terapeuti (di qualsiasi indirizzo) non sono bravi nel far capire alla potenziale utenza in "cosa" consiste il il loro trattamento e cosa comporterà per la loro coscenza/mente/io/anima che dir si voglia. è un problema di comunicazione non di durata! Il viandante della favola di Esopo magari non potrà sapere quando durerà il viaggio o dove terminerà ma ha il sacrosanto diritto di sapere chi sarà il suo compagno di viaggio e come si comporterà con lui.
Carlo


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non il paziente.
