Il nostro è proprio il paese delle anomalie. Per ogni Scuola di Specializzazione pubblica ce ne sono almeno 15 private. Credo che la normalità sia il contrario. Pensiamo a tutte le specializzazioni della Facoltà di Medicina. Osservate la storia, intesa come tradizione, delle strutture private che forgiano specialisti in medicina e confrontatelo con quella di molte Scuole di Specializzazione in psicoterapia (certo non tutte, alcune di esse hanno una tradizione ormai consolidata e riconosciuta).
Io credo che gli eletti nei diversi Consigli Ordinistici siano tutti professionisti validi e persone serie e corrette. Sarebbe però interessante osservare con cura la loro formazione e la loro attività professionale. Lavorano come psicologi o come psicoterapeuti?
Altra osservazione. Quanti tra i professionisti “che contano, che fanno opinione” hanno rapporti con istituti di specializzazione? Se il dato fosse alto comincerei a pensare alla famigerata ipotesi “conflitto di interessi”.
Il "conflitto di interessi" può infatti mettere in difficoltà anche quelle persone che tentano di scegliere facendosi sempre guidare dalla loro buona fede.
Secondo me urge però un problema più serio che sta a monte di quanto detto prima.
Così come è formulata la Legge 56/89 sta consentendo una progressiva erosione della nostra professione. L’insieme della Legge va assolutamente rivisto ed aggiornato. Nella prossima legislatura (indipendentemente dal suo colore) si discuterà la Riforma degli Ordini. È un treno da non perdere. Purtroppo non ho però elementi per valutare quanta voglia abbia il nostro Ordine di spingere il Legislatore verso aggiustamenti e modifiche che migliorino le condizioni della nostra comunità professionale.


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