Bernardetta Morgante ci fornisce uno spunto di riflessione su uno dei recenti fatti di cronaca riguardanti i nuovi fenomeni di bullismo
Quando il bullo lascia il segno...
nicola
Questa discussione si intitola Steiner, Torino. Il bullismo marchia a fuoco! nella sezione Infanzia e adolescenza, appartenente alla categoria Salute e benessere psicologico; Bernardetta Morgante ci fornisce uno spunto di riflessione su uno dei recenti fatti di cronaca riguardanti i nuovi fenomeni di ...
Bernardetta Morgante ci fornisce uno spunto di riflessione su uno dei recenti fatti di cronaca riguardanti i nuovi fenomeni di bullismo
Quando il bullo lascia il segno...
nicola
Nicola Piccinini - Psicologo, iscritto all'Ordine Lazio con n°16264
Sito web: http://nicolapiccinini.it/
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Nell'articolo si fa riferimento al gruppo come possibile fattore positivo, qualora isoli il "bullo" neutralizzandone i comportamenti..
il gruppo classe però di solito è in carico e necessita del riferimento a un adulto, es. l'insegnante.
Secondo voi in situazioni-limite come quelle evidenziate nei fatti di cronaca citati, sarebbe stato necessario un intervento preventivo o correttivo o comunque di supporto da parte di personale competente, tipo psicologi dell'asl per esempio, oppure gli insegnanti possono da soli gestire le situazioni?
Se sì, quali potrebbero essere interventi adeguati in tal senso?
Grazie
Ciao Complicata,
la tua riflessione è giusta e le tue domande più che leggittime. La prevenzione in tal caso sarebbe la situazione più auspicabile perché andrebbe ad agire sulle dinamiche gruppali prima che si inneschi la diade bullo-vittima.
Ci sono delle scuole per esempio che offrono dei servizi mirati proprio alla prevenzione del bullismo, come lo "Sportello Sicurezza" che offre accoglienza ai ragazzi che vogliono parlare con psicologi, assistenti sociali e forze dell'ordine. Inoltre il servizio fa opera di sensibilizzazione nelle scuole (elementari-medie-superiori) per far avvicinare i ragazzi al fenomeno in questione, cioè per far capire loro le dinamiche che si sviluppano all'interno di un gruppo e che il "bullismo" esiste e ci si può difendere da atteggiamenti intimidatori. Il bullo, come leggiamo anche dall'articolo della dott.ssa B.Morgante, tende a sottomettere o bistrattare un elemento meno "forte" a volte accompagnato da altri "gregari" che lo spalleggiano. Prevenzione sarebbe scoraggiare questo tipo di atteggiamento anche da parte del resto del gruppo, riducendo la forza del bullo.
I ragazzi non devono essere lasciati soli, devono sapere che gli adulti ci sono e sono pronti ad aiutarli e a spiegare cosa succede, nel modo più sincero e maturo.
Credo fermamente che sia un disagio da non prendere alla leggera e sono d'accordo con te quando dici che occorre un supporto da parte di personale competente.
Un saluto
Dott.ssa Roberta Mattozzi
Dott.ssa Roberta Mattozzi, Ordine Regionale Lazio N° 14000
Ciao!
Grazie per aver letto l'articolo e per le tue osservazioni.
Hai ragione quando dici che spesso il gruppo è "in carico"; queste situazioni comportano un vissuto emotivo molto forte.
Però, proprio perchè il bullo trova la sua forza nel gruppo, è importante che sia il gruppo, dove possibile, a disconfermare il suo ruolo di leader negativo, non dando più il suo appoggio o spezzando il silenzio per paura di possibili ritorsioni.
Tu sottolinei la figura dell'insegnante; effettivamente è molto importante.
Spesso però l'insegnante stesso è "in carico", non avendo gli strumenti necessari per affrontare queste situazioni. A volte ci si affida alla sensibilità personale, ma questo non può bastare.
Gli insegnanti hanno un ruolo fondamentale nell'osservazione e nella rilevazione del problema, e molto spesso arrivano a loro le prime richieste di aiuto; anzi, parte del lavoro che si fa con i ragazzi consiste proprio nel cercare di individuare degli adulti di riferimento che possano aiutarli o indirizzarli da chi può aiutarli. Il ruolo stesso però, aiuta poco in questo senso.
Anche per questo non credo che sia opportuno che gli insegnanti affrontino da soli queste situazioni.
E' importante che si costituiscano delle sinergie che permettano di intervenire al meglio.
Sia gli interventi di prevenzione che quelli di intervento diretto sulla crisi da parte di esperti sono molto importanti, e lo sono senz'altro anche nelle situazioni di cronaca analoghe e quelle di cui si faceva riferimento nell'articolo.
Sono l'occasione per riflettere anche insieme agli insegnanti, dando loro alcuni strumenti utili per affrontare il problema, e costituendo un punto di riferimento per "passare il testimone" ad operatori esperti quando si renda necessario.
A presto!
Bernardetta Morgante
Psicologa
Ordine Psicologi Abruzzo n.1396