Rieccomi, ne è passato del tempo dalle altre disavventure sentimentali, dai marasmi e miasmi della gelosia, dalle altre paranoie.
Oggi ho bisogno di un consiglio di altro genere: secondo voi è possibile servire due padroni, fuor di metafora essere un buon compagno, presente, affettuoso, e al contempo coltivare i propri progetti, interessi? Dopo quasi due anni di convivenza con la tipa (siamo sulla quarantina, ci sono due ragazzini, suoi), mi sento un po' incarcerato, costretto a scegliere tra la fedeltà alla causa comune e quella alla mia natura, che mi porta invece verso hobby e passioni creative, le quali mal si accordano coi tempi ridotti della vita adulta e responsabile. Oltretutto lei non capisce più di tanto le mie passioni, non le rispetta, si attende che io faccia la mia parte di doveri, come è giusto che sia, e su quelle basi mi valuta, zuccherino se ho fatto il bravo, bastonate e rigori siberiani se non ho fatto abbastanza. Ieri sera sono uscito per andarmi a fare controllare dalla guardia medica e, con mio rammarico, non c'era da aspettare. Per un momento mi è venuta voglia di mentire, dire che avevo trovato una fila stratosferica, restarmene fuori qualche ora. Forse non è la persona giusta per me? Forse sono io ad essere sbagliato, certo non me la sento di parlarle del mio bisogno di solitudine, di tempo. A volte penso di essere un eterno adolescente, restio a farsi carico di responsabilità e obblighi. A volte penso che dovrei crescere e inquadrarmi. A volte mi immagino tra venti anni, solo in una stamberga, con in mano un pugno di velleità abortite. E allora mi viene voglia di lasciarmi condurre docilmente al guinzaglio. Consigli?


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e forse dirti che per ogni problema, esistono tante, tante soluzioni. e non tutte come dire.. che vedano te da una parte o dall'altra del fosso. in bocca al lupo ragazzaccio
