Ciao!
Prima di tutto grazie per le vostre risposte.
Dunque..
per quanto riguarda l'aggressività, c'è, è innegabile e c'è verso il terapeuta come in altre circostanze della mia vita.
Ha radici profonde, questo è ovvio, lo so, ed è difficilissimo controllarla, ogni giorno, poichè lavoro a contatto con molta rabbia di altri, faccio un'enorme fatica per gestirla.
Addirittura riverso sul terapeuta le stesse provocazioni, gli stessi atteggiamenti che subisco io ogni giorno.
In pratica, assorbo come una spugna la rabbia, la controllo alla meglio, e poi da qualche parte si dovrà pur sfogare.( magari a livello di fantasia)
Può darsi che stia dicendo fesserie , chiedo scusa, ma questo è quel che ho capito.
Non so se questa potrà sparire, un giorno, non so come si possano risolvere i conflitti, a dir la verità perchè non so in cosa consistano.
Lo spero, sarebbe bello sapere di essere a un punto cruciale della terapia.
Per quanto riguarda il volere un altro terapeuta, è perchè io veramente sento di esplodere dal bisogno di parlare con qualcuno, anche solo di scrivere.
Se questo fosse disponibile più spesso, forse la mia ansia un po' si placherebbe.
Ma non è possibile.
Ripeto, sul terapeuta non ho niente da dire. Mi aiuta, da ogni punto di vista.
A parte questo discorso del rimando delle sedute.
Tutte le volte è un trauma, perchè io scoppio dal bisogno di aiuto, e questo non viene.
All'inizio, non lo sapevo che si sarebbe instaurata una dipendenza così forte.
E ho pensato che col tempo, si sarebbe attenuata, del resto credo di essere l'unica ad aver il problema, un caso davvero patologico.
Agli inizi saltai le sedute paradossalmente perchè ero terrorizzatada questa condizione di dipendenza, volevo uscirne.
Da lì la sorpresa che dovevo pagarle, altro casino, altra rabbia..
In questi tre anni, mi sono arrangiata buttando per scritto questo casino.
E poi ho provato a parlarne in seduta, forse occorrerebbero degli psicofarmaci, ma non mi risolvo ad andare anche da uno psichiatra, mi rompe, non so se potete capire.
Figuriamoci da un altro psicologo, dopo aver mollato questo, allora sì che si ricomincia da capo.
Poi c'è da cercarlo, io non sono nelle condizioni psicologiche adatte a cercarmi un altro estraneo con cui instaurare uno straccio di rapporto.
Potrei alzare il telefono e telefonare a lui, ogni tanto, ma io mi perito, insomma, non è nemmeno giusto, non ho tre anni da non poter badare a me stessa. E poi che mi ci farebbe, in dieci minuti di telefono?
Nuove modalità, non saprei...sentite, io non ce la faccio mica a uscirne da questo ginepraio..
Comunque grazie, anche troppo, siete gentilissimi.
Se mi viene in mentre altro, lo scrivo, anche solo per me stessa.
Per esempio, io non mi capacito del perchè, dopo avermi avvertito che c'era da aspettare una settimana in più, questo mese, quindi hai capito che per me è una difficoltà aspettare, io ho annuito per tacito accordo, poi mi fa chiamare per la prima volta in tre anni dalla segretaria, per rimandare di un mese e passa.
Altra sorpresa, sul mio numero di cellulare, per giunta. Numero che ho dato a lui proprio perchè è lui, in via eccezionale, estorto con una certa insistenza.
Inzomma.
Sono delle inezie che, per una persona nelle mie condizioni, hanno il loro peso, boh?
E' vero, e non lo negate, che i pazienti per i dottori non sono persone, ma numeri di cartelle cliniche, o peggio, numeri di telefono da passare a chiunque.
Certo, è davvero una bella Alleanza terapeutica, la nostra.
Lui passa il mio cellulare, io passo la mia terapia, ironia del destino.
Se non ci trovo da ridere, non sono più io.
