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Risultati elettorali [Exit poll inclusi]

Questa discussione si intitola Risultati elettorali [Exit poll inclusi] nella sezione Attualità e Cronaca, appartenente alla categoria Divertimento, svago e tempo libero; Beh in parte ti do ragione ma è più democratico perchè permette libertà di azione alla gente comune e specialmente ...

  1. #751

    MOD OPS
    Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Arte1misia è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza! L'avatar di Arte1misia
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    Riferimento: Risultati elettorali [Exit poll inclusi]

    Beh in parte ti do ragione
    ma è più democratico perchè permette libertà di azione
    alla gente comune e specialmente alle donne
    senza essere soggetti a leggi morali o religiose più rigide

    dopo che tutto sia deciso non dalgi stati ma dalle multinazionali è un fatto
    Nicoletta
    Odio essere bipolare. È fantastico!
    via largofactotum su tumblr

    su anobii http://www.anobii.com/nicoletta/books

    La forza non viene dal vigore fisico. Viene da una volontà indomabile.
    M. Gandhi
    Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre.
    M. K. Gandhi



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  2. #752
    Postatore OGM willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza! L'avatar di willy61
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    Riferimento: Risultati elettorali [Exit poll inclusi]

    Formulo un paradosso : ritengo più legittimi i regimi affermatisi con la forza.
    Perlomeno, nella loro evoluzione, offrono ai dissidenti l'opportunità di una rivolta esplicita mediante il ricorso a eguale forza.
    quoto tutto
    smettiamola d considerare GIuliani un leader innocente,come sento dire
    esatto ,lo sappiamo tutti poi come sarebbe andata a finire,inizia con l'estintore e poi ....
    Tu dici "beato quel paese che non ha bisogni di eroi". Bene, "chi semina vento raccoglie tempesta". E personalmente provo molta più pena per quel povero poliziotto che si è trovato in una situazione più grande di lui che per giuliani che la situazione, insieme ad altri, la ha creata.
    si ragioniamoci,sai di preciso com'è andata?
    pensi che un poliziotto sia cosi crudele da uccidere una persona se non per legittima difesa?io nn penso che siano cosi' crudeli


    inoltre uno che è anarchico nn penso si sarebbe fermato a gettare l'estintore,conoscendo questi anarchici (di destra e sinistra) che protestano solo per combinare danni .
    Chiedo venia per la collezione di citazioni. Ma sono davvero sconcertato dalla leggerezza che utilizzate (a mio parere) nel decidere sulla pelle degli altri cosa sia giusto e cosa sbagliato.
    Io non comprendo come si possa, da un lato, affermare che le morti sono uguali e, dall'altro, difendere a priori le "forze dell'ordine".
    Perché "un poliziotto non può essere crudele", ma "un anarchico non si sarebbe fermato all'estintore"?

    Se facciamo il conto dei morti, a partire dal 1946, e mettiamo su una colonna quelli provocati dai "cattivi anarchici" e sull'altra quelli provocati dagli "onesti servitori dello Stato", potremmo ottenere dei risultati sorprendenti. E, magari, chiederci come mai ci sono tanti "errori" nell'uso delle armi da parte di persone che dovrebbero essere addestrate e preparate esattamente per questo.

    Ora, affinché mi comprendiate bene, sia chiaro che a me non interessa dividere in buoni e cattivi. Né considero "di default" i poliziotti come degli "sbirri" (non mi piace il termine) criminali. Mi stupisce, semplicemente, l'atteggiamento di persone, pur intelligenti, che si rifiutano pervicacemente di vedere la realtà, preferendo costruirsi mostri fantastici (i cattivi anarchici, i contestatori, chissà che spunterà fuori domani....) da combattere stile Don Chisciotte, con veemenza degna davvero di miglior causa.

    Quanto a dittatura e democrazia, preferisco la democrazia. Il che non significa che sostenga attivamente il sistema democratico. Dal mio punto di vista il governo migliore è quello che non esiste. Se proprio devo sopportarne uno, preferisco faccia meno danni possibile.

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  3. #753
    Iggy1982
    Ospite non registrato

    Riferimento: Risultati elettorali [Exit poll inclusi]

    Citazione Originalmente inviato da **Ayax** Visualizza messaggio
    ...e poi mi parlano di regime "illuminato", di democrazia....bah!
    Le virgolette sono state usate con uno scopo che sembra essere sfuggito alla tua attenzione...

    Non che ne sia meravigliato, ma non vorrei che qualcuno potesse davvero credere che qualcuno ti parli di un attivo regime democratico illuminato.
    Ultima modifica di Iggy1982 : 02-05-2008 alle ore 13.37.15

  4. #754
    Partecipante Super Esperto *tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio

    Se facciamo il conto dei morti, a partire dal 1946, e mettiamo su una colonna quelli provocati dai "cattivi anarchici" e sull'altra quelli provocati dagli "onesti servitori dello Stato", potremmo ottenere dei risultati sorprendenti.
    se c'è una fonte attendibile che dimostra ciò vorrei vederla e commentarla più che volentieri...
    ti dico questo perchè spesso la sento dire da militanti che inneggiano a 100,1000 nassirya...

  5. #755
    Partecipante Super Figo **Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo L'avatar di **Ayax**
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    Mi pare che l'attuale sistema "democratico" (con tanto di metodo statunitense di "esportazione" della democrazia per il mondo a colpi di bombe al fosforo...) di danni ne abbia fatti parecchi...
    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Quanto a dittatura e democrazia, preferisco la democrazia. Il che non significa che sostenga attivamente il sistema democratico. Dal mio punto di vista il governo migliore è quello che non esiste. Se proprio devo sopportarne uno, preferisco faccia meno danni possibile.

  6. #756
    Partecipante Super Figo **Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo**Ayax** gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo L'avatar di **Ayax**
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    In sintesi : basta che ci permettano di coltivare il nostro orticello (tipo l'ora d'aria del condannato)...
    Citazione Originalmente inviato da Arte1misia Visualizza messaggio
    ma è più democratico perchè permette libertà di azione
    alla gente comune e specialmente alle donne
    senza essere soggetti a leggi morali o religiose più rigide
    ...del resto chi se ne importa...

  7. #757
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    Riferimento: Risultati elettorali [Exit poll inclusi]

    Citazione Originalmente inviato da *tottino* Visualizza messaggio
    se c'è una fonte attendibile che dimostra ciò vorrei vederla e commentarla più che volentieri...
    ti dico questo perchè spesso la sento dire da militanti che inneggiano a 100,1000 nassirya...

    Non so cosa tu intenda per "fonte attendibile". Ho spulciato vecchi giornali e vecchi siti per qualche ora. Quel che ne ho tirato fuori è questo:

    Quanti ne ha uccisi la polizia democratica?


    Dal 1943 al 1978, dalla caduta del fascismo alla fine del ciclo di lotta apertosi nel ’68, si contano in Italia almeno 460 uccisi dalle forze statali tra dimostranti, sia operai che contadini, e militanti politici. Anche a far data dal ’46 superiamo comunque i duecento caduti. Parliamo di caduti sotto il fuoco: è immaginabile la violenza di sfondo che li ha accompagnati con ferimenti, arresti e relative torture.

    Un breve elenco:

    5 luglio 1960

    A Licata, una manifestazione popolare contro il carovita e la mancanza di lavoro è caricata selvaggiamente dalla polizia. Rimane ucciso Vincenzo Napoli, mentre cercava di difendere un bambino tenuto fermo ad un muro e picchiato dai celerini.

    7 luglio 1960


    A Reggio Emilia, la polizia interviene contro una massa di cittadini che segue, all’esterno del teatro dove si svolge, un comizio contro il governo Tambroni. Per disperdere la folla di circa 20.000 cittadini, oltre ai caroselli con le jeep la polizia apre il fuoco uccidendo Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Marino Serri, Emilio Reverberi e Afro Tondelli. 21 risultano i feriti. Viene arrestato, dopo la strage perpetrata dalla polizia, Alberto Bedini. Gli agenti inquisiti saranno assolti definitivamente nel luglio 1960.

    8 luglio 1960

    A Palermo, il centro è presidiato fin dalle prime ore del mattino dalla Celere per disturbare lo sciopero generale proclamato dalla Cgil. Alle violente cariche i dimostranti rispondono. Restano uccisi Francesco Vella, organizzatore delle leghe edili, mentre soccorre un ragazzo colpito da un lacrimogeno, Giuseppe Malleo, Rosa La Barbera e Andrea Cangitano di 18 anni, non si sa se da poliziotti o mercenari. Una manifestazione indetta alle 18 davanti a municipio, questura e prefettura viene respinta con l'impiego di armi da fuoco. Gli scontri continuano fino a notte, seguiti da rastrellamenti e pestaggi dei fermati. Bilancio: 300 fermi, centinaia di feriti e contusi, 40 persone medicate per ferite da armi da fuoco.

    8 luglio 1960

    A Catania, nel corso dello sciopero contro il governo Tambroni, le forze di polizia caricano i manifestanti con lancio di candelotti lacrimogeni. Un edile disoccupato, Salvatore Novembre, rimasto isolato viene massacrato a manganellate e finito a colpi di pistola. Altri 7 manifestanti rimangono feriti.

    11 maggio 1961

    A Sarnico (Bs), una manifestazione di protesta da parte degli operai contro i licenziamenti, viene stroncata dai carabinieri che aprono, senza alcuna motivazione plausibile, il fuoco uccidendo il disoccupato Mario Savoldi.

    28 maggio 1962

    A Ceccano (Frosinone), i carabinieri aprono il fuoco sugli operai del saponificio Scala, in sciopero da 34 giorni, che protestano contro i crumiri assunti dalla direzione. Viene ucciso l’operaio Luigi Mastrogiacomo e altri 7 rimangono feriti.

    27 ottobre 1962

    A Milano, mentre è in corso una manifestazione contro il blocco aeronavale imposto dagli Stati uniti a Cuba, i reparti della Celere caricano i partecipanti travolgendoli e uccidono, schiacciandolo contro un muro, lo studente Giovanni Ardizzone.

    14 luglio 1964


    La Corte d’assise di Milano, presieduta da Paolo Curatolo, emette la sentenza a carico dei 63 imputati per i fatti di Reggio Emilia del luglio 1960, assolvendo da ogni addebito i poliziotti che avevano aperto il fuoco contro i manifestanti.

    12 settembre 1968


    A Lodè (Nuoro), nel corso di una manifestazione, i carabinieri intervengono aprendo il fuoco sui dimostranti e uccidendo l’operaio Vittorio Giua.

    2 dicembre 1968


    Ad Avola (Siracusa), la Celere apre il fuoco contro una manifestazione di braccianti, in agitazione nel quadro di una settimana di scioperi per il rinnovo del contratto, uccidendo Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona.

    9 aprile 1969


    A Battipaglia (Salerno) viene caricata violentemente una manifestazione di operai e braccianti dalla polizia che spara, uccidendo Teresa Ricciardi e Carmine Citro, 19 anni, e ferendo molti altri manifestanti. La manifestazione, che aveva bloccato il traffico sull’Autosole, era stata indetta nel corso di uno sciopero cittadino, per protestare contro la chiusura degli stabilimenti che davano occupazione alla zona (uno per uno, hanno chiuso i battenti il tabacchificio Santa Lucia, Baratta, D’Amato, D’Agostino, Giambardella e il zuccherificio Ziis) e chiedere terra e lavoro.

    23 luglio 1969


    A Battipaglia, vengono incriminate 119 persone in relazione alla manifestazione nella quale sono stati uccisi Citro e Ricciardi, per blocco stradale, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

    27 ottobre 1969

    A Pisa, la polizia carica i manifestanti del movimento, uccidendo con un candelotto lacrimogeno sparato a tiro teso ed altezza d'uomo lo studente Cesare Pardini; numerosi altri manifestanti rimangono feriti. Vengono spiccati 12 mandati di cattura per ‘radunata sediziosa, resistenza, violenza privata, lesioni aggravate, danneggiamento aggravato, detenzione, uso e trasporto di materiali esplosivi’ ; 5 manifestanti (3 operai e 2 studenti) sono arrestati e tradotti nel carcere di Livorno, gli altri 7 si rendono latitanti.

    28 ottobre 1969


    Il ministro degli interni, Franco Restivo, intervenendo al Senato per riferire sull’uccisione da parte della polizia dello studente Cesare Pardini, a Pisa, afferma :"Questi avvenimenti, che purtroppo hanno avuto la loro vittima, ci ammoniscono ad opporci all’eversivo operare di minoranze di facinorosi che, trasformando anche le più civili manifestazioni in violenti tumulti, perseguono il fine di turbare gli animi, di esasperare le passioni e di attentare all’ordine democratico".

    30 novembre 1969


    A Napoli, nel carcere di Poggioreale, si uccide Domenico Criscuolo, tassista incarcerato in occasione di una manifestazione sindacale caricata dalla polizia, il 13 ottobre. Aveva appena avuto un colloquio con la moglie, che non sapeva come procurarsi il denaro per vivere, insieme ai 5 figli.

    14 luglio 1970

    A Reggio Calabria, si verificano dimostrazioni e scontri tra forze di polizia e popolazione alla notizia che è stata prescelta la città di Catanzaro come capoluogo di regione. Nel corso degli scontri la polizia uccide il ferroviere Bruno Labate.

    27 settembre 1970


    A Reggio Calabria, nel corso di incidenti con i manifestanti per ‘Reggio capoluogo’, la polizia uccide Angelo Campanella.

    9 novembre 1970


    Ad Avola (Siracusa), il giudice istruttore Dionisio Mangiacasale invia 85 mandati di comparizione ad altrettanti braccianti, per i reati di ‘blocco stradale’, ‘resistenza a pubblico ufficiale’, ‘violenza’, a seguito della repressione poliziesca del 2 dicembre 1968

    12 dicembre 1970

    A Milano, la polizia guidata dal vice questore Vittoria carica con lacrimogeni e pestaggi un corteo indetto dalla sinistra extraparlamentare nell'anniversario della ‘strage di Stato’, e per solidarizzare con i militanti dell’Eta sotto processo a Burgos, uccidendo Saverio Saltarelli di 22 anni, provocando decine di feriti fra i quali il giornalista Giuseppe Carpi, colpito da un proiettile. Per la morte di Saltarelli saranno successivamente inquisiti il capitano dei carabinieri Antonio Chirivi e il capitano di Ps Alberto Antonietti.

    2 febbraio 1971

    A Foggia, nel corso di uno sciopero la polizia apre il fuoco uccidendo il bracciante Domenico Centola.

    6 giugno 1971


    A Milano, nel corso dello sgombero di una palazzina Iacp di via Tibaldi, occupata da decine di famiglie operaie, il denso fumo provocato da decine di candelotti lacrimogeni sparati dalle forze di polizia provoca la morte di Massimiliano Ferretti, di 7 mesi, malato di cuore e affetto da bronchite.

    12 giugno 1971

    A Palermo, un attivista del Partito repubblicano, Michele Guaresi di 32 anni, viene ucciso con un colpo di pistola da un agente di Ps perché sorpreso ad affiggere manifesti elettorali del suo partito dopo il termine consentito.

    17 settembre 1971

    A Reggio Calabria, nel corso di incidenti con dimostranti per Reggio capoluogo, le forze di polizia fanno uso di armi da fuoco uccidendo Carmelo Jaconis.

    11 marzo 1972

    A Milano, la Questura autorizza un raduno della maggioranza silenziosa che raccoglie alcune centinaia di persone a piazza Castello; a margine di questa manifestazione, vengono malmenati un cronista del "Giorno" e un fotografo. La Questura vieta per contro la piazza alla sinistra extraparlamentare che vuole manifestare per la libertà di Valpreda e contro il governo Andreotti e la ‘strage di Stato’. I giovani si radunano egualmente in vari punti della città ed impegnano la polizia, tenendo il centro per tutto il pomeriggio. Rimane ucciso da un candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo dalla polizia, il pensionato Giuseppe Tavecchio (per la sua morte verrà incriminato per ‘omicidio colposo’, il capitano di Ps Dario Del Medico, condannato in primo grado e, infine, assolto in appello perché ‘il fatto non costituisce reato’) e si contano 40 feriti. Nei giorni seguenti, perquisizioni a tappeto, la Questura annuncia 99 arresti: fra essi, il nostro compagno, Luigi Cipriani, ‘comandante’ delle forze di piazza, che dovrà rendersi latitante per sfuggire all’arresto, nonché l’avvocato Leopoldo Leon, non presente ai fatti, che raccoglieva testimonianze sul comportamento della polizia, per ‘concorso ideologico nei reati di resistenza aggravata e devastazione’.

    5 maggio 1972


    A Pisa, le forze di polizia caricano i militanti della sinistra extraparlamentare che contestano il comizio del missino Niccolai, provocando decine di feriti e procedendo a 20 arresti. Fra questi, l’anarchico Franco Serantini di vent’anni, che al momento del fermo viene selvaggiamente percosso con i calci dei fucili, pugni e calci. Morirà due giorni dopo nel carcere di Pisa, privo di cure, per frattura della scatola cranica. Il pretore condannerà il capitano di Ps Amerigo Albini e l’agente Giovanni Colantoni a 6 mesi e 10 giorni di reclusione per ‘falsa testimonianza’. Anche a Bergamo, le forze di polizia caricano violentemente i militanti di sinistra che contestano il comizio del missino Tremaglia, provocando il ferimento di 15 giovani.

    23 gennaio 1973


    A Milano, in serata 100 poliziotti agli ordini del vice questore Paolella e Cardile e del tenente Vincenzo Addante circondano la Bocconi contro una manifestazione di studenti del movimento, indetta per protestare contro i provvedimenti repressivi della libertà di riunione, adottati sulla scia di quelli alla Statale. Un agente di Ps apre il fuoco contro i manifestanti in fuga, colpendo a morte lo studente Roberto Franceschi. Rimane ferito anche l’operaio Roberto Piacentini, al quale una pallottola sfiora un polmone. Il giorno successivo, in gravissime condizioni, verrà incriminato per ben 5 reati. Si verifica nei giorni successivi un rimbalzo di responsabilità per l’intervento della polizia fra il rettore Giordano Dell’Amore e la Questura, che avanza la versione dell’ ‘agente in preda a raptus’.

    24 febbraio 1974

    A Firenze, nel corso di una protesta inscenata dai detenuti nel carcere cittadino Le Murate, un secondino uccide con una raffica di mitra Giancarlo Del Padrone, di 20 anni, mentre altri 4 rimangono feriti.

    10 maggio 1974

    Ad Alessandria, una rivolta dei detenuti che avevano preso degli ostaggi, viene stroncata dal procuratore generale di Torino, Carlo Reviglio Della Veneria e dal generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa che ordinano un attacco militare che si conclude con l’uccisione di 2 detenuti, di 2 secondini, del medico del carcere e di una assistente sociale.

    8 settembre 1974


    A Roma, si rinnovano gli interventi repressivi della polizia nel quartiere san Basilio contro gli occupanti di case, anche con l’uso di armi da fuoco che uccidono il militante di sinistra Fabrizio Ceruso.

    17 aprile 1975

    In molte città, si svolgono manifestazioni di protesta per l’uccisione di Claudio Varalli da parte del fascista Braggion. A Milano, la manifestazione è repressa dalla polizia con ampio uso di armi da fuoco. Un manifestante, l’insegnante Giannino Zibecchi di 27 anni, è ucciso da un camion dei carabinieri guidato dal milite Sergio Chiairieri, salito sul marciapiede per caricare i partecipanti. I tre militi inquisiti per l’uccisione saranno definitivamente scagionati nel novembre 1980.

    18 aprile 1975

    A Firenze, una manifestazione antifascista organizzata dall’Anpi è attaccata dalla polizia con l’uso di armi da fuoco. Un agente di Ps, Orazio Basile, uccide Rodolfo Boschi e ferisce Alfredo Panichi. Al processo che ne seguirà, l’agente sarà condannato a 8 mesi con la condizionale per ‘eccesso colposo di legittima difesa’; 10 anni di reclusione sono inflitti invece a Francesco Panichi, imputato di reati minori.

    16 maggio 1975

    A Napoli, la polizia carica i disoccupati che hanno occupato la sala consiliare del Comune, provocando 34 feriti e travolgendo con un automezzo Gennaro Costantino, determinandone la morte. Numerosi sono gli arrestati fra i dimostranti, che si sono difesi con sassaiole, impegnando la polizia in scontri.

    16 luglio 1975


    Il quotidiano comunista "L’Unità" riporta uno stralcio dell’ordinanza istruttoria sulla morte di Saverio Saltarelli, che vede come indiziati di reato il capitano dei carabinieri Antonio Chirivì e il capitano di Pubblica sicurezza Alberto Antonietti. Il magistrato ammette che da parte degli organi giudiziari e di polizia "è evidente che fu posto in essere un ostruzionismo sottile, bizantino, fondato su manipolazioni procedurali, che ha avuto quale unico effetto quello di allontanare nel tempo l’accertamento della verità".

    22 novembre 1975


    A Roma, nel corso di una manifestazione a favore della liberazione dell’Angola dal dominio portoghese, i carabinieri aprono il fuoco uccidendo il diciottenne Pietro Bruno e ferendo gravemente altri 3 militanti di sinistra. Per l’uccisione di Bruno saranno inquisiti il sottotenente dei carabinieri Saverio Bosio, il carabiniere Pietro Colantuono e l’agente di Ps Romano Tammaro. Il giudice istruttore Pasquale Lacanna nella sua ordinanza di proscioglimento scriverà: "se per la difesa dei superiori interessi dello Stato, congiuntamente alla difesa personale, si è costretti ad una reazione proporzionata alla offesa, si può compiangere la sorte di un cittadino la cui vita è stata stroncata nel fiore degli anni ma non si possono ignorare fondamentali principi di diritto. La colpa della perdita di una vita umana è da ascrivere alla irresponsabilità di chi, insofferente della civile vita democratica, semina odio tra i cittadini".

    14 marzo 1976

    A Roma, davanti all’Ambasciata spagnola è stata indetta una manifestazione antifranchista dalla sinistra rivoluzionaria e movimento studentesco, caricata dalla polizia che si lancia in caroselli al Pincio ed uccide un anziano, l’ingegner Marotta, che passeggiava in via Belvedere, e ferisce uno studente.

    7 aprile 1976


    A Roma, in occasione della trattazione in Cassazione del caso Marini, per il quale è riconfermata la condanna, manifestano gli anarchici e la sinistra rivoluzionaria dinanzi al ‘Palazzaccio’ e al ministero di Grazia e giustizia. Il secondino Domenico Velluto, in servizio dinanzi al ministero, spara contro alcuni giovani che avevano lanciato delle bottiglie molotov contro l’edificio, uccidendo con un colpo alla nuca il 21enne Mario Salvi.

    1 luglio 1976

    A Milano, viene condannato per omicidio colposo, in relazione alla morte di Saverio Saltarelli, il capitano di Ps Alberto Antonetti a 9 mesi con la concessione delle attenuanti generiche, la sospensione condizionale della pena e la non menzione.

    19 gennaio 1977

    Il Tribunale di Pisa modifica la sentenza emessa dal pretore il 1 ottobre 1975, assolvendo il capitano di Ps Amerigo Albini e l’agente Giovanni Colantoni accusati di ‘falsa testimonianza’ per la morte di Franco Serantini.

    11 marzo 1977

    A Bologna, la polizia carica i militanti di sinistra e del movimento che manifestano per le vie cittadine. I carabinieri aprono il fuoco, uccidendo Pier Francesco Lorusso di Lotta continua. I giovani continuano a manifestare, caricati a più riprese. Sono arrestate in seguito agli scontri 45 persone fra cui Renato Resca, Nicola Rastigliano, Diego Benecchi, Alberto Armaroli, Mauro Collina, Raffaele Bertoncelli, Giancarlo Zecchini, Albino Bonomi, Fausto Bolzani, Carlo Degli Esposti, fra gli altri. Per la morte di Lorusso sarà inquisito il capitano dei carabinieri Pietro Pistolese.

    22 marzo 1977


    A Roma, l’agente di Ps Claudio Graziosi è ucciso su un autobus mentre tenta di arrestare Maria Pia Vianale, senza darsi conto che accanto vi è un suo compagno armato. In seguito al fatto, la polizia scatena una caccia all’uomo, nel corso della quale viene uccisa ‘per errore’ Angelo Cerrai. .

    8 aprile 1977


    A Firenze, è condannato in relazione all’uccisione di Boschi, qualificata come ‘omicidio colposo in eccesso di legittima difesa’, l’agente Orazio Basile alla pena assai mite di 8 mesi con la condizionale.

    12 maggio 1977

    A Roma, la polizia carica una dimostrazione pacifica, organizzata dai radicali per ricordare la vittoria del referendum sul divorzio, facendo largo uso di armi da fuoco ed uccidendo Giorgiana Masi, diciannovenne, e ferendo altri 7 giovani, tra i quali Elena Ascione. Fra gli agenti di Ps che aprono il fuoco viene ritratto in una foto Giovanni Santone, in forza alla squadra mobile.

    7 luglio 1977

    A Roma, il Tribunale assolve il secondino Domenico Velluto dall’accusa di ‘omicidio preterintenzionale’ nei confronti di Mario Salvi, per "aver fatto uso legittimo delle armi".

    22 ottobre 1977

    La sezione istruttoria della Corte di appello di Bologna annulla il mandato di cattura a carico del carabiniere Massimo Tramontani, accusato di aver ucciso Francesco Lorusso l’11 marzo 1977.

    3 gennaio 1979


    A Roma, una pattuglia di carabinieri ferisce in modo grave, sparandogli, Alberto Di Cori, impegnato a tracciare scritte sui muri nelle vicinanze della residenza privata di Giulio Andreotti.

    18 luglio 1979


    A Milano, al processo per la morte di Franceschi, sono assolti gli agenti incriminati per la impossibilità, a giudizio del Tribunale, di stabilire la dinamica dei fatti; assolti con formula dubitativa anche i manifestanti Piacentini e Cusani. L’unica condanna è per ‘falsa testimonianza’, al capitano Savarese e all’agente Puglisi.

    1 febbraio 1980


    A Roma, i carabinieri uccidono Maria Minci, nel quartiere Montesacro, nel corso, affermeranno successivamente, di un’operazione anti terrorismo, per ‘errore’.

    6 gennaio 1981


    A Roma, nel corso di un controllo anti- terrorismo, la Digos uccide ‘per errore’ Laura Rendina.

    28 luglio 1981

    A San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), agenti di polizia in borghese appostati sotto l’abitazione di Roberto Peci, uccidono Vincenzo Illuminati che, in compagnia della fidanzata, non si era fermato all’alt temendo di avere a che fare con dei banditi.

    9 marzo 1985


    A Trieste, nel corso dell’operazione finalizzata all’arresto dell’autonomo Pietro Maria Greco, alla quale partecipano l’agente di Ps Mario Passanisi, il vice ispettore Giuseppe Guidi, l’agente di Ps Nunzio Romano in forza al Sisde ed altri, il giovane viene ucciso benché non avesse opposto resistenza e fosse disarmato.

    20 febbraio 1986


    A Milano, la polizia uccide nel corso di un’operazione di ordine pubblico il militante di Democrazia proletaria Luca Rossi.

    20-21 luglio 2001

    A Genova, in una città blindata in occasione del vertice dei G8, continuano le dimostrazioni iniziate il giorno precedente con il ‘corteo dei migranti’, mentre la città è affollata di giovani e non, che hanno risposto all’appello lanciato dal ‘Genoa social forum’, dalle ‘Tute bianche’, Rifondazione comunista, Campo antimperialista e altri gruppi antiglobalizzazione, per contestare lo strapotere dei grandi. Oggi le ‘Tute bianche’ hanno inscenato lo sfondamento della rete che protegge la ‘zona rossa’ nel giorno della ‘disobbedienza civile’. Da una camionetta di carabinieri, circondata da alcuni ragazzi armati di soli oggetti contundenti, parte un proiettile che colpisce alla testa Carlo Giuliani, 23 anni. Per inscenare l’incidente, non sapendosi filmati, i carabinieri innescano la retromarcia e la camionetta passa sul corpo del ragazzo, già caduto a terra in una pozza di sangue. Il giorno seguente, 200.000 persone accorrono per la dimostrazione finale unitaria e per protestare contro l’uccisione del ragazzo. Le forze di polizia prendono a pretesto l’azione di alcuni gruppi di giovani, che effrangono le vetrine di alcune banche e bruciano macchine di lusso, e caricano con lanci di lacrimogeni e pestaggi indiscriminati la folla di manifestanti, per la gran parte indifesi e privi di servizi d’ordine. Diverse testimonianze parlano di infiltrati. La giornata si chiude con un altro pestaggio nelle scuole messe a disposizione dal Comune per accogliere i giovani, operato dalle forze di polizia, che operano decine di arresti e provvedono altresì ad effrangere, nella scuola adibita a sede del Genoa social forum i computer, asportare il materiale fotografico e video che gli organizzatori hanno raccolto per documentare le violenze della polizia e la morte del giovane.
    A questa lista parziale possiamo aggiungere anche Marcello Lonzi, Maurizio Tortorici, Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino. Basta un qualsiasi motore di ricerca per trovare documenti e informazione su questi recenti morti per mano dello Stato

    E, dall'altra parte:

    Vista la confusione che regna in rete (e non solo), ho ritenuto opportuno presentare un breve studio su quante sono state le persone decedute per mano di organizzazioni armate di sinistra, con una breve cronologia sui delitti attribuiti alle Brigate Rosse.
    Le persone che sono morte per responsabilita’ (rivendicata o attribuita in sede processuale) delle organizzazioni armate di sinistra dal 1969 al 1989 sono 128, 127 uomini e 1 donna (conteggiamo a parte i delitti D’Antona, Biagi e Petri, avvenuti rispettivamente nel 1999, 2002 e 2003).
    Di queste persone, ben 80 appartenevano a corpi di polizia (38 Polizia di Stato, 21 Carabinieri, 10 Polizia Privata, 8 Polizia Penitenziaria, 2 Forze armate e 1 Vigili urbani).
    Lo studio che presentiamo (relativo a 75 persone) prende in esame esclusivamente quanti la cui morte viene attribuita (rivendicata o in sede processuale) alle BR, BR-PCC, BR-PG e BR-WA.
    La distribuzione delle sigle:
    BR 52
    BR-PCC 6 + 3
    BR-PG 11
    BR-WA 3

    Con relativo elenco:

    1974

    17 giugno 1974 – A Padova, durante un incursione di un nucleo di 5 brigatisti nella sede del MSI di via Zabarella 24, restano uccisi Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola. La confessione della brigatista Susanna Ronconi ricostruisce così l’assassinio: Roberto Serafini avrebbe fatto il palo, Giorgio Semeria guidava l’auto, la Ronconi in attesa sulle scale con la borsa per prelevare i documenti dalla sede dell’MSI-DN, Roberto Ognibene e Fabrizio Pelli sarebbero entrati nella sede e, dei due, solo il Pelli avrebbe sparato a fronte di un tentativo di reazione di Mazzola e Giralucci. Le Brigate Rosse rivendicano la paternità dell’ assassinio il giorno dopo, con due volantini fatti ritrovare a Milano e Padova in una cabina telefonica, e a seguito di una telefonata alla redazione padovana de “Il Gazzettino”. (ulteriori informazioni nelle schede dell’Associazione Vittime del Terrorismo)
    15 ottobre 1974 – A Robbiano di Mediglia (MI), in uno scontro a fuoco, al terzo piano di uno stabile di via Amendola 10, viene catturato e ferito un militante delle BR, Roberto Ognibene, che nello scontro a fuoco, colpisce mortalmente il maresciallo dei carabinieri Felice Maritano.

    1975

    5 giugno 1975 – Alla cascina Spiotta, nei pressi di Acqui Terme (AL) dove e’ detenuto a seguito del rapimento l’industriale Vittorio Vallerino Gancia, vi e’ uno scontro a fuoco tra BR e carabinieri. Viene ferito mortalmente l’appuntato dei carabinieri Giovanni D’Alfonso, ricoverato all’ospedale di Alessandria morira’ l’11 giugno 1975. In questo scontro a fuoco perdera’ la vita anche la brigatista “Mara” Cagol.
    4 settembre 1975 – Verso le 10:30, alla periferia di Ponte di Brenta (PD) una pattuglia della polizia stradale ferma una Fiat 128 per un controllo. Nell’auto vi sono due giovani, uno dei quali, Carlo Picchiura, per sottrarsi all’arresto esplode 3 colpi di pistola contro l’appuntato Antonio Niedda, uccidendolo. Un altro agente riesce comunque a bloccare ed arrestare Picchiura, militante delle Brigate Rosse.

    1976

    8 giugno 1976 – A Genova, intorno alle ore 13:30 in salita Santa Brigida, un nucleo delle Brigate Rosse uccide il Procuratore Generale della Repubblica di Genova Francesco Coco, insieme all’appuntato dei carabinieri Antioco Dejana e al sottufficiale di polizia Giovanni Saponara. L’azione viene rivendicata con un volantino. Il giorno successivo nell’aula del tribunale di Torino dove e’ in corso il processo ad alcuni militanti BR, uno di essi, cerca di leggere un comunicato di sostegno all’azione. Quello di Coco e’ il primo omicidio premeditato delle BR.
    1 settembre 1976 – A Biella (VC), una pattuglia della polizia ferma un’auto con targa di Milano per il controllo dei documenti ed invita i due occupanti a seguirla in Questura. I due uomini aprono il fuoco uccidendo il vicequestore Francesco Cusano. In sede giudiziaria, per questo evento, vengono condannati due militanti delle BR (ad uccidere fu Lauro Azzolini).
    15 dicembre 1976 – A Sesto San Giovanni (MI), la polizia si reca per una perquisizione a casa Alasia, Walter Alasia per sottrarsi alla cattura ingaggia un conflitto a fuoco in cui perderanno la vita sia lui che il maresciallo di polizia Sergio Bazzega ed il vice questore Vittorio Padovani.

    1977

    28 aprile 1977Fulvio Croce, presidente del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino, viene ucciso da un nucleo delle Brigate rosse. L’avvocato Croce viene affrontato nell’androne dello stabile di via Perrone, dove ha sede il suo studio, da un commando composto da 2 uomini e 1 donna e ucciso con 5 colpi di pistola (a sparare è Rocco Micaletto con la copertura di Angela Vai. Fuori su un auto attende Lorenzo Betassa, Raffaele Fiore invece staziona immobile all'ingresso, col mitra nel borsone). La perizia sui proiettili stabilisce che la pistola è una Nagant 7,62 cecoslovacca, la stessa che ha colpito Carlo Casalegno ed altre vittime a Torino. L’attentato è rivendicato dalle Brigate Rosse con una telefonata a La Stampa e all’ANSA. In seguito le Brigate Rosse telefonano nuovamente per indicare il luogo ove hanno lasciato dei volantini di rivendicazione. Il volantino, siglato "Per il comunismo Brigate rosse - Colonna Margherita Cagol" viene fatto ritrovare il 30 aprile (dieci ore dopo i funerali) di fronte all'ospedale Maria Vittoria. Nello stesso documento vengono minacciati gli avvocati Vittorio Gabri e Giorgio Del Grosso, quest'ultimo legale della FIAT.
    16 novembre 1977 – A Torino, il vicedirettore del quotidiano “La Stampa”, Carlo Casalegno, viene mortalmente ferito sotto la sua abitazione da un nucleo delle Brigate Rosse. Da molti giorni veniva pedinato da Patrizio Peci, Raffaele Fiore, Vincenzo Acella e Piero Panciarelli. Casalegno parcheggia la sua 125 azzurrina davanti al portone di casa alle 13:55, i brigatisti attendono che si apra il portone, Raffele Fiore s'infila nell'androne, chiama Casalegno e spara quattro colpi alla testa con la Nagant 7,62. Alle 14:05 giunge una telefonata all' ANSA: "Qui Brigate Rosse, abbiamo giustiziato noi il servo dello Stato Carlo Casalegno". L'operatore chiede spiegazioni. "Ha capito benissimo" e il terrorista riaggancia. Viene rinvenuto un volantino in una cabina telefonica di corso Lecce. Due fogli ciclostilati e pinzati sormontati dalla stella a cinque punte firmati dalla colonna Mara Cagol. Casalegno muore, per le ferite riportate, tredici giorni dopo, il 29 novembre 1977.

    1978

    14 febbraio 1978 – A Roma, alle 9 del mattino viene ucciso sotto casa il consigliere di Cassazione Riccardo Palma, addetto presso la Direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena, alla gestione dei fondi per l’edilizia carceraria. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nel quadro della campagna contro le carceri speciali.
    10 marzo 1978 – A Torino, Rosario Berardi, maresciallo di polizia della sezione antiterrorismo, gia’ vicecapo dell’Ufficio Politico della Questura, viene ucciso da un nucleo delle Brigate Rosse. L’attentato è rivendicato con un volantino a firma Brigate Rosse – Colonna torinese Mara Cagol.
    16 marzo 1978 – A Roma, il sequestro Moro in Via Mario Fani. Vengono uccisi nel conflitto a fuoco gli agenti di polizia Raffaele Iozzino e Giulio Rivera, il maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi e l’appuntato Domenico Ricci. Gravemente ferito, morira’ poche ore dopo, il vice brigadiere di polizia Francesco Zizzi.
    11 aprile 1978 – A Torino, Lorenzo Cotugno, agente di custodia. Viene affrontato da un nucleo delle Brigate Rosse, ferito intenzionalmente, reagisce inseguendo e ferendo a sua volta un brigatista. Nel proseguio del conflitto a fuoco viene ucciso. Nella rivendicazione l’attentato viene collocato nel contesto delle lotte carcerarie.
    20 aprile 1978 – A Crescenzago (MI), Francesco di Cataldo, maresciallo e vicecomandante degli Agenti di custodia del carcere di San Vittore, viene ucciso poco dopo le ore 7 in via Ponte Nuovo. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse – colonna Walter Alasia prima con una telefonata all’Ansa e successivamente con un volantino.
    9 maggio 1978 – In via Caetani a Roma viene ritrovato il corpo di Aldo Moro.
    21 giugno 1978 – A Genova, viene ucciso Antonio Esposito, commissario di polizia e capo dell’antiterrorismo di Genova. Si trovava su un autobus mentre si recava al lavoro. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nel corso della campagna contro gli uomini dell’antiterrorismo.
    28 settembre 1978 – A Torino viene ferito alle gambe da numerosi colpi di pistola mentre si reca al lavoro il capo officina del reparto verniciatura della Lancia di Chivasso, Piero Coggiola. Quando le Brigate Rosse ne rivendicano, nel contesto delle lotte operaie, il ferimento intenzionale, un’emorragia ne ha gia’ provocato la morte.
    10 ottobre 1978 – A Roma alle 14:30 viene ucciso mentre fa rientro nella sua abitazione Girolamo Tartaglione, magistrato di Cassazione e direttore generale deli Affari penali presso il Ministero di Grazia e Giustizia. Il volantino di rivendicazione, a firma Brigate Rosse viene recapitato alla redazione romana del Corriere della Sera il 12 ottobre 1978 e inquadra l’attentato nella campagna contro le carceri.
    15 dicembre 1978 – A Torino vengono uccisi da raffiche di mitra mentre sono di guardia sotto le mura del carcere Le Nuove, Salvatore Lanza e Salvatore Porceddu. L’azione viene rivendicata dalle Brigate Rosse nel corso della campagna contro le carceri.

    1979

    24 gennaio 1979 – A Genova viene ucciso Guido Rossa. Operaio dell’Italsider di Genova-Cornigliano, iscritto al PCI e sindacalista della CGIL. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse che nel volantino accusano Rossa di aver denunciato e fatto arrestare l’operaio Francesco Berardi. Il gruppo di fuoco era composto da Vincenzo Guagliardo, Riccardo Dura e Lorenzo Carpi.
    29 marzo 1979 – A Roma viene colpito mortalmente l’impreditore edile e consigliere provinciale DC Italo Schettini. L’attentato viene rivendicato, con volantini, dalle Brigate Rosse, che lo gestiscono all’interno della campagna contro la DC.
    3 maggio 1979 – A Roma le Brigate Rosse attaccano la sede del Comitato Regionale della DC in piazza Nicosia. Un’auto della polizia, che accorre dopo l’allarme lanciato dalla centrale di polizia, viene raggiunta da raffiche di mitra. Nel conflitto a fuoco resta ucciso il vicebrigadiere Antonio Mea. Resta gravemente ferito, ma morira’ in ospedale il 10 maggio, l’agente Pietro Ollanu. Le Brigate Rosse rivendicheranno l’evento con una telefonata e un volantino.
    13 luglio 1979 – A Roma viene ucciso Antonio Varisco, tenente colonnello dei carabinieri, comandante del Nucleo Traduzioni del Tribunale di Roma. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nella campagna contro le carceri.
    9 novembre 1979 – A Roma viene ucciso l’agente Michele Granato, in servizio presso la squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di San Lorenzo. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse con un volantino che lo inquadra nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo.
    21 novembre 1979 – A Genova vengono colpiti da un nucleo delle Brigate Rosse Vittorio Battaglini e Mario Tosa, carabinieri in servizio di pattuglia. L’attentato e’ rivendicato con una telefonata e un volantino.
    27 novembre 1979 – A Roma viene ucciso Domenico Taverna, maresciallo comandante della squadra di polizia giudiziaria del Commissariato Appio Nuovo. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse ed inquadrato nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo. (in un servizio di radio radicale Anna Laura Braghetti viene inclusa nel nucleo di fuoco)
    7 dicembre 1979 – A Roma viene ucciso Mariano Romiti, maresciallo comandante della quadra di polizia giudiziaria del Commissariato Centocelle. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse ed inquadrato nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo.

    1980

    8 gennaio 1980 – A Milano vengono uccisi mentre sono in perlustrazione su una Fiat Ritmo bianca con targa civile, l’appuntato di polizia Antonio Cestari, l’agente Michele Tatulli e il brigadiere Rocco Santoro,appartenenti ad una squadra della Digos in forza al Commissariato Ticinese di Via Tabacchi. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Colonna Walter Alasia con volantini la cui intestazione recita: “Benvenuto al generale Dalla Chiesa”.
    19 gennaio 1980 – A Mestre (VE) un nucleo delle Brigate Rosse uccide il vicedirettore del Petrolchimico di Porto Marghera Sergio Gori. L’azione, rivendicata con una telefonata ed un volantino, viene messa in relazione alle lotte operaie di Porto Marghera.
    25 gennaio 1980 – A Genova vengono uccisi a bordo di una Fiat 128, l’appuntato dei carabinieri Antonio Casu e il tenente colonnello dei carabinieri Emanuele Tuttobene. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse con una telefonata al Secolo XIX e successivamente con un volantino che inquadra l’attentato nella campagna contro gli uomini e gli apparati dell’antiterrorismo.
    12 febbraio 1980 – A Roma viene ucciso al termine di una sua lezione Vittorio Bachelet, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, docente di diritto amministrativo alla facolta’ di Scienze Politiche dell’universita’ di Roma. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse in riferimento al suo ruolo nel Consiglio Superiore della Magistratura, con un volantino inviato alla sede romana dell’Ansa e del quotidiano Il Giornale d’Italia. A sparare la brigatista Anna Laura Braghetti.
    18 marzo 1980 – A Roma, su un bus dell’Atac, alla fermata di via Ruggero di Lauria, viene ucciso il magistrato Girolamo Minervini, consigliere della Corte di Cassazione, capo della segreteria degli Istituti di prevenzione e pena del ministero di Grazia e Giustizia. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse che lo inquadrano nell’intervento contro le carceri speciali.
    12 maggio 1980 – A Mestre (VE) viene ucciso bloccando la sua auto, il vice questore e dirigente della Digos, Alfredo Albanese. L’attentato viene rivendicato con un volantino dalle Brigate Rosse.
    19 maggio 1980 – A Napoli viene ucciso l’assessore regionale al Bilancio e alla Programmazione Economica, Pino Amato, della DC. Il gruppo di fuoco composto da 4 brigatisti (Bruno Seghetti, Maria Teresa Romeo, Salvatore Colonna e Luca Nicolotti) viene catturato dopo un inseguimento per le strade della citta’. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse, nel quadro della campagna contro la DC, con una telefonata anonima il 26 maggio 1980 che indicava il luogo dove trovare un volantino. Un ulteriore volantino perveniva alla redazione de “Il Mattino” il 3 giugno 1980. Con questo attentato nasce ufficialmente la colonna di Napoli.
    12 novembre 1980 – A Milano viene ucciso su una vettura della metropolitana nei pressi della stazione “Gorla”, il direttore del personale della Magneti Marelli, Renato Briano. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse – Walter Alasia. Con questo attentato la colonna milanese si stacca dalle Brigate Rosse e si presenta come organizzazione autonoma.
    28 novembre 1980 – A Sesto San Giovanni (MI), viene ucciso nei pressi della sua abitazione l’ingegner Manfredo Mazzanti, direttore tecnico della Falk. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Walter Alasia.
    31 dicembre 1980 – A Roma viene ucciso il generale dei carabinieri Enrico Galvaligi, responsabile dell’Ufficio coordinamento delle misure di sicurezza degli istituti carcerari. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse nel comunicato n° 7 del sequestro del giudice Giovanni D’Urso.

    1981

    17 febbraio 1981 – A Milano viene ucciso nei pressi della sua abitazione il medico Luigi Francesco Marangoni, direttore sanitario del Policlinico di Milano. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Walter Alasia, Brigata Fabrizio Pelli, con la diffusione di un opuscolo intitolato “Attacchiamo la DC principale responsabile della ristrutturazione dell’ospedale”.
    7 aprile 1981 – A Roma un nucleo di 3 persone uccide nei pressi della sua abitazione l’agente di custodia Raffaele Cinotti, capoposto al reparto di isolamento giudiziario del carcere di Rebibbia. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse. All’atto della rivendicazione viene anche distribuito l’opuscolo connesso alla “Campagna D’Urso”.
    27 aprile 1981 – A Torre del Greco (NA) un nucleo armato delle BR (Vincenzo Stoccoro, Antonio Chiocchi, Emilio Manna, Vittorio Bolognese, Giovanni Planzio, Vincenzo Olivieri e Giovanni Senzani) sequestra Ciro Cirillo, assessore regionale della DC. Vengono uccisi durante il sequestro l’autista di Cirillo, Mario Canciello e il brigadiere di polizia Luigi Carbone, addetto alla sua scorta. Con la rivendicazione di questa azione da parte della Colonna napoletana e del Fronte carceri, viene sancito, di fatto, il loro distacco dal troncone originario delle Brigate Rosse. Successivamente queste due formazioni daranno vita alle Brigate Rosse – Partito della Guerriglia.
    19 giugno 1981 – A Roma viene ucciso il vicequestore del Commissariato di polizia di Primavalle, Sebastiano Vinci. L’attentato viene rivendicato dalle Brigate Rosse – Colonna “XXVIII Marzo” nella campagna contro uomini e apparati dell’antiterrorismo.
    20 maggio 1981 – A Mestre (VE) un nucleo delle Brigate Rosse irrompe della sua abitazione e sequestra Giuseppe Taliercio, direttore del Petrolchimico di Mestre (VE). Quarantasei giorni dopo, il 5 luglio 1981, il suo corpo senza vita viene fatto trovare nel baule di un automobile, vicino al capannone del Consiglio di Fabbrica della Montedison. Il rapimento (vengono emessi 6 comunicati) e’ gestito dalle Brigate Rosse – Colonna Anna Maria Ludmann “Cecilia”.

    1982

    27 aprile 1982 – A Napoli le Brigate Rosse – Partito della Guerriglia uccidono l’esponente della DC, Raffaele Delcogliano, assessore regionale alla formazione professionale ed il suo autista, Aldo Iermano.
    15 luglio 1982 – A Napoli le Brigate Rosse – Partito della Guerriglia uccidono il vicequestore e capo della Squadra mobile Antonio Ammaturo ed il suo autista Pasquale Paola. L’attentato viene inquadrato nella campagna contro le forze dell’ordine.
    26 agosto 1982 – A Salerno un nucleo armato delle Brigate Rosse – Partito della Guerriglia, assalta un convoglio militare. Nel conflitto a fuoco restano uccisi gli agenti Antonio Bandiera e Mario de Marco. Il soldato di leva Antonio Palumbo rimane gravemente ferito e muore il 23 settembre al Secondo Policlinico di Napoli.
    21 ottobre 1982 – A Torino, vengono uccisi nell’Agenzia n° 5 del Banco di Napoli, in via Domodossola, le guardie giurate Sebastiano D’Alleo e Antonio Pedio. Il commando era composto da 5 brigatisti, Antonio Chiocchi, Francesco Pagani Cesa, Marcello Ghiringhelli, Teresa Scinica, Clotilde Zucca. L’attentato e’ rivendicato dalle Brigate Rosse – Partito della Guerriglia. All’interno dei locali della banca viene lasciato un drappo rosso con una scritta (episodio legato a Natalia Ligas).

    1984

    15 febbraio 1984 – A Roma viene ucciso a bordo della sua auto blindata il diplomatico statunitense Leamon Ray Hunt, responsabile logistico della forza militare multinazionale dell’ONU nel Sinai. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC con un documento dove viene affermata la necessità di un intervento antimperialista. Le FARL (Frazioni Armate Rivoluzionarie Libanesi) rivendicano l’azione insieme alle BR-PCC.

    1985

    27 marzo 1985 – A Roma viene ucciso nella Facolta’ di Economia e Commercio Ezio Tarantelli, docente di Economia Politica, presidente dell’Istituto di Studi Economici e del Lavoro della CISL. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC con un opuscolo: BR-PCC, “Rimodellamento della linea politica. Lancio del fronte internazionalista. Tarantelli”, opuscolo 20, Roma 1985.

    1986

    10 febbraio 1986 – A Firenze a poca distanza dalla sua abitazione viene ucciso l’ex sindaco di Firenze, iscritto al Partito Repubblicano, Lando Conti. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC che in questa circostanza diffondono la Risoluzione n° 20.

    1987

    14 febbraio 1987 – A Roma, in via Prati di Papa, un nucleo armato delle BR-PCC assalta un furgone portavalori a fini di autofinanziamento. Due agenti di polizia, Rolando Lanari e Giuseppe Scravaglieri, restano uccisi, mentre il brigadiere Pasquale Parente, capo equipaggio, rimane gravemente ferito. Le BR-PCC rivendicano con un volantino l’azione.

    1988

    16 aprile 1988 – A Forli’ viene ucciso nella propria abitazione Roberto Ruffilli, senatore democristiano, politologo, consigliere per i problemi e per le riforme istituzionali di Ciriaco De Mita. Appena rientrato nella sua casa da un convegno in città, due finti postini suonarono alla porta della sua abitazione con la scusa di recapitargli un pacco postale; entrati nell'abitazione, lo condussero nel soggiorno, dove lo fecero inginocchiare accanto al divano per poi ucciderlo con tre colpi di pistola alla nuca. L’attentato viene rivendicato dalle BR-PCC. Dopo una telefonata al quotidiano "La Repubblica", nel giorno stesso dell'assassinio, alle 10.40 del 21 aprile fu ritrovato, in un bar di via Torre Argentina a Roma, il documento di rivendicazione.

    1999

    20 maggio 1999 – A Roma, verso le ore 8:20 in via Salaria un nucleo delle BR-PCC uccide il professor Massimo D’Antona, consulente del ministro del Lavoro Bassolino. Verso le 14:30 una telefonata anonima al quotidiano "Il Messaggero" rivendicava l’omicidio in nome delle Brigate Rosse, indicando un cassonetto per la raccolta dei rifiuti urbani in via Crispi dove i giornalisti rinvenivano il documento rivendicativo.

    2002

    19 marzo 2002 – A Bologna, un nucleo delle BR-PCC uccide il professor Marco Biagi, consulente del ministro del Lavoro Maroni. Il documento di rivendicazione viene spedito via posta elettronica a siti di quotidiani, radio, partiti e sindacati.

    2003

    2 marzo 2003 – Sul treno interregionale 2304 “Roma-Firenze”, verso le ore 8:30 nel corso di un conflitto a fuoco perde la vita il sovrintendente della Polizia Ferroviaria Emanuele Petri. Nel corso del conflitto perde la vita anche il brigatista Mario Galesi, resta ferito il sovrintendente Bruno Fortunato e viene catturata la brigatista Nadia Desdemona Lioce.

    Bibliografia e fonti web
    Progetto Memoria, La mappa perduta, Cooperativa Ed. Sensibili alle foglie
    Paolo Dorigo, Contributo per una storia documentale delle BR, All. al Bollettino dell’ASP
    Tuccillo, Sangue sulle città, Guida Editore
    Giorgio Galli, Piombo rosso, Baldini Castoldi Dalai editore
    Concetto Vecchio, Ali di Piombo, BUR
    Associazione italiana vittime del terrorismo, Schede tratte da Associazione Italiana Vittime del Terrorismo e dell'Eversione Contro l'Ordinamento Democratico dello Stato - Sito ufficiale
    Polizia di Stato, informazioni tratte da Il sito ufficiale della Polizia di Stato

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  8. #758
    Partecipante Super Esperto *tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare*tottino* è un gioiello ancora da raffinare
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    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Non so cosa tu intenda per "fonte attendibile". Ho spulciato vecchi giornali e vecchi siti per qualche ora.
    intendevo quello che hai fatto te,magari dovevo specificare fonti da ambedue le parti,ma ci siamo capiti.

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