O parlavi della tua famiglia?
Questa discussione si intitola Richiesta d'aiuto [litigi, depressione, separazione] nella sezione Infanzia e adolescenza, appartenente alla categoria Salute e benessere psicologico; O parlavi della tua famiglia?...
O parlavi della tua famiglia?
Dr.ssa Carmela Verrastro
Psicologo - Psicoterapeuta
Iscrizione all'Ordine degli Psicologi del Lazio n°11916
Carmela, parlavo dei miei genitori, non certo del forum.
Se volete smesso di postare, grazie comunque per il supporto e l'aiuto ricevuto finora.
Un saluto


Ciao Frusciante,
ho letto i tuoi racconti e credo che tu debba continuare a scrivere, forse non è una psicoterapia quella che si può far qui, ma è sempre un primo passo che può esser utile, a chi ne sente il bisogno, per riflettere su sè stessi e prendersi il tempo per scoprire la strada giusta da intraprendere.
Capisco come la tua situazione familiare possa essere pesante da sostenere per te, non credo che tu sia così immaturo come dici, certo credi poco in te stesso e questo probabilmente perchè poco hai sentito altri riporre fiducia in te e darti credito. Il fatto che tu sia qui a parlar di te significa che hai già aperto una riflessione, hai già provato delle strade senza trovar benefici... Forse hai cercato sin ora più per i tuoi che per te. Ora che stai tentando di trovare tu la serenità ti senti e ti fanno sentire un egoista... Succede spesso quando i meccanismi familiari sono come quelli che tu ci racconti. In effetti tu sei stato un terzo con un ruolo importante nella tua famiglia e uscir da questo ruolo non è semplice per te e ai tuoi anche implica di dover cambiar qualcosa e strutturar un nuovo equilibrio... Se tu riuscissi a pensare a te stesso anche loro dovrebbero cambiare e forse sarebbe un bene per tutti... Ma trovar la forza non è semplice, a volte una grossa amicizia o un amore possono aiutare, altre volte diventa indispensabile l'aiuto di uno specialista... Non perchè debba darti consigli, ma perchè possa aiutarti a trovar delle risposte e ad affrontar la vita con più decisione e sicurezza. Poi arriveranno le occasioni, le possibilità economiche... Ma sarai già indipendente pur vivendo ancora con i tuoi, perchè non sarai più quello che tua madre o tua nonna pensano di te, ma quello che tu avrai scoperto di essere. Un grosso in bocca al lupo. Dacci notizie.
Dott.ssa Francesca Ciancio
Ciao Frusciante!
Sono perfettamente d'accordo con quanto ti ha scritto la collega.
Il nostro forum non può essere "terapeutico", ma può essere un un punto di incontro per riflettere e portarei l'attenzione su elementi sui quali magari non si era riflettuto (e tu stesso ci hai detto che questo è già successo)
E può succedere anche che dalle riflessioni fatte qui possa scaturire l'esigenza di intraprendere un percorso con un esperto. Anche in quel caso noi siamo qui per accompagnare in questo passaggio.
Insomma, siamo qui per te!
A presto!
Bernardetta Morgante
Psicologa
Ordine Psicologi Abruzzo n.1396
Ciao Frusciante, sono rimasta molto colpita da cio' che hai scritto. Io credo che tu sia consapevole che non si torna indietro nel tempo e che se tu devi trovare la forza di ricominciare la vita a 21 anni. Questi anni vissuti fin'ora non sono stati inutili, sei cresciuto e maturato e la tua personalità si è formata, purtroppo all'ombra di due genitori troppo presi a urlarsi addosso rancori e cattiverie. Descrivi come tua madre ti abbia aiutato moralmente ed economicamente, ma i genitori devono prendersi cura dei figli, è normale che un genitore si preoccupi del figlio e lo mantenga e gli stia accanto nelle avversità. Ti sei preso colpe non tue perchè non è colpa dei figli se i genitori litigano; le loro incomprensioni non hanno nulla a che vedere con la prole, anche se all'apparenza puo' sembrare il contrario. Hai cercato più volte di fare da paciere perchè un figlio nn vuole mai vedere i genitori separati, poi hai preso coscienza che i tuoi insiee non potevano più stare ma per loro non è stato così e probabilmente litigheranno ogni natale, pasqua, estate o altra occasione in cui abbiano divergenza di opinioni. Vivi la tua vita senza colpevolizzarti e puntando agli aspetti positivi e "alleandoti con le tue parti sane". Spronati ad uscire, a perseguire i tuoi interessi in modo da essere indipendente anche economicamente e quindi a uscire dall'ambito familiare anche se questo forse non sarà forse facile per via del tuo attaccamento forte a tua mamma. Sei giovane, la vita è tutte per te, le cose più belle sono là fuori e ti aspettano. Basta pensieri negativi. E' vero, non è facile ma a 21 anni lo si deve a se stessi perchè la vita è appena all'inizio. Hai ragione quando dici di essere stato messo in mezzo, e non doveva accadere perchè la sensibilità dei bambini e ragazzi in crescita è particolare e si resta traumatizzati e impauriti. Sarebbe interessarte sedersi tutti e tre ma non lo reputo attuabile per via dei caratteri dei tuoi genitori, centrati su di se e poco propensi al compromesso. La violenza alla quae hai assistito da osservatore ma anche in prima persona ti ha lasciato apatia e voglia di niente, alla quale è necessario reagire perchè non realizzarei la tua vita stando chiuso in casa e dormendo. Anche aver messo le mani addosso ad un genitore segna, perchè egli è una figura verso cui poratere rispetto e essere in armonia ma l'armonia in casa vostra manca da troppo tempo e le scuse dietro cui si nasconde tua madre per non lasciare tuo padre potrebbero nascondere altro, come sentimenti d'amore che comunque lei puo' provare per lui nonostante tutto. E hai ragione quando dici che vuoi serenità e forse la troverai vivendo in un'altra casa, e cio' non significa abbandonare i tuoi genitori e non amarli ma è solo il primo passo verso la tua indipenza e verso una nuova vita. In bocca al lupo per tutto
Ciao.
Vi aggiorno a distanza di un anno e mezzo.
- Durante i primi mesi del 2010 ho superato da solo la fase pseudo-depressiva, dedicandomi molto allo studio e cercando di uscire con gli amici seppur con alti e bassi;
- Nei mesi estivi ho accettato di passare le vacanze con i miei, ma immancabilmente si sono ripresentati i litigi e la voglia di mollare tutto;
- Mio padre è andato in pensione e la situazione è degenerata ancora una volta verso novembre, quando a seguito di una lite gli ho dato uno schiaffo per la seconda volta (ricevendo da lui diversi ceffoni, un pugno al costato e delle manate al collo) dopo che lui aveva alzato le mani su mia madre;
- Memore di quanto accaduto un anno prima ho deciso di rivolgermi ad un analista, con cui tutt'ora porto avanti un percorso di psicoterapia;
- Malgrado la terapia abbia dato i suoi frutti durante i primi mesi, domenica 17 aprile a seguito di un banale diverbio tra me e mio padre prima di andare a pranzo con le zie (a cui lui tiene molto) ho completamente perso la testa, arrivando a provocarlo con l'intenzione di finire alle mani e stavolta di finirci male;
- Secondo l'analista non ho nulla da rimproverarmi se non il modo e quindi il tramutare l'ira in fermezza, poiché si è trattato di una reazione giusta al suo tentativo di prevaricazione (l'aggressività di mio padre deriverebbe da un suo senso di inadeguatezza verso la famiglia di origine, che tende a sfogare su me e mia madre);
- Ad oggi mio padre versa in uno stato che preoccupa tutti (tranne mia madre che continua a puntargli addosso il dito), poiché non è affatto lucido e presente a se stesso e non fa che delirare (apparentemente senza aggressività);
- Le sorelle lo hanno portato da uno psicoterapeuta, che però non prescrive farmaci, cosicché nell'appuntamento di giovedì prossimo sarà affiancato da uno psichiatra che gli darà la cura (che dovrò essere io ad assicurarmi che segua) per poi proseguire con l'analisi (mia madre non ci pensa nemmeno lontanamente ad una terapia di coppia).
Questa è la cronaca dei fatti, cui aggiungo che non riuscirò a laurearmi prima di gennaio 2012 e che di mio oggi non ho più di 4000 euro da parte...
Alla luce di tutto ciò e di fronte ad un mio costante malessere, che fare?
Seguire mio padre nell'assunzione dei farmaci (mettiamo un mese o due) e poi impiegare i risparmi per affittarmi una stanza?
Aiutare entrambi a separarsi (da soli non capiscono che se si separano odiandosi non riusciranno mai più a riprendersi)?
Rimanere a casa fino alla laurea sforzandomi di tenere duro di fronte a future liti (questa è la via che più mi terrorizza, poiché dividere questa casa con questi genitori è diventata una tortura quotidiana, tanto da non trovare pace se non fuori)?
Non so proprio che fare...