ciao, mi fa molto piacere la tua mail, mi rallegra il fatto che si possa dibattere su questioni lavorative.
a chi può interessare, suggerisco il sito
behaviorbasedsafety.it dove può trovare materiale interessante.
sul fatto che "non tutti gli psicologi o aspiranti tali potrebbero apprezzare un approccio neo-comportamentista alla sicurezza", può esser vero, ma non ho bisogno di convincere nessuno. cerco di condividere le mie esperienze di lavoro con i colleghi. ciascuno ha le proprie preferenze in fatto di approcci al lavoro e alla realtà.
preciso che non ho seguito nessun corso di BBS per ora, e sconsiglio di seguirlo senza prima essersi approcciati al tema della sicurezza. anche io sto aspettando di capire che direzione sta prendendo il mio lavoro, prima di sborsare 4.500€ per un corso, è un investimento, e come tutti gli investimenti deve essere ponderato.
quando parlavo di realizzare un "corso" e proporlo a qualche società che si occupa di sicurezza: intendevo quello che ho scritto, ad esempio 4 ore di formazione sul fattore umano degli infortuni. quindi una ventina di slide con esercitazioni: di conseguenza non vedo costi esorbitanti (nè economici nè temporali), quelli cui ti riferisci con "(ma a che costo...)".
e sono sempre dell'idea che sia utile presentarsi con un progetto, una idea concreto, già vendibile, piuttosto che solo con il CV ho con la propria faccia.
il linguaggio utilizzato dalle aziende è quello economico: se il biglietto da visita è un progetto che una società può rivendere e guadagnarci, allora ci puoi guadagnare anche tu qualcosa.
lo psicologo spesso è imprenditore di se stesso, deve vendere e sapersi vendere, poi, può impiegare le sue conoscenze e i suoi strumenti per apportare un contributo allo sviluppo delle condizioni di lavoro e di vita dell'individuo.
ma credimi, con le aziende devi parlare prima con il linguaggio economico, poi con quello umano: laddove non c'è utile per l'azienda, non c'è neanche per lo psicologo.
lo psicologo del lavoro deve vendersi come selettore, formatore, coach, counselor, consulente organizzativo, operatore di BBS ecc., ma deve vendersi in qualche modo ed essere PROATTIVO.
non sono sufficienti le buone intenzioni, o le fantasie salvifiche nei confronti dell'umanità, che tanto ci sostengono nel corso degli anni di università; tali intenzioni si devono tradurre in idee imprenditoriali, non se ne può fare a meno.
non basta essere uno "psicologo".
in questi termini, lo spirito di iniziativa, le idee, i progetti da proporre e vendere sì che sono .... per uno psicologo.
saluti