Speriamo che realmente questa legge possa contribuire al miglioramento delle condizioni di lavoro!...
Questa discussione si intitola report stress lavoro correlato nella sezione Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, appartenente alla categoria Forum tematici; Speriamo che realmente questa legge possa contribuire al miglioramento delle condizioni di lavoro!......



Speriamo che realmente questa legge possa contribuire al miglioramento delle condizioni di lavoro!...


ma scusa il karasek lo hai reperito tramite l'Ispesl?


purtroppo ne dubito. laddove si rende necessaria una legge e non c'è iniziativa individuale, da parte del datore di lavoro, per migliorare l'ambiente di lavoro, i risultati saranno sempre modesti. e proporzionati alla verosimilità di una sanzione nei confronti del datore di lavoro. con la crisi attuale, quale istituzione (INAIL; ASL ecc) comminerebbe una sanzione a un'azienda, sanzione che può essere pecuniaria o arresto o chiusura dell'azienda?...
infine, se può costituire uno spunto di riflessione, la sicurezza sul lavoro non dipende solo dallo stato di sicurezza degli impianti, delle macchine ecc., ma dall'atteggiamento del lavoratore... però è anche vero che in questo caso si rende ancora più necessaria un'opera di sensibilizzazione verso la sicurezza in generale. che cominci dall'età scolare...
saluti
Il Karasek lo procuri dal sito JCQ center (non so l'indirizzo esatto ma lo trovi con molta facilità su Google)...scarichi il moduolo di rischiesta
Ultima modifica di crossyyy : 16-03-2009 alle ore 02.25.11


ok guarderò, per ora continuo con l'OSI, spero che del Karasek esista anche l'adattamento in italiano (con campione italiano) non solo la traduzione delle domande. per curiosità, dalle analisi che hai condotto sinora, che risultati emergono? io finora ho riscontrato pochissimi casi di malessere psicofisico, perlopiù rilevo insoddisfazione nei confronti della struttura aziendale.
saluti
Fino ad ora ho riscontrato problemi solo in una organizzazione
Ultima modifica di crossyyy : 16-03-2009 alle ore 02.23.51


Ciao visto che sei così esperto nel settore puoi aiutarmi a capire da che parte cominciare per farsi conoscere dalle società che si occupano di sicurezza sul lavoro? Ho portato il curriculum ad una società, qui nelle marche, e mi hanno detto che non vedevano l'attinenza con il mio percorso universitario e la sicurezza sul lavoro...sapresti anche indicarmi delle letture od un corso/master per acquisire maggiori competenze? ti lascio la mia mail: tombolinifrancesca@virgilio.it


ciao, fortunatamente sto lavorando molto nella sicurezza sul lavoro e lo considero un settore con notevoli prospettive per gli psicologi.
la sicurezza sul lavoro si raggiunge quando ci sono investimenti su impianti, macchine, ambienti di lavoro ecc; ma anche quando vengono fatti investimenti sul fattore umano, sugli attegiamenti, che vanno dalla formazione alla consulenza.
nella formazione puoi lavorare con:
- corsi sul fattore umano (facendo riferimento alla bibliografia che consiglio a tutti);
- corsi sulla comunicazione: rendere esperti di comunicazione coloro che si occupano di sicurezza in azienda (RSPP, RLS ecc);
- corsi sui rischi psicosociali.
Prova a realizzare dei corsi di questo tipo e proponili a società specializzate che si occupano di sicurezza: io ne ho realizzati diversi e li erogo in aziende di diversi settori, puoi erogare corsi base, corsi per rischi specifici ecc. Sto anche riflettendo sulla possibilità di tenere corsi per psicologi per formarli alla formazione sulla sicurezza. Vediamo.
In ambito consulenza, puoi specializzarti:
- nella valutazione rischio stress (un obbligo di legge di recente introduzione);
- nell'analisi del clima organizzativo;
- nel BEHAVIOR BASED SAFETY, una metodologia piuttosto complessa e di forte impatto per ridurre gli infortuni sul lavoro, sulla quale ti puoi formare, seguendo dei corsi (piuttosto cari, ma che si diffonderanno piuttosto bene tra qualche anno).
Consiglio comunque di frequentare un Master in Gestione Risorse Umane, per capire qualcosa di cosa sono le aziende e come intervenirvi; Master sulla sicurezza non ne conosco. Qualche libro per approcciarsi al tema:
- Salute organizzativa, Avallone;
- Il rischio, Lupton;
- Qualità della vita e sicurezza nei luoghi di lavoro, Sifor;
- La cultura della sicurezza sul lavoro, De Cesare;
- Psicologia della sicurezza, Cavadi;
- Risk, Ropeik;
- Beyond Fear, Schneier;
- La comunicazione della sicurezza sul lavoro, Vecchi;
- La sicurezza del lavoro; Berra;
- The perception of risk, Slovic.
Prova a realizzare qualche corso con questa bibliografia, e proponiti a società che si occupano di sicurezza, sottolineando l'importanza del fattore umano nella prevenzione infortuni. Magari come prova di fanno fare qualche ora di formazione, e poi tutto può cominciare.
Sto considerando la possibilità di erogare corsi per psicologi, per formarli alla erogazione di corsi sulla sicurezza sul lavoro, vedo che aria tira, anche in questo forum.
Buona fortuna!


Grazie per i libri e i consigli! Se organizzi qualche corso a buon prezzo fammelo sapere.Di master sulla sicurezza ce n'era uno a settembre organizzato dall'università di Firenze di cui si occupava il Prof. Meyer.Avevo chiesto informazioni sul prezzo (4500-5000) che mi ha scoraggiato perché comunque bisogna considerare oltre al costo del master l'albergo, gli spostamenti (Fermo-Firenze) e la cifra sale vertiginosamente!!!! il master nella gestione delle risorse umane potrebbe essere utile ma le cifre che ho trovato io sono sempre quelle:4000-6000. Dove la trovo la bibbliografia sul fattore umano che consigli a tutti?
Grazie e buon lavoro!!!
Ultima modifica di francesca111 : 02-03-2009 alle ore 16.15.12


ciao,
più che un master in sicurezza sul lavoro io suggerirei di seguire il corso BBS, per chi vuole fare un investimento.
un master in gestione risorse umane è molto utile per lavorare, e permette di scoprire i propri talenti. ha un taglio molto pratico e permette di "provarsi" in un luogo protetto prima di intraprendere un lavoro: ad esempio se vuoi lavorare nella formazione, con il master ci si esercita e si capisce se è adatto o meno alla nostra personalità.
la bibliografia che ho elencato la trovi o in libreria, o, per alcuni testi, nelle biblioteche universitarie.
ti suggerisco: prepara un corso, anche solo di 4 ore, e presentalo alle società che si occupano di sicurezza. oppure un corso che non riguardi necessariamente la sicurezza sul lavoro, ma anche altri argomenti, e ti presenti così con un buon "biglietto da visita". saluti e buon lavoro


Grazie ancora!
Ciao,
la mia prima risposta a quello che hai appena scritto stava per essere abbastanza aggressiva, probabilmente data la mia avversione per la BBS, ma pare sia riuscito a fermarmi in tempo e a capire che alla fine tu voglia dare solamente una mano a Francesca 111.
Tuttavia suggerendo un corso BBS piuttosto che un master di sicurezza alla collega in questione, ti esorto a spiegarle bene di cosa si tratti (non tutti gli psicologi o aspiranti tali potrebbero apprezzare un approccio neo-comportamentista alla sicurezza - per fortuna dico io...ma quella è una mia opinione) o magari a spiegarlo a tutti, dato che affermi sia una metodologia di forte impatto per ridurre gli infortuni. Potrebbero uscirne fuori discussioni serie e molto interessanti e magari potrei convincermene anche io (e chi se ne frega potresti dire tu).
Hai ragione ahimè a suggerire a Francesca che "preparare corsi da proporre a" piuttosto che "corsi da costruire con" sia un investimento conveniente (ma a che costo...) dato il mercato della sicurezza attuale, sono meno concorde sul fatto che questo costituisca un buon biglietto da visita.......per uno psicologo. Saluti.


ciao, mi fa molto piacere la tua mail, mi rallegra il fatto che si possa dibattere su questioni lavorative.
a chi può interessare, suggerisco il sito
behaviorbasedsafety.it dove può trovare materiale interessante.
sul fatto che "non tutti gli psicologi o aspiranti tali potrebbero apprezzare un approccio neo-comportamentista alla sicurezza", può esser vero, ma non ho bisogno di convincere nessuno. cerco di condividere le mie esperienze di lavoro con i colleghi. ciascuno ha le proprie preferenze in fatto di approcci al lavoro e alla realtà.
preciso che non ho seguito nessun corso di BBS per ora, e sconsiglio di seguirlo senza prima essersi approcciati al tema della sicurezza. anche io sto aspettando di capire che direzione sta prendendo il mio lavoro, prima di sborsare 4.500€ per un corso, è un investimento, e come tutti gli investimenti deve essere ponderato.
quando parlavo di realizzare un "corso" e proporlo a qualche società che si occupa di sicurezza: intendevo quello che ho scritto, ad esempio 4 ore di formazione sul fattore umano degli infortuni. quindi una ventina di slide con esercitazioni: di conseguenza non vedo costi esorbitanti (nè economici nè temporali), quelli cui ti riferisci con "(ma a che costo...)".
e sono sempre dell'idea che sia utile presentarsi con un progetto, una idea concreto, già vendibile, piuttosto che solo con il CV ho con la propria faccia.
il linguaggio utilizzato dalle aziende è quello economico: se il biglietto da visita è un progetto che una società può rivendere e guadagnarci, allora ci puoi guadagnare anche tu qualcosa.
lo psicologo spesso è imprenditore di se stesso, deve vendere e sapersi vendere, poi, può impiegare le sue conoscenze e i suoi strumenti per apportare un contributo allo sviluppo delle condizioni di lavoro e di vita dell'individuo.
ma credimi, con le aziende devi parlare prima con il linguaggio economico, poi con quello umano: laddove non c'è utile per l'azienda, non c'è neanche per lo psicologo.
lo psicologo del lavoro deve vendersi come selettore, formatore, coach, counselor, consulente organizzativo, operatore di BBS ecc., ma deve vendersi in qualche modo ed essere PROATTIVO.
non sono sufficienti le buone intenzioni, o le fantasie salvifiche nei confronti dell'umanità, che tanto ci sostengono nel corso degli anni di università; tali intenzioni si devono tradurre in idee imprenditoriali, non se ne può fare a meno.
non basta essere uno "psicologo".
in questi termini, lo spirito di iniziativa, le idee, i progetti da proporre e vendere sì che sono .... per uno psicologo.
saluti
anche a me....questo forum è spesso noioso
no Tosolin nooooooooooooooooooa chi può interessare, suggerisco il sito
behaviorbasedsafety.it dove può trovare materiale interessante.
e quì mi sei piaciuta.sul fatto che "non tutti gli psicologi o aspiranti tali potrebbero apprezzare un approccio neo-comportamentista alla sicurezza", può esser vero, ma non ho bisogno di convincere nessuno. cerco di condividere le mie esperienze di lavoro con i colleghi. ciascuno ha le proprie preferenze in fatto di approcci al lavoro e alla realtà.
preciso che non ho seguito nessun corso di BBS per ora, e sconsiglio di seguirlo senza prima essersi approcciati al tema della sicurezza. anche io sto aspettando di capire che direzione sta prendendo il mio lavoro, prima di sborsare 4.500€ per un corso, è un investimento, e come tutti gli investimenti deve essere ponderato.
ecco...questa secondo me è la negazione della psicologia e delle possibilità di un intervento sensato della psicologia nel settore della sicurezza....non mi riferivo ai costi economici, ma a quelli etico-metodologici. Cosa differenzia l'intervento che proponi rispetto a quello che farebbe un ingegnere o un altro consulente?quando parlavo di realizzare un "corso" e proporlo a qualche società che si occupa di sicurezza: intendevo quello che ho scritto, ad esempio 4 ore di formazione sul fattore umano degli infortuni. quindi una ventina di slide con esercitazioni: di conseguenza non vedo costi esorbitanti (nè economici nè temporali), quelli cui ti riferisci con "(ma a che costo...)".
ok...ma con le dovute differenze tra il vendere la propria competenza e il vendere un bel progetto che ti sei già preparato prima da proporre e applicare a una realtà che non conosci.e sono sempre dell'idea che sia utile presentarsi con un progetto, una idea concreto, già vendibile, piuttosto che solo con il CV ho con la propria faccia.
il linguaggio utilizzato dalle aziende è quello economico: se il biglietto da visita è un progetto che una società può rivendere e guadagnarci, allora ci puoi guadagnare anche tu qualcosa.
lo psicologo spesso è imprenditore di se stesso, deve vendere e sapersi vendere, poi, può impiegare le sue conoscenze e i suoi strumenti per apportare un contributo allo sviluppo delle condizioni di lavoro e di vita dell'individuo.
ma credimi, con le aziende devi parlare prima con il linguaggio economico, poi con quello umano: laddove non c'è utile per l'azienda, non c'è neanche per lo psicologo.
lo psicologo del lavoro deve vendersi come selettore, formatore, coach, counselor, consulente organizzativo, operatore di BBS ecc., ma deve vendersi in qualche modo ed essere PROATTIVO.
non sono sufficienti le buone intenzioni, o le fantasie salvifiche nei confronti dell'umanità, che tanto ci sostengono nel corso degli anni di università; tali intenzioni si devono tradurre in idee imprenditoriali, non se ne può fare a meno.
Poi ben inteso...se ne fai un discorso puramente di "come guadagnare in breve tempo proponendosi alle aziende", le due cose probabilmente si sovrappongono.
indubbiamente non basta...dico solo che idee e progetti pensono si debbano costruire a tempo debito, non portare al colloquio sulla penna usb.non basta essere uno "psicologo".
in questi termini, lo spirito di iniziativa, le idee, i progetti da proporre e vendere sì che sono .... per uno psicologo.
saluti
Ciao!