salve,
sono una nuova utente di questo forum (che trovo interessantissimo).
ho 25 anni e ho preso da poco la decisione (a lungo meditata) di intraprendere un percorso di psicoterapia. non saprei dire con precisione perchè, non ho problemi specifici ben individuabili, ma un malessere di fondo, latente, che nonostante i picchi che io chiamo di felicità apparente, è sempre presente e si manifesta puntualmente.
potrei dire che ho sempre pensato di avere problemi di socializzazione, che mi manca l'amore, e che nella mia vita mi sono sempre sentita più un "guerriero solitario" che un animale sociale, nonostante la stima e l'affetto degli altri (inspiegabilmente) non mi siano mai mancati.
potrei anche dire che spesso ho il sentore di non aver intrapreso la strada giusta per me, di aver scelto una facoltà piuttosto che un altra più perchè sentivo che faceva piacere a mio padre che per pura passione. nella mia infanzia e adolescenza non ho mai ricevuto no (o pochissimi) semplicemente perchè neanche facevo richieste a cui sapevo che avrei ricevuto una risposta negativa. sono figlia unica e anche un po' figlia modello. una brava studentessa con pochi "grilli per la testa".
potrei dire più specificatamente che ogni tanto ho tendenze autolesionistiche, ma sono episodi legati a particolari momenti della mia vita (in genere "pene d'amore").
potrei dirvi che più volte ho sentito così forte il peso della vita da credere che alleggerirsene potesse essere la soluzione: ho meditato in modo preciso i metodi e strategie migliori, ma non ho mai neanche una volta tentato. ogni tanto prima di andare a dormire faccio quelle che io chiamo le "prove di morte"... smetto di respirare e resisto finchè il mio corpo non si ribella, come se volessi da lui la prova tangibile che la voglia di vivere c'è. ed il mio corpo, fortunatamente, si ribella sempre. una volta sono andata a dormire con delle stringhe intorno al collo con la speranza/non speranza di soffocarmi involontariamente nel sonno.
poi, ciclicamente, cerco di reagire e intraprendo nuove attività in cui investo speranze di cambiamento. sono reduce di una di queste. da un anno frequento un laboratorio teatrale: un'esperienza che mi ha dato modo (o forse l'impressione) di superare tanti miei limiti, di conoscere tanti nuovi aspetti di me e di me in mezzo agli altri. e mi ha dato ancora di più la consapevolezza di essere un groviglio inestricabile di sentimenti, emozioni, esperienze e pensieri che non riesco ad afferrare, a comprendere e a vivere appieno.
ecco, quello che vorrei fare adesso è cominciare a districare questo groviglio, un filo alla volta, anche se questo dovesse richiedere tempo.
ora mi chiedo, dopo questa lunghissima presentazione, cosa voglio da voi???
vorrei capire che tipo di percorso mi aspetta, con che stato d'animo mi devo porre...
cos'ho? (chiedo troppo, lo so!)
e poi, più specificatamente, che tipo di visita devo richiedere? il mio medico ha scritto, sull'impegnativa "colloquio psicologico per sindrome ansiosa" (scrivendo la prima cosa che gli è venuta in mente). ho telefonato al policlinico umberto I e ho visto che tra i servizi offerti c'è "counselling psicologico", "colloquio psicologia clinica", "visita psichiatrica". ho telefonato e per prenotare e quando mi hanno chiesto che problema avessi non ho saputo rispondere e ho farfugliato qualcosa come "ansia", loro mi hanno suggerito una visita psichiatrica come primo colloquio di orientamento, ma è veramente quello che mi serve?
grazie mille
so di aver scritto qualcosa di sgrammaticato e poco organico, ma ho preferito non rileggere e servirmi anche delle sviste e dei lapsus freudiani per comunicare con voi


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