Cosa ne pensate del concetto di QI e la relazione che ha nella societá in generale?
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Questa discussione si intitola Qi nella sezione Neuropsicologia e Scienze Cognitive, appartenente alla categoria Forum tematici; Cosa ne pensate del concetto di QI e la relazione che ha nella societá in generale? Guardate questo link: http://infoproc.blogspot.com/2011/05...nd-brains.html...
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Ciao lapislazuli;
penso che sia un concetto sensato "alla lontana" e che si dimostra realmente utile nella diagnosi del ritardo mentale piuttosto che in quella della "plusdotazione".
Il link che posti mi fa venire in mente tutta una serie di esaltati che crede che il QI sia una specie di termometro dell'intelligenza. Ovviamente, questo modo di ragionare è del tutto sciocco, ingenuo e scientificamente ridicolo, oltre che vetusto.
L'impatto sociale dell 'abuso del costrutto di "QI" - che poi non è affatto un costrutto, ma una forma incerta di misurazione - può essere devastante e credo che, in alcuni paesi, lo sia già stato.
ciao
tra tutti i costrutti esistenti in psicologia(che tra l'altro non la considero una scienza o almeno non tutte le "psicologie" possono essere definite cosi, anzi é propio questo fatto di non avere una teoria unificante e falsificabile uno dei motivi per cui non puó essere considerata una scienza ...) quello del QI é quello che ha maggior reliability e capacitá predittiva (vedere "http://infoproc.blogspot.com/2011/08/predictive-power-of-early-childhood-iq.html) il fattore g (che é la correlazione tra i diversi test di QI) é quello che tra tutte le miriadi di ogetti definibili come intelligenze é piú vicino e piú sensato di associare.
Tra l'altro ha una correlazione molto alta (>0.6) con altri test di tipo cognitivo (test standarizzati e.g. SAT) e piú ancora predice qual é la soglia che in media un insieme di persone possono raggiungere. In USA sono molto piú diffusi che qua in italia é vero,(infatti il wais é nato dai test che faceva la US army) ma i risultati in media sono sorprendentemente accurati. comunque a me non sembra un "abuso" l'uso che si da in paesi come USA. Anzi se vediamo un problema "P" che abbia a che fare con delle capacitá cognitive (ad es ingresso univ., predizione performance sul lavoro ecc) come uno di tipo logistico specie ottimizazzione dell'allocazione delle risorse fare degli IQ test (o SAT) é la soluzione piú razionale (e anche piú "giusta" data la sua standarizzazione e, se si vuole essere ottimiti, alta dose di "culture fairness").
Ultima modifica di lapislazuli : 03-11-2011 alle ore 15.36.05







Personalmente, più che nell'assenza di teorie, a me il problema sembra stare nella difficoltà di testare con precisione le teorie stesseOriginalmente inviato da "lapislazuli"
Attualmente vi sono le basi teoriche e statistiche per dubitare seriamente della fondatezza del concetto di "fattore g", inteso in senso stretto. Una delle obiezioni più forti all'idea del g è che, molto semplicemente, non si trova nulla che possa rappresentarlo. Alcuni sostengono di aver scovato la "variabile chiave" che rappresenta in modo completo il g. La cosa, però, non è molto chiara e non sembrano esserci evidenze sufficienti a pieno supporto di questa ipotesi. Lo stesso Arthur Jensen, grande sostenitore dell'esistenza del g, ha affermato che la robustezza del g è molto alta per valori medi bassi e tende a diminuire tanto più si va "verso l'alto". In parole povere, un soggetto che ha un QI medio di 90 (SD = 15, ipotizziamo) in dieci test diversi mostrerà poca varianza tra i diversi test; diversamente, un soggetto con QI medio di 130 avrò più probabilità di avere alta varianza nelle diverse prove. Infine, vi sono alcuni problemi di natura tecnica legati all'analisi fattoriale (sistema principe adoperato per stimare l'esistenza del fattore g nelle prove cognitive).Originalmente inviato da "lapislazuli"
Ok, capisco la logica "pragmatica" del tuo ragionamento e la condivido. Se però vogliamo entrare nel fine, la frittata cambia.Originalmente inviato da "lapislazuli"
Più precisamente, il problema è: che cosa misurano questi test? Con che precisione? Misurano sempre la stessa cosa? Misurano una o più variabili? E altre cosette di questo genere.
Ora, il fatto che i test predicano in modo accettabile la performance sul lavoro o a scuola ci dà un'informazione abbastanza "grezza" su ciò che misurano- Il motivo è ovvio: il successo lavorativo e scolastico dipende da parecchie variabili e dalla loro interazione. I test quale variabile misurano? Ne misurano una sola, principalmente una ma anche altre? Un miscuglio? Boh. Per esempio, domanda non banale, quanto incidono fattori di tipo motivazionale sull'esecuzione di un test?
In parole povere, a livello pratico noi sappiamo che i test possono darci alcune informazioni di fatto utili e piuttosto stabili. Il problema è che non sappiamo esattamente cosa stiamo misurando e, quindi, non sappiamo nemmeno con esattezza se questo genere di test siano di fatto "ciechi" ad informazioni preziose riguardo le capacità cognitive delle persone
Ultima modifica di Barbacarlo84 : 10-12-2011 alle ore 17.03.47