Salve, ho finito da poco la triennale, ora dovrò affrontare la specialistica in clinica e dinamica a L'Aquila per poi dirigermi verso una scuola di psicoterapia.
Buona parte dei miei studi mi portano verso la psicologia analitica e la psicoanalisi anche se sento spesso il parere di coloro che prediligono l'ambito cognitivo e quello sistemico.
Ciò che sento dirmi continuamente da questi esponenti è che la psicoterapia del profondo dura troppo, che scava troppo e rischia di aprire ferite non utili ai fini della terapia, oltreutto pare che la formazione in ambito junghiano o freudiano sia lunghissima ed esasperante oltre che costosissima. Un altro elemento che stimola la mia apprensione riguarda il lavoro nel suo aspetto pratico: molti affermano che la psicoterapia cognitiva è maggiormente accettata in ambito pubblico e quindi favorisce maggiori sbocchi in ambito lavorativo, questi affermano che la psicoterapia analitica e quella psicoanalitica sono scuole in estinzione, vecchie, la cui rischiesta è in forte calo.
Chiedo a voi esperti se quanto affermano queste per me tristi "voci di corridoio" siano da prendere sul serio.
Grazie![]()


LinkBack URL
About LinkBacks
Rispondi citando

vorrei però darti un consiglio 

