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Psicologia

Questa discussione si intitola Psicologia nella sezione Orientamento alla formazione post-lauream, appartenente alla categoria I forum dei neo-laureati e professionisti della Psicologia; Ciao Albakiara,sicuramente i commenti sul piangersi addosso non riguardano te sono discussioni molto frequenti tra neo-psicologi. la mia idea è ...

  1. #61
    Giurato di Miss & Mister OPs Parsifal è un OPsiano riconosciutoParsifal è un OPsiano riconosciutoParsifal è un OPsiano riconosciutoParsifal è un OPsiano riconosciutoParsifal è un OPsiano riconosciutoParsifal è un OPsiano riconosciutoParsifal è un OPsiano riconosciutoParsifal è un OPsiano riconosciutoParsifal è un OPsiano riconosciutoParsifal è un OPsiano riconosciutoParsifal è un OPsiano riconosciuto L'avatar di Parsifal
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    Ciao Albakiara,sicuramente i commenti sul piangersi addosso non riguardano te sono discussioni molto frequenti tra neo-psicologi.
    la mia idea è molto semplice;per fare lo psicologo bene occorrono: attitudini di personalità,capacità,tempo,impegno,tolleranza delle frustrazioni,spese.è complicato trovare lavoro come psicologi,ma in realtà è complicato fare il lavoro dello psicologo (almeno dello psicologo clinico) secondo me alla fine dell'università non si è capaci del tutto ad esempio.
    Forse dopo la laurea si è già in grado di fare gli ingegneri,ma non gli psicologi,che fanno un mestiere più complesso sotto tutti i punti di vista.
    detto questo è un lavoro infinitamente più ricco di soddisfazioni,per chi ci è portato;basta valutare i pro e i contro.
    Comunque io non voglio assolutamente spingere nessuno a fare psicologia,è effettivamente un percosro lunghissimo;mi dà un po' fastidio un atteggiamento diffuso tra chi già è psicologo e ha la convinzione di meritare subito chissà che cosa,senza avere meriti particolari; e se non riceve si incazza con l'ottusità della gente,col sistema sanitario,con l'ordine ecc ecc;non mi interessa se è giusto o sbagliato,ma è controproducente.
    Questo non è riferito agli utenti che scrivono in questo thread che non stanno protestando contro la malvagità del fato e dei potenti,ma a cosa che sento spesso dire o che leggo in altri thread.
    Ultima modifica di Parsifal : 04-08-2005 alle ore 21.39.17

  2. #62
    Partecipante Esperto silviazero è sulla buona strada L'avatar di silviazero
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    Beh, direi che questa discussione potrebbe confluire in quella presente nella sezione Sulla professione di psicologo: "chi ha conosciuto psicologi ricchi?".
    Buona lettura!

  3. #63
    Partecipante Super Esperto Vimae è un OPsiano riconosciutoVimae è un OPsiano riconosciutoVimae è un OPsiano riconosciutoVimae è un OPsiano riconosciutoVimae è un OPsiano riconosciutoVimae è un OPsiano riconosciutoVimae è un OPsiano riconosciutoVimae è un OPsiano riconosciutoVimae è un OPsiano riconosciutoVimae è un OPsiano riconosciutoVimae è un OPsiano riconosciuto
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    Ho letto i post anche se in modo frammentario e concordo con la tendenza, a volte, a piangersi addosso pretendendo di fare tutto e subito solo perchè si è laureati, come se il semplice atto della laurea conferisse un'esperienza e una competenza che in un lavoro come il nostro sono in realtà acquisibili solo con una certa esperienza.
    E' anche vero, però, che la situazione del lavoro è oggettivamente difficile per tutti ma ancora di più per certe categorie come la nostra.
    Credo che ormai ci siano più psicologi che posti di lavoro e non intendo solo quelli nel pubblico ma anche quelli che ci si costruisce in modo autonomo lavorando privatamente: se la situazione economica è difficile per molti si tagliano le spese che sembrano meno necessarie, come quelle per il benessere psicologico (non chiedetemi poi con quale criterio si lascino intatte quelle ben meno utili come quelle per i gadget telefonici e varie).
    Chi invece non è costretto a tagliare queste spese perchè se la passa bene può tranquillamente andare da un professionista affermato e spendere qualcosa in più, rendendo difficile costruirsi degli spazi nel privato quando si è ancora giovani.

    C'è poi la questione della formazione continua, che in altre professioni è meno importante: questo significa sia costi economici sia un maggiore impegno e non tutti possono essere disposti a passare i propri sabati a seguire seminari pagando anche profumatamente.
    Rispetto ad altri lavori per i quali il corso universitario ti dà la maggior parte delle competende necessarie, psicologia ti dà solo delle basi e il resto lo devi mettere tu, con la tua esperienza (che spesso si fa tramite attività volontarie: chi ha l'interesse di pagarti per imparare?), ulteriore formazione e una crescita maturativa tua (per fare l'ingenere o latre professioni non devi avere qualità personali particolari ma per fare lo psicologo, professione che si basa sulla relazione, devi lavorare anche su di te, con costi economici e personali).

    Personalmente ritengo che lavorare come psicologa richieda molta motivazione, flessibilità e spirito di adattamento, che spesso vengono richiesti anche da altre professioni, ma in misura diversa a seconda sia della professione stessa sia del momento storico: mi ricordo che qualche anno fa, quando ero piccolina, c'era un problema simile con i medici: troppi iscritti a medicina e pochi posti disponibili, con conseguenze simili per i neo-laureati.
    Ovviamente vi erano anche grandi differenze legate alle specificità della professione medica...

    Quello che voglio dire è che forse in questo momento la scelta di fare psicologia, confrontandosi sia con le proprie aspettative professionali e personali sia con le condizioni oggettive, potrebbe rivelarsi un percorso con difficoltà rilevanti, di cui è comunque necessario tener conto perchè il loro peso in alcune condizioni non è per niente trascurabile (se hai la possibilità di contare sul sostegno economico familiare può essere più semplice prendere certe strade che alla lunga si rivelano fruttuose anche se al momento appaiono ben poco convenienti, come fare lo psicologo volontario per imparare il mestiere e farsi delle conoscenze).
    In altri momenti invece il percorso può essere più semplice e lineare (chi si è laureato 10 anni fa probabilmente non ha incontrato le stesse difficoltà che incontriamo noi, se non altro aveva meno concorrenza!).
    Vimae

  4. #64
    Partecipante emma2005 è sulla buona strada L'avatar di emma2005
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    Ciao a tutti,
    vorrei unirmi al vostro dibattito, lo trovo molto interessante ed, ahimè, credo ci coinvolga quasi tutti.
    Dal mio punto di vista non tornerei indietro rispetto alla scelta universitaria (benchè mi trovi in una situzione lavorativa preoccupante ) più che altro perchè ora che lavoro (stage!) in una società per il lavoro temporaneo mi viene il "magone" ogni volta che sento parlare di clinica..questo ad indicarmi che alle volte una persona dovrebbbe lottare per quella che è la propria strada per evitare "scompensi" o grosse crisi o insoddisfazioni (poi va a discrezione della persona ovviamente..).
    oltretutto, per l'ambiente in cui lavoro, mi rendo conto che la situazione lavorativa GENERALE è allucinante (o definiamola "stagnante"...) anche per la psicologia del lavoro che per le altre professioni.
    Credo che il problema fondamentale (come già sollevato da altri partecipanti) sia il fatto che a noi psicologi non viene "perdonata" l'inesperienza: ossia, ingegneri, architetti o commercialisti che siano imparano il lavoro man mano, sbagliando, mentre noi, per l' "oggetto" delicato con cui trattiamo (le persone..) sembra non possiamo fare errori.
    A mio parere mancano le strutture o i contesti ( o figure di vero tutoraggio) in cui poter fare esperienza in modo costruttivo e formativo, e non mi riferisco solamente al tirocinio, ma a quello che succede a noi tutti non appena passato l'esame di Stato...coiè al fatto che non si trovino nemmeno strutture per lavorare GRATIS!!!
    se ci fossero maggiori possibilità in questo senso, sia l'intraprendere una professione privata, come l'associarsi tra colleghi o trovare lavoro in comunità o cooperative (come psicologi e non come educatori!) sarebbe più semplice, anche perchè noi stessi ci porremmo meno limiti dettati dalla (ragionevole) paura di non conoscere il mestiere.
    Scusate la lunghezza del discorso.
    Ciao

    Emma

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