Attualmente sono iscritto al 4° anno di iscrizione al CdL triennale in Ingegneria Chimica.
Ho dato una ventina di esami e più, su 45.
Da sempre sono fortemente interessato alla psicologia, alla comprensione delle persone ed i loro processi mentali; ciò anche a causa di una spiccata empatia. Da sempre mi appassiona leggere libri di psicologia, e li macino più in fretta di un romanzo.
Sono anche portato verso uno studio scientifico ed analitico delle cose.
Ogni anno vado in crisi per il corso di laurea che frequento.
C'è da dire che sono del tutto all'altezza, e mi interessa molto, ma ho una sorta di rifiuto verso la materia.
Non riesco a vedermi nel futuro come un Ingegnere Chimico, una persona che ha a che fare con sè stessa, tabelle, calcolatori e macchine.
MI piace un sacco relazionarmi ed ho una spontanea propensione verso l'aiuto di chi mi sta di fronte.
Mi piacerebbe avere qualche opinione sul mio dilemma:
Vale la pena laurearmi almeno nella triennale di Ingegneria Chimica, e continuare magari a coltivare come "hobby" la psicologia?
O magari trovereste più sensata qualche alternativa(magari psichiatria...)?


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