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psichiatra denuncia paziente pedofilo è giusto?

Questa discussione si intitola psichiatra denuncia paziente pedofilo è giusto? nella sezione Psicoterapie, appartenente alla categoria Forum tematici; salve a tutti !è di oggi la notizia che uno psichiatra di palermo ha denunciato un suo paziente per avergli ...

  1. #1
    Matricola
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    psichiatra denuncia paziente pedofilo è giusto?

    salve a tutti !è di oggi la notizia che uno psichiatra di palermo ha denunciato un suo paziente per avergli rivelato di essere un pedofilo .volevo sapere il vostro parere secondo voi è giusto violare il segreto professionale in questi casi denunciando il proprio paziente?il presidente degli ordini degli psichiatri parla di scelta personale mentre il presidente dei medici di base dice che lo scopo primario di un medico è curare il suo assistito .voi come la pensate?

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Un conto è curare il proprio paziente, un altro (e ben diverso) è non denunciare il fatto reato di cui si è venuto a conoscenza. Anche perchè se si viene a sapere che il pedofilo in questione agisce ancora oggi e che ci sono minori in pericolo immediato, l'intervenire è un *obbligo di coscienza*. Se poi lp psichiatra o lo psicologo è dipendente pubblico, ha l'obbligo di denunciare la cosa alle forze dell'ordine.
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  3. #3
    Partecipante
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    Penso che denunciare sia un atto di incompetenza professionale!!!
    Il disgusto che deve aver provato lo psichiatra nello spazio clinico non si può tradurre in una denuncia!!! nelle professioni psicologiche non ci si può permettere di fare i moralisti se il pedofilo è andato da uno psichiatra ci sarà stato un motivo altrimenti poteva benissimo rivolgersi ai carabinieri!!!!
    Secondo me atti come questi andrebbero scoraggiati. Penso che l'albo dovrebbe sospendere lo psichiatra per almeno 3 mesi come gesto significativo!!!

  4. #4
    desphusband
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    Da medico direi che ha violato il segreto professionale, ma comunque da medico dico che ha fatto bene a denunciare: poniamo come ipotesi che la patologia fosse egosintonica. Sarebbe stato difficile curarlo; era necessario sporgere denuncia per evitare che si verificassero episodi di pedofilia a danno di bambini. Io avrei optato per un TSO in una clinica specializzata, ma in carcere ci sono psichiatri che sanno trattare i pazienti nella maniera adeguata.

    Quindi, secondo me ha fatto più che bene a denunciare. Sarebbe come se uno psichiatra non denunciasse un paziente che ha ucciso un terzo. Lo psichiatra sarebbe un complice dell'omicidio, e così lo sarebbe stato costui se non avesse denunciato il fatto!

    Per Floetas: scusa ma allora doveva farsi complice di pedofilia e complice di altri futuri reati? L'albo non lo sospenderà nè radierà mai perché ciò che ha fatto è perfettamente conforme alla legge.
    Ultima modifica di desphusband : 02-11-2007 alle ore 14.36.00

  5. #5
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    x desphusband
    mettiamo caso che il disturbo fosse egosintonico (è la peggiore delle ipotesi e pur sempre un'ipotesi) anche se ne dubito perchè una persona che ha un disturbo egosintonico difficilmente richiede aiuto ad uno psichiatra comunque l'intervento doveva restare all'interno della pratica professionale. Uno psichiatra , anche se, avendo una formazione da psicologo non conosco bene questa figura, deve intervenire sul piano della clinica e non su quello giuridico cioè della legge! La mia sensazione è che lo psichiatra non sia stato in grado di una presa in carica semplicemente perchè ha espresso un giudizio di valore, ciò significa che se un professionista si mettesse ad usare i propri parametri soggettivi per curare una persona la figura dello psicologo equivarrebbe a quella del sacerdote nella migliore delle ipotesi! Anche se lo stesso sacerdote ha una sorta di segreto per cui più a quella di un amico o di un conoscente!!!
    Penso che l'albo faccia un gravissimo errore ad ignorare questo comportamento, se lo psichiatra riconosceva un disturbo egosintonico o con derealizzazione poteva intervenire come dici tu con un tso (anche se non condivido il ricovero forzato)

  6. #6
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Io sono daccordo con depresshusband. Intanto perché non siamo solo dei professionisti della psicologia. Siamo anche cittadini e esseri umani. E non è che si possa sempre funzionare a compartimenti stagni.
    Mi chiedo, e lo chiedo a floetas: ma se gli avesse raccontato della sua intenzione di uccidere la moglie, che doveva fare lo psichiatra, trattare questo suo racconto solo come una fantasia o preoccuparsi - una volta accertato che si trattava di una precisa intenzione omicida - anche di impedire un omicidio?
    Mi viene in mente che il buon vecchio Isaac Asimov, mitico autore di fantascienza, ai suoi robot aveva inserito tre leggi. La prima diceva (più o meno) così: "Un robot non può causare danno ad un essere umano, né consentire - attraverso la sua inazione - che un essere umano subisca un danno da altri".
    E, per dirla alla Gandhi: "Se un pazzo va in giro armato d'ascia a tagliare le teste degli abitanti di un villaggio, è meglio fermarlo con la violenza che consentirgli di continuare senza usare la violenza".

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  7. #7
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    x willy61
    davvero pensi che nessuno altro abbia avuto casi analoghi? non bisogna tutelare i nostri utenti pazienti?
    bho è la mia opinione rispetto altri modi di vedere però sono convinto che un professionista psicologo o psichiatra che sia se usa un paramentro soggettivo e/o moralistico nello spazio clinico non sta facendo un buon lavoro!!!!
    Vedrai che l'albo punirà lo psichiatra e secondo me la punizione sarà esemplare!!! La punizione è un dovere verso gli utenti e verso i colleghi che si tutelano con le strategie cliniche e non con i carabinieri!!
    Ultima modifica di floetas2 : 02-11-2007 alle ore 17.45.14

  8. #8
    Partecipante Affezionato L'avatar di biancaluce
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    Citazione Originalmente inviato da floetas2 Visualizza messaggio
    x willy61
    davvero pensi che nessuno altro abbia avuto casi analoghi? non bisogna tutelare i nostri utenti pazienti?
    bho è la mia opinione rispetto altri modi di vedere però sono convinto che un professionista psicologo o psichiatra che sia se usa un paramentro soggettivo e/o moralistico nello spazio clinico non sta facendo un buon lavoro!!!!
    Vedrai che l'albo punirà lo psichiatra e secondo me la punizione sarà esemplare!!! La punizione è un dovere verso gli utenti e verso i colleghi che si tutelano con le strategie cliniche e non con i carabinieri!!
    Io non penso che lo psichiatra in questione abbia agito spinto dal disgusto provato, nè tanto meno che il suo sia stato moralismo fine a se stesso. Penso piuttosto che si sia fatto lo scrupolo di pensare che il reato potesse essere reiterato e che le nipoti avrebbero continuato a subire gli abusi del suo paziente. Non so cosa preveda il codice deontologico dei medici, sicuramente in quello degli psicologi l'art. 13 è uno dei più complessi e alla fine di tutta la spiegazione non saprei bene come dovrei comportarmi. E' vero che non può essere denunciato nulla che esponga il proprio paziente a un procedimento penale, ma non è pur vero che la legge generale prevale su quella dell'ordine?Come posso, al di là di ogni giudizio e moralismo, non denunciare chi commette un reato così grave e per giunta contro più persone ( in questo caso bambini)?!
    In ogni caso non so e non possiamo prevdere come e se l'albo punirà questo medico che certo non si è voluto tutelare con i carabinieri!Semmai ha cercato di tutelare dei bambini nella maniera più giusta che ha ritenuto, a costo di commettere un "errore professionale".

  9. #9
    desphusband
    Ospite non registrato
    Citazione Originalmente inviato da floetas2 Visualizza messaggio
    x desphusband
    mettiamo caso che il disturbo fosse egosintonico (è la peggiore delle ipotesi e pur sempre un'ipotesi) anche se ne dubito perchè una persona che ha un disturbo egosintonico difficilmente richiede aiuto ad uno psichiatra comunque l'intervento doveva restare all'interno della pratica professionale. Uno psichiatra , anche se, avendo una formazione da psicologo non conosco bene questa figura, deve intervenire sul piano della clinica e non su quello giuridico cioè della legge! La mia sensazione è che lo psichiatra non sia stato in grado di una presa in carica semplicemente perchè ha espresso un giudizio di valore, ciò significa che se un professionista si mettesse ad usare i propri parametri soggettivi per curare una persona la figura dello psicologo equivarrebbe a quella del sacerdote nella migliore delle ipotesi! Anche se lo stesso sacerdote ha una sorta di segreto per cui più a quella di un amico o di un conoscente!!!
    Penso che l'albo faccia un gravissimo errore ad ignorare questo comportamento, se lo psichiatra riconosceva un disturbo egosintonico o con derealizzazione poteva intervenire come dici tu con un tso (anche se non condivido il ricovero forzato)

    Come qualcun altro ti ha detto, una denuncia non deve per forza essere interpretata come un giudizio personale: se uno compie un reato, è reo di fronte allo specialista della salute mentale come lo è sul piano giuridico!

    Penso che tutti sappiamo quali sono i profondi valori dell'amicizia, eppure io un amico che compie un omicidio lo denuncerei nonostante il mio dispiacere! E' ovvio che il dottore in questione si sia dispiaciuto nel denunciare un paziente con cui, suppongo, ha anche legato dal punto di vista affettivo, ma sarebbe stato un complice di reato se non avesse fatto la denuncia, come chiunque di noi lo sarebbe nel momento in cui copre un furto o un omicidio.

  10. #10
    Matricola
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    non so forse se c era un rischio reale di reiterazione del reato a breve termine magari ha fatto bene a procedere con la denuncia (anche se magari poteva optare per un tso) se invece non c era un rischio imminente bo forse poteva anche evitare!di certo da questa storia una cosa emerge che qualora ci fossero altri pazienti pedofili in cerca di un aiuto terapeutico( magari spaventato da un possibile denuncia )lo eviteranno con cura!magari non è stata colpa del medico ma dei giornalisti che hanno dato risalto a questa notizia ! non lo so voi che dite?che ne pensate di questa mia interpretazione?

  11. #11
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    Citazione Originalmente inviato da lavorointerinal Visualizza messaggio
    non so forse se c era un rischio reale di reiterazione del reato a breve termine magari ha fatto bene a procedere con la denuncia (anche se magari poteva optare per un tso) se invece non c era un rischio imminente bo forse poteva anche evitare!
    poteva evitare?! oddio... il codice penale non la pensa proprio così. e visto che comunque quello è sopra il codice deontologico di chiunque, forse bisognerebbe darci un'occhiatina (c'è in un altro 3d su questo argomento un bel post di Calathiel in merito per ivari riferimenti).

    di certo da questa storia una cosa emerge che qualora ci fossero altri pazienti pedofili in cerca di un aiuto terapeutico( magari spaventato da un possibile denuncia )lo eviteranno con cura!magari non è stata colpa del medico ma dei giornalisti che hanno dato risalto a questa notizia ! non lo so voi che dite?che ne pensate di questa mia interpretazione?
    può essere vero che un gesto del genere allontana pazienti pedofili dalla cura. ma più che il gesto in sé è la notizia sparata ai TG e sui giornali. in fondo, qual è la notizia? che un medico psichiatra ha fatto il suo lavoro/dovere? che la polizia l'ha arrestato? si poteva ben evitare di sottolineare chi ha fatto partire la denuncia... anche perchè in questi casi, chi è stato a fare la denuncia andrebbe anche un filo tutelato.
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  12. #12
    Matricola
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    si ho capito il codice penale,pero' bisogna contestualizzare di chi si parla ,non si sta parlando di un agente di polizia giudiziaria che ha l obbligo di denunciare, si sta parlando comunque di un terapeuta che come primo obiettivo non ha quello di mettere i criminali in galera ma di aiutare il suo paziente!è chiaro che se una notizia del genere fosse trapelata in qualsiasi altro ambito la prima cosa da fare era denunciare senza ombra di dubbio!ma siccome stiamo parlando di un ambito terapeutico ci andrei un po piu cauto!non lo so poi magari ha fatto bene come ha fatto perche non conosco la situazione e quindi piu di tanto non è che posso dire
    Ultima modifica di lavorointerinal : 03-11-2007 alle ore 14.44.17

  13. #13
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    aspetta, aspetta.... se il medico è dipendente pubblico ha l'obbligo di denunciare perchè è un pubblico ufficiale alla stessa stregua del poliziotto. e non ci scappa. e c'è chi interpreta questa norma allo stesso modo anche per i liberi professionisti.

    è vero che il ruolo del terapeuta non è quello di mettere i criminali in galera. ma oltre ad essere terapeuta, è anche uomo e cittadino. a volte non tutto va di pari passo, e se (come in questo caso) si parla di un reato contro minori, dove c'è il rischio di pregiudizi per questi minori, oltre all'obbligo di legge c'è quello morale di denunciare.

    certo, poi i modi per "gestire" la situazioni possono essere vari, e più o meno corretti. oppure più o meno adatti alla situazione...
    Ultima modifica di LuisaMiao : 03-11-2007 alle ore 14.49.04
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  14. #14
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    E in questo caso comunque c'è l'obbligo legale di denunciare. Noi come psicologi siamo "incaricati di pubblico servizio" (art. 358 codice penale) anche se lavoriamo privatamente. E per l'articolo 331 del codice di procedura penale abbiamo l'obbligo di denuncia e di referto, anche se siamo coperti dal segreto professionale, se incorriamo in un reato perseguibile d'ufficio. E credo che la pedofilia lo sia. http://www.perrupato.it/codici/procedura_penale.htm E lo dice anche il nostro codice deontologico, anche se non ha valore legale.
    E l'articolo 200 dice che anche i ministri religiosi hanno le stesso obbligo...
    ecco, qui i dati riportati da Calathiel se interessa vedere gli articoli di legge.
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  15. #15
    Partecipante L'avatar di plinius11
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    scusatemi ragazzi, sarò asincronico ma avendo già discusso su un altro forum (cronaca????) questo argomento faccio riferimento a quello che ho già scritto per riproporre il mio pensiero in questa sezione.

    1)Intanto io credo che bisognerebbe lavorare col paziente nel senso di aprire alla possibilità di un'ammissione spontanea del reato in maniera tale da favorire un recupero e un maggior grado di consapevolezza.

    2)Credo inoltre che Io informerei il paziente che, per quanto sia sacrosanto il segreto professionale, qualora fatti o azioni possano essere perseguiti penalmente o possano arrecare danno o disturbo a membri della comunità, non posso astenermi da una eventuale denuncia nel caso in cui il paziente stesso non si senta di confessare. Come cittadini abbiamo il dovere di salvaguardare anche l'odine sociale. Se un boss mafioso entra in terapia e confessa i suoi 3 omicidi che si fa? mica segreto professionale=omertà (forse un pò forte e fuori luogo come accostamento ma credo che dobbiamo riflettere anche sul ruolo sociale che abbiamo; non lavoriamo solo su lettini o sedie di una camera silenziosa)

    In casi di omicidi e pedofilia perpetrata su minori (e quindi non solo immaginata) credo sia necessario ribadire al paziente che per quanto il segreto professionale non debba essere infranto, alcune informazioni sono soggette a denuncia da parte nostra alle forze dell'ordine nel caso abbiano arrecato danno ad un altro essere umano.

    Non pareleri di "pericolosità" altrimenti rischieremmo di deninciare anche solo chi ha una forte ideazione delirante omicida, o fantasie pedofile senza che queste si siano manifestate e abbiano arrecato danno ad altri. Dobbiamo correre il rischio e considerare la possibilità che le persone possano non avere i mezzi necessari per fronteggiare le proprie fantasie e che quindi le agiscano. Personalmente denuncerei solo a fatti compiuti e avvisando prima il paziente.

    esempio: pedofilo in terapia

    paziente[/B]: "sa, ultimamente mi sono trovato solo con le mie nipotine e...beh si...non sono riuscito a trattenermi..."
    PSY: "mi aveva parlato in passato di queste fantasie ma non mi aveva mai detto che si trattava di qualcosa che fosse ancora successo e non voleva che succedesse...questo è quello che mi diceva..."
    paziente: "era così...però l'altro giorno è stato diverso..."
    PSY: "capisco...senta io credo che dovremmo parlarne un pò meglio.le spiego.Io di fronte a fatti del genere non posso astenermi dal dovere rendere noto il fatto a chi di competenza. Questo io non voglio farlo, cioè vorrei lavorare con lei. Vorrei che sia lei a pensarci e a confessare. So che può essere molto duro e difficile, io sono qui per questo. Ma voglio che lei capisca che non posso in questo caso mantenere il segreto professionale..a riguardo credo che sia il caso di rivederci anche dopodomani.ci rifletta.Io mi aspetto che prenda una posizione nei confronti di se stesso. Se non ne sarà in grado, la posso capire, ma voglio che capisca anche la mia posizione.."
    paziente: ".....mi sta deninciando???mi sembra un ricatto..non può farlo!"
    PSY: "non la sto denunciando e neanche ricattando..sto ragionando con lei da persona matura e da terapeuta responsabile...capisco l'agitazione di questo momento...ci rifletta bene e dopodomani prenderemo una decisione.."

    io credo che non dobbiamo scaricare il paziente...dobbiamo dargli la possibilità di responsabilizzarsi...non possiamo perdere troppo tempo ma non dobbiamo neanche farci assalire dall'ansia: anzi dovremmo proprio analizzare il controtransfert e pensare che noi il nostro ruolo lo sappiamo e siamo fermi nelle nostre posizioni. denunciare subito senza "vedere" più il paziente sarebbe un modo per toglierci di mano la "patata bollente".dobbiamo dare la possibolità al paziente di lavorarci su senza comunque pensare a tempi lunghi: dobbiamo prevenire che il fatto non si ripeta...comunque è difficile stabilire quanto tempo lavorarci su...anche aver scritto quel "dopodomani ci rivediamo" mi sembra un modo per accelerare i tempi di diffusione della MIA di ansia...ma comunque questa è solo una simulazione...non so quanto tempo farei passare da una seduta ad un'altra prima di denunciare...

    Non dico che il segreto professionale debba prevalere in questi casi ma non starò certo col telefono in mano mentre il paziente racconta quello che è successo: "pronto polizia, qui in vivavoce potete ascoltare le dichiarazioni di questo mostro"(mostro in neretto è in riferimento ad un commento lasciatomi). E non faccio finta di rispettare il segreto professionale e poi appena esce dalla stanza: "aiutatemi, ho appena parlato con uno stupratore di bambini". E' la cosa più difficile ma dobbiamo mantenere la lucidità e contenere le nostre personali paure.

    Ho detto che darei un aut aut: o nell'arco di pochi giorni ci pensi e ti denunci o sarò costretto a farlo io e tu ora ne sei avvisato, sia chiaro che sarebbe meglio che lo facessi tu. (tradotto: io la responsabilità me la prendo ma do al paziente la possibilità di ravvedersi, di fidarsi, di poter risolvere ciò che di conflittuale c'è nella sua storia personale. Certo che non si risolve tutto in 2 giorni ma do il tempo per riflettere).

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