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processi linguistici del riconoscimento lessicale

Questa discussione si intitola processi linguistici del riconoscimento lessicale nella sezione Neuropsicologia e Scienze Cognitive, appartenente alla categoria Forum tematici; sicuramente i neuropsicologi della stanza (tipo crissangel che mi sembra tra i piu preparati) potranno darmi una risposta a questa ...

  1. #1
    MammaLaura1987
    Ospite non registrato

    processi linguistici del riconoscimento lessicale

    sicuramente i neuropsicologi della stanza (tipo crissangel che mi sembra tra i piu preparati) potranno darmi una risposta a questa domanda che purtroppo nei miei studi non ho potuto approfondire. Tema: il linguaggio. Un disturbo semantico blocca sia la produzione che la comprensione. Un deficit di comprensione però può anche essere dovuto ad altri fattori rispetto a un deficit semantico. Il disturbo puo essere ad un livello di elaborazione, come l'accesso al lessico di input e l'accesso al sistema semantico. La domanda che mi pongo è: quali processi attivo quando sento una parola e la riconosco come facente parte della nostra lingua?
    Ultima modifica di Calethiel : 01-12-2006 alle ore 19.13.48

  2. #2
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    Beh innanzitutto la ringrazio molto dei complimenti, non so se effettivamente sono tra i più preparati, di certo io dispongo di un foglio in carta pergamena che attesta che io sono un neuropsicologo, questo è un dato certo
    Mah dalle premesse che lei fa capisco che ha una preparazione tale da distinguere i diversi fronti del linguaggio e le specifiche che derivano dai concetti della psicolinguistica che permettono di diagnosticare i disturbi del linguaggio in sinergia o in alternativa alle classificazioni classiche diagnostiche che identificano una particolare patologia in base alla lesione di determinate aree. Tornando al quesito, io credo che sostanzialmente la capacità di riconoscere i fonemi tipici di una lingua sia essenziale per poter classificare una parola come appartenente alla propria lingua, in questo caso anche il cervelletto ha un ruolo importantissimo dato che la produzione e la comprensione a livello fonemico e fonetico si basa su minime differenze di punti occlusione e di durata della stessa, in ogni caso la sovrastimolazione a determinati suoni provoca l'estinzione della capacità di produrre tutta quella gamma che simao in grado di produrre alla nascita, quelli che rimangono sono i suoni tipici della nostra lingua.
    Poi ovviamente l'aspetto semantico-lessicale e il magazzino della memoria semantica hanno un ruolo importantissimo, come la capacità di accedere al lessico; in questo modo noi riconosciamo da un punto di vista semantico una parola che è a noi nota.
    Anche la prosodia secondo me gioca un ruolo nell'assimilazione di una parola alla lingua di appartenenza, in caso di discorso in atto ovviamente e anche sfaccettature come l'intonazione e gli aspetti emotivi di produzione linguistica: sembra infatti che nell'emisfero destro ci siano aree corrispondenti a quelle dell'emisfero sinistro per produzione e comprensione degli aspetti emotivi del linguaggio, la prima in sede frontale corrispondente alle aree di Broadman che identificano l'area di Broca e la seconda in sede temporale in posizione corrispondente all'area di Wernicke; del resto anche questi aspetti fanno parte del sistema linguistico tipico di una cultura.
    Vabbè, ho risposto velocemente e mettendo molta carne al fuoco ma spero di averle dato alcuni spunti.
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  3. #3
    MammaLaura1987
    Ospite non registrato
    io ho notato sempre una bassa correlazione tra la capacità di discriminazione fonemica e la discriminazione delle parole. Perchè credo che probabilmente la discriminazione fonemica è probailmente qualcosa di ridondante. Cioè, x capire la parola "stella" probabilmente non è necessario discriminare prima i fonemi. Questo lo si vede con alcune prove: esempio "cane", poi presento figure con un cane un gatto e il pane, e il soggetto mi deve indicare qual è la corrispondente. Chi ha disturbi di comprensione probabilmente dice gatto, anzichè pane, che tra l'altro assomiglia di piu. Quando sento cane, allora, probabilmente non devo effettuare un'analisi acustica ma gia la prima sillaba attiva una serie di rappresentazioni che han a che fare con gli animali. Un disturbo di discriminazione fonetica è si freqquente nella afasia ma non spiega la difficoltà di comprensione che è generalmente un disturbo semantico. Distinguere cioè la comprensione dalla identificazione. Per il riconoscimento la parola deve essere intatta. Il lessico di ingresso deve essere intatto. Un pò per riprendere l'architettura funzionale a tre tra il sistema semantico concettuale in alto, poi il lessico fonologico e infine quello ortografio.

    Tu cris cosa ne pensi? Ci sono dei modelli in merito?

    ps: dammi del tu!

  4. #4
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    Si bhe, naturalmente ciò che dici è corretto e condivisibile, dal punto di vista della semantica un modello ancora appropriato appare quello classico di Lichtheim che chiama in causa il centro dei concetti: nel caso delle afasie transcorticali che sconnettono le aree critiche deputate al linguaggio dal magazzino semantico ci sono difficoltà nella comprensione sul versante semantico lessicale nella transcorticale sensoriale e di produzione di parafasie semantiche fino ad arrivare a un gergo caratterizzato da neologismi detto anche gergofasia semantica nella transcorticale motoria, in questo caso si vede anche la dissociazione tra livelli e prestazioni, nel senso che il paziente è comunque in grado di ripetere ciò che di fatto non comprende.
    Sulla ridondanza ci sono molti studi che effettivamente depongono a favore del fatto che il nostro cervello adotta delle strateie economiche nella decodificazione e attirbuzione di senso e significato a stimoli o meglio a specifici "significanti"; anche esperimenti con le reti neurali depongono a favore del fatto che una prestazione migliore da parte delle reti magari programmate proprio per riconoscere una parola, si ottengono con un determinato numeo di unità interne peggiorando poi la prestazione se il numero di unità aumenta o diminuisce.
    Un gruppo di studiosi inglesi, purtroppo non ricordo i nomi degli autori...sai essendo fuori dall'ambiente accademico per motivi che si possono intuire, non ho articoli e lavori sotto gli occhi tutti i giorni...ha dimostrato che le persone, o meglio il nostro cervello, riesce ad elaborare il significato e dunque a leggere una parola scritta nella propria lingua madre anche se tutte le lettere sono mischate, basta che la prima e l'ultima lettera siano fisse e siano qualle esatte; lo studio è stato replicato anche in Italia; non è magari del tutto attinenti con quanto dicevi però è una dimostrazione interessante dell'elaborazione visiva di uno stimolo verbale
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  5. #5
    MammaLaura1987
    Ospite non registrato
    in realtà quel modello che tu Cris dici non mi ha mai convinto fino in fondo. Attendiamo il parere delle aspiranti neuropsicologhe della stanza magari piu fresche di studi

  6. #6
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    Originariamente postato da MammaLaura1987
    io ho notato sempre una bassa correlazione tra la capacità di discriminazione fonemica e la discriminazione delle parole. Perchè credo che probabilmente la discriminazione fonemica è probailmente qualcosa di ridondante. Cioè, x capire la parola "stella" probabilmente non è necessario discriminare prima i fonemi. Questo lo si vede con alcune prove: esempio "cane", poi presento figure con un cane un gatto e il pane, e il soggetto mi deve indicare qual è la corrispondente. Chi ha disturbi di comprensione probabilmente dice gatto, anzichè pane, che tra l'altro assomiglia di piu. Quando sento cane, allora, probabilmente non devo effettuare un'analisi acustica ma gia la prima sillaba attiva una serie di rappresentazioni che han a che fare con gli animali. Un disturbo di discriminazione fonetica è si freqquente nella afasia ma non spiega la difficoltà di comprensione che è generalmente un disturbo semantico. Distinguere cioè la comprensione dalla identificazione. Per il riconoscimento la parola deve essere intatta. Il lessico di ingresso deve essere intatto. Un pò per riprendere l'architettura funzionale a tre tra il sistema semantico concettuale in alto, poi il lessico fonologico e infine quello ortografio.

    Tu cris cosa ne pensi? Ci sono dei modelli in merito?

    ps: dammi del tu!
    Premetto che non mi occupo di afasia.
    Quello che dici mi sembra corretto, ma non esclude che esista un deficit di comprensione che deriva da un disturbo della discriminazione fonemica. Infatti, dal mio punto di vista si può dire:
    se l'esaminatore dice "cane" e presenta, cane, gatto e pane,
    * se il soggetto indica gatto allora ha un disturbo a livello semantico
    * se il soggetto indica pane allora ha un disturbo a livello di discriminazione fonemica
    Il fatto che nella tua esperienza siano rappresentati più i casi di deficit a livello semantico non esclude la presenza dell'altro tipo di disturbo.

    Cosa ne pensate?

  7. #7
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    Ma ho detto una gran cavolata, tanto da indurvi a non rispondere, oppure l'argomento non è più di vostro interesse???

  8. #8
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