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PET TERAPY, dalla parte del cane.

Questa discussione si intitola PET TERAPY, dalla parte del cane. nella sezione Pet Therapy, appartenente alla categoria Psicologia Clinica; Tralascio di affrontare il problema etico che, seppur importante e necessario, ci porterebbe in O.T limitandomi a presentarvi il cane ...

  1. #1
    Partecipante magnetti potrebbe presto diventare famosomagnetti potrebbe presto diventare famoso L'avatar di magnetti
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    PET TERAPY, dalla parte del cane.

    Tralascio di affrontare il problema etico che, seppur importante e necessario, ci porterebbe in O.T limitandomi a presentarvi il cane secondo la mia esprerienza, cosiddetta, intraspecifica.
    L'etologia ha il grande merito di aver messo in evidenza l'affinità del cane con quella dell'uomo in fatto di sensibilità, emotività e affettività. E' stata riconosciuta quindi nel cane la capacità di amare, qualità che fino a poco tempo fa contraddistingueva
    esclusivamente i Primati. Da molti anni l'ntelligenza del cane, in fatto di apprendimento, si colloca alla fine del primo trienno della vita dell'uomo e chi ha attentamente allevato un cane lo ha potuto "felicemenrte" constatare.
    La capacità di amare, che nel lupo è sinonimo di coesione sociale, nel cane diventa intraspecifica perchè la neotenia indotta dall'uomo che lo ha privato dell'autonomia ed indipendenza specifica.
    Chi addestra un cane lo fa nella consapevolezza che la ridotta capienza del suo stomaco, dovuta alla convivenza con l'uomo (tempi nictemerali), lo costringe alla continua necessità di cibo, stabilendo una dipendenza molto vantaggiosa per il suo "sfruttamento". Si potrebbe dire che il cane "ci ama per fame"
    Provate a chiedere ad un appassionato veterinario, che dedica la sua esistenza al benessere del cane, cosa ne pensa dell'addestramento, dall'agility alla guardia, alla difesa....ecc....
    In 20.000 anni di neotenia il cane ha potuto sperimentare l'intraspeciazione dell'uomo che lo ha indotto a seguirlo in tutte le sue terribili avventure, dalle battaglie in guerra agli inseguimenti sia di uomini che di animali. Ogni utilizzazione del cane è stata vista sempre da una posizione assolutamente antropocentrica o religiosa dove il cane è considerato come " ...... creato per servire l'uomo".
    Il famoso veterinario etologo Bruce Fogle afferma che la "lontananza" mentale del cane dal lupo è di un secondo, questo fatto è sufficiente a spiegare le reazioni idiomatiche, che spesso portano il nostro docile amico a sbranarci senza un apparente motivo.
    La pet terapy porta i cane a seguirci nel nostro cammino di solidarietà intraspecifica che per lui rappresenta esclusimamente un'altro modo di vivere la nostra infelice esistenza, lontana dalla sua "naturalità", lontano dai suoi "pari", lontano dai suoi odori(quelli della natura!) che costituiscono il suo unico modo "di vedere la vita".
    La pet terapy, canina, equina è solo una questione di cultura. Chi è appassionato di acquariologia si conforta nel guargare il suo microecosistema, altri osservando un serpente acciambellato nella loro teca lo paragonano per efficacia ad un gatto e si rilassano .
    Portare un cane in ospedale ad un degente che li ama è terapeutico mentre può disturbare o terrorizzare un cinofobo. Questa umanità che provoca l'estinzione di oltre 100 specie animali al giorno, con la distruzione degli habitats e delle loro foreste, non si accorge che nella sua crescente follia sta trascinando anche il suo fedele amico, che nei millenni lo ha seguito per amore.
    Per poter meglio esprimermi vi descrivo l'esperienza con il mio cane:

    ----------------------------------------

    Pur desiderando, per inclinazione naturale, di vivere con un cane, ho atteso il momento di potermi trasferire in montagna per potermelo permettere.
    Ho scelto il Bovaro del Bernese per le seguenti caratteristiche: massima espressività, la colorazione della pezzatura del muso accentua la comunicazione gestuale; amante della libertà; attitudine alla ricerca ed elevata attenzione verso il proprietario; cane da montagna ecc....basso livello di aggressività.
    In otto anni le esperienze, sulle montagne della Val Susa, sono state fantastiche, il cane dotato di una naturale iclinazione all'apprendimento spontaneo, ha seguito i miei comportamenti prendendo iniziative nel richiamare la mia attenzione sugli animaletti che via via incontrava.
    Come dicono i cinofili ho lasciato il cane "aperto", non l'ho sottoposto a comando, eppure il cane, seguendo il mio comportamento, sempre pacato e coerente, si è sempre comportato "civilmente" anche con le persone.
    Pur essendo a conoscenza del fatto che il sistema piramidale del cane, di struttura simile all'uomo, gli permette di apprendere il linguaggio parlato, ho cercato di non abusarne ricorrendo spesso alla comunicazione gestuale del cane, imitandolo nelle posture e nelle "vocalizzazioni".
    Non ho mai portato il cane a passeggio ma IL CANE HA PORTATO A PASSEGGIO ME, lui mi ha portato agli incontri con la natura. Quando il cane incontrava animali potenzialmente pericolosi come cinghiali o avvistava
    i lupi, si limitava ad osservarli e poi richiamava la mia attenzione portandomi ad osservarli. Per i cervidi invece ha dimostrato(essendo bovidi)
    una vera passione, forse per l'ancestrale inclinazione di bovaro.
    Il Bernese ha rivelato pienamente le sue doti di difensore/protettore, è intervenuto ogni qualvolta sono scivolato tirandomi per la manica, mi ha bloccato, infrapponendosi, quando mi sporgevo troppo da un baratro, pulendomi le ferite quando mi tagliavo ecc...
    Una sola volta ho sperimentato la sua potenziale aggressività ed è stato quando un giovane toro, staccatosi dalla sua mandria, si è diretto verso di me, il cane dopo aver ben osservato l'animale è scattato afferrandolo per le narici e solo quando è sopraggiunto il proprietario gli ha permesso di muoversi.
    Ogni uccello che ha volato su di noi, ogni animaletto che ha attraversato i nostri sentieri, ogni mustelide o rapace notturno che ha visitato la nostra casa è stato osservato con interesse da questo magnifico cane naturalista che ha dimostrato di vivere la natura nella sua pienezza.
    Io ho imparato moltissimo da Lui e voi?

    Dante

  2. #2
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    Riferimento: PET TERAPY, dalla parte del cane. (refuso)

    Scusate l'errore materiale.
    Ineve di:
    "La capacità di amare, che nel lupo è sinonimo di coesione sociale, nel cane diventa intraspecifica perchè la neotenia indotta dall'uomo che lo ha privato dell'autonomia ed indipendenza specifica."

    Leggesi:

    " La capacità di amare, che nel lupo e sinonimo di coesione sociale, nel cane diventa INTERSPECIFICA perchè la neotenia, indotta dall'uomo, lo ha privato dell'autonomia e della indipendenza specifica.

    Grazie


    Dante

  3. #3
    Neofita 79faithx è sulla buona strada
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    Riferimento: PET TERAPY, dalla parte del cane.

    Ciao, ho letto con interesse il tuo post. Racconti la tua esperienza con il tuo cane, che mi sembra molto bella per entrambi.
    A mia volta racconterò la mia; lo farò senza avanzare ipotesi teoriche, ma basandomi solo sui miei vissuti emotivi; su ciò che ipotizzo sia l'esperienza dei miei cani, considerando che mi baserò necessariamente sulla mia esperienza empatica, con tutti i suoi limiti; e sul mio buon senso, ultimo ma non per importanza.
    La mia personale opinione sui cani, è che come dici tu, sono stati artificialmente modificati a nostro beneficio. In particolare ci crogioliamo nell'allevare razze 'pure', in modo da avere la maggior prevedibilità possibile sul nostro cane. Così io comro un cucciolo che sia a, b, e c. Non deve essere d. Questa cosa non mi piace, perché alcune di queste razze sottopongono il cane a problemi di tipo genetico che potrebbero migliorare e ridursi con la varaibilità genetica (se sono imprecisa, attendo volentieri vostre correzzioni!) Inoltre, questo implica che, anche nel momento in cui permettiamo al cane di riprodursi (ché neanche questa è sua libera scelta; e per come stanno le cose, ovvero per come abbiamo allevato i cani secondo i nostri bisogni, va bene così, al fine di evitare canili straripanti di animali infelici) lo costringiamo a riprodurci con chi scegliamo noi secondo pedigree.
    Ho una meticcia ed una border collie. La prima ha 9 anni, me l'hanno 'scaricata' a 5 settimane perché il cucciolo probabilmente era di troppo, sicché non ha imparato alcuni importanti comportamenti. Avevo 23 anni quando l'ho adottata e stavo vivendo un'adolescenza tardiva; inoltre ero molto depressa e la piccola è stata il mio antidepressivo. Siamo cresciute in simbiosi. Ora lei è una cagnolina molto volitiva e poco ubbidiente (capisce tutto ma 'sceglie' se ascoltare o meno), tuttavia molto adattabile (mi ha seguito in un cambio città e diversi traslochi). Siamo in simbiosi, per quel che posso osservare: ci amiamo, litighiamo, ci mettiamo il muso ma guai a separarci, e notate che uso il plurale :-) Certo, in natura sarebbe spacciatissima. Ma tant'è, questa è la sua storia, e come cane, date le premesse, è stata molto fortunata.
    Un mese fa mi fanno vedere una border collie di 11 mesi. Bella, intelligente, carattere pronunciato. Cane con pedigree, ma ahimè, difettoso, affetta da displasia all'anca (il papà è un campione di non so che). Comperata e restituita. E' stato amore.
    Certo, io vivo in appartamento e passo almeno due ore al giorno a portarla in giro, ed a farla giocare, ma poco a causa della sua patologia. Guardandola ora, magari non ci capisco una pippa, ma lei è felice. Certo, è felice perché ha bisogno di me, non ci piove. Come dire, però: il danno è fatto, e da secoli ormai.
    Ora che noi bipedi abbiamo fatto il danno, che si fa? Un cane come la mia seconda arrivata ha bisogno, infatti, di sentirsi brava ed utile. Il fatto che tale bisogno sia stato artificialmente coltivato tramite selezione, non lo rende meno reale. E' così. Quando le insegno piccoli giochini (necessari, perchè se la facessi saltare quanto desidera ora sarebbe zoppa) la tengo impegnata e lei si diverte. Beh, mi diverto anch'io. Certo le passeggiate al parco sono la nostra attività preferita ;-)
    Insomma, secondo me, forse, certi cani hanno ormai, a causa nostra, caratteristiche tali, da rendere determinate attività appetibili; sempre che insegnate nel modo giusto, senza eccessivo rigore, insegnate come un gioco a premi. Inoltre, se vi sono cani, come la mia meticcia, che oramai in natura sarebbero spacciati, e li allontaniamo dalla natura, beh, sono felici così. Forse è al loro padrone che si stringe il cuore; perché è lui o lei che pensa a quanto vorrebbe sentirsi libero, ed a fremere perché non può farlo, e vedere questo lupo mancato glie lo ricorda in modo doloroso. Ma forse, allora, il lupo mancato aiuta il bipede, che va a correre nei parchi o nei boschi con lui, a sentirsi più libero; il bipede avvicina il suo cane a quella condizione perduta ma ancora viva, in fondo. E' un buon connubio - il migliore possibile, ora come ora.
    Va da sè che tutto ciò è permeato dalla mia soggettiva ed imprescindibile esperienza.

  4. #4
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    Riferimento: PET TERAPY, dalla parte del cane.

    La tua empatia nella relazione con i cani ti favorisce per il fatto che il capobranco, nei confronti della cucciolata, è sempre tollerante e comprensivo. Molti sostengono che l'addestramento sia il modo migliore per stabilire un rapporto gerarchico con il cane, ma il cane è come il bambino, si lega a chi lo ama, gli garantisce continuità e coerenza. Ma perchè si fanno tante teorie per giustificare la necessità dell'uomo di dominare l'universo?. Perchè dobbiamo condurre il cane "in caserma" per sottometterlo alle nostre esigenze? E' felice il cane che passa le notti al guinzaglio di un vigilante in attesa di aggredire un furfante? E perchè dovrebbe fare "l'infermiere" nella petherapy cambiando ambienti dagli "odori innaturali" e facendosi accarezzare da chi decide per lui?
    Come dici tu la "famigerata" selezione ha disdtrutto la genetica del cane rendendolo fragile, vulnerabile e strettamente dipendente dall'uomo. Alcuni zooantropologi sostengono, su riferimenti molecolari, che il legame uomocane sia molto più antico di quanto ora si possa pensare. Detto legame avrebbe, nel corso di decine di millenni, condizionato la mente dell'uomo al punto da modificarne la struttura cerebrale. Se questo fosse vero non si spiegherebbe perchè una parte dell'umanità ora desidera vivere con il cane e l'altra gli sia indifferente o addirittura avversa? Secondo me affichè la mente umana possa interagire con quella di un "altro animale" è neseccaria la presenza di sentimenti e di scambi emozionali. Fino a non molti decenni orsono i cani venivano tenuti alla catena, all'addiaccio e malnutriti e picchiati o soppressi se "ribelli! Quando non profumati e vincolati ai noiosi ambienti salottieri. Io penso che dei due l'unico a essersi reso disponibile alle modificazioni sia stato il cane che riesce ora a capire il linguaggio dell'uomo, senza esigere di essere capito.
    Il cane "diventa" come il suo padrone perchè per sopravvivere necessita del capobranco sul quale si "modella". Quando due cani si fissano finiscono in azzuffata, il mio cane mi fissa continuamente e finiamo sempre in un'accoccolata. Questo è il risultato di una felice interazione caneuomo. Come alcune persone sagge il cane sa ascoltare mentre l'Uomo sa solo parlare!.

    Grazie delle tue osservazioni.

    Dante

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