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Mussi accoglie le richieste degli studenti e bacchetta le università sul numero chiuso
Il Ministro dell'Università e della Ricerca, On. Fabio Mussi, ha inviato ai Rettori di tutte le Università italiane una propria nota, con la quale li ha invitati a limitare le previsioni del "numero chiuso" alle sole facoltà per le quali questo è previsto per legge (Medicina e Chirurgia, Architettura, Ingegneria e Medicina Veterinaria)
Si precisa nella nota che "ogni limitazione del numero degli accessi al di fuori delle fattispecie indicate dalla legge, costituisce una ingiustificata limitazione del diritto allo studio garantito dall'articolo 34 della Costituzione".
Nei casi in cui vi fosse previsione di un numero elevato di studenti, il Ministro invita le Università, anziché ricorrere al numero chiuso, ad una "più razionale utilizzazione delle risorse a disposizione", riducendo i corsi attivati, con frequenza non significativa, e duplicando o triplicando i corsi con prevedibile maggiore affollamento.
L'Unione degli Universitari esprime soddisfazione per la circolare che il Ministro Mussi considerando che il proliferare del numero chiuso nelle Università italiane, andato ben oltre i limiti previsti dalla legge, aveva indotto il sindacato studentesco a costruire una campagna rivendicativa contro l'abuso di questo strumento, culminata con il ricorso collettivo depositato presso il TAR del Lazio, del quale si aspetta in queste settimane il giudizio.
Una pioggia di ricorsi arrivati sul TAR che ha evidentemente influito sull'iniziativa di Mussi il cui comunicato dice anche che "(...) al fine di porre termine a una situazione che ha interessato recentemente anche gli organi giurisdizionali, confido sull'attenzione che verrà dedicata, in vista del prossimo anno accademico, al rispetto delle norme vigenti, anticipando che tutta la materia sarà oggetto di un attenta valutazione, che coinvolgerà le SS.LL., anche ai fini di una eventuale modifica normativa".
L'Unione degli Universitari attende ora un confronto con il Ministero ed il Parlamento per giungere quanto prima ad una revisione organica della legge. Le aspettative sono che gli Atenei raccolgano l'invito del Ministro sostenendo che, in caso contrario, anche il prossimo anno accademico rilancerà la campagna contro lo sbarramento forti delle prime sentenze che hanno dato ragione agli studenti


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