Ciao,
io ho un grosso, grossissimo problema che mi ha compromesso e cambiato (in peggio) la vita da 6 mesi a questa parte.
Conosco già il mio problema, so esattamente cosa mi è successo e cosa mi ha fatto cadere in questo stato, che dopo sei mesi, posso chiamare con certezza Depressione.
Bhè, potete dire voi... "che fortuna! Risolvitelo!"... non è così semplice.
In una sera d'estate ho subito il dramma più tragico della mia vita, almeno per ora.
Da come sto scrivendo il prologo voi vi immaginerete chissà quale tragedia greca!
Invece no, è una cosa banalissima (per gli altri, non per me).
Fino a quella sera controllavo perfettamente le mie sensazioni, emozioni e il mio corpo.
Da quella sera tutto ciò che avevo costruito in quasi 25 anni di vita mi è caduto sotto i miei piedi.
I miei valori, il mio orgoglio, i miei obiettivi, i miei sogni, il fatto di essere uomo (come essere umano), la mia virilità e tutto ciò che in una vita impari è caduto come sotto un effetto domino.
Cosa successe di così tanto grave quella sera?
Quella sera ero con una ragazza, la persona che mi aveva cambiato la vita. La vita che mi stava logorando (ma io ancora non lo sapevo) prima di conoscere lei.
Avevo passato una bella vita negli anni precedenti, non mi lamento di niente.
Ma c'è una cosa che io non avevo mai provato, aimhè.
E che mi rendeva diverso (ai miei occhi) dagli altri miei coetanei.
Ovvero il fatto di non aver mai avuto esperienze con ragazze.
Non avevo mai dato troppa importanza a questo punto della mia vita. Non è vero che non gli avevo dato tanta importanza, più che altro lo nascondevo bene.
Dentro di me soffrivo come un cane, ma ancora non lo sapevo.
Vedere i propri amici fidanzarsi e tu restare alla finestra a guardare non è affatto piacevole.
Soprattutto se non sei un brutto ragazzo e non sei un tipo asociale.
Vuoi amicizie sbagliate e tanta, tanta ma davvero tanta sfortuna avevano contribuito a non darmi questa cosa che rappresenta la vita stessa: l'amore.
Ma conoscendo lei questo vuoto immenso si era in parte colmato.
Quel periodo con quella ragazza mi aveva fatto vedere quell'unico colore che mancava nella mia vita: il rosa.
Dopo tantissimi rospi ingoiati finalmente girava bene anche a me.
Ero felice.
Non credevo che da li a poco il destino mi avrebbe toccato nell'unico punto che avrebbe fatto crollare tutti gli altri punti significativi della mia vita.
Non ci siamo frequentati per molto, pochi mesi, ma veramente il sole risplendeva in me in quei giorni.
Ma quella sera, nella sera più bella, quando mai me lo sarei aspettato sono stato lasciato.
Le mie esperienze negative e le strane e misteriose circostanze che avevano contribuito a non darmi mai questa gioia pensavo mi sarebbero servite in una situazione come questa. Dicono che le cose negative ti fanno crescere, diventare più saggio e ti fortificano per il futuro.
Cazza*e. Tutte cazza*e.
Nel nostro mondo, quello reale, il male non porta il bene, ma solo il male.
Da quella sera non so come e non so perchè, giorno dopo giorno, ho smesso di credere ad una mia vita felice.
Credo che tutto sia inutile e che solo resterò per sempre.
Credo in cose paranormali, aimhè.
Ho attacchi di panico, di ansia, mal di pancia da 6 mesi, vertigini, bruciori al petto, dalla parte del cuore, perdite di concentrazione, fatico a guardarmi in foto. Rinnego me stesso.
Esco pochissimo. Solamente vedere coppie felici mi da un senso di tenerezza prima e un vuoto esistenziale dopo. Neanche i film riesco più a guardare.
Mi sento diverso, inferiore.
Sento che non ho più niente da chiedere alla vita e che la vita non ha più niente da darmi.
Ho quasi 25 anni e mi sento vecchio, stanco, finito.
Non credevo si potesse cadere così in basso.
Sono stato da uno specialista solo a parlare ma a poco è servito.
Secondo voi è buona cosa andare da uno psichiatra o è tutto inutile (come io credo)?
Ovvero, le pestiglie e i farmaci mi daranno una serenità costruita (serenità che ho perso anche la notte e che dura 24 ore al giorno da 6 mesi)?
Non è che inizio un labirinto senza uscita?
Mi hanno detto che devo solo smettere di pensare al fatto di essere solo.
Non posso.
La mia anima non si da pace.
grazie


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