Ciao Zen Zen,
vedo che a distanza di un mese dal primo post scritto da te in cui ti chiedevi come poter uscire dalla situazione di stallo in cui ti trovi, si può dire che non è cambiato nulla...
Non solo sembra che tu stia al punto iniziale, ma sembra che gli inteventi degli altri ti sfiorino poco e non ti sfiora per nulla di cambiare il tuo pensiero o affidarti ad un professionista che possa aprirti la mente a nuovi punti di vista..
A questo punto mi chiedo se questa situazione non ti faccia piacere.. La tua timidezza che secondo me è insicurezza fa in modo da non farti uscire allo scoperto, anche se poi fa si che gli altri, che in realtà se ne accorgono, si prendano gioco di te...
Sei in un circolo vizioso perchè tutto questo si ripercuote sulla tua capacità di studiare, di sostenere gli esami, di laurearti..
Allora vuoi o no cominciare a cambiare questo modo di essere o vivere così vita natural dirante? Questa è la vera domanda alla quale devi dare una risposta!


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ho seguito un pò la tua vicenda e rivedo in te lo stesso sentore che avevo io di me durante l'adolescenza e che anche oggi ogni tanto torna a tormentarmi.Non avevo intenzione di scrivere,perchè ne so poco e niente di psicologia, però mi ha colpito molto quello che hai detto dei tuoi genitori: cioè che tuo padre nonostante i 50 anni si comporti come un bambino e tua madre d'altro canto sia super ansiosa. Questa,non ci crederai, ma è la stessa descrizione che dò io dei miei genitori e mi sorge il dubbio(veramente mi era già sorto da prima) che siano i loro comportamenti estremi ad aver determinato in te,quanto in me, la sensazione di insicurezza, ansia, mancanza di autostima,profonda tristezza che tutto questo comporta. Non voglio dire di essere uguale a te,semplicemente perchè ognuno di noi è un essere a sè stante, ma posso invece affermare che noi abbiamo avuto lo stesso modo di reagire alla situazione, anche io mi sono estraniata dal mondo,provando per questo una profonda invidia, per la normalità che mi circondava e che mi circonda tutt'ora.Il mio malessere mi faceva sentire diversa e inferiore agli altri,non volevo che la gente se ne accorgesse perchè sapevo che non potendo capire potevano usare il mio stato d'animo per farmi del male. La verità secondo me, caro Massimo, è che il mondo è pieno di gente indifferente e insensibile che pensa solo a divertirsi e se tu non sei come loro vai emarginato, a poche person importa di sapere perchè stai male e darti una pacca sulla spalla,una carezza,dicendoti che andrà bene,che non devi vergognarti di parlare,di urlare il tuo dolore. Il consiglio che mi sento di darti è quello di parlare coi tuoi genitori e porre l'accento sulle mancanze che hanno avuto nei tuoi confronti(nel caso di tuo padre) oppure sull'eccessivo controllo e sulle ansie nei confronti del mondo che può averti trasmesso una madre iperprotettiva. Altro consiglio cerca la gente sensibile, la gente disposta a regalarti un sorriso e trasmetterti armonia, le riconosci dalla dolcezza dello sguardo e dal tono di voce rassicurante
certe volte credo di aver a che fare con due muri,soprattutto mio padre (cono cui litigo costantemente anche io),anzi nei suoi cnfronti credo addirittura di provare una sorta di odio, so che è brutto dirlo.
su più fronti. Adesso è il tuo momento. Non fartelo scappare. Non farti più domande esistenziali. Aver paura è normale. Non sai quali possono essere le conseguenze, le implicazioni... Concentrati e cerca di avere almeno uno o due numeri di telefoni da chiamare. Io sono una terapeuta familiare e mi verrebbe da consigliarti di chiamare un collega. Puoi chiedere qui se c'è qualcuno che ha lo studio vicino a te oppure all'ordine degli psicologi della tua regione..
