Io poverella che, come ho scritto altrove, ho dato solo un esame, ne ho tratto però soddisfazione enorme perchè si è risolto anche in uno scambio tra due persone, con esempi di vita reale che nello scritto non avrei messo neppure fosse stato a domande aperte...
Tra l'altro era antropologia culturale (ninuzzino con chi l'hai dato?), è stato bellissimo che andasse a finire con queste sensazioni perchè era la prima volta dopo molto tempo che mi sedevo di fronte a un docente e avevo molta paura, anche se io l'ansia e l'emotività le riservo più ad altre cose.
Chiarisco dicendo che per me questa è la seconda laurea, e se a lettere gli scritti erano un optional qua sono gli orali a difettare, il che è un peccato, oltre che un'orrenda contraddizione in termini.
D'accordissimo che bisogna argomentare, almeno per iscritto, altro che crocette all'americana. Ma ora che sono iscritta da mille anni e lavoro, vivo a 5 ore da Fi e non frequento, oggettivamente più si fa presto meglio è... però io posso contare su una preparazione precedente. Non so se sia un granchè limitarsi agli scritti per chi si laurea per la prima volta e deve poi imparare a parlare con le persone!!! per fortuna c'è il tirocinio... a questo proposito aggiungo che, facendo l'insegnante, posso trarre dalla mia esperienza quotidiana un ricco campionario di casi umani che con le materie di psico dello sviluppo sono una manna di esempi da citare a voce, ma anche un banco di prova delle mie capacità rtelazionali, però le cose che so fare e gli atteggiamenti da tenere non li ho imparati al dipartimento di Latino a Ge, nè alla specializzazione, ma solo ed esclusivamente sul campo, dal tirocinio in poi. Niente sostituisce la pratica!
ciao a tutti (e se vi servono casi umani vi ridireziono alle mie esercitazioni del corso di formazione...)
Anna


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