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Questa discussione si intitola life coach nella sezione Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, appartenente alla categoria Forum tematici; xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx...
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Ultima modifica di nellogoi : 13-05-2010 alle ore 10.18.03
ok mettiamo il caso che si creasse un Albo dei coach. Saremmo al punto di partenza, perché per aiutare un manager a gestire il tempo, gestire i processi decisionali, o quantaltro, non è necessario essere iscritti a un Albo né tantomeno avere un titolo specifico, come ben dimostrano, appunto, i vari coach che non sono psicologi.
Cioè, se un coach può fare queste cose senza essere psicologo (professione regolamentata dallo Stato con tanto di Albo e Codice Deontologico), cosa ti fa credere che un Albo dei coach possa racchiudere in sé tutti coloro che di fatto fanno coaching senza essere coach?
Se non fossero iscritti a questo ipotetico albo dei coach, invece di scrivere sul biglietto da visita "coach" scriverebbero "trainer", e invece di scrivere "aiutiamo nella gesione del tempo", potranno scrivere "facciamo time-menagement", oppure "time-optimisation". Non c'è limite alla fantasia umana nel creare giochi di parole (come fanno molti nei confronti della psicologia e della psicoterapia, appunto).
Spesso i "coach" non si limitano a fare le cose che hai elencato nel tuo ultimo post. Spesso vanno oltre, e sconfinano marcatamente in aree psicologiche se non, addirittura, di competenza di psicoterapeuti/psichiatri. Lo fanno in modo velato, giocando con le parole. Ma di fatto si approfittano della fragilità di chi a loro si rivolge, e nessuno li "sorveglia" non essendo soggetti a nessun controllo
Ultima modifica di Johnny : 12-04-2010 alle ore 13.33.32
Hakuna matata - no problem
Nell'arte, lo spirito importa più della tecnica - Gichin Funakoshi
Ci conosciamo da 30 anni. Ognuno fa la sua parte.
Ultima modifica di nellogoi : 13-05-2010 alle ore 10.19.01
è esattamente questo ciò a cui alludevo quando parlavo della svalutazione della figura dello psicologoE poi, tutti i laureati in psicologia e abilitati sono davvero tutti professionalmente validi? Loro possono scrivere “psicologo” sul biglietto da visita .
.Sul mio biglietto da visita non c’è scritto dottore, e lo sono
anche uno psicologo sul biglietto da visita non scrive "dottore", ma "psicologo", in quanto è sottinteso: ogni laureato è dottore nella disciplina in cui ha studiato. Un avvocato è dottore in legge, un commercialista dottore in economia e commercio.
Potresti scrivere dottore in filosofia (mi pare di aver capito che sei laureato in filosofia, se non erro), certo non solo "dottore" e basta, altrimenti uno si chiede: è dottore in cosa?
scusa la curiosità, ma a questo punto: cosa c'è scritto? cioè, come ti definisci?Non c’è scritto coach perché non mi sembra utile. Ma i successi dei miei clienti mi fanno sentire “dentro” di aver aiutato queste persone a migliorarsi;
eh bè ci mancherebbe altro, mica puoi fare psicoterapiaquando un mio cliente mi dice: non ce la faccio più, sono depresso, allora gli fornisco il biglietto da visita di una mia cara amica, psicologa, con tanto di numero di iscrizione dell’albo. E credo sia una delle prime italiane iscritte. Ci conosciamo da 30 anni. Ognuno fa la sua parte.cioè mandare i clienti da uno psicologo/psicoterapeuta quando dicono di avere una psicopatologia non è un optional...però il fatto che ti capitino queste occasioni, mi fa pensare che non tutti i coach potrebbero essere onesti e corretti come te, ed effettivamente c'è la possibilità che qualcuno si improvvisi "terapeuata" e faccia danni.
Ultima modifica di Johnny : 17-04-2010 alle ore 09.39.42
Hakuna matata - no problem
Nell'arte, lo spirito importa più della tecnica - Gichin Funakoshi
Sul bglietto c'è scritto:
Senior consultant
oppure Responsabile area HR
per quanto riguarda il mio titolo di studio mi sto interessando per essere sdottorato. Non ho mai più toccato un libro di filosofia da quando nel 1973 mi sono laureato.
questa discussione mi sembra bizantina: per cui credo di non avre più nulla da aggiungere.
Approfitto per salutare tutti i "postatori"
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In riferimento alla mancanza di etica. ho trovaTo questo sito vergognoso, se non erro questo master trainer pnl, si spaccia per terapeuta, ho intenzione di segnalarlo all'ordine.
ECCO IL LINK
Terapia PNL










Ciao a tutti, sono Sergio, formatore da 20 anni.
Non sono laureato ma laureando in psicologia (scelta tardiva ma...) e sto cercando di integrare le competenze come formatore con un percorso di coaching.
Lavorando in ambito aziendale, dove gli interventi sono sempre più mirati sulle persone (finalmente il mondo del lavoro si accorge delle persone), la formazione tout court non riesce a "penetrare" sufficientemente e garantire il cambiamento.
Sono d'accordo sul "diffidare dalle imitazioni"; lo psicologo è una cosa, il counsellor un'altra, un'altra ancora il coach.
Sono d'accordo sulla corretta informazione: le persone dovrebbero conoscere le differenze, vantaggi e rischi, obiettivi e applicabilità del ricorso che si fa a ciascuna figura professionale.
Non mi preoccupo dell'albo dei coach, le questioni burocratiche mi interessano poco. Del resto l'iscrizione ad un albo (qualsiasi) non garantisce né l'integrità etico/professionale né la reale competenza della persona. Migliaia di esempi letti in cronaca sono sufficienti credo a suffragare questa affermazione.
Farei attenzione invece al rischio di togliere dignità a ciascun mestiere. I veri professionisti, anche quando pluri-qualificati, per primi dovrebbero tenere ben distinti gli ambiti e spiegare alle persone cui si rivolgono quali sono gli obiettivi, le caratteristiche, le metodologie eccetera di ogni singola tipologia d'intervento.
Il coaching si è rivelato, per mia esperienza diretta, un ottimo STRUMENTO in contesti aziendali. Limitato al contesto e agli obiettivi, passatemi il termine, "para-formativi". Laddove necessario, il coach NON DEVE fare lo psicologo; al più, se si accorge che qualcosa non va (una sensibilità può certamente averla), può far emergere, nelle forme e nei modi dovuti, la necessità del ricorso ad un'altra figura professionale.
Scusate la prolissità
S.
Ciao a tutti, chiedo scusa se ritiro su un topic di qualche tempo fa, ho avuto tempo e voglia di leggere tutti gli interventi e vorrei dirvi come la penso.
La premessa generale è che sono uno studente di giurisprudenza che non sa cosa fare della sua vita, e fidandomi di una psicologa (mia madre) mi sono rivolto ad una psicoloterapeuta dell'età evolutiva per fare un colloquio.
Dopo le prime sedute, in cui si è parlato del mio background familiare, ho risposto ad un test con immagini (es: a cosa ti fa pensare questa immagine di uno che lavora nei campi? Al fatto che se non studio finirò nei campi), ho disegnato due figure umane. A questo punto la Dottoressa mi ha proposto una psicoanalisi a tre sedute a settimana per un periodo di minimo un anno.
Naturalmente, e non mi stupirebbe se questo fosse scritto nel codice deontologico, il servizio offerto non è descrivibile o sintetizzabile per il cliente, e pertanto resterà sempre avvolto dal mistero. O ti fidi, o ti fidi, ciecamente.
E, sempre naturalmente, trattasi di obbligazione di mezzi, pertanto non c'è la garanzia soddisfatti o rimborsati, c'è solo prendersela in quel posto se non funziona.
Io mi sono sparato tre mesi di conversazione sul perché del perché del perché, su mio padre che non è presente e su mia madre ansiosa, eppure ancora non ho scelto l’università, ho i tremori e so che aumenteranno, se resterò ancora molto nell’inazione.
Qui mi fermo, e vi faccio riflettere.
Posto che il nostro sistema è capitalistico, e su questo potete urlare contro i mulini a vento tutto il giorno ma le cose non cambieranno, pensate veramente di poter vendere un prodotto del genere, quando la concorrenza (counseling, pnl, amenità varie) offre se non altro la garanzia soddisfatti o rimborsati?
Pensate che se uno ha un problema , può ipotecare anche solo un anno di vita nella speranza, flebile, di risolverlo? C'è gente che muore da un giorno all'altro, paf. Anche a vent'anni, pensate che ho perso un amico di recente apparentemente sano come un pesce.
Per questo la gente si rivolge a psichiatri, counselor o taumaturgi vari: perchè la terapia promette risultati a breve termine, e se è inefficace c'è sempre tempo di farne un'altra.
Questa la prima considerazione, piuttosto terra terra.
Ora la seconda:
Criticate molto le parapsicologie. Questo è un dato di fatto, lo fate quasi tutti, per tirare acqua al mulino.
Per farlo, invece di spiegare veramente se e perchè una terapia lunga e costosa sia meglio di una breve e costosa, non fate altro che riempirvi la bocca di nomi altisonanti, citazioni, indagini statistiche qui e ordine degli psicologi di là.
Questo, a mio modo di vedere, è sintomo di grande insicurezza e di scarsa autonomia.
L'unica reale utilità delle teorie altrui è il contributo che possono dare alla creazione di un pensiero originale. Non sono il metro per misurare la vostra veridicità, così come non lo sono delle indagini a campione influenzate da mille altri fattori.
L'unico metro per misurare il valore delle vostre teorie, posto che siano vostre idee e non ripetizioni pedanti di un credo sovraimposto (invece che dalla istituzione "chiesa" da quella "facoltà di psicologia"), è l'utilità che ne traete.
E se per qualcuno non funziona, tanti o pochi che siano, ve ne dovete stare.
E se funziona, spesso, è proprio perché le teorie di Festinger sulla dissonanza cognitiva, ci avevano visto lungo.
Dopo sei anni di terapia e soldi buttati nel cesso, difficile avere il coraggio di dire “ma questo progresso incredibile non c’è stato”.
Pertanto, si può veramente dire “non funziona” della pnl come della psicoterapia più suffragata e accreditata dai migliori accademici del mondo, perché non ha senso ragionare in termini assoluti, ma sulla persona presa nella sua singolarità.
Cosa si potrebbe migliorare, secondo me, in questo genere di discussioni:
- esprimere le considerazioni con umiltà, consci del fatto che tutti possono contribuire al progresso dell’umanità e non è una prerogativa dei Dottori.
- valutare l’opinione di un utente non in base a onorificenze ricevute, anni di studio, tirocini, pubblicazioni, ma in base alla nostro, originale, senso critico.
- Essere open-minded. Se la scienza si chiude in se stessa, non lascia spiraglio alla creatività e al genio, non cresce. Se tutti si fossero basati sulle teorie degli altri, la terra sarebbe ancora piatta, la psicologia sarebbe solo il fantasioso parto di un medico impazzito e voi stareste ancora a studiare che l’unico modo per guarire un’isterica è internarla e lobotomizzarla.
Ultima modifica di LateralTalking : 13-08-2010 alle ore 02.18.51
EsattamenteKKSERGIO Farei attenzione invece al rischio di togliere dignità a ciascun mestiere.![]()
Bè scusa ma visti i problemi che sono emersi, la psicologa evidentemente c’ha azzeccato a proporti un percorso.LATERAL TALKING Ciao a tutti, chiedo scusa se ritiro su un topic di qualche tempo fa, ho avuto tempo e voglia di leggere tutti gli interventi e vorrei dirvi come la penso.
La premessa generale è che sono uno studente di giurisprudenza che non sa cosa fare della sua vita, e fidandomi di una psicologa (mia madre) mi sono rivolto ad una psicoloterapeuta dell'età evolutiva per fare un colloquio.
Dopo le prime sedute, in cui si è parlato del mio background familiare, ho risposto ad un test con immagini (es: a cosa ti fa pensare questa immagine di uno che lavora nei campi? Al fatto che se non studio finirò nei campi ), ho disegnato due figure umane. A questo punto la Dottoressa mi ha proposto una psicoanalisi a tre sedute a settimana per un periodo di minimo un anno.
Naturalmente, e non mi stupirebbe se questo fosse scritto nel codice deontologico, il servizio offerto non è descrivibile o sintetizzabile per il cliente, e pertanto resterà sempre avvolto dal mistero. O ti fidi, o ti fidi, ciecamente.
E, sempre naturalmente, trattasi di obbligazione di mezzi, pertanto non c'è la garanzia soddisfatti o rimborsati, c'è solo prendersela in quel posto se non funziona.
Io mi sono sparato tre mesi di conversazione sul perché del perché del perché, su mio padre che non è presente e su mia madre ansiosa, eppure ancora non ho scelto l’università, ho i tremori e so che aumenteranno, se resterò ancora molto nell’inazione.
Qui mi fermo, e vi faccio riflettere.
Comunque non ci sono obblighi di nesusn tipo, il cliente è sempre libero in qualsiasi momento di smettere le sedute o di cambiare terapeuta. Se non sei soddisfatto, puoi smettere quando vuoi.
La TERAPIA la può fare lo Psicoterpaeuta. Counselor, coach e compagnia bella non possono fare nulla in presenza di una patologia pena una denuncia per esercizio abusivo dellap rofessione di psicoterapeuta. Neanche lo Psicologo può curare le patologie, ma fare solo "prevenzione". Per fare psicoterapia bisogna fare una scuola di specializzazione. Lo psicoterapeuta infatti può essere medico o psicologo (entrambi con specializzazione post-laurea) e la lunghezza della terapia dipende dal paziente, dai problemi che ha, e dall’orientamento teorico.LATERAL TALKING Posto che il nostro sistema è capitalistico, e su questo potete urlare contro i mulini a vento tutto il giorno ma le cose non cambieranno, pensate veramente di poter vendere un prodotto del genere, quando la concorrenza (counseling, pnl, amenità varie) offre se non altro la garanzia soddisfatti o rimborsati?
Pensate che se uno ha un problema , può ipotecare anche solo un anno di vita nella speranza, flebile, di risolverlo? C'è gente che muore da un giorno all'altro, paf. Anche a vent'anni, pensate che ho perso un amico di recente apparentemente sano come un pesce.
Per questo la gente si rivolge a psichiatri, counselor o taumaturgi vari: perchè la terapia promette risultati a breve termine, e se è inefficace c'è sempre tempo di farne un'altra.
Questa la prima considerazione, piuttosto terra terra
Se la psicologa da cui sei andato ti ha proposto una psicoanalisi di 3 sedute alla settimana evidentemente è una psicoterapeuta a orientamento PSICOANALITICO. Ti potevi scegliere una terapeuta COGNITIVISTA e non ti avrebbe proposto queste sedute.
scusa ma è proprio questo ciò che distingue la psicologia da quella che tu definisci "le parapsicologia": la psicologia in quanto scienza si basa su dati oggettivi e dunque è ovvio che facciamo riferiemnto a dati scientifici come le statistiche.LATERAL TALKING Ora la seconda:
Criticate molto le parapsicologie. Questo è un dato di fatto, lo fate quasi tutti, per tirare acqua al mulino.
Per farlo, invece di spiegare veramente se e perchè una terapia lunga e costosa sia meglio di una breve e costosa, non fate altro che riempirvi la bocca di nomi altisonanti, citazioni, indagini statistiche qui e ordine degli psicologi di là.
- nelle pratiche scientifiche non conta l'umiltà ma la replicabilità dei risultati, chi se ne frega se un ricercatore è umile o arrogante? nessuno, perché nella scienza contato i dati.LATERAL TALKING
Cosa si potrebbe migliorare, secondo me, in questo genere di discussioni:
- esprimere le considerazioni con umiltà, consci del fatto che tutti possono contribuire al progresso dell’umanità e non è una prerogativa dei Dottori.
- valutare l’opinione di un utente non in base a onorificenze ricevute, anni di studio, tirocini, pubblicazioni, ma in base alla nostro, originale, senso critico.
- Essere open-minded. Se la scienza si chiude in se stessa, non lascia spiraglio alla creatività e al genio, non cresce. Se tutti si fossero basati sulle teorie degli altri, la terra sarebbe ancora piatta, la psicologia sarebbe solo il fantasioso parto di un medico impazzito e voi stareste ancora a studiare che l’unico modo per guarire un’isterica è internarla e lobotomizzarla
- Per il secondo punto vale sempre il primo: non conta CHI dice qualcosa, ma i DATI oggettivi a sostegno (è la caratteristica della scienza!)
- ogni ambito della scienza è aperto ai contributi per "crescere", l'importante è che questi contributi vengano poi sottoposti all'indagine scientifica.
Ora non so cosa abbiano a che fare queste cose con il coaching...si trattava di un insieme di critiche (le solite critiche dovute agli stereotipi) alla psicologia.
L'importante è che il coach faccia il coach e nessuno ha nulla da dire
Ultima modifica di Johnny : 16-08-2010 alle ore 14.45.48
Hakuna matata - no problem
Nell'arte, lo spirito importa più della tecnica - Gichin Funakoshi
Ci sarebbe da discutere sulla oggettività di tali dati,ma ci sarebbe da discuterne per libri interi.
Intanto perchè i fattori che entrano in gioco sono troppi: la autoconvinzione (la dissonanza cognitiva, da te citata, funzionerebbe col coaching e non con migliaia di euro di analisi? Più il tempo e l'impegno? ), le esperienze eterogenee maturate nel periodo di terapia, comprese letture, rapporti umani, diete, farmaci, congiunture astrali e illuminazioni divine.
La mia impressione (e non voglio sembrare offensivo) è che quando il master trainer di pnl o il counselor avranno un loro titolo accademico, come già succede altrove, e conferiranno una targhetta con scritto Couns. Rossi o Trainer Bianchi, e ci saranno una serie di ricerche che diranno "il 95 % dei pazienti è guarito con questo approccio", allora vi ci butterete a pesce , scoprendo un mondo che per voi magari è fantastico ma non ci mettereste piede per pregiudizio.
Probabilmente, agli albori della TCC o della terapia ericksoniana, la vecchia guardia di psicanalisti avrebbe ragionato come te dicendo che mancavano le basi scentifiche, che l'ordine era in disaccordo eccetera, screditando qualcosa che aveva un potenziale e mancava solo di qualche percentuale.
Si tratta comunque di una mia opinione, e credo sia piuttosto pertinente al topic.
c'è già chi l'ha fatto, e ha preso in considerazione tutti i fattori che hai citato (e anche altri), finché si è giunti ad un metodo standardizzato per valutare l'efficacia della psicoterapia (è di questo che stiamo parlando vero?)
si, effettivamente è così che funziona il mondo accademico: qualunque pratica deve essere validata scinetificamente prima di essere considerata "efficace": se questa pratica si dimostra più efficace delle precedenti, le scalza. Questo è un principio generale della scienza, qiundi anche della Psicologia, di cui fa parte.La mia impressione (e non voglio sembrare offensivo) è che quando il master trainer di pnl o il counselor avranno un loro titolo accademico, come già succede altrove, e conferiranno una targhetta con scritto Couns. Rossi o Trainer Bianchi, e ci saranno una serie di ricerche che diranno "il 95 % dei pazienti è guarito con questo approccio", allora vi ci butterete a pesce , scoprendo un mondo che per voi magari è fantastico ma non ci mettereste piede per pregiudizio.
bè, diciamo che è avvenuto l'esatto opposto: erano gli psicoanalisti che non avevano basi "scientifiche" (perché l'inconscio non è oggettivabile), e qiundi la TCC ha scalzato i vecchi psicoanalisti.Probabilmente, agli albori della TCC o della terapia ericksoniana, la vecchia guardia di psicanalisti avrebbe ragionato come te dicendo che mancavano le basi scentifiche, che l'ordine era in disaccordo eccetera, screditando qualcosa che aveva un potenziale e mancava solo di qualche percentuale.
Anzi il cognitivismo e il comportamentismo (prima metà del '900) sono sorti proprio come reazione alla troppo aleatoria psicoanalisi di fine '800, prendendo in considerazione solo i dati osservabili e misurabili (comportamenti e processi cognitivi), accantonando completamente i concetti "astratti" della psicoanalisi (inconscio, complesso di edipo, e via dicendo).
PS: Questo è l'excursus storico, poi ovviamente la psicoanalisi e il cognitivismo sono 2 approcci completamente diversi e con basi epistemologiche completamente diverse, quindi ognuno mantiene la propria "dignità" e ragion d'essere. La psicoanalisi è tutt'altro che superata, infatti nessun altro approccio indaga quello che viene definito "inconscio" (che per natura non è "empirico")
le opinioni sono sempre intelligenti, l'importante è poi confrontarle con le opinioni altrui o con dati di fatto (io ho cercato di esporti i secondi, visto che ce ne sono)Si tratta comunque di una mia opinione, e credo sia piuttosto pertinente al topic.![]()
Ultima modifica di Johnny : 19-08-2010 alle ore 10.07.29
Hakuna matata - no problem
Nell'arte, lo spirito importa più della tecnica - Gichin Funakoshi
Mi sembra una risposta intelligente la tua, stento ancora a credere alla affidabilità della psicoterapia in particolare psicoanalitica, e non credo che funzioni meglio del counseling o di una bella pizza tra amici su casi come il mio, valutata in rapporto qualità/prezzo.![]()
Beh, nessuno cita nomi altisonanti, sono stati citati degli studiosi che hanno fatto ricerche con i criteri della scienza, che per quanto imperfetti nel campo psicologico sono molto più studiati del coaching e della PNL, e quindi per ora sono più affidabili.
Se un medico ti proponesse una cura studiata e una cura che a occhio funziona cosa sceglieresti?
Poi prova a vedere i dati sulla terapia cognitiva-comportamentale o su una psicoterapia breve strategica e vedi se non ci sono dati concreti.
Se nel tuo caso non ha funzionato, non significa che non funzioni. In ogni caso le statistiche mostrano che il tipo di terapia che hai seguito è tra le più lente e inefficaci (ci sono stime che la avvicinano a un puro effetto placebo)
Un buon terapeuta non ragiona in termini assoluti, ma probabilistici, ed i ragionamenti che poni sulla dissonanza cognitiva hanno completamente senso. Il fatto che nel tuo caso non ha funzionato non dimostra che non funzioni per niente, e sicuramente .... se in alcuni casi psicoterapie con anni di studi alle spalle non funzionano ... figuriamoci se funzionano pratiche che non hanno neanche quell'obiettivo, ovvero quello di superare un disturbo come l'ansia ...
Confrontare la facoltà di psicologia alla chiesa è un parere (molto poco umile diversamente da quello che scrivi dopo), che secondo me non ha molto senso, ha senso riferendoci ad alcune persone che si nascondono dietro citazioni non suffragate in ambito sperimentale ed empirico, e non ad occhio.
Penso che si lasci spazio anche alle nuove terapie, ma il discorso era del tutto diverso, se ogni giorno esce un nome nuovo come life coach (nome più altisonante e supponente di tutte le citazioni psicologiche che sono state fatte... secondo me è un nome terrificante che presuppone una persona in grado di allenare gli altri alla vita...ma da quale pulpito!!!) se esce ogni giorno un nome simile io parlo di strategie di marketing, e parlo di gente che suppone senza prove scientifiche nè minimamente osservabili, parlo di gente che vuole fare soldi sulle debolezze altrui, facendo credere all'altro che ci sia un allenamento alla vita, e che questo allenamento alla vita lo conosce lui e nessun altro e questa è religione, mentre la psicologia non è religione, ma è uno studio e c'è chi lo fa male, ma almeno non fa religione.
Scusami Igorino, mi pare che nel tuo ragionamento ci sia di base una ideologia per cui tutto ciò che è venduto, attraverso un'opera pubblicitaria o di marketing che dir si voglia, sia necessariamente una truffa.
Non voglio scadere nella politica, ma mi sembra che rifiutare la logica di mercato, nel 2010 e nel mondo della globalizzazione, sia veramente urlare contro i mulini a vento.
Liberissimo di farlo, ma io credo che esista un margine etico anche nel marketing, e consista nel decidere di promuovere attivamente solo i prodotti di cui si è convinti dell'efficacia.
Pertanto, se uno psicoterapeuta trovasse una terapia funzionante, in cui crede veramente, io non avrei nulla da obiettare se si promuovesse attraverso assurdi nomi americani o advertising su siti google.
Ti faccio presente che, mentre ti sto scrivendo, ho una finestra di facebook aperta con un banner di una scuola di psicoterapia esistenziale
Quello che ti chiedo è:
Perchè i risultati ottenuti dalla PNL o dal counseling non sarebbero minimamente osservabili, mentre quelli delle altre scuole sì?
Non è che, semplicemente, non sono state fatte ricerche perchè non ce n'era la necessità o la disponibilità?
Quanto peso diamo alla statistica e all'autorità per toglierne alla nostra autonomia critica?