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L'autolesionismo

Questa discussione si intitola L'autolesionismo nella sezione Psicologia Clinica, appartenente alla categoria Forum tematici; Parsifal, tu dunque potresti arrivare ad ipotizzare che anche un emozione positiva e forte, in quanto responsabile di una forte ...

  1. #16
    Postatore Compulsivo riversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo L'avatar di riversky
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    Parsifal, tu dunque potresti arrivare ad ipotizzare che anche un emozione positiva e forte, in quanto responsabile di una forte attivazione, potrebbe portare all'autolesionismo?
    Capisco quanto scrivi a livello di disturbi dell'alimentazione o a livello di altri disturbi del controllo degli impulsi, ma, sinceramente, non mi è mi capitato di leggere o di sentire di autolesionismo(inteso proprio in senso di tagliuzzamenti )da parte di soggetti che, prima di metterlo in atto, si sentivano felici.
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  2. #17
    Postatore Compulsivo riversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo L'avatar di riversky
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    ""Ci si ferisce per scaricare lo stress: il sangue che esce, il corpo mutilato ed il dolore fisico quietano lo stress. Tutti i sentimenti che imperversano all'interno e che non si è in grado di lasciar uscire, si allontanano insieme al sangue, insieme all'arrivo del dolore («Osservando il sangue uscire dal mio braccio, potevo sentire la tensione che mi lasciava. Come una valvola di scarico in una pentola a pressione, lasciar uscire il sangue mi avrebbe calmato»). È un tramutare in sofferenza fisica quindi più facilmente gestibile, più reale una sofferenza emozionale impalpabile, ma presente che non si sa come gestire. Per un po' ci si occupa solo del dolore fisico, distogliendosi temporaneamente da quello interiore.""

    Ecco, questo era quello cui mi riferivo, quando parlavo delle emozioni che precedono questo comportamento.
    Il sito da cui le ho citate non è attendibile(almeno...mai sentito parlare di quelle sindromi sul dsm... )...ma mi ha dato l'impressione che chi scriveva fossse passato attraverso a avesse potuto osservare da vicino ciò di cui parlava...
    E queste sono comunque fonti che noi psicologi dobbiamo tenere d'occhio!
    http://www.prodigio.it/articoli.asp?idarticolo=222
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  3. #18
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    in realtà questo discorso mi sembra non generalizzabile.
    forse può essere utile vedere l'autolesionismo non tanto come un sintomo quanto come una strategia di coping: quindi sì, un modo per gestire forti emozioni, non gestibili in altro modo (e in questo caso la differenza emozioni negative/positive non è tanto importante quanto la loro "tollerabilità"); ma anche un modo per "risvegliarsi" da stati dissociativi, sentirsi reali attraverso il dolore. poi, a seconda del soggetto, può assumere diversi significati: può essere una punizione o un premio per alleviare la tensione, può essere un modo per tornare alla realtà o un'anestesia.
    consiglio anche gli scritti sull'autolesionismo di armando favazza, offrono un punto di vista "psicoantropologico" interessante.
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  4. #19
    Partecipante Figo simona.c è un gioiello ancora da raffinaresimona.c è un gioiello ancora da raffinaresimona.c è un gioiello ancora da raffinaresimona.c è un gioiello ancora da raffinaresimona.c è un gioiello ancora da raffinaresimona.c è un gioiello ancora da raffinaresimona.c è un gioiello ancora da raffinaresimona.c è un gioiello ancora da raffinare L'avatar di simona.c
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    .. se poi consideriamo anche l'autolesionismo in sistemi forzati ristretti (carceri) si può trovare anche gesti "manipolatori", ossia ci si taglia per ottenere attenzione e privilegi (o più spesso anche diritti) negati...

  5. #20
    Postatore Compulsivo riversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoriversky gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo L'avatar di riversky
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    Originariamente postato da Mia_Wallace
    in realtà questo discorso mi sembra non generalizzabile.
    forse può essere utile vedere l'autolesionismo non tanto come un sintomo quanto come una strategia di coping: quindi sì, un modo per gestire forti emozioni, non gestibili in altro modo (e in questo caso la differenza emozioni negative/positive non è tanto importante quanto la loro "tollerabilità"); ma anche un modo per "risvegliarsi" da stati dissociativi, sentirsi reali attraverso il dolore. poi, a seconda del soggetto, può assumere diversi significati: può essere una punizione o un premio per alleviare la tensione, può essere un modo per tornare alla realtà o un'anestesia.
    consiglio anche gli scritti sull'autolesionismo di armando favazza, offrono un punto di vista "psicoantropologico" interessante.
    autolesionismo come "premio per alleviare la tensione"...
    cioè, potrebbe seguire uno stato emotivo "positivo"?
    Ne parla Favazza? Se è così potrei pure fare un po' di ricerchine nonostante la mia innata pigrizia....
    Cioè, mi ritrovo nel discorso che fai sulla gestione dell'emozione, nell'ambito delle abbuffate bulimiche (son più formata in questo ambito), ho letto di casi simili.
    Mi trovo nell'ipotesi che chi pratica autolesionismo abbia dificoltà a gestire le proprie emozioni (centrato il punto! molto frequente negli adolescenti), ma non ho mai letto di casi in cui l'impulso all'autolesionismo(tagli sulle braccia) si manifesti di fronte ad altre persone e SOLO in concomitanza di emozioni positive.
    cioè...(mo' mi mazzuli perchè faccio riferimento all'ipotetico caso clinico presentato su Ops... ) mi sembrava che il comportamnento dell'autolesionista tipico fosse quello di "tagliarsi" lontano dagli occhi degli altri, e di conseguenza che l'impulso fosse maggiore quando si è in situazioni "private"(escluso il caso-limite del carcere).
    Anche se poi, le conseguenze dei propri "tagli" possono essere fatte intravedere come manifestazione di un disagio.
    Ricordati ehm...la mia ignoranza in materia
    Il fatto che non abbia letto di qualcosa, non vuol dire che non sia avvenuto.
    Ultima modifica di riversky : 03-09-2007 alle ore 18.57.43
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  6. #21
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    non vedo una connessione diretta tra le due cose... il punto è, la capacità di gestire l'emozione, come dicevo, non il suo colore.
    la tesi di favazza è più o meno questa: l'autolesionismo è una forma di autoterapia, ipotizzando un legame con varie forme di modificazioni corporee.
    non credo esistano suoi testi in italiano, se non l'introduzione al libro di strong "un urlo rosso sangue", uno dei primi testi sull'argomento, ottimo per iniziare.

    ho visto che hai editato: di fronte ad altre persone boh, non credo, almeno se parliamo di ciò di cui stiamo parlando; SOLO in concomitanza di emozioni positive nemmeno, per il motivo di cui sopra.
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 03-09-2007 alle ore 18.57.47
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  7. #22
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    Allora ci si trova daccordo!
    Semplicemente non avevo pensato all'ipotesi "gestione delle emozioni".
    grazie per le info bibliografiche.
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  8. #23
    Partecipante Super Figo paroletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciuto L'avatar di paroletta
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    Nei casi di autismo il comportamento autolesivo è messo in atto sia in caso di forte rabbia/frustrazione sia in caso di un gioia molto intensa! E deriva proprio da una difficoltà di gestione delle emozioni; emozioni che non sono sempre e solo le loro, ma spesso agiscono quelle degli altri che assorbono come spugne e, appunto, non sanno gestire!!!!

  9. #24
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    Paroletta, mi potresti descrivere un esempio di autolesionismo in un soggetto autistico?
    Si tratta di un "desease" che conosco meno bene (la grande educatrice che ha "seguito" due soggetti autistici.... ) rispetto a dbp e crisi adolescenziali e credo che i vissuti alla base di questo comportamento (checchè in entrambi i casi, come discusso in pm con Parsifal c'entri la difficoltà a gestire le emozioni) siano leggermente diversi nelle due situazioni.
    In realtà ho avuto occasione di osservare il comportamento dei soggetti di cui sopra per un periodo di tempo molto limitato(poco più di un mese ciascuno). Intendi dire che cercano di farsi male intenzionalmente?
    Non la vedi più come una variante dei loro comportamenti ripetitivi, in risposta alle stimolazioni eccessive più che alle emozioni?
    Ovviamente trattasi di domanda...ovvvio....
    Io mi son sempre focalizzata(evidentemente sbagliando ) sulla loro difficoltà a gestire le percezioni del mondo esterno, già così difficili da controllare....mai avevo pensato all'aspetto emotivo(ciò a causa della mia scarsa preparazione in materia) .
    Ultima modifica di riversky : 04-09-2007 alle ore 11.04.44
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  10. #25
    Partecipante Super Esperto TheGathering è un gioiello ancora da raffinareTheGathering è un gioiello ancora da raffinareTheGathering è un gioiello ancora da raffinareTheGathering è un gioiello ancora da raffinareTheGathering è un gioiello ancora da raffinareTheGathering è un gioiello ancora da raffinare L'avatar di TheGathering
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    Interessante questo topic.
    Non ho ancora "studiato" nulla sui comportamenti autolesivi però posso ugualmente portare il mio contributo?
    Ho un amico presumibilmente borderline e piuttosto grave (dipendenza e abuso di alcool, DOC diagnosticato, autolesionista) che usava farsi i tagli mentre era su msn a chattare con me e presumo quindi anche con altri amici (guardacaso sono scappati tutti).
    Si tagliava descrivendo il suo atto ("scusa ma sanguino, sto male, ora mi taglio...le vene" e cose di questo tipo, abbastanza agghiaccianti) in diretta, in modo in realtà abbastanza esibizionista.
    Io, su suggerimento di un mio amico psicologo e per esasperazione, gli ho detto che non ero disposta a stare a sentire la descrizione dei suoi gesti, non volevo essere complice di tali atti, che se voleva parlare con me doveva essere sobrio (il più delle volte era ubriaco) e non tagliarsi almeno per quella mezz'ora, visto che cercavo di dargli consigli per aiutarlo concretamente (dove rivolgersi, rassicurazioni vari ecc, di cui non voleva assolutamente sentir parlare -> help reject complaning totale) ma lui trovava sempre scuse e cose che non andavano in quello che dicevo.
    Credo che i gesti autolesionisti nelle persone borderline siano un modo di autocurarsi, di "sentire" quando si sentono troppo poco vivi, di vedere la loro linfa scorrere, di essere anche esibizionisti, mostrare il loro dolore, la loro incapacità di vivere bene, di relazionarsi in modo adeguato, di sentire emozioni devastanti e angosciose.
    Forse il cutting serve anche a sentire i confini di sè, quando ci si sente in balìa di angosce fusionali.
    Un altro esempio di autolesionismo mi è stato raccontato dalla psichiatra con cui vedevo i colloqui a tirocinio: una paziente una volta si è tagliata una mano, sì avete capito bene, arrivando fino al muscolo, in uno stato di anestesia totale, quindi assolutamente dissociata, cosa che le ha causato una non ripresa della totale funzionalità della mano tra le altre cose.
    Ovviamente una paziente con una storia devastante e se non erro di abusi...
    L'autolesionismo può avere diverse spinte, ma se parliamo di autismo e di dpb sicuramente le cose da prendere in considerazione saranno diverse...

    Ora mi avete incuriosito, appena posso mi leggo anch'io quel libro...
    Ultima modifica di TheGathering : 04-09-2007 alle ore 15.50.29
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  11. #26
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    beh...nell'ultimo caso (altra ignorante che parla...uffa..ma st'abilitazione che ce l'hanno data a fare? ) mi sembrava si trattasse di autolesionismo legato ad un momento di dissociazione...
    Nel caso del tuo amico....così come di alcuni pazienti che si "tagliuzzano" e poi lo raccontano al terapeuta...non può trattarsi...in un certo qual modo...di un modo di comunicare qualcosa?
    Cioè...quello che mi viene da pensare è: guarda come sto' male, e tu non riesci a curarmi. Oppure, guarda come sto' male, cosa devo fare per sentirmi vivo...perchè non fai qualcosa?
    Credo che, alla base dio questo comportamento ci siano una serie di motivazioni. Sempre quelle, però che possono essere diverse..
    Alura, a me sembra di evincere:
    -Incapacità di gestire le emozioni estione delle emozioni
    -Sentirsi vivo
    -mettere il dolore fisico al posto di un dolore psicologico-controllarlo
    -possiamo metterci anche un modo di comunicare qualcosa? A mo' di acting out?
    Insomma...proprio il tuo amico...forse voleva dire qs...se io faccio una cosa socialmente sconveniente come quella di tagliuzzarmi...cerco, se ne ho l'opportunità, di tenerlo nascosto.
    Ultima modifica di riversky : 04-09-2007 alle ore 15.17.55
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  12. #27
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    Sì sì infatti lo so che è un modo per comunicare qualcosa, per far sentire impotente chi sta a guardare:
    Immagino, senza inventare nulla di originale, legato a una ripresentazione di scenari famigliari ben radicati (questo ragazzo ha una famiglia che nega il problema in un modo imbarazzante).
    Sicuramente nel suo caso è anche un modo per attirare l'attenzione dei suoi, che proprio lo ignorano e minimizzano il problema in un modo assurdo.
    Mi domando però cosa dovrei fare io.
    Stare ad assistere ai suoi momenti di esibizione non mi sembra molto sano (cosa dovrei dirgli? "No non fare così che ti fa male"?).
    Entrare in relazione in modo equilibrato è praticamente impossibile. Non essendo la sua psicologa non posso di certo avere un ruolo troppo di quel genere, ma d'altronde lui cerca amici psicologi guardacaso ed è ossessionato dalla sua malattia quindi non si riesce neanche a parlare di altro e a distrarlo per così dire.
    La verità è che essere amici di queste persone è seriamente difficile (ma và!) per questo tendono a rimanere sole o a crearsi brutte compagnie.
    Ed è estremamente triste perchè non è neanche colpa loro se stanno così male.
    D'altronde se rifiutano l'aiuto perchè pensano che nessuno sia in grado di fare qualcosa per loro, che si può fare? Mi dò a interpretazioni sui suoi acting da strizzacervelli? Non posso farlo e non ne sarei neanche in grado forse vista la gravità della situazione e comunque lui non le accetterebbe.
    La cosa triste è che lo capisco benissimo, essendo passata per quella fase di "esibizionismo del dolore" diverse volte e sapendo che quando ci si sente in un certo modo è inevitabile coinvolgere anche gli altri: se ne ha bisogno nel proprio profondo.
    E gli altri si spaventano, fuggono e si rimane soli...
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  13. #28
    Partecipante Leggendario gieko è proprio un gran ficogieko è proprio un gran ficogieko è proprio un gran ficogieko è proprio un gran ficogieko è proprio un gran ficogieko è proprio un gran ficogieko è proprio un gran ficogieko è proprio un gran ficogieko è proprio un gran ficogieko è proprio un gran ficogieko è proprio un gran fico L'avatar di gieko
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    Sono in linea con quanto dice Mia Wallace e altri che hanno posto l'accento sulla gestione dell'emozione: credo che i gesti autolesivi, che per come li intendo sono peculiari del disturbo bordeline, siano da collegare con tale struttura di personalità ed inquadrabili sempre come momenti dissociativi. Non definirei gesti autolesivi se non a livello descrittivo quelli compiuti a scopo dimostrativo o legati all'autismo, che hanno significati diversi.
    Di fondo il disturbo borderline è, secondo una determinata lettura, caratterizzato da un'organizzazione identitaria che vive nel paradosso del desiderio del legame e dell'impossibilità a parteciparvi. La continua tensione tra questi poli insanabili può essere considerata come la fonte di un'attivazione emotiva, ma non solo, e di stati dissociativi talmente ingenti da generare soluzioni di gestione estreme.

    Un saluto
    gieko

  14. #29
    Partecipante Super Figo paroletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciutoparoletta è un OPsiano riconosciuto L'avatar di paroletta
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    Originariamente postato da riversky
    Paroletta, mi potresti descrivere un esempio di autolesionismo in un soggetto autistico?
    Si tratta di un "desease" che conosco meno bene (la grande educatrice che ha "seguito" due soggetti autistici.... ) rispetto a dbp e crisi adolescenziali e credo che i vissuti alla base di questo comportamento (checchè in entrambi i casi, come discusso in pm con Parsifal c'entri la difficoltà a gestire le emozioni) siano leggermente diversi nelle due situazioni.
    In realtà ho avuto occasione di osservare il comportamento dei soggetti di cui sopra per un periodo di tempo molto limitato(poco più di un mese ciascuno). Intendi dire che cercano di farsi male intenzionalmente?
    Non la vedi più come una variante dei loro comportamenti ripetitivi, in risposta alle stimolazioni eccessive più che alle emozioni?
    Ovviamente trattasi di domanda...ovvvio....
    Io mi son sempre focalizzata(evidentemente sbagliando ) sulla loro difficoltà a gestire le percezioni del mondo esterno, già così difficili da controllare....mai avevo pensato all'aspetto emotivo(ciò a causa della mia scarsa preparazione in materia) .
    non mi sembri così a digiuno come dici, anzi !

    Comunque, le situazioni sono sicuramente diverse, ma, per me hanno qualcosa in comune, del resto si tratta sempre di autolesionismo!

    Sicuramente nell'autismo c'è un autolesionismo che deriva da una difficoltà di integrazione delle informazioni che arriva dallesterno e/o dall'interno; c'è un autolesionismo che deriva da un "capriccio": il bambino ha avuto esperienza che con quel comportamento, magari avvenuto inizialmente per caso (a chiunque capita in un momento di rabbia di "menarsi" o di aver voglia di pichiare il muro...), che ottengono quello che vogliono, sia pure solo l'attenzione; c'è un autolesionismo che deriva dalla difficoltà di gestire emozioni sia positive che negative!

    Faccio gli esempi per tutti e tre i casi (ovviemente non esaustivi...ma esemplicativi):

    1- un bambino entra in un supermercato dove le luci al neon, la troppa gente, il troppo rumore del vocio delle persone gli mandano in tilt le afferenze sensoriali: crisi auto o etero-aggrassiva!

    2- un bambino vuole mangiare qualcosa di cui va pazzo ma è a dieta e non può, purtroppo riesce a raggiungere il cibo, la madre lo vede e glielo leva, il bimbo si colpisce!

    3- un bimbo talmente contento di saltare sul tappeto elastico, finisce con colpirsi invece di agitare le braccia come aveva cominciato a fare.

    Ovviamente coso casi che mi sono capitati, e, ripeto...non esaustivi e spiegati in modo molto breve per non dilungarmi troppo!

  15. #30
    Partecipante Affezionato desphusband è sulla buona strada
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    In merito all'autolesionismo, io posso contribuire portando la mia esperienza, senza chiedere aiuto, altrimenti mi si lincia per la seconda volta.

    Considerando che ora non sento più il bisogno di tagliarmi, posso dire che cominciai quando frequentavo il primo anno di università. Dissezionare i cadaveri mi rendeva particolarmente ansioso, e adesso ricordo che cominciai proprio in quei momenti. Credo fosse una valvola di sfogo.
    Ricordo che poi dopo aver assunto psicofarmaci mi bloccai, tutto è ricominciato quando ho dovuto eseguire i primi interventi di chirurgia al cervello.

    Ciò che provavo quando mi tagliavo era inizialmente una sensazione euforica, mi sentivo come "rinnovato", un individuo nuovo, come se tutto ciò che prima era stato deteriorato fosse stato abbattuto e ricostruito del tutto. Era anche un modo per attirare la mia attenzione su me stesso piuttosto che sul continuo e distruttivo studio; ora ho imparato a dosare ore di studio, svago e amore. Ora mi sento abbastanza equilibrato.
    Comunque io mi emozionavo molto, prima di tagliarmi. Per fare un esempio, dopo i rispettivi 29 e 30 ottenuti negli esami di diagnostica per immagini e radioterapia, mi sentivo talmente emozionato ed euforico da potermi calmare solo con i tagli, quasi a farmi un salasso, eliminare ciò che di eccessivamente emozionante mi è avvenuto lasciando fuoriuscire del sangue.
    Ultima modifica di desphusband : 05-09-2007 alle ore 23.58.14

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