Ecco il nuovo mistero, tutto per voisi tratta di una storia complessa, densa e articolata, perchè effettivamente i misteri sono più di uno; e le situazioni s'intrecciano tra di loro
Ho voluto raccontare vicende riguardanti donne, provando a esaminarne la psicologia... sperando vivamente di non aver dato vita a qualcosa di sciocco, o di ridicolo...
Come sempre, le vostre domande dovranno essere precise: la mia risposta varierà, naturalmente, a seconda di come porrete la domanda...Gli orari nella storia, in questo senso, vi aiutano per chiarire bene il quadro generale...
Inizierò a rispondere alle vostre domande nel pomeriggio: in modo da dare a tutti la possibilità di leggere con calma, di riflettervi, e di pensare anche alla soluzione del mistero, perchè no![]()
Scritto questo... buona lettura
ORE LIETE
Ore dieci.
Arianna si accarezzò i riccioli castani e guardò l'orologio con impazienza. Non vedeva l'ora. Aveva atteso quel momento da tanto tempo. L'aveva colorato di mille pensieri e fantasie, inventandone mille bizzarre versioni, quasi da volerlo afferrare dal sogno per portarlo alla realtà. Ora però era realmente arrivato. Ed era felicissima. La notizia l'aveva scossa, certo, ma le aveva dato un brivido, quasi elettrizzante, che non aveva fatto altro che rendere ancora più terribile l'attesa, perché aumentava il desiderio che quel sogno si avverasse. Tra pochi istanti, quel sogno si sarebbe avverato. Ma quanto scorrevano lentamente i secondi! Il battito del cuore, invece, era quasi frenetico.
Se lei si sentiva così, figurarsi Laura. Arianna s'immaginava a stento come vivesse quei momenti. Ma sapeva – la conosceva troppo bene – che il suo carattere era forte e deciso, e che tra poco l'avrebbe mostrato a tutti. Perché era solo apparentemente fragile, in superficie; nel fondo invece possedeva tutte le risorse necessarie per affrontare le varie situazioni della vita. Anche una situazione importante, come quella.
Poco distante da Arianna, Sara appariva assorta e concentrata, come se non vedesse nulla di ciò che la circondava.
La sua mente era in tumulto. E i pensieri non erano certo i più lieti e piacevoli.
Con angoscia aveva immaginato quel momento, e ciò che avrebbe sentito, nel suo cuore. Ora il momento era arrivato. Cosa doveva fare? Confessare tutto, rivelare il suo segreto? A che scopo? Rovinare la vita di sua sorella, farsi odiare da lei per sempre?
Ma se non avesse parlato, cosa ne sarebbe stato della sua vita?
Solo dolore e sofferenza, non c'era altro. Solo dolore e sofferenza.
Perché aveva lasciato che quel segreto rimanesse sempre inespresso? Perché l'aveva nascosto negli angoli più remoti del suo cuore, senza mai realizzarlo, senza dirlo a nessuno, ma proprio a nessuno, neanche alla persona più interessata?
Qualcosa le disse che stava per arrivare il momento fatidico.
Nel suo cuore si augurò che quel momento non arrivasse mai, che tutto andasse all'aria. Ma sapeva benissimo che non sarebbe mai capitato.
Sospirò con rassegnazione, e si preparò al peggio.
Dietro di lei, Giulia fissava ogni cosa con estatica ammirazione. Provava una felicità immensa, man mano che si avvicinava l'ora fatidica. Sapeva che prima o poi avrebbe pianto, le capitava sempre così: non poteva farci niente, esprimeva la gioia allo stato puro. E Dio sapeva quanto fosse felice, in quei momenti.
Con tremenda impazienza, dando di tanto in tanto occhiate all'orologio, Giulia ingannò l'attesa. Pensava alla gioia imminente; a quanto fosse bello quel giorno, quella situazione, il cielo là fuori. Effettivamente, pensava, erano rare le occasioni in cui ci si sentisse così; quando l'anima, il cuore, la mente erano in subbuglio, perché traboccanti di felicità.
Poco lontano, Chiara aveva lo sguardo calmo e rilassato. Sembrava che quell'evento non la toccasse per nulla, invece vi era coinvolta, eccome. Era la migliore amica di Laura. Lei aveva dato l'inizio a tutto. Era bastata una presentazione. Quanto tempo era passato da allora: le sembrava fosse trascorsa una vita. Tutti erano cambiati, lei, Laura, tutti quanti. E quel momento che tutti avevano visto come irraggiungibile, lontano, impensabile, ora si stava avvicinando, iniziava a farsi sentire. Lo si vedeva nei visi di tutti: raggianti, felici, in trepida attesa.
La notizia l'aveva sorpresa, certo; anche se dentro di sé aveva sentito ben altro. Avrebbe dovuto rivelare le sue intime sensazioni? E perché? Ormai era inutile, troppo tardi. Non l'aveva fatto prima, figuriamoci ora. Lasciò dunque che il futuro le andasse incontro, che l’evento tanto atteso arrivasse: poi, succedesse quel che doveva succedere. Il destino avrebbe deciso per lei. Di certo, comunque, non sarebbe rimasta a guardare. La situazione, di fatto, non sarebbe cambiata molto rispetto a prima.
Qualcosa fece convergere gli sguardi di tutti in un’unica direzione. L’ora era arrivata. Arianna si accarezzò ancora i riccioli e sospirò d’impazienza; Sara si lasciò sfuggire un gemito; una lacrima iniziò a scorrere sul viso di Giulia; e Chiara guardò davanti a sé con fermezza, pronta ad affrontare il suo destino.
Ore diciotto.
Giulia si appoggiò al muro e sospirò.
I suoi occhi non scintillavano più di gioia e non c’era traccia di lacrime nel suo sguardo.
C’era paura, preoccupazione, turbamento.
E ora, cosa sarebbe successo?
Quello che aveva visto l’aveva sconvolta; sorpresa e sconvolta; e chissà cosa avrebbe provato lei se l’avesse saputo.
Doveva parlare, raccontare tutto? O mantenere il segreto? Se avesse parlato avrebbe rovinato tutto, sicuramente; ma forse era già tutto rovinato: lei ne aveva visto i segni.
Provò ad allontanarsi, ma i tacchi che portava arrestarono subito la sua corsa. Cadde e lanciò un grido. Di sicuro l'avevano sentita. Sentì distintamente dei passi dietro di lei. Ora l’avrebbero inseguita, fermata, minacciata. Chissà cosa le sarebbe capitato. Non volle pensarci. Si rialzò e continuò a correre.
Purtroppo, però, la sua corsa fu breve: una mano la prese alla gola e lei fu costretta a tornare indietro, ad affrontare a viso aperto i suoi inseguitori e il destino che l’attendeva…
Ore diciotto e un quarto.
Arianna poggiò il bicchiere sul tavolo e assaporò l'atmosfera. Che ore piacevoli e liete. Non ricordava di aver vissuto momenti così belli: la gioia sul volto di tutti, persone splendide che la circondavano, i problemi accantonati... decise di vivere a pieno ogni secondo di quel pomeriggio, per non perdere neanche una goccia di quella felicità.
Aveva ripreso la conversazione con una coppia conosciuta da poco, quando alle sue spalle comparve Giulia.
- Ehi Giulia – fece – dov'eri finita? Ti stavo cercando...
L'altra non seppe cosa dire.
- Che succede? Hai l'aria stravolta... tutto bene? Vuoi prendere un po' d'aria?
- Sto bene, grazie, è tutto a posto – Giulia si massaggiò il collo e provò ad apparire tranquilla e disinvolta. Tutto inutile. Un pensiero sembrava opprimerla.
Arianna si guardò attorno.
- Non vedo Stefano, l'hai visto?
L'altra la guardò allarmata.
- No, mi pare di no.
- E Sara? Ho perso di vista anche lei...
- Credo – Giulia esitò – credo di averla vista allontanarsi verso il lago.
Arianna la fissò sorpresa.
- Verso il lago? A far cosa? In un giorno come questo?
Si alzò.
- Non mi sento tranquilla. Andiamo a cercarla. Forse le è successo qualcosa. Oppure ha in mente... ho un brutto presentimento. Andiamo Giulia. Dimmi dove l'hai vista...
Arianna si scusò con la coppia e assieme all'amica si allontanò, mentre la sua mente veniva assalita da strani e terribili dubbi.
Ore diciassette e mezzo.
Il panorama era magnifico. Marco non ne ricordava di così belli. Viveva in quel paese da quando era nato, pure non riusciva a pensare a un cielo altrettanto bello, a una distesa d'acqua così soave, quasi irreale, a un'aria così dolce e fresca, che invitava a uscire, che sprizzava gioia, euforia, libertà. Marco si sentì veramente bene, un benessere che forse non gli era mai capitato di provare.
Una scena, però, parve distoglierlo da quelle sensazioni.
Con la coda dell'occhio aveva notato qualcosa di strano, ora però, man mano che il tempo passava, ne aveva la conferma. Un pensiero lo colpì, rapido come un lampo. Era veramente così? Guardò meglio. Non ebbe dubbi. Stava per succedere qualcosa. Doveva fare in fretta. Doveva correre, precipitarsi, non perdere un solo attimo. Forse quell'attimo sarebbe stato sufficiente a cambiargli l'esistenza, per sempre.
Non doveva permetterlo.
Corse più in fretta che poté verso il luogo che aveva attratto la sua attenzione, con la speranza di non aver sbagliato direzione. Forse faceva ancora a tempo. Doveva fare a tempo. Altrimenti...
Ore diciannove.
La serata volgeva al termine. Presto sarebbe finito tutto e quei momenti avrebbero indossato la sofferta e nostalgica veste del ricordo.
A un lato del tavolo, l'una accanto all'altra, sedevano Arianna, Giulia e Sara. Quest'ultima aveva il viso striato di lacrime.
Nei minuti precedenti aveva parlato a lungo, interrompendo le sue parole con forti singhiozzi. Aveva rivelato tutto. Non era riuscita a trattenersi oltre. I suoi pensieri, i suoi sentimenti, le emozioni provate da tanto tempo a quella parte: tutto in merito alla giornata che stavano vivendo. Arianna e Giulia si erano limitate ad ascoltare e commentare con qualche monosillabo: perché quelle parole erano state assurde, tremende, impensabili. Ma erano terribilmente vere.
Una domanda era sorta alla fine: ora cosa sarebbe successo? Non si poteva andare avanti così. Bisognava rivelare tutto? Tre persone ne erano a conoscenza: per quanto ancora sarebbe rimasto nascosto quel segreto? Inevitabile che altri lo venissero a sapere, prima o poi.
Nessuna di loro, però, era riuscita a trovare una risposta.
Nel silenzio generale, qualcuno domandò dove fosse Laura. Non si vedeva da nessuna parte.
Giulia sospirò, in preda a un presentimento. Aveva fatto male ad allontanarsi, mezz'ora prima, quando era tornata assieme a Sara e Arianna. Nel silenzio, all'improvviso, lei era scappata via. Aveva dovuto farlo. E ora, ecco che si palesavano le conseguenze della sua azione. Presto avrebbe dovuto affrontare il suo destino.
Poco più tardi, un rumore fece voltare molte teste in una un'unica direzione. Un rumore come di vetri infranti. Calò un silenzio impressionante. Giulia deglutì, e s'impedì di pensare.
Il rumore si ripeté.
Alcuni si alzarono, e provarono ad avvicinarsi al luogo da cui era parso fosse venuto il rumore. Una stanza poco lontana.
La porta era chiusa, e i più temerari decisero di aprirla...
La scena rimase per sempre viva nella mente di tutti i presenti...
Laura era a ridosso di una parete, il suo abito immacolato era macchiato di rosso. Quando volse lo sguardo verso la porta, i suoi occhi sembravano quelli di una bestia famelica, pronta ad attaccare...
Dall'altra parte della stanza una scena, se possibile, ancora più spaventosa...
Laura si lasciò cadere su una sedia e pianse; pianse a lungo. Una sofferenza da spezzare il cuore.
Giulia si sentì mancare. Sara pianse. Arianna sospirò, profondamente, a lungo. Nessuno parlò. Si udirono solo gemiti e singhiozzi, grida soffocate.
L'incantesimo si era spezzato, una volta e per sempre. I suoi frammenti rilucevano di rabbia e dolore, di sofferenza e disperazione. Non c'era altro.
L'idillio era scomparso. E il presente era uscito dal vorticoso mondo dei sogni per indossare la cupa e terribile veste della realtà.
A voicos'è successo?
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Chiocciolina 
ma è sempre quello l'ambito, cioè quello affettivo... se non aveva una relazione, di cosa si può trattare?
ecco il suo segreto... 