Luca
Il fatto di sperimentare la tensione emotiva prima di un incontro o di un evento significativo è del tutto normale e sarebbe preoccupante il contrario, egualmente il vissuto dell'emozione riappare forte al termine dell'incontro o dell'evento, accompagnato in superficie dalla soddisfazione o dalla delusione ma con un vissuto di tensione più profondo che richiede un momento di raccoglimento in se stesso e di ascolto di sé per metabolizzare un vissuto. Al termine dell'evento è infatti importante, dopo essersi raccolti in solitudine, aver qualcuno a cui raccontare quanto si è vissuto, le sensazioni, la paura di sbagliare, l'incertezza, la tensione e quant'altro...
Carica emozionale e concentrazione prima dell'evento, possibilità di "scarico" al termine del medesimo sono due momenti essenziali per il proprio equilibrio psicologico e consentono di lasciare tra virgolette il tempo psichico e lo spazio mentale magico della concentrazione e deconcentrazione durante l'evento. Il vecchio libretto "Lo Zen e il tiro dell'arco" insegna poi molto bene quale sia lo stato psicologico più idoneo all'atleta nel momento dello scoccare della freccia.
Un attimo magico in cui tirare e colpire diventano tutt'uno e la freccia è contemporaneamente ancora sull'arco e già nel bersaglio. Cosa accade? L'abbassamento della tensione, lo spegnimento di tutti i disturbi esterni, il distacco (quasi la sordità) rispetto ai rumori e la richiesta profonda dell'ascolto della propria voce interiore in un silenzio magico in cui dentro non parla nulla se non il sibilo dell'aria che tra poco si udrà corrisponde ad una grande sensazione di pace la cui profondità è in diretta corrispondenza con la precisione del tiro.
Questo è un aspetto della consapevolezza di sé e questo è correlato alla tensione emozionale che si sente prima e dopo un evento significativo. La bellezza di un momento così rarefatto ha il prezzo della tensione che lo precede e lo segue.


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