Ti confesserò una cosa: non avevo intenzione di proseguire la nostra discussione, mi sembrava essersi incanalata ormai in una diatriba a due un po' stucchevole e con poco significato per chi ci legge...
Il tuo intervento ( pregevole: lo dico senza ironia... ) mi ha però convinto a cambiare idea: troppo interessanti gli argomenti che hai postato perchè io mi potessi rifiutare di rispondere...

Dopo averti ringraziato per questa occasione ( nuovamente senza ironia... ) passo a risponderti...
Io nel tuo intervento individuo tre ordini di problemi, tutti ugualmente importanti e tutti meritevoli di una risposta adeguata....
1° problema: la qualità della mia vita con un governo piuttosto che con un altro... L'ho già scritto altrove che io ho la fortuna di esercitare una professione che risente solo marginalmente delle diverse politiche economiche contingenti di un governo rispetto a quella di un altro... Non è per tutti così: non lo è per i tanti precari che lavoravano da anni nel mondo della scuola e che quest'anno stanno a spasso "grazie" alla riforma Gelmini; non lo è per quelli che nel mondo della scuola sono rimasti e che si trovano a dovere sopportare un carico di lavoro aumentato a dismisura in condizioni di carenza di personale; non lo è per tutti quelli che lavorano nelle amministrazioni statali (praticamente tutte... ) che stanno facendo i conti con i feroci tagli indiscriminati alle spese operati negli ultimi tempi ( poliziotti che si devono pagare da soli la benzina nelle questure o cancellieri che devono riciclare la carta per le fotocopie nei tribunali: e non si tratta di leggende metropolitane ma esperienze di vita di cui io sono testimone, sia pure indiretto... )... E potrei continuare a lungo con l'elenco...
Ma non voglio sfuggire la domanda: la mia vita, stà sicuro, prosegue regolarmente chiunque sia al governo... Vivo, lavoro, mangio, viaggio e faccio l'amore chiunque sieda a Palazzo Chigi...

Però, siccome per me sono importanti valori che per te, invece, contano evidentemente poco o nulla ( la difesa dello Stato di diritto e della libertà e pluralità di espressione, per esempio... ), non possono scivolarmi addosso iniziative che, a torto o a ragione, io ritengo essere lesive di quei valori.. Ma, soprattutto, mi preoccupano questioni molto più "pratiche" e concrete...
Siccome io ho l'abitudine di alzare lo sguardo dal contingente per proiettarlo sul futuro, non posso non essere preoccupato se gli Amministratori delle risorse pubbliche attuano una gestione dissennata delle stesse... Negli anni '80 i governi di quel tempo "compravano" il consenso popolare appunto facendo debiti a carico della collettività... Debiti di cui adesso paghiamo le conseguenze essendo arrivati all'incasso... Non posso non guardare con sospetto politiche che, a mio parere, vanno nella stessa direzione con la conseguenza che a breve-media scadenza rischieremo di pagare dei prezzi ancor più alti....
2° problema: la legittimazione che noi "elettori convinti" forniremmo ai politici....
Cosa pensi che succederebbe se, invece, tutti gli "elettori consapevoli" ( preferisco chiamarli così.. ) si astenessero in massa come proponi tu? Pensi che i "politici cattivi" se ne andrebbero in punta di piedi lasciando il posto ai valorosi, generosi e onesti esponenti della società civile? O pensi che, finalmente, si attuerebbe il sogno ( vagheggiato dagli anarchici come Willy...

) di un mondo libero dalla tirannia del potere?
No, succederebbe semplicemente che quegli "elettori per bene" lascerebbero il campo totalmente libero agli "elettori per male"... Coloro che della politica vivono, direttamente o indirettamente, e che sono in grado, per corruzione o per azioni coercitive di tipo mafioso, di "convincere" milioni di altre persone ad andare a votare in ogni caso....E se, per effetto di questo "sciopero del voto" di massa ci fosse effettivamente un calo della partecipazione alle urne, sta tranquillo che l'unica conseguenza sarebbe che i politici rilascerebbero dichiarazioni preoccupatissime e costernate...
Il giorno dopo le elezioni,e poi non ne parlerebbe più nessuno....
3° problema: il sentire che i grandi problemi mondiali ci sovrastano e nulla possiamo fare per indirizzarli in un senso o nell'altro... Questa è, sicuramente, una questione del tutto comprensibile... E non nascondo che, a volte, è capitato anche a me di avvertire sensazioni simili...
Pure, questa è l'ennesima fregatura ai nostri danni: convincerci che "tanto non ci possiamo fare niente" è il modo migliore per mettercela in quel posto..
Perchè non è vero: noi siamo, sì, solo un granellino di sabbia... Ma anche un granellino di sabbia può influenzare gli ingranaggi della storia,facendo scivolare il corso degli avvenmenti in un senso piuttosto che nell'altro...
Vuoi un esempio? OK, provo a fartelo...
Devi tornare indietro al 2003, anno dell'inizio della guerra in Iraq....
Bush si trovava di fronte ad una opinione pubblica americana abbastanza ostile e ad una mondiale nettamente ostile a quella guerra... In modo particolare la grande maggioranza degli Stati europei si era espressa contro e il governo francese, in particolare, con l'appoggio di quello tedesco, si stava spendendo in favore di un compromesso Occidente-Saddam...
Dalla parte di Bush c'erano solo l'eterno alleato inglese ( Blair ) e il leader spagnolo Aznar ( che aveva, però, contro la quasi totalità della sua opinione pubblica... ). Il Premier italiano appoggiò quest'ultima posizione: e fu un appoggio determinante...
Se il Presidente del Consiglio uscito dalle urne due anni prima fosse stato un altro, se avesse appoggiato la posizione franco-tedesca invece di quella anglo-spagnola, Aznar si sarebbe trovato senza una copertura politica importante e forse ( e sottolineo "forse" ) non se la sarebbe sentita di appoggiare da solo una guerra così impopolare... E senza l'appoggio di altri due Paesi europei forse ( e sottolineo forse... ) anche Blair avrebbe avuto più cautela nei confronti di Bush...
Senza la rottura del fronte europeo operata da quel trio forse ( e ri-sottolineo forse... ) Bush non sarebbe andato fino in fondo con la sua folle guerra, un milione di Iracheni e diecimila Americani sarebbero ancora in vita, gli USA non avrebbero gettato al vento milioni di miliardi di dollari, non avrebbero messo in una crisi forse irreversibile la loro economia e quella mondiale... E senza quella crisi forse ( e ri-sottolineo forse... ) un mio paziente operaio che ho visto ieri non avrebbe perso il lavoro e "forse" non sarebbe caduto in depressione.....
Troppi forse?...

Può darsi... Ma questa era una piccola provocazione per cercare di farti capire come tutto sia collegato o collegabile... Come da una scelta individuale apparentemente insignificante da tuo punto di vista ( la croce da mettere in una scheda elettorale... ) possano discendere conseguenza universali apparentemente slegate dalla prima e come, da quelle conseguenze universali, dipenda il destino individuale di ciascuno di noi.... Un po' lo stesso discorso del famoso "effetto farfalla", quel principio fisico facente parte della "teoria del caos" in base al quale il battito di ali di una farfalla in Brasile può essere il punto di partenza di una concatenazione di eventi in grado di provocare un tornado in Texas...
Non pretendo certo di averti convinto, so bene che si tratta di una "mission impossible"...

Ma se, dopo la scontata replica negativa che mi scriverai a stretto giro di posta ( e a cui, già te lo preannuncio, non replicherò per non monopolizzare ulteriormente questo thread: ti lascio quindi volentieri l'ultima parola, almeno questa volta...

), ti rimarrà anche solo un pallido dubbio, già ne sarei contento...
