Per chi non avesse letto la notizia ( che potete trovare qui http://www.corriere.it/opinioni/11_n...e00dc4bd.shtml ): Lucio Magri era un politico, in auge negli anni '70 -'80, di estrema sinistra. Ma questo conta poco: la notizia "vera" è che ha posto fine alla sua vita ricorrendo al suicidio assistito in una clinica svizzera ( nazione ove l'Eutanasia è pratica legale ). Ma neanche questa, è, in fondo, la vera "novità" della notizia: ciò che rende "diverso" questo suicidio assistito da altri casi che sono stati alla ribalta negli anni passati ( Welby, Englaro... ) e da quelli misconosciuti che avvengono quotidianamente ( ma in silenzio... ) in tutti gli Ospedali, Cliniche e case private del Paese, è che Lucio Magri non era "malato", almeno non nel senso tradizionale del termine...
Era affetto da depressione, non trovava più ragioni per vivere, soprattutto dopo la morte, per cancro, della moglie avvenuta tre anni prima.
Ovviamente, come sempre, il giudizio degli ambienti cattolici, così generosi di commenti in questi casi nel nostro Paese, non potrebbero essere più netti, anzi ancora più netti del solito... Al di là della generica "pietà", appena accennata peraltro, si ergono tutti a giudici severissimi della Santa Inquisizione, non ammettono dubbi ed incertezze: la vita è sacra, l'uomo non ha diritto di disporne e di decidere quando scrivere la parola fine. Ancor di più, poi, se decide di farlo in modo "dolce", indolore e non buttandosi da una finestra o impiccandosi o sparandosi un colpo di pistola ( come è capitato, recentemente, ad un esponente del mondo cattolico coinvolto nel crac del San Raffaele e che ha avuto ugualmente, somma ipocrisia, diritto ad un funerale religioso... ).
Del resto non potrebbe essere altrimenti: nella visione Cattolica ( ma anche in quella di altre Religioni... ) la vita non ci appartiene, noi non ne siamo padroni, siamo degli strumenti nelle mani di un Essere Supremo, al cui volere possiamo e dobbiamo solo inchinarci ( evidentemente per carpirne la benevolenza nell'aldilà: anche in questo caso cerchiamo la Raccomandazione.... ). Piccole marionette vaganti nello spazio, pronte a cadere solo quando il Grande Burattinaio decide di tagliare i fili che ci sorreggono...
Il giudizio su questo caso di suicidio assistito da parte di chi ha queste convinzioni è pertanto scontato e del tutto coerente con le premesse di cui sopra.
Questa volta, però, anche io, che credente non sono, mi pongo delle domande, a cui, in tutta sincerità, non so dare risposte certe....
Fermo restando che, per me, la libertà individuale e il diritto all'autodeterminazione sono inviolabili, mi chiedo ugualmente se sia stato un segno di coraggio o, piuttosto, di vigliaccheria gettare così la spugna... Mi chiedo, altresì, se sia stato deontologicamente e moralmente corretto da parte del medico che ha "aiutato" Lucio Magri a morire, assecondare il suo desiderio in modo, così pare, fin troppo accondiscendente....
Mi chiedo infine ( anche se la cosa potrebbe risultare indigesta visto che mi trovo in un forum di psicologi... ), se non sarebbe stato meglio somministrare una buona dose quotidiana di Prozac a questo sventurato e permettergli di vivere ancora serenamente, sia pure con l'aiuto di sostanze artificiali, un congruo numero di anni di vita.


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