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Per psicologi e psichiatri il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) è una specie di bibbia. Si tratta di una raccolta nosografica ateorica dei disturbi mentali concepiti in base a quadri sintomatologici, cioè tenendo conto della prevalenza statistica di determinati sintomi. Il primo DSM è stato pubblicato dalla Associazione degli Psichiatri Americani (APA) nel 1952. Ogni 10-15 anni circa si sono susseguite altre versioni. Attualmente è in vigore il DSM IV-TR uscito nel 2000 (TR sta per text revision, cioè la revisione del DSM IV del 1994).
Nel maggio 2013 uscirà il DSM V, con importanti novità e un compromesso diplomatico con la versione precedente, così che la maggior parte dei professionisti possa continuare a diagnosticare quelle importanti malattie mentali che tutti i clinici riconoscono allo stesso modo. Ma sono stati aggiunti alcuni elementi sostanziali. Già dal febbraio 2010 è stata pubblicata una bozza sottoposta a revisione (grazie ai commenti online sul sito dell’APA) in due fasi: febbraio-aprile 2010 e maggio-luglio 2011.
Uno degli elementi più importanti è l’introduzione delle dimensioni. Fondamentalmente sono dei mini questionari che consentono di valutare in modo più ampio la condizione del paziente, anziché classificarlo all’interno di una categoria diagnostica (cioè “sei dentro questa diagnosi o non lo sei”). Potete trovare un esempio online della dimensione del disagio emotivo nella depressione. Lo scopo di queste misure è quello di procurare maggiori informazioni oltre i confini della definizione diagnostica stabilita per l’assessment del clinico e nella pianificazione e monitoraggio del trattamento.
Una delle novità più sorprendenti è costituita dal cambiamento che subisce la diagnosi di schizofrenia, sebbene il nucleo centrale rimanga lo stesso. La schizofrenia nell’attuale DSM IV-tr è suddivisa in 5 sottotipi: il catatonico, il disorganizzato, il paranoide, il residuo, l’indifferenziato, che riflettono differenti profili sintomatici. In genere conducono ad una generale confusione dato che due individui possono essere diagnosticati schizofrenici con nemmeno un singolo sintomo in comune! Nella bozza i sottotipi sono stati completamente eliminati e sostituiti dalle dimensioni, dal momento che gran parte dei sintomi si presentano in differenti pazienti e nelle diverse condizioni di gravità e perchè il proflilo sintomatico può cambiare nel tempo... (continua qui)


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