Buonasera Dr.ssa Serafini,
Oggi non trovo particolari piaceri nel mangiare. Più che altro mi nutro. Sì, una tisana dolce (aspartame però…) dopo cena la bevo volentieri, ma lì mi fermo. Il piacere di alcuni cibi, perlopiù dolci, è legato a ricordi dell’infanzia o dell’adolescenza. Ho sempre pensato che questa fosse la naturale conseguenza dei cambiamenti fisiologici di un organismo ormai maturo, non di un mutato rapporto col cibo. Ammetto però di aver sempre avuto gusti particolari. Per esempio non ho mai apprezzato un prodotto (posso scriverlo ? … Nutella) che per tanti è un antidepressivo spalmabile, icona della consolazione alimentare. Una crema troppo densa, oleosa, untuosa, filante, dolciastra e appiccicosa. In due parole: stomachevole schifezza. Pensandoci bene devo anche ammettere che il disturbo alimentare con cui convivo in famiglia da anni può avermi influenzato: pranzi e cene sono momenti molto faticosi, non piacevoli parentesi quotidiane.
Da bambino ero gracilino, da giovane mi vedevo troppo magro anche se alcuni amici mi invidiavano: mangiavo tutto quel che mi andava senza metter su un etto. Poi sono lentamente ma costantemente aumentato e mi piacevo, mi vedevo giustamente robusto, mi sentivo in qualche modo più forte, come se la semplice massa potesse accrescere il “peso”, anche sociale, di una persona. Ovviamente ho presto scoperto che non è così. Forse è questo che mi ha reso facile il perderlo: era realmente peso superfluo.
Penso (spero …) di sì. Per ora non mi costa grande fatica, vedremo. Beh, una sensazione generale di maggiore efficienza fisica cè, la soddisfazione di recuperare parametri importanti per la salute anche. Mentre scrivevo questo post me ne sono reso conto: devo ancora abituarmi e decidere cosa fare di questo “nuovo” me. Proprio quello che lei scriveva alla fine del post con cui ha aperto questo thread: "Secondo voi, può essere utile un lavoro sull’immagine di sé che aiuta a passare da un “IO SOVRAPPESO” ad un “IO-NORMOPESO” ?"
Possibile che io voglia negare il cambiamento, si noti bene cercato e voluto, in maniera così forte da doverlo sminuire e volerlo ignorare a tutti i costi ?


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