Nadir e Michael entrarono abbracciati nella stanza dell'albergo di lusso, un Hilton, dove dovevano passare la notte. Nadir si sentiva meglio, era più rilassata adesso. Guardò Michael e si disse che, in fondo, non aveva poi sbagliato a sposare un uomo tanto più giovane di lei: tutto sommato non poteva lamentarsi troppo...
Certo, c'era quella sua mania di andare sempree in giro vestito con un impermeabile grigio... E poi quello strano cappello floscio e la lente di ingrandimento attaccata al collo poteva essere fastidiosa a volte..
Anche la sua fissazione di parlare con un accento francese, pure se era nato a Caserta dava da pensare... E poi vedeva misteri dappertutto, furti, rapine, omicidi... Quel pomeriggio aveva dato il peggio di se: aveva sentito per caso il nome di una certa Pantera Rosa e non ci aveva visto più: le si era buttato addosso fischiettando una strana musichetta e gridando: "L'ho presò, Monsieur, l'ho presò: chiamate l'inspectore capo Dreyfus... ". Dopo che l'avevano bloccato, Nadir non ci aveva visto più ed era scoppiata in escandescenze: aveva pensato che fosse tutta una scusa per allungare le mani su quella bella ragazza....
Solo qualche ora dopo, si era resa conto che Michael, soprappensiero, stava pensando al celebre diamante protagonista delle avventure dell'ispettore Clouzot e, sentendo quel nome, aveva equivocato..
Nadir alla fine l'aveva perdonato: Michael era dolce e tenero e, con l'esclusione di quelle sue piccole manie, era un tesoro di ragazzo. Dopo aver bevuto tre Mojitos di fila, Nadir si era sentito il fuoco ardere dentro.
Si spogliò velocemente e indossò uno stupendo completino intimo di colore rosso vivo che a lei piaceva tanto: sperava, così, di risvegliare l'interesse sessuale di Michael che, nonostante la giovane età, non era proprio quello che si dice un grande amatore... Una volta a letto, Nadir con voce sensuale si rivolse a Michael coricato al suo fianco e gli disse soavemente: "Micheluzzo beddo, vieni a 'cca... vogghiu ficcari cu tia".
Michael la guardò, posò sul comodino "Lo Studio in Rosso", il celebre libro di Conan Doyle che stava rileggendo per la settima volta... "E' tempo di eclissarmi" disse. E spense la luce, girandosi dall'altra parte.
Nadir rimase con gli stupendi occhioni blu spalancati, chiedendosi se avesse proprio fatto bene a scegliere un marito così giovane...
In un'altra stanza dello stesso albergo, Hatepsic aveva appena finito di stare mezz'ora a testa in giù, nella sua posizione yoga preferita. Come al solito, aveva i lunghi capelli bagnati dopo aver fatto la doccia, ma non ci faceva caso.
Questa volta, però, la lunga seduta yoga non era servita a calmarla: stava ancora pensando al litigio avuto col giovane addetto alla reception.... Era stato irremovibile e non le aveva permesso di portare in camera le sue due amatissime scimmiette amazzoniche che portave sempre con sè. "Quando soggiorno all'Hilton di Manaus" aveva protestato Hatepsic " nessuno mi dice niente".
"Certo signorina" aveva provato a spiegare timidamente il giovane addetto ( era stato appena assunto in prova a non voleva fare brutta figura con i clienti ) "ma qui siamo in Italia... E le regole dell'albergo stabiliscono che non si possono tenere animali in camera. Se vuole le può lasciare nel deposito bagagli".
Hatepsic a malincuore aveva accettato, ma a patto che il ragazzo le andasse ad accudire durante tutta la notte almeno una volta ogni ora ( "per non farle senitire sole, povere care" aveva aggiunto Hatepsic ).
Ma adesso la giovane ragazza si sentiva a disagio senza le sue amate scimmiette, non riusciva a rilassarsi.... Telefonò alla reception.
"Desidera Signorina?" disse l'addetto sudando freddo ( aveva riconosciuto subito la sua voce ). " Mi faccia avere un infuso di peyote" disse perentoria. Si adirò moltissimo quando il tremebondo ragazzo le fece notare che non avevano infusi di peyote disponibili. "All'Hilton di Tijuana" protestò Hatepsic " me lo hanno sempre fornito senza fare tante questioni".
"Signorina" ripeté il povero ragazzo, ormai immerso in un lago di sudore "qui siamo in Italia.... E poi, credo che il peyote sia vietato, è una droga, un allucinogeno... Peraltro che, quanto ad allucinazioni, credo...credo che lei non ne abbia affatto biso..." fece per rispondere con un soffio.
Hatepsic non lo fece finire, sbatte rumorosamente la cornetta sul telefono.
Poi, un dubbio esistenziale la colpì improvvisamente. Richiamò la reception. L'addetto al sentire la sua voce, iniziò frettolosamente a scrivere la lettera di dimissioni " Si, signorina, mi dica..."
"Senta" chiese hatepsic " secondo lei, quanto fa uno più uno?" Pronto... PRONTOOOO!!! " Inutile, l'addetto era svenuto.
Le due gemelle Laskizoide e Chiocciolina dividevano la stessa stanza. Erano impegnate in un'accesa discussione: "Io dico che da questa finestra un abile contorsionista potrebbe facilmente introdursi nella nostra stanza" diceva Laskizoide che si era immaginata la scena già decine di volte " Ma no..." fece Chiocciolina " è troppo piccola. E poi, siamo al settimo piano e le pareti non hanno appigli: come potrebbe fare ad arrivare fin qui? Io dico che lo zio del domatore, invece, che fa l'aviatore potrebbe arrivare con un elicottero e poi calare con una fune l'equilibrista, quello sposato con la figlia del clown". "Si, ma quale sarebbe il movente? Non dimenticare che la zia del ragioniere che tiene la contabilità del circo si è appena sposata col gastroenterologo che ha curato la gastrite del leone...."
Così discutendo, passarono tutta la notte sveglie....
Pantera Rosa aveva ottenuto una stanza singola. Si era fatto abilitare l'accesso a tutti i canali televisivi in pay per view e si stava già pregustando la serata: poteva scegliere tra "Via col Vento" "Ghost" "Come eravamo" "Anonimo veneziano" "Titanic" "Voglia di tenerezza" e una dozzina di altri film romantici e strappalacrime. Si guardò intorno: dalla reception era arrivata la confezione famiglia di kleenex, quella da dodici: poteva bastare per tutta la serata...
Rosa di Maggio era una psicologa e Marina, invece, una studentessa di psicologia: furono d'accordo, pertanto, quando dalla reception avevano proposto di metterle nella stessa stanza. Rosa di Maggio si lanciò subito in una profonda dissertazione sulla concezione del Super Io in Freud. Marina l'ascoltò con attenzione totale e assoluta, cercando di ritenere al massimo quei profondi concetti. Per due interi minuti: poi si addormentò.
Elena888 aveva protestato quando, alla reception, le avevano proposto di sistemarsi nella cuccia posta all'esterno dell'albergo: " Mi scusi, signorina" aveva tentato di giustificarsi il portiere " ma ci avevano detto che dovevamo sistemare una mascotte e la cuccia ci sembrava il posto più adatto...".
"Non la voio la cuccia, non la voio" protestò Elena, versando copiose lacrime. Siccome però l'albergo era pieno, poterono sistemarla soltanto in un ripostiglio giù nel seminterrato "Plotesto, plotesto" si disperò la povera Elena "tutto questo solo pelchè sono la più piccola...".
Per di più, a mezzanotte, si presentò un addetto alla reception svegliandola: "Ho in consegna l'ordine di spupazzarla" e così facendo la sgrullò energicamente. "Uah uah" iniziò a piangere la povera Elena "semple tutto questo solo pelchè sono la più piccola....". Ma poi, alla fine stravolta, si addormentò.
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La mattina dopo, Nadir si svegliò con un feroce mal di testa. Telefonò al bar dell'albergo e si fece portare 5 caffè espresso superconcentrati, corretti ciascuno con un bicchiere di Mojito.
"Adesso va meglio, possiamo andare" disse rivolto a Michael che, nel frattempo, aveva iniziato, per la decima volta, a leggere "Assassino sull'Orient Express".
Hatepsic, appena sveglia, telefonò subito alla reception: "Si, signorina" rispose l'addetto mentre si lanciava all'affannosa ricerca di una lametta per tagliarsi le vene.
"Mi mandi un pacco di Grancereali per colazione" chiese Hatepsic.
"Mi dispiace signorina" rispose il ragazzo sorpreso dall'apparente normalità della richiesta "Abbiamo cornetti e croissant di tutti i tipi, pasticceria danese, toast, burro e marmellata o, se preferisce, una colazione all'americana con salcicce, pancetta, uova....".
Anche questa volta Hatepsic non lo fece finire: " ma insomma, possibile che non si possano avere dei Grancereali?" fece spazientita " se non li ha se li procuri!"
"Signorina" rispose sfinito l'addetto "sono le sei di mattina, dove vuole che possa procurarmi una scatola di Grancereali?"
" E va bene" sbuffò Hatepsic " allora mi porti delle patate fritte, delle zucchine lesse e delle salcicce arrosto. E un grosso barattolo di Nutella. Ah... E mi porti anche una grande scodella di ceramica".
In 5 minuti arrivò il tutto: Hatepsic versò le patatine sul fondo della scodella, quindi le zucchine e infine le salcicce. Aprì il barattolo gigante di nutella e lo versò in cima: quindi, con un grosso cucchiaio, cominciò a divorare famelicamente il miscuglio.
Pantera Rosa stava consumando l'ultimo kleenex alla vista di Rossella O'Hara che gridava al cielo "Domani è un altro giorno". Guardò l'orologio: era ora. Soddisfatta della serata trascorsa, rovesciò l'enorme cumulo di fazzolettini bagnati nel cestino della carta straccia, si rivestì e uscì dalla stanza.
Laskizoide e Chiocciolina erano ancora impantanati sulla discussione degli alibi del sommergibilista e di quelli dell'antiquario, quando Laskizoide, con solito acume, esclamò rivolto a Chiocciolina: "E' ora". Le due si prepararono velocemente e uscirono anche loro.
Rosa di Maggio stava ancora esaminando le profonde differenze insite nel concetto di libido in Jung rispetto a Freud, quando, sbadigliando rumorosamente, Marina si stiracchiò tutta... " Ma che, stavi dormendo?...." domandò meravigliata Rosa di Maggio "No, ma che dici?..." rispose spudoratamente Marina " stavo solo riflettendo... Comunque guarda che è tardi, dobbiamo andare....".
Hai ragione" riconobbe Rosa di maggio" Anzi: ci dobbiamo sbrigare, altrimenti faremo tardi...".
Elena888 si alzò tutta dolorante... Non solo aveva dormito in un letto scomodissimo, ma praticamente tutto il personale dell'albergo, ad intervalli regolari, era passato a spupazzarla, impedendole di chiudere occhio... "Semple così, solo pelchè sono piccola, ecco...". Guardò l'orologio: "Meno male che è ola di andale via...". Si vestì velocemente e uscì dal ripostiglio.
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Nadir e Michael si erano un po' attardati: Michael si portava dietro, ovunque andasse, la sua collezione di gialli di Agatha Christie ( 84 volumi ) più le sue tre, voluminosissime, biografie.
"Me le porti tu?" aveva chiesto, come sempre, a Nadir "io devo finire il mio giallo...".
Nonostante i 7 Mojitos che aveva già ingurgitato di prima mattina, Nadir faceva sempre più fatica a convincersi che aveva fatto bene a sposare un uomo più giovane di lei....
Hatepsic era sdraiata su una poltroncina e stava fumando un cannone di pakistano nero che si era fatto prestare da un bonzo birmano di passaggio e stava cantando a squarciagola: "Oh, Mariaaaaaa" degli Articolo 31.
Fu Laskizoide, acuta come al solito, che li scorse da lontano: "Guardate! Ma sono quei due!!!! Si, sono proprio loro e stanno venendo qui!!.... Con che coraggio, non lo so..."
Un brusio nervoso cominciò a serpeggiare tra la piccola folla: "Ma non è possibile... ma non hanno proprio nessun pudore..."
"Che romantici, però" disse Pantera Rosa.
"Certo devono avere delle forti motivazioni inconscie" congetturò Rosa di Maggio.
"Gonfiamoli di mazzate" disse Marina.
Il consiglio di Marina conquistò subito il consenso generale e la piccola folla si diresse minacciosamente verso i due.
Incontrarono a metà strada Elena888 che li guardò felice: "Siete venuti per spupazzalmi?" La folla la calpestò senza neanche vederla..." E' semple così" si lamentò la povera piccola "E' solo pelchè sono la più piccola..."
Fu Michael il primo ad accorgersi che c'era qualcosa che non andava: vide in lontananza una piccola folla che si dirigeva rumorosamente verso di loro...
Prese la lente di ingrandimento per guardare meglio... Poi si rese conto che con la lente di ingrandimento da lontano non si vedeva una cippa e la lasciò cadere.
Aguzzando gli occhi, però capì subito come stavano le cose: "E' tempo di eclissarsi" fece. E se la diede a gambe.
"Ma... Micheluzzo... Unni vai, bedduzzo mia.... Sola mi lasciasti?"
Nadir non fece in tempo a rendersi conto della situazione che già la piccola folla le era addosso. Fu Chiocciolina la prima a raggiungerla e a darle un sonoro ceffone: " Un pagnuttuni? Un pagnuttuni a mia? Ma qui a schifìo finisce...".
La coraggiosa Nadir si buttò a corpo morto contro la folla ma nulla poté contro la soverchiante forza degli avversari... La riempirono di schiaffi, le strapparono i vestiti, le diedero botte da orbi...
Terminata la folle spedizione punitiva, Nadir si accorse con terrore che nella ressa, le avevano strappato tutti i capelli.
Urlando si rifugiò in un bagno: qui trovò un Mocio Vileda e se lo sistemo in testa alla bella e meglio.
Nessuno notò la differenza.
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EPILOGO ( non c'entra niente col giallo...)
Un tizio sulla quarantina ( ma molto ben portati...), seduto su una poltroncina con un computer portatile sulle ginocchia si teneva la testa tra le mani: si stava chiedendo per quale cavolo di motivo si fosse ripromesso di scrivere addirittura un libro prendendo lo spunto da uno stupido gioco goliardico che aveva iniziato da qualche tempo... Con tutto quello che aveva da fare... E poi, tra pochi giorni avrebbe compiuto 40 anni: doveva smetterla di giocare sempre, come se ne avesse ancora 20 e fosse ancora uno squattrinato studente universitario... Doveva mettere la testa a posto, si ripeté ossessivamente, doveva mettere la testa a posto: era uno stimato professionista, basta con i giochi e con gli scherzi...
La piccola folla intanto si era avvicinata: fu Laskizoide, con il solito acume, ad accorgersi per prima della sua presenza...
"Ma è lui! Si, vi dico che è lui... Quel mediconzolo da strapazzo che si è divertito a prenderci tutti in giro e a farci vivere questa demenziale avventura..."
"No, non è possibile..." disse Nadir che aveva gli occhi gonfi per tutti i pagnuttuni che aveva preso..."Chisto troppo giovane è: iddu nu vecchiareddru deve essere invece".
"No, no" fece Pantera Rosa " deve essere lui: guarda che portamento romantico..."
"Gonfiamolo di mazzate" fece Marina.
La piccola folla cominciò a rumoreggiare: "Fermi!" Gridò imperiosamente il tizio che intanto si era alzato in piedi "come vi permettete? con tutto quello che ho fatto per voi, tutti i gialli che ho inventato per farvi divertire, le tastiere che ho consumato per scrivere tutte quelle stronz.... Ehm... Quelle trame avvincenti!!! E voi mi ripagate così?..."
Per un attimo il tizio sembrò aver raggiunto il suo scopo: la piccola folla si calmò e lo stette a sentire...
" E poi" continuò l'uomo prendendo coraggio " dimenticate che io sono il Presidente? Dimenticate lo Statuto del Club? Non vi ricordate l'articolo numero u...". Non finì la frase: una selva di cazzotti, calci, pedate e schiaffi si abbattè su di lui.
"Lasciatelo, lasciatelo..." Una vocina soave si alzò tra la folla che si fermò come per incanto... " Lasciatelo stale...".
Era Elena888 con in mano un nodoso bastone chiodato: "Lo devo ringlaziale pel tutti gli spupazzamenti..." disse calando più volte l'attrezzo sulla testa del povero uomo.
Si calmò solo quando l'uomo fu a terra, lacero, tramortito e sanguinante.
La piccola folla si dileguò.
Solo Hatepsic era rimasta. Stava dando le ultime boccate al cannone gigante: "Scusa doc", domandò quando ebbe finito "Dimmi una cosa: tu che hai tanto studiato e se così colto... Lo sai quanto fa uno più uno?"


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