Originariamente postato da Daidaidaidai
x subacchio: non penso che il tuo ultimo intervento meriti risposta ma ti assicuro che le uniche cose che proietto in questo momento sono maree di bacilli... sono raffredatissimo... brr...
x Parsifal: è possibile che un approccio di tipo comportamentale sia il più adatto ma non va dimenticato il rapporto costi-benefici: nel senso ok se l'amica di illy è una fiorista 'Houston abbiamo un problema...', altrimenti l'incontro con i cibi avariati o i fiori secchi è relativamente poco frequente ed è facilmente risolvibile magari con qualche piccolo accorgimento. Prima di valutare l'idoneità ad un trattamento qualsiasi vedrei di fare un accurato calcolo costi/benefici... sempre che la fobia sia ristretta ai domini indicati. In alternativa si potrebbero tentare approcci 'ecologici' come ad esempio l'abitudine di gettare la spazzatura o di svolgere altre mansioni che portino la paziente a contatto con cose sgradevoli, senza necessariamente far sì che questo implichi la supervisione di un terapeuta: ricordo le prime volte che dovevo servire alla mensa degli scout ... ero 'schifo' come si dice quama poi con l'abitudine non ci ho fatto più caso.
Per il resto concordo con Parsifal partendo sempre da questo risicatissimo banco di informazioni![]()
A presto,
Fabrizio
Sono d'accordo,probabilmente la ragazza vivrebbe benissimo anche se disgustata dai cibi ammuffiti ecc;alla fine potrebbe crearle più problemi l'idea di avere un problema rilevante da curare.Insomma in definitiva quante volte le sarà capitato di toccare dei fiori secchi?2? 3? e il fatto che si sia preoccupata tanto del problema mi fa pensare che non sia la persona più adatta per ottenere beneficio dal sentirsi proprorre ipotesi esplicative più o meno inquietanti (forse è piuttosto l'andare in crisi per questa "pseudo-fobia" che potrebbe essere un suo problemino ).Oltre tutto mi sembra che non ci sia niente di preoccupante.Se poi,veramente,soffre di fronte al problema dell'invecchiamento o della morte,sono sicuro che lei stessa può pensare ed esprimere in modo diverso questa paura.
In fin dei conti il disgusto ha una funzione biologica: è utile che gli esseri umani siano disgustati da ciò che deperisce,in particolare dai cibi,che diventano nocivi.La paura,o la tristezza per la propria morte si esprimono,generalmente,con disturbi diversi.


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ma poi con l'abitudine non ci ho fatto più caso.
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Visto tutto sto popò di discussione almeno siamo curiosi di sapere che conclusioni ne hai tratto 
