Grazie per il benvenuto...a distanza di mesi torno su questo sito e riinizio a parlare del mio lavoro, della mia ipotetica professione, di quello che vorrei fare ma che da mesi ho abbandonato. ho finito il prim semestre di tirocinio in questa assenza, iniziato e finito anche il secondo con un'esperienza che è stata piena di sorprese, di sfide con me stessa, un continuo mettermi in gioco e confrontarmi con le mie potenzialità e le mie paure. E' stato bello. A dire il vero il secondo semestre avrei tanto voluto non finisse mai. Ed invece è finito. Adesso sto facendo un lavoro che non c'entra nulla con la psicologia. Una di quelle cose che dici essere di passaggio ma molto pericolose alla fine per il conseguimento dei propri obiettivi. Hai uno stipendio, assapori l'indipendenza, non ne puoi più fare a meno. E ti dimentichi ciò per cui hai studiato, faticato, patito. Lo metti in secondo piano perchè tanto, si sa, il nostro lavoro ha pochi sbocchi, le possibilità sono poche, vanno avanti solo i raccomandati. E come una stupida non ho fatto gli esami di abilitazione a maggio, non ho aperto libro o l'ho fatto troppo poco, e forse mi comprometto anche gli esami di novembre se non mi metto davvero sotto. la vita riserva tante sorprese, e mille cose possono portarti fuori da tutto ciò credevi fossero le tue priorità e il tuo modo GIUSTO di vedere e fare le cose. Io che non ho mai perso tempo mi impelago nel giro di otto mesi a fare un lavoro che non è il mio, a non parlare più di pciologia nè pensarci più, a mettere in dubbio che questo sia il mio futuro. Ma è mai possibile? Per di più mi decido ad affrontare l'anorme e coraggiosa avventura della scuola di specializzazione che avrei fatto con sacrifici enormi (soprattutto dal punto di vist economico). Scelgo l'I.A.C.P. di Roma, me ne innamoro quasi, e cosa succede? Chiamo per partecipare al colloquio di selezione ed una simpaticissima (con estrema ironia) segretaria mi vuole convincere a farlo a Messina e dinfischiandosene di me che le parlo dall'altro lato della cornetta, mi liquida dandomi un numero di telefono di Messina che io non le ho mai chiesto e dicendomi che tanto quest'anno a Roma non sarei entrata mai nella scuola. Ci sono troppe richieste, mi dice, e con un velo di sottigliezza mi fa intendere che anche per pagare 3.000 euro annui bisogna avere la raccomandazione. Segretaria rompiballe indelicata o cruda verità? A voi la parola...
Io mi perdo al solito nel mio mare di pensieri e riflessioni...![]()


LinkBack URL
About LinkBacks
Rispondi citando

