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E quelli che non credono?

Questa discussione si intitola E quelli che non credono? nella sezione Attualità e Cronaca, appartenente alla categoria Divertimento, svago e tempo libero; Originariamente postato da _NyUcKeM_ Se non metti in gioco ciò in cui credi come pretendi che gli altri faccio altrimenti?Se ...

  1. #61
    Postatore Compulsivo HellSt0rm è un gioiello ancora da raffinareHellSt0rm è un gioiello ancora da raffinareHellSt0rm è un gioiello ancora da raffinareHellSt0rm è un gioiello ancora da raffinareHellSt0rm è un gioiello ancora da raffinareHellSt0rm è un gioiello ancora da raffinareHellSt0rm è un gioiello ancora da raffinareHellSt0rm è un gioiello ancora da raffinare L'avatar di HellSt0rm
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    Originariamente postato da _NyUcKeM_
    Se non metti in gioco ciò in cui credi come pretendi che gli altri faccio altrimenti?Se pensi di avere una certezza assoluta come puoi non pensare che gli altri ne abbiano una errata se diversa dalla tua?Per poter discutere apertamente e arrivare ad una analisi critica della questione bisogna anche supporre che le proprie idee siano sbagliate .)
    Oh no... se rileggi bene il mio post, non cerco assolutamente di far diventare gli altri atei. Rispetto le credenze delle persone e sinceramente non mi va neanche che le cambino.

    Io suppongo di poter sbagliare su molte cose, ma su questo penso di fare bene. Come penso che facciano bene coloro i quali credono. Ognuno è libero di pensarla come vuole... ma deve essere convinto in ciò in cui crede, altrimenti si finisce col dire e pensare falsità. Era questo il punto sul quale mi soffermavo... credere fa bene, ma bisogna farlo nel modo giusto.

    Piccola parentesi... non credo ANCHE perchè so di non farlo seriamente. E a mio avviso è sbagliato. Però magari, chissà, un giorno mi verrà la vocazione!
    "La sincerità è il primo passo verso la solitudine..."

    "Chi parla male degli altri con te, parla male di te con gli altri"

    "Ste pagliacciate e fann sul e viv, nuje simm serie, appartenimm a mort!"

    A computer is like an air conditioner, it stops working when you open Windows.

    Prendete e cliccatene tutti...questo è un mio video

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  2. #62
    _NyUcKeM_
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    Originariamente postato da Flor
    Ma una volta non era il contrario? Non ci si doveva sentire orgogliosi di avere una propria opinione, crederci, e difenderla con i denti? Scusate, ma io sono ancora su questa linea!
    La scienza non sarebbe andata avanti se si fossero tutti fossilizzati sulle teorie già esistenti senza confrontarle con gli altri, se poi mi dici io ho discuso con decine di persone e la mia idea resta ancora la più coerente e realista dal mio punto di vista posso anche darti un mionimo di ragione ma portare avanti un "principio" o una "concezione" a spada tratta non serve alla crescita di nessuno, e soprattutto fai esattamente come la Chiesa che da millenni difende le stesse ataviche e spesso obsolete opinioni.

  3. #63
    Flor
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da _NyUcKeM_
    La scienza non sarebbe andata avanti se si fossero tutti fossilizzati sulle teorie già esistenti senza confrontarle con gli altri, se poi mi dici io ho discuso con decine di persone e la mia idea resta ancora la più coerente e realista dal mio punto di vista posso anche darti un mionimo di ragione

    Ovviamente è stato così!
    Chiudo il discorso dicendo semplicemente: io credo al 3000% in ciò che penso e dico, e trovo chi la pensa come me "leggermente" superiore alla media in fatto di intelligenza e ne sono orgogliosa, poi il resto del mondo faccia ciò che vuole! Vi sembro antipatica e boriosa? Esatto! Besos a todos

  4. #64
    Postatore Epico Ember gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo L'avatar di Ember
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    L'importante per me è non fossilizzarsi troppo sulle proprie convinzioni, che è il difetto che trovo più spesso in chi politicamente mi è affine, me compresa e che ovviamente mi turba ancora di più se lo vedo in coloro che la pensano diversamente (ma è ovvio)...

    Avere delle idee e difenderle è giusto, ma chi ci dice che le idee in cui crediamo siano sempre giuste e che sia giusto difenderle? Il confronto è importante per stabilirlo... Naturalmente non mi riferisco a te Flor (anche perchè la pensiamo allo stesso modo e comunque ti stimo molto) ma ad esempio, a coloro che militano nella Lega Nord ci credono, e molto!
    Che un cattolico sia meno intelligente di un comunista poi non credo sia provato scientificamente e ho conosciuto addirittura un ragazzo berlusconiano che mi ha veramente rallegrato una serata noiosa, e mi ha insegnato delle cose interessanti (e non lo dico per sfottere ma è vero, abbiamo fatto discorsi, a prescindere dalla politica, veramente intriganti e ad alti livelli)... insomma difendere il proprio pensiero ok, ma con un pò di apertura verso l'altro (non dico di andarne in cerca ma neanche di discriminare in partenza chi non la pensa come noi, reputandolo inferiore).

    Poi è normale che uno si voglia circondare di gente intelligente, ci mancherebbe che andassi in cerca di cretini... come se non bastassero quelli che già mi capita di frequentare
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  5. #65
    Flor
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    Originariamente postato da Ember
    ad esempio, a coloro che militano nella Lega Nord ci credono, e molto!
    hai ragione,ember, semmai è riflettendo su questo punto che uno può rimettersi in discussione. Però io parto dal presupposto che le mie idee si fondano su razionalità (nel senso proprio di intelletto umano, ragione illuministica), osservazione del mondo, diritti civili e umani che qualcuno già prima di me ha sancito,che fanno parte della costituzione (già troppo deturpata ahimè!) e non ho nessun motivo di ritenerli sbagliati, per questo sono sicura delle mie idee!
    Vedi, è proprio questo che mi rende sicura di me: il rispetto delle leggi, l'amore per tutte le cose che mi circondano. Perchè mai dovrei mettere in discussione questo? Io lo ritengo già giusto così!

  6. #66
    Postatore OGM morrigan è un OPsiano riconosciutomorrigan è un OPsiano riconosciutomorrigan è un OPsiano riconosciutomorrigan è un OPsiano riconosciutomorrigan è un OPsiano riconosciutomorrigan è un OPsiano riconosciutomorrigan è un OPsiano riconosciutomorrigan è un OPsiano riconosciutomorrigan è un OPsiano riconosciutomorrigan è un OPsiano riconosciutomorrigan è un OPsiano riconosciuto L'avatar di morrigan
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    Originariamente postato da willy61
    Adesso, vorrei provare a lanciare un altro sasso. Per chi ha una fede è relativamente semplice giustificare il proprio modo di agire e di essere nel mondo. È sempre possibile richiamarsi ad un comandamento, ad un libro sacro, ad un discorso dei capi religiosi.
    Per chi non crede, queste possibilità sono escluse. Ogni volta dobbiamo ragionare, valutare, capire e decidere. E non è semplice.
    Ora, come facciamoa farlo? Su cosa ci basiamo? Non stiamo ripetendo, in veste magari non religiosa, gli stessi imperativi etici di chi una fede ce l'ha?
    Insomma, come lo costruiamo il nostro modo di vivere senza dei?

    Buona vita

    Guglielmo
    ops...che domandina! proprio qualche giorno fa, litigando con mia madre (fervente cattolica), l'avevo provocata dicendo: io non uccido, non rubo, non faccio ad altri quello che non vorrei che altri facessero a me, però non lo faccio nè perchè me lo ordina la chiesa, nè perchè così è sancito dal diritto penale. non lo faccio perchè cerco di rispettare i miei simili, perchè vivere senza considerare di essere animali sociali porterebbe alle barbarie. non lo faccio perchè, pur non credendo in un dio, credo nel rispetto verso gli altri e nella mia coscienza, se poi questo modo di pensare coincide con quello della chiesa e dei cattolici tanto meglio, vuol dire che andremo d'accordo su molti argomenti di conversazione. pur non partendo dagli stessi presupposti, cioè, raggiungiamo i medesimi obiettivi, le medesime regole. la differenza tra un ateo ed un credente è che l'ateo non ha la sensazione di possedere la verità, perchè ciò a cui è giunto deriva dal suo pensiero e il pensiero, si sa, è fallibile. chi ha una forte fede, invece, tende a considerarla come vera, perchè non deriva solo dal proprio pensiero critico, ma anche da un'assunzione di dogmi proposti da altri. ed ecco che arrivo al punto: se io credo che una cosa sia vera, tento di convincere anche gli altri, se dopo millenni ho ancora molto potere, tento di modificare le opinioni della gente, la vita di tutti, in base a ciò che io reputo vero. allora se credo che Dio ci ha creati maschio e femmina e che la femmina è stata creata dal maschio, porterò avanti strenuamente un'idea per cui la femmina sarà al maschio sottomessa; se credo che il fine ultimo dell'atto sessuale sia solo la procreazione, tenterò di convincere anche gli altri che il sesso come ricerca del proprio piacere è sbagliato, perchè viene meno la sua funzione primaria; se credo che gli uomini siano stati creati per portare avanti la loro stirpe, allora tento di non consentire agli omosessuali la libera espressione del loro amore, anche quando non lede alcuno.
    in definitiva, penso che il problema sia tutto qui: non è che abbiamo diversi valori morali, non è che un ateo ruba o uccide più di un credente, è ciò che delle nostre opinioni facciamo che, in qualche modo, ci differenzia.
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
    grazie alla vorace ironia che mi squassa e che mi morde?
    E' dentro la mia voce, come stride!
    E' il mio sangue, questo veleno nero!
    Sono lo specchio sinistro in cui si guarda la megera.
    io sono la piaga e il coltello! Sono lo schiaffo e la gota!
    Sono le membra e la ruota, e la vittima e il carnefice!
    Sono del mio cuore il vampiro,uno di quei grandi derelitti
    condannati all'eterno riso
    e che non possono più sorridere


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  7. #67
    Postatore Epico Ember gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordoEmber gli Opsiani sono orgogliosi di averlo a bordo L'avatar di Ember
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    Il discorso è giusto, ma non credo che un credente faccia o non faccia determinate cose soltanto perchè lo dice la Bibbia. Sarebbe un pò semplicistica la cosa. Va bene attenersi a regole e dogmi, ma da qui a essere dei pecoroni senza testa per pensare ce ne passa. Molti lo sono, è vero ma chi non lo è?
    Magari è il contrario, magari sposano una religione perchè si adatta a un certo tipo di stile di vita. Se io mi ritrovo negli insegnamenti di Cristo scelgo di essere cristiana, viceversa posso cambiare religione, o essere atea/agnostica... alla fine succedono le stesse cose con la politica, o semplicemente decidendo di appartenere a un gruppo di qualsiasi genere.
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  8. #68
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    infatti, ember, ti do pienamente ragione, non volevo assolutamente dire che i credenti non usano la testa ed è vero che si sceglie di aderire a certe idee perchè maggiormente si adattano al nostro modo di vedere le cose della vita e del vivere sociale, però è anche vero che, rispetto ai non credenti, coloro che credono hanno un'idea più chiara e meno sfumata di cosa sia male e cosa sia bene e tendono ad adattarla a tutti. la Chiesa con la C maiuscola, poi, adotta queste sue verità al fine di condurre chi vuol seguirla, nella stessa direzione. la forzatura, se di forzatura si tratta, non è da parte di chi crede, ma da parte di chi rappresenta un potere. e poi la chiesa ha dalla sua qualcosa che i partiti politici, ad esempio, non hanno. un politico di sinistra, destra, centro, può cercare di procurarsi più voti attraverso la spiegazione di programmi e di proposte, ma non è che se io non voto a sinistra, a destra o al centro verrò punita (salvo se sono una in cerca di lavoro e la giunta comunale è dello schieramento politico che non ho votato, ma questo è un altro paio di maniche), la chiesa ha, invece, dalla sua, il grande potere della punizione: se non fai come dico, se non adotti i miei principi, verrai punito, scomunicato, brucerai nelle fiamme dell'inferno.
    gli uomini usano la propria testa per pensare, ne da riprova il fatto che molti ragazzi, pur credenti, fanno sesso prima del matrimonio, non hanno particolari avversioni verso gli omosessuali e adottano della dottrina cattolica solo le cose che maggiormente ritengono utili. gli atei non adottano questi dogmi, le loro regole morali non derivano da una fede, ma da un libero pensare sulle circostanze della vita di comunità. il che non vuol dire che i credenti non pensino liberamente.
    ...non sono forse un accordo stonato, nella divina sinfonia,
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  9. #69
    Partecipante Assiduo indiana è sulla buona strada L'avatar di indiana
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    Napoli
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    Originariamente postato da willy61
    Adesso, vorrei provare a lanciare un altro sasso. Per chi ha una fede è relativamente semplice giustificare il proprio modo di agire e di essere nel mondo. È sempre possibile richiamarsi ad un comandamento, ad un libro sacro, ad un discorso dei capi religiosi.
    Per chi non crede, queste possibilità sono escluse. Ogni volta dobbiamo ragionare, valutare, capire e decidere. E non è semplice.
    Ora, come facciamoa farlo? Su cosa ci basiamo? Non stiamo ripetendo, in veste magari non religiosa, gli stessi imperativi etici di chi una fede ce l'ha?
    Insomma, come lo costruiamo il nostro modo di vivere senza dei?

    Buona vita

    Guglielmo
    Trovo questo 3d molto interessante e dopo aver letto un pò tutte le repliche, vorrei porporre anche il mio punto di vista.
    Per quanto riguarda la mia storia personale, credo più o meno di assomigliare alla maggior parte delle persone che scrivono su questo forum (fatto eccezione di alcuni casi) e più in generale di appartenere ad una fascia molto più ampia di italiani che sono nati e cresciuti secondo i valori e i precetti della religione cristiana, religione dominante nel nostro paese.
    Sono nata da genitori cristiani, praticanti più o meno così e così. sono cresciuta in una società in cui, insieme ad altre mille contraddizioni, c'erano anche chiese, preti, suore, catechismi, messe e via dicendo. Napoli è una delle espressioni massime dove si incontrano e coinvivono i grandi opposti. Anche in questo caso: fede e ateismo si incontrano e si rivelano in moltissime espressioni culturali, spesso agli antipodi.
    Questo il mio iniziale background culturale. Battezzata, comunione e con quest'ultima si è interrotto il mio percorso di cristiano istituzionale. Ora metto piede in chiesa, più per funerali, battesimi e matrimoni che per altro.
    All'inizio non scegli, di essere credente o meno. Ti ci ritrovi in una determinata cultura religiosa, la segui, o meglio ti ritrovi a seguire un determinato flusso precostituito. Con l'arrivo di una certa maturità intellettuale inizi a prederne le distanze e a mettere in discussione ciò che avevi sempre dato per scontato. Lì iniziano le domande, i dubbi, la crisi. Che non è tanto una crisi religiosa, ma una vera e propria crisi di indentità. Chi non ci è passato? La religione è un fattore come un altro, come le regole sociali in cui identificarsi o meno. Le crisi sono i periodi che a mio avviso, sono i più creativi dal punto di vista intellettivo. Una fase di transizione in cui scegliersi un'altra "veste" da indossare e con cui ci si identifica meglio.
    Allora può capitare che si scelga di diventare atei, ad esempio, che secondo me è al pari di scegliere di essere credenti. Non credo che l'essere credente o meno, possa fare la differenza. Non è nè nella negazione di un'enità o nella sua affermazione che rende l'uomo degno di essere considerato un "uomo giusto".
    Ci sono ottime persone tra i credenti e ottime persone tra gli atei e il contrario.
    La differenza la fa l'uomo stesso, con il suo comportamento, con il suo agire. Mi ritrovo con Ember quando dice che volendo si può credere anche nei folletti. Non sarebbe questo il punto, appunto!!
    Credere in una fede, da un forte senso di appartenza sociale, è come avere un credo politico. Ma anche dichiararsi atei è un'altra forma di credenza che si basa invece su di una negazione. E' una presa di posizione, una scelta, non un dato di fatto che si basa su una evidenza. Se un dio, non esistesse, nel senso come idea nella mente degli uomini, non avremmo neanche bisogno di negarlo. Non avremmo bisogno di dichiararci atei! La fede stessa infatti si basa non sulla certezza di un dio, ma su un atto di fede, che non vede, ma crede.
    Personalemte la mia scelta l'ho fatta, la mia posizione l'ho presa. La mia fede è nell'uomo e nel suo operato che lo distingue e lo rende particolare ed unico. Che voglia credere in un dio, ben venga, che voglia essere ateo, mi va bene lo stesso. Per me, ripeto, non fa alcuna differenza.
    Indy

  10. #70
    Partecipante Super Figo Char_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran fico L'avatar di Char_Lie
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    Riferimento: E quelli che non credono?

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Vedo che le discussioni più accese (e più seguite) in questa stanza, riguardano le posizioni della Chiesa Cattolica. Aborto, sacerdozio degli omosessuali, consigli per i matrimoni con persone di diversa religione e, precedentemente, esorcismi vari.
    Voglio provare a lanciare una provocazione a tutti coloro che intervengono in questi 3d: ma perché dobbiamo preoccuparci tanto di quel che la Chiesa fa al suo interno? Vogliono impedire che un omosessuale diventi prete? Affari loro! Al massimo posso dire: non sapete che vi perdete quanto a cultura, ironia, saggezza e rispetto degli altri. Ma riguarda LORO. Riguarda la gerarchia, la chiesa, i cattolici. Insomma quelli che dichiarano di credere in quel dio lì.
    Ora, io non capisco bene che bisogno ci sia, da parte di chi in quel dio non crede, di contestare ogni scelta della chiesa cattolica. Io, l'ho dichiarato esplicitamente più volte, sono ateo. Non riconosco l'esistenza di dei. Non mi interessa quel che uan chiesa fa al suo interno. Posso arrabbiarmi (e lo faccio) quando un'organizzazione religiosa, che per giunta è anche un'organizzazione politico-statuale, pretende di dire a me, cittadino italiano, come devo comportarmi o che leggi devo approvare o rifiutare.
    Penso che i continui interventi su questi argomenti facciano solo da cassa di risonanza alle opinioni di un piccolo gruppo di persone che, non fosse per il fatto che tutti parlano di loro, sarebbe una goccia nel mare.
    Proviamo ad aprire una discussione tra chi in quel dio non crede, tra chi considera quella chiesa, come ogni altra chiesa, un'organizzazione costruita da uomini (e a volte da donne) per fini molto terreni, per capire tra di noi come vivere (e bene) senza dei e senza chiese? Io penso sia possibile. Voi?

    Buona vita

    Guglielmo
    Non credo che si possa affermare che quel che fa un organismo (la Chiesa) separato da un altro organismo (noi) nei confronti di certi terzi (omosessuali) debba riguardare solo ed esclusivamente questo organismo (Chiesa nella sua forma temporale). Io posso dire di essere inevitabilmente intollerante verso certi atteggiamenti e comportamenti di quel tipo di stato ed organizzazione.
    Se delle persone, che credono in un certo dio, compiono certe azioni che ritengo scorrette io soggettivamente non posso davvero far finta di nulla. Supponi che un certo tipo di religione impedisca ad un certo tipo di persone di inserirsi in un certo ambiente sociale e lavorativo (fare il prete per me rappresenta anche fare un lavoro, un sistema per esistere e sopravvivere), bene... Io non posso rispettare davvero questi atteggiamenti, mi sentirei inevitabilmente opposto a questi ed entrerei in conflitto con essi (ed a seconda della gravità di quel che compiono contro la mia idea di rispetto dell'umanità potrei arrivare anche ad uno scontro violento contro di essi).
    I membri della Chiesa non possono fare quel che gli pare per me (i loro affari non sono soltanto i loro), i suoi membri possono credere in quel che pare a loro, questo sì, ma se le credenze si trasformano poi in azioni sociali effettive e concrete che emarginano e discriminano certi tipi di persone facendole soffrire troppo, sia pure all'interno di un certo tipo di gerarchia che spartisce comunque certe fette di potere e di risorse economiche non so se io sarei disposto a rispettare questo tipo di organizzazione.
    Credo che se io disponessi di un certo potere politico extra statale la metterei fuori legge e la smantellerei. Se sono onesto fino in fondo con quel che provo io, mi scopro intollerante (non sono contrario all'intolleranza ma proprio a certi tipi di persone e comportamenti), in pace spesso con gli altri non si può stare perché non c'è una separazione netta tra i nostri affari e gli affari di questi ultimi, spesso diversi interessi si accavallano inevitabilmente e non possono convivere tutti. Non ci si può far realmente gli affari propri, perché gli affari nel mondo esistono in modo condiviso. Se si realizza qualcosa se ne escludono spesso altre, non posso rispettare davvero certi tipi di persone e comportamenti, siamo antitetici, c'è poco da fare. Se penso che una persona sta compiendo qualcosa di male ed ho qualche strumento effettivo per fermarla agevolmente non riesco davvero a limitarmi a dirle "fai come ti pare, secondo me sbagli, questo riguarda solo te" quando poi il suo comportamento finisce col coinvolgere anche altre persone oltre a lei (che non si sentono rispettate da questi atteggiamenti) e che io per certi motivi ho intenzione di difendere.
    Io non rispetto chi non rispetta gli omosessuali, semplice, se una religione impone di emarginare gli omosessuali all'interno di un certo stato, la mia mi impone di mandare a quel paese questo tipo di religione, liberi loro (secondo la loro idea di libertà), libero io (secondo la mia). Certe forme di libertà secondo me risultano antitetiche, insieme certi comportamenti ed atteggiamenti non possono esistere facendo sussistere contemporaneamente anche una certa forma di rispetto reciproco.
    Anche gli affari di chi vive in un altro stato in qualche modo sono nostri, non li si può separare nettamente dai nostri perché interni ad un'altra organizzazione. Che esiste quell'organizzazione lo vediamo ed osserviamo bene tutti, ma il ritenerla corretta o meno nei confronti di certe idee che animano ognuno di noi può spingerci ad operare effettivamente con certi strumenti concreti e a non farci solo gli affari nostri. I loro affari ed i nostri spesso purtroppo coincidono. Certi opposti non si possono conciliare, non esiste sintesi quando poi si ha a che fare concretamente con l'esclusione all'accesso di certe risorse. Insomma rispettare tutti gli stili di vita concreti è un'utopia e là dove entrano in conflitto c'è solo una soluzione: la lotta e lo scontro. La dialettica spesso rappresenta solo un'illusione, anzi spesso è solo un altro strumento usato all'interno di questa lotta da chi sa maneggiare le parole e ubriacare l'avversario.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 30-04-2011 alle ore 23.06.47
    RO

    Oh, noi li persuaderemo che diverranno liberi solo quando rimetteranno a noi la loro libertà e a noi si sottometteranno. E avremo ragione oppure mentiremo?
    Essi saranno convinti che noi abbiamo ragione...

  11. #71
    Partecipante Esperto Patrizia67 è un OPsiano riconosciutoPatrizia67 è un OPsiano riconosciutoPatrizia67 è un OPsiano riconosciutoPatrizia67 è un OPsiano riconosciutoPatrizia67 è un OPsiano riconosciutoPatrizia67 è un OPsiano riconosciutoPatrizia67 è un OPsiano riconosciutoPatrizia67 è un OPsiano riconosciutoPatrizia67 è un OPsiano riconosciutoPatrizia67 è un OPsiano riconosciutoPatrizia67 è un OPsiano riconosciuto L'avatar di Patrizia67
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    Riferimento: E quelli che non credono?

    Interessante discussione.

    Il problema per me è solo questo: Le interferenze fra Stato e Chiesa cattolica.

    Ora, io per molte religioni sono una peccatrice (non solo quella cattolica): non porto il velo, vesto con i bottoni (gli Amish non approverebbero), sono divorziata, mi sono risposata, ho avuto delle trasfusioni (i Testimoni di Geova mi avrebbero espulsa), ecc... Credo di aver violato molte norme di moltissime religioni presenti nel pianeta.

    Tuttavia, finché nessuna religione viene in casa mia, nella nazione dove vivo a impormi cosa fare, per me tutto va bene e chi vuole professare qualsiasi religione, lo faccia pure (concetto che credo esprima correttamente Guglielmo), nel rispetto della legge nazionale. Mi consideri pure peccatrice, non mi faccia entrare nei loro luoghi di culto, non mi dia la comunione, ecc.. Sarebbe assurdo se io pretendessi che loro cambino i loro dogmi per me o per chi la pensa come me.

    Il problema è se la chiesa cattolica pretende vietare il divorzio, pensi di mettere bocca sulla fecondazione assistita, sulla decisione di porre fine alla vita qualora non ci fossero più speranze e le cure divenissero accanimento terapeutico, proibisca l'aborto a chi lo vuole fare, impedisca le unioni omosessuali, ecc... e influenzasse le leggi di uno stato laico in merito di libertà della persona.

    Ecco, secondo me è questo che dovremmo fare in modo di evitare.
    Chi vuole seguire i loro dettami non sarà certo costretto ad abortire, a divorziare, gli staccheranno la spina di un respiratore se lui non ha deciso che non è la sua volontà, sarà costretto a farsi fecondare in modo artificiale o lo faranno sposare con una persona dello stesso sesso. Ma per tutti gli altri, che ci sia scelta.

    Per me uno stato civile è quello che si svincola dalle religioni, che non ammette commistioni e che tutela i diritti dei cittadini. Tutti.
    Per me il problema non è solo la Chiesa e il suo potere temporale, ma i politici che permettono che questo accada.

  12. #72
    lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!lialy è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza! L'avatar di lialy
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    Riferimento: E quelli che non credono?

    vi ricordo che è vietatodal regolamento uppare discussioni datate, ma credo che questo argomento sia sempre molto attuale, quindi possiamo continuare a confrontarci, probabilemente molti che 5 anni fa avevano scritto in questa discussione, adesso non sono più attivi, quindi non aspettatevi risposte!


    Noi possiamo anche sbagliare, ma il nostro inconscio ci vede benissimo..



    La Libertà che ho sempre cercato e x il quale ho lottato,
    è una L. che mi ostino a cercare dagli altri ma sono io stessa che non riesco a rendermi Libera.
    La L. la devo ottenere da me stessa,devo impossessarmi della forza del censore e riuscire finalmente A VIVERE!


  13. #73
    Partecipante Super Figo Char_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran ficoChar_Lie è proprio un gran fico L'avatar di Char_Lie
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    Riferimento: E quelli che non credono?

    Citazione Originalmente inviato da Patrizia67 Visualizza messaggio
    Interessante discussione.

    Il problema per me è solo questo: Le interferenze fra Stato e Chiesa cattolica.

    Ora, io per molte religioni sono una peccatrice (non solo quella cattolica): non porto il velo, vesto con i bottoni (gli Amish non approverebbero), sono divorziata, mi sono risposata, ho avuto delle trasfusioni (i Testimoni di Geova mi avrebbero espulsa), ecc... Credo di aver violato molte norme di moltissime religioni presenti nel pianeta.

    Tuttavia, finché nessuna religione viene in casa mia, nella nazione dove vivo a impormi cosa fare, per me tutto va bene e chi vuole professare qualsiasi religione, lo faccia pure (concetto che credo esprima correttamente Guglielmo), nel rispetto della legge nazionale. Mi consideri pure peccatrice, non mi faccia entrare nei loro luoghi di culto, non mi dia la comunione, ecc.. Sarebbe assurdo se io pretendessi che loro cambino i loro dogmi per me o per chi la pensa come me.

    Il problema è se la chiesa cattolica pretende vietare il divorzio, pensi di mettere bocca sulla fecondazione assistita, sulla decisione di porre fine alla vita qualora non ci fossero più speranze e le cure divenissero accanimento terapeutico, proibisca l'aborto a chi lo vuole fare, impedisca le unioni omosessuali, ecc... e influenzasse le leggi di uno stato laico in merito di libertà della persona.

    Ecco, secondo me è questo che dovremmo fare in modo di evitare.
    Chi vuole seguire i loro dettami non sarà certo costretto ad abortire, a divorziare, gli staccheranno la spina di un respiratore se lui non ha deciso che non è la sua volontà, sarà costretto a farsi fecondare in modo artificiale o lo faranno sposare con una persona dello stesso sesso. Ma per tutti gli altri, che ci sia scelta.

    Per me uno stato civile è quello che si svincola dalle religioni, che non ammette commistioni e che tutela i diritti dei cittadini. Tutti.
    Per me il problema non è solo la Chiesa e il suo potere temporale, ma i politici che permettono che questo accada.
    Secondo me le cose non possono essere distinte così nettamente: in casa propria si può fare quel che si vuole nei confronti di chi mette piede in questa casa?
    Se io ritengo che la tortura praticata in un certo stato da certe organizzazioni statali sia ingiusta cerco di non farmi gli affari miei e cerco di imporre il mio punto di vista aggredendo con vari strumenti certi avversari con i quali "non sono d'accordo" ad un livello profondo. Io non posso rispettare il punto di vista delle persone che praticano certi atti, sono opposto a queste, riconosco che esistono ma amici non possiamo di certo essere, non stiamo dalla stessa parte e non posso riconoscere questi diritti di cui si sono appropriati (d'altra parte anche io mi sono appropriato di determinate cose in un altro contesto), abbiamo idee di base distinte riguardo a quel che è corretto, non si può stipulare una base comune da cui partire. Non credo che se fanno queste cose a casa loro nei confronti di certe persone che vivono e si trovano su quel suolo va tutto bene per me, basta che non vengano a scocciarmi a casa mia, nel mio territorio. I fatti loro sono fatti miei e viceversa, non possiamo separare nettamente le cose perché fino a prova contraria viviamo nello stesso mondo.
    Le divisioni politiche stesse vengono costituite con la forza, la persuasione e la lotta, quindi non sono entità che vanno riconosciute e basta nel loro diritto d'esistere così come sono, si può anche non riconoscerle, tentare di abbatterle, inglobarle in un altro ordinamento. Una persona che crede davvero in un certo tipo di divinità se alla fine traduce questa fede in certe forme di comportamenti fonda uno stato ed occupa un territorio stipulando leggi con altre persone che sono d'accordo con questa e che limitano o violano certi diritti di certi individui (dei bambini ad esempio) che io ritengo inviolabili, non posso che essere opposto a questi atteggiamenti e loro viceversa al mondo di norme che voglio costituire io.
    Nessuno può farsi solo gli affari propri, perché questa regola non si sa cosa possa significare in generale: gli affari propri poi chi decide quali sono?

    Io pongo solo una domanda:

    Quel che accade o che certi individui compiono in un altro paese può far parte dei nostri affari o no?

    Un territorio è stato occupato da certe persone, perché queste dovrebbero avere più diritto di altre nello stipulare delle leggi su quel territorio? Io non riconosco alcuna casa mia propria, la mia casa è il mondo stesso, gli affari miei sono buona parte di quel che accade in questo globo e che mi sta a cuore o mi interessa. Non sono gli affari nella loro essenza a determinare se son nostri o no, siamo noi ad appropriarcene e a farli nostri, noi individui, ognuno singolarmente.

    Gli affari concreti della Chiesa, che si traducono in norme, comportamenti, divieti effettivi, spartizioni di capitali economici, non sono solo della Chiesa. Non abbiamo a che fare con certe funzioni interne di un organismo come la digestione o il pensare tra sé, ma di un'istituzione, un'organizzazione, le cui funzioni interne e che si sviluppano in un territorio o anche più in astratto in azioni economiche risultano sempre e comunque esterne e condivise con diversi altri individui che si trovano nelle più svariate posizioni rispetto a questa.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 01-05-2011 alle ore 16.27.51
    RO

    Oh, noi li persuaderemo che diverranno liberi solo quando rimetteranno a noi la loro libertà e a noi si sottometteranno. E avremo ragione oppure mentiremo?
    Essi saranno convinti che noi abbiamo ragione...

  14. #74
    Postatore Epico Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!Johnny è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza! L'avatar di Johnny
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    Riferimento: E quelli che non credono?

    dunque, io non sono esperto di religione nè tantomeno un teologo, però cerco di esprimere il mio punto di vista, con parole mie:

    per chi crede, Gesù è il figlio di Dio e quindi la Verità assoluta, quindi ciò che ha detto e fatto nella sua vita è un esempio su come comportarsi. Infatti la vita di Gesù è stata poi raccontata nei Vangeli e, sempre per chi è credente, il Vangelo è la Parola di Dio.

    La Chiesa è un'istituzione di natura divina , non umana, infatti il Papa è il successore di San Pietro, e la Chiesa dice come deve essere interpretato ciò che sta scritto nel Vangelo.
    E' importante dire questo peché altrimenti la Parola di Dio potrebbe esere interpretata liberamente e secondo i propri comodi, ed è quello che fanno le sette, ad esempio.

    La Chiesa ha una dottrina sociale, che si occupa di come gli insegnameni del Vangelo devono essere applicati nella vita politico-sociale.
    E' normale quindi che la Chiesa si esprima su varie questioni (aborto, matrimonio, ecc....). La Chiesa, però, non obbliga nessuno a seguire i suoi principi, ognuno è libero di scegliere ciò che vuole nella vita. La libertà di scelta , fra l'altro, è una caratteristica della religione cristiana, infatti Gesù non ha mai obbligato nessuno a seguirlo né ha punito qualcuno per non averlo fatto (al contrario di altre religioni), anzi è stato crocifisso ed ha perdonato i suoi carnefici (pregava per loro mentre lo stavano sacrificando), e ha detto al ladrone accanto a lui che sarebbe stato in Paradiso quel giorno.
    La religione cristiana quindi è una religione che dice cosa fare, ma non obbliga nessuno a farlo peché l'essere umano ha la libertà di sceglere secondo coscienza.

    Tutto ciò per dire che è ovvio che la Chiesa si esprima su cosa fare nella vita, ma nessuno è obbligato a farlo.


    Andando un po' fuori tema, consiglio a tutti di tenersi stretta la nostra religione perché il fatto che molte persone critichino il Papa o lo imitino in televisione non sarebbe possibile farlo in altre religioni, pena la morte, la legge del taglione, la lapidazione...
    Ultima modifica di Johnny : 12-06-2011 alle ore 11.20.00
    Hakuna matata - no problem

    Nell'arte, lo spirito importa più della tecnica - Gichin Funakoshi

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