Ciao! Scrivo qui per esporre i miei dubbi, sperando di trovare in voi qualcuno con cui confrontarmi...
Le mie perplessità riguardano la scelta e l'adesione ad una prospettiva teorica...
Più vado avanti più mi sembra di non poter condividere fino in fondo un approccio teorico...
Mi spiego meglio. So, e ne ho la consapevolezza, che gli orientamenti cognitivi e comportamentali non mi rappresentano... anche quando mi imbatto in aspetti e spiegazioni per me plausibili.. bè, mi rimane lo stesso quel senso di superficalità. Penso di essere più vicina ad un tipo di speculazione più "profonda", che vada al di là del comportamento osservato o di modelli della mente e spiegazioni semplicistiche.
D'altro canto, però, spesso non mi trovo d'aCCORDO neppure con gli ordini di spiegazione di stampo psicoanalitico: alcune interpretazioni mi sembrano troppo lontane, un bel po' azzardate e, ugualmente, non mi rappresentano!
Non vorrei sembrare presuntuosa, e non è questo il senso di questo discorso.
Io mi sento davvero in crisi, poichè per "entrare" davvero in una teoria e in una pratica clinica io ho bisogno di condividere appieno le fondamenta teoriche di base.
Ho fatto delle scelte, ho rinunciato ad un lavoro che mi piaceva per intraprendere questa strada. E ora ho bisogno di una prospettiva che mi convinca, che mi emozioni, in cui sento davvero di credere! Pretendo troppo?
Per favore, ditemi come la pensate!!!!
Novalis
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