Davanti a un cliente che sente che il personale ordinario tende, nella sua limitazione, ad essere costrittivo e separato, può lo psicologo agire in senso trans-personale?
Ritengo di sì.
Il transpersonale sottolinea la nostra fondamentale unità con la vita e con gli altri, tutti essendo parte di quella Realtà ultima di cui viviamo e per cui viviamo.
Fare cenno agli aspetti trascendenti dell'esistenza, non implica l'adesione ad un credo o ad una tradizione particolari.
La psicoterapia transpersonale è un approccio scientifico e non fideistico: non prende avvio da rivelazioni dogmatiche, ma da una ricerca attenta e sistematica sugli stati di coscienza non-ordinari.
Quegli stessi stati di consapevolezza che nel Cristianesimo esoterico sono stati delineati come "regno dei Cieli", nello Zen come satori, nel Taoismo come vuoto, nel Sufismo come "estinzione dell'Io", nello sciamanesimo come esperienze di transe organismica e nel Buddhismo come nirvana.
Non è fondamentale la risposta se credo o no in Dio, ma di sicuro uno psicologo in grado di parlarne senza prendere posizioni fideistiche e restando in osservazione laica può aiutare il cammino spirituale del cliente.
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