Scusate, avrei bisogno di qualche indicazione bibliografica su come si può strutturare un intervento di sostegno per una persona che ha deciso di abortire e ora deve affrontare il "dopo".
Spero che qualcuno possa darmi qualche suggerimento..
Questa discussione si intitola Dopo un aborto nella sezione Psicologia Clinica, appartenente alla categoria Forum tematici; Scusate, avrei bisogno di qualche indicazione bibliografica su come si può strutturare un intervento di sostegno per una persona che ...
Scusate, avrei bisogno di qualche indicazione bibliografica su come si può strutturare un intervento di sostegno per una persona che ha deciso di abortire e ora deve affrontare il "dopo".
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Perfer et obdura. Dolor hic tibi proderit olim.






difficile suli bella, difficile.
la sento dura, d'argomento... nel senso mi immagino commenti come: "che s'arrangi!" (duro ma son fantasioso), o davvero crisi di citazioni come la mia in questo ed altri momenti.+ti farò saper.
a prest
"... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)
http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY
Il "s'arrangi" è purtroppo già sentito tante volte, ma io non credo a queste cose. Anzi, vorrei poter offrire la mia professionalità al meglio, in questo come negli altri casi.
Se hai consigli, citazioni, qualsiasi cosa...
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l'aborto non è altro che un lutto, quindi sarebbero utili quei libri che trattano questo argomanto.
esiste un libro della mondadori che si chiama "l'elaborazione del lutto" non ricordo l'autore ma è un buon libro.
Nuovo blog di psicologia...attendo consigli per migliorarlo www.psicopub.blogspot.com
qui troverete anche il blog del mio studio, vi aspetto!!
www.studioassociatopsicologia.blogspot.com
grazie per la risposta...temevo che nessuno avrebbe ascoltato la mia richiesta!!
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"l'aborto non è altro che un lutto"
a dire il vero mi fa un pò paura questo 'non è altro che un...'
poi che lo sia sono anche dello stesso parere ma, magari: 'è un lutto'...
"non è altro che", mi disturba.
un saluto
"... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)
http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY
ho usato quella forma per indicare che non è altro che una delle tante forma di lutto da elaborare.
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allora. bisogna capire il PERCHE' di tale sofferenza da parte della donna, che potrebbe anche essere legata al perchè ha interrotto la gravidanza (uso questa frase, se non vi dispiace, mi sembra più congeniale e tecnica)
vive una vera perdita? potrebbe essere vissuta come un lutto
è stata costretta/se n'è pentita/cozza con la sua etica ma non c'era nulla da fare/etc? potrebbero essere sentimenti di vergogna e senso di colpa. lo stesso vale per la paura di perdere una buona immagine sociale, di macchiarsi di un delitto (cosa che accade frequentemente al sud)
oppure potrebbe star accadendo che la donna lo viva come un trauma. le tante analisi, l'operazione, l'anestesia, il dolore dopo, non sono bazzecole. quindi potrebbe generare un vero disturbo post traumatico da stress.
insomma stella, il trattamento (così anche la consultazione della bibliografia) va impostato su come lo vive la donna ha vissuto, vive l'evento (e non sempre queste motivazioni sono perfettamente coscienti) e su quali implicazioni esso possa avere nel futuro.
tutto questo va esplorato mediante colloquio. se ti tuffi in un certo tipo di bibliografia rischi di scambiare fischi per fiaschi.
coraggio, su![]()
Se ti può essere d'aiuto c'è un bel libro sulla maternità( da molteplici punti di vista) di Daniel Stern e s'intitola: "Nascita di una madre" Ed. Mondadori.
Buona lettura!
Non ho libri da consigliare, piuttosto ti direi in che senso cercherei di strutturare l'intervento. Se ormai ha abortito, cercherei di non mettere in moto discorsi sul passato e sul perchè l'ha fatto (implicitamente suggeriscono che si poteva faer altrimenti) ma ascolterei - solo per una seduta e neppure tutta - come è andata la vicenda. Una volta trovato il suo razionale per la decisione (qualunque esso sia) cercherei di rafforzare la sua decisione, connotandola positivamente per la sua crescita personale (includendo la decisione di fare dei colloqui). In ogni caso farei non più di 8-10 colloqui, i primi due a cadenza settimanale, poi inizierei ad allungare i tempi. Fondamentale, le direi che in ogni momento può tornare a parlare, se ne sente la necessità.
Questo è ciò che farei se la persona in questione non focalizza la necessità di una psicoterapia: in questo caso è profondamente diverso.
Grazie mille delle osservazioni e dei consigli, anche per la strutturazione dell'intervento.
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io ho dovuto accettare il dolore di un aborto spontaneo..non ci sono testi che reggano..se puoi impediscile di farsi da sola una cosa simile...non si può cancellare un esperienza del genere sia che la donna in questione sia già madre di altri figli o sia che sia alla prima gravidanza...
più lei è sensibile più sarà lacerata..ti prego..fa qualcosa...
se si è rivolta a te..puoi ancora convinverla a darsi una chance per lei e per la creatura che aspetta...non lasciarla rassegnare..sarà vinta...ti prego sulinari....
diventa suo sostegno..in fondo è quetso che si aspetta di trovare in te ,sbaglio?
Mi dispiace molto per quello che hai dovuto affrontare. Non credo di poter immaginare davvero il dolore che devi aver provato....o che provi ancora.
La situazione è diversa nel caso di cui parlo io, però: si è trattato di una scelta, che è già stata messa in atto. Ora io cerco per come posso (è molto complesso tutto quanto qui) di esserle di sostegno nell'elborare e nell'integrare dentro di sè tutto questo.
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mi dispiace tantissimo...ti aspetta un compito arduo allora...
buona fortuna a lei e a te cara sulinari e scusami se son stata un po'
fuori tema..ad ogni modo io non conosco testi che ti possano essere utili..
posso solo dire che lei dovrà volersi bene e potrà farlo quando si perdonerà serenamente della sua difficile scelta...in bocca al lupo
Ho apeena aperto un tred sugli strascichi che può aver un aborto non integrato. anche dopo più di dieci anni...
è veramente una sofferenza enorme per la donna che difficilmente si può comprendere fino in fondo.
Siamo professionisti e dobbiamo accoglierla seza farsi shokkare, o quanto meno esserne consapevoli. questo è un primo lavoro che ti consiglio, un tuo spazio di pensiero.
per l'intervento purtroppo anch'io brancolo nel buio.
Ovviamente perà la prima cosa è una calda empatia e accoglienza.
Non si deve sentire sola ad affrontare l'evento.
Ricordiamoci sempre il senso di vuoto (sia fisico che immaginativo" che prova.
Magari è un buon inizio per lavorarci su..
tieneimi aggiornata!
In bocca al lupo!