Ciao a tutti, sono un po' emozionata per il mio debuttospero di aver fatto un lavoro almeno decente
ho scritto di getto in poco tempo, quindi lo stile non è curato come piace a me, ma avevo promesso di pubblicarlo oggi, quindi...
Potete anche cominciare a postare domande, io rispondero più in serata, verso ora di cena, e dopo... Le modalità di gioco sono quelle classiche, risposte secche se no indovinate subito.
Buona lettura!
LA FESTA
Era sabato pomeriggio, la primavera stava per arrivare ed era una bella giornata, illuminata da un sole tiepido.
Annie era contenta ed elettrizzata, perché stava preparando tutto il necessario per la festa di quella sera. Aveva mandato Gordon al market per acquistare del succo d’arancia e dello spumante, perché si era dimenticata di comprarli, quando aveva fatto la spesa quella mattina. Dimenticanza strana per lei, perché era una grande organizzatrice, le piaceva pianificare nei minimi particolari le serate con gli amici, e si innervosiva se le cose non andavano secondo il suo programma. Tuttavia, da qualche tempo Annie assumeva spesso un’aria trasognata, che stonava con la sua personalità pragmatica. Non mancava nient’altro, Annie si avvicinò al mobile bar e prese una vecchia bottiglia di brandy mezza vuota che stava lì da qualche anno, perché nessuno lo beveva e veniva tirato fuori solo nelle grandi occasioni.
John, l’amico d’infanzia di Gordon, aveva promesso che sarebbe passato a prendere Eve nel primo pomeriggio per andare ad aiutare Annie e Gordon ad ultimare i preparativi.
Erano ormai passate le 19.00 e i due non si vedevano. Gordon era tornato da un pezzo con la spesa, e la cara Mildred aveva potuto preparare il suo famigerato e fortissimo “bacio dell’inferno”, prima di andar via.
Annie era preoccupata, pensò che potesse essere successo qualcosa, sapeva che l’auto di John aveva dato problemi ultimamente. Provò a telefonare a casa di entrambi, ma non rispondeva nessuno.
Stava per infilare l’indice nel disco del telefono per riprovare quando qualcuno bussò alla porta. Gordon andò ad aprire: erano Eve e John, sorridenti, che si scusavano per il ritardo. John aveva le mani sporche di nero e si diresse subito verso il bagno; Gordon lo seguì incuriosito chiedendo cosa fosse successo, e John cominciò a parlargli con i suoi consueti modi gioviali. Intano Eve aveva raggiunto Annie in cucina, che le chiese con cortesia, ma con una quasi impercettibile nota di disappunto nella voce, come mai avessero fatto così tardi. Eve la guardò per qualche secondo, poi scoppiò in una risata che le illuminò il volto e che cercò subito di trattenere portandosi la mano alla bocca; e disse “aspetta, ora ti racconto che è successo”, e insieme andarono in salotto per riporre il soprabito di Eve, parlando in modo sommesso e civettuolo.
Alle 19.45 era quasi tutto pronto, Gordon sistemava le sedie, Annie cambiava gli asciugamani in bagno e John e Eve davano una mano ad apparecchiare per il buffet.
Alle 20.30 erano ormai arrivati tutti gli invitati, che Gordon e Annie avevano fatto accomodare nel seminterrato, al quale si accedeva dal salotto per via di una vecchia scala a chiocciola in legno.
Durante la serata Eve chiacchierò quasi solo con i pochi che conosceva, ma con questi fu estremamente solare e divertente, mostrando costantemente un sorriso dolce ed emozionato.
John, come suo solito, era un gran compagnone, e intrattenne tutti con il suo modo di fare carismatico e brillante ma mai invadente, saltando da un gruppetto di persone all’altro con simpatica leggerezza.
Gordon non aveva la parlantina particolarmente sciolta, ma mostrava modi sempre cordiali; parlò soprattutto con John e con Eve, allontanandosi di tanto in tanto per offrire da bere a tutti e assicurarsi che tutti fossero comodi e a loro agio.
Annie sembrava distratta, chiacchierò con tutti gli invitati, perlopiù di argomenti superficiali. Niente di strano, pensarono alcuni, in fondo parlare di argomenti troppo seri ad una festa può risultare inopportuno e di cattivo gusto, a volte, e Annie di sicuro era il tipo di persona che conosce l’etichetta. Daniel, il vicino di casa, noto a tutti per essere l’insegnante più bravo della scuola del paese, ma anche il più logorroico, riempì la testa di Annie di chiacchiere di ogni genere, fino a quando disse sorridendo: “scusa, come al solito parlo troppo, devo averti annoiata a morte con tutte queste chiacchiere.” Annie gli rispose distrattamente: “eh? Come, scusa? Perdonami, stavo notando che sono finite le tartine ed ero sovrappensiero”. “Non fa niente” replicò Daniel fissandosi le scarpe, “stavo solo dicendo che devo andare, domattina ho la prima ora e sono stanco.” Dopodiché si voltò e andò via, salutando tutti frettolosamente. Annie non ci fece caso più di tanto, e si diresse verso il vassoio di tartine. Tutto sommato, sia Annie che Gordon furono degli ottimi padroni di casa, attenti a riempire tempestivamente vassoi e vaschette, e a sostituire le bottiglie e le brocche vuote.
Poco dopo Eve guardò l’orologio e disse “sono appena le dieci e un quarto e già fa così freddo? Ho i brividi.” John la guardò stupito poichè era in maniche di camicia e non aveva affatto freddo, ma pensò anche che fino a quel momento era stato una specie di trottola tra gli invitati, non si era fermato un attimo, per cui non faceva testo. Trascorse ancora qualche minuto, e d’improvviso si sentì un tonfo. Tutti si girarono verso il fondo della stanza dove stavano i tavoli, poiché il tonfo proveniva da quella parte, e videro Eve sdraiata a terra. John si chinò su di lei per scuoterla, e dopo qualche secondo alzò lo sguardo verso la sala e disse: “credo che sia morta”.


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