12 febbraio Los Angeles - Carol è ansiosa di prendere un taxi prima possibile. Questa mattina al risveglio tutto le è sembrato diverso e le paure del giorno prima si sono dissolte. Certo, è consapevole di quello che deve affrontare, ma sa anche che, in un modo o nell'altro, le cose si sistemeranno. Esce dalla porta senza preoccuparsi nemmeno di chiuderla, deve assolutamente trovare un taxi alla svelta. Sotto casa, però, trova l'auto di David. Quando al suo risveglio non lo ha trovato in casa, ha pensato che lui avesse capito e fosse andato via per sempre, invece è costretta ad affrontarlo di nuovo. Ora Carol sa che non sarà così facile riuscire a prendere quel taxi.
David scende dall'auto, sicuramente è ancora arrabbiato per il litigio che hanno avuto la sera prima, Carol ha passato tutta la notte a piangere e supplicarlo di cambiare idea.
Oggi però Carol non ha più intenzione di implorare: "Vado di fretta, devo prendere un taxi, ho deciso di tornare nel Montana" gli dice senza nemmeno guardarlo negli occhi, "Ti accompagno io" risponde David, le prende il borsone e la aiuta a salire in macchina.
14 febbraio - David si ferma al distributore per fare benzina, ormai manca poco per arrivare in Messico, guarda il sedile posteriore soddisfatto, non tutto è andato come aveva progettato, ma ormai è acqua passata. Non ha tempo da perdere, ma è troppo stanco per rimettersi subito in macchina. Si dirige verso la tavola calda lì accanto, ci sono solo due persone ad un tavolo e la cameriera sta pulendo il bancone. All'arrivo di David gli versa subito del caffè e gli porge il Los Angeles Times. David dà un'occhiata al quotidiano...


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e non bisogna correre il rischio di proiettare quel nome e quell'immagine su altre 

bellissima questa ipotesi... peccato che sia sbagliata 
