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disturbo borderline

Questa discussione si intitola disturbo borderline nella sezione Tesi di Laurea, appartenente alla categoria I forum degli studenti e delle facoltà di Psicologia; .. avevo provato a rispondere prima con un altro messaggio che non e' stato pubblicato.. chissa forse destino.... per ora ...

  1. #16
    Neofita footprints è sulla buona strada
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    Riferimento: disturbo borderline

    .. avevo provato a rispondere prima con un altro messaggio che non e' stato pubblicato.. chissa forse destino.... per ora l'unica cosa certa e' che sto male e mi sento sola, e voglio fare qualcosa per ME... non lo so.. capisco la malattia e quanto tremenda possa essere la malattia mentale specie per il contagio che ne comporta... pero' credo che ognuno di noi abbia lati del carattere sbagliati che la malattia accentua... non lo so... tipo se una persona e' egocentrica di fondo la malattia amplifica questa cosa... se guarisce comunque sempre egocentrica rimane....sono molto confusa, ma io non credo che ci sia in questi soggetti la volonta di intraprendere una terapia per farsi veramente curare... dentro di loro vogliono a tutti i costi rimanere nello stato in cui sono... non voglio fare di tutta l'erba un fascio.. ma nel mio caso... non ci sta volonta'... la domanda che mi pongo e' se queste persone ad un certo punto, si facciano scudo del loro malessere, perche ogni comportamento aggressivo, ogni parolaccia, ogni offesa, ogni tentativo di sminuire persone normali sia sempre giustificato perche loro sono "malati"... non lo so... io saro' anche una persona buona che per aiutare qualcuno si fa in quattro... ma non sono una persona stupida e la mia forte percezione e' che almeno nella mia esperienza il confine tra il disturbo e il mero CAPRICCIO e' fin troppo labile... ma forse sbagliero'....

  2. #17
    Partecipante Assiduo mynuvola è sulla buona strada L'avatar di mynuvola
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    Riferimento: disturbo borderline

    Ti assicuro che non è come pensi, non è capriccio. Ma non è semplice spiegare tutto questo attraverso poche righe su un forum, è un discorso profondo e complesso. Il tuo terapeuta è sicuramente in grado di darti risposte in modo molto più preparato e competente di quanto io o altre persone qui sul forum possiamo fare. Visto quanto ha toccato il tuo animo questo rapporto è bene che tu riceva le spiegazioni che cerchi da chi può dedicarti il giusto tempo e la giusta esperienza. È bene che tu ti stia sforzando di capire, ma devi farlo nel modo e con le persone giuste. Lo dico perché penso sinceramente sia la cosa migliore per te. Un caro saluto

  3. #18
    Neofita footprints è sulla buona strada
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    Riferimento: disturbo borderline

    ... grazie... lo faro sicuramente, perche alla fine chi ci ha perso di piu in tutto questo sono io... solo mi chiedo come mai nessuno degli amici comuni che sapevano che soffriva di questa cosa non mi hanno mai detto niente... se lo avessi saputo, mi sarei documentata... cosa pretendevano che se mi chiamava e mi diceva mi taglio le vene io le rispondevo fallo.... no... mi precipitavo subito a casa sua finche non si calmava... e mi ci sono sempre precipitata perche avevo paura che lo facesse davvero un giorno. Perche nessuno mi ha mai detto le cose.. perche

  4. #19
    Partecipante pet-therapy è sulla buona strada L'avatar di pet-therapy
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    Riferimento: disturbo borderline

    Citazione Originalmente inviato da mynuvola Visualizza messaggio
    l tuo terapeuta ha ragione, il rapporto con persone affette da disturbo di personalità borderline è quanto mai complesso, ancora di più se si intreccia con momenti difficili e di crisi che purtroppo attraversano la vita di tutti noi e che rendono ancora più problematico confrontarsi con queste persone che richiedono molte energie.
    Se te la senti sarebbe bene che tu riuscissi a parlare di questi tuoi sentimenti con il tuo terapeuta, ti potrebbe aiutare a capirli e ad elaborarli, può essere sicuramente un sostegno importante e può consigliarti su come relazionarti a questa persona. Se ti ha consigliato di allontanarti da lei è perché probabilmente ritiene che in questo momento possa nuocerti un confronto continuo così difficile. Sono sicura che col tempo, un po’ di pazienza e tanto impegno tu possa riuscire a stare meglio e a trovare l’equilibrio giusto per superare questa situazione difficile che stai attraversando. La psicoterapia è un percorso lungo e difficile, fatto di tante tappe, ma può aiutarti a uscire da questi sentimenti che ora ti opprimono. Tieni duro e non perderti d’animo.
    Ciao,
    anche io ho conosciuto una persona bordeline, ovviamente solo in un secondo momento, e la nostra "amicizia" è ovviamente terminata, e ora sono la sua nemica n.1....a parte tutto quello che mi spaventa è sapere che ora lavora come psicologa!!
    mi domando se è possibile che possa lavorare per le persone se lei stessa ha bisogno di essere curata?
    pet

  5. #20
    Partecipante Assiduo mynuvola è sulla buona strada L'avatar di mynuvola
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    Riferimento: disturbo borderline

    Citazione Originalmente inviato da pet-therapy Visualizza messaggio
    Ciao,
    anche io ho conosciuto una persona bordeline, ovviamente solo in un secondo momento, e la nostra "amicizia" è ovviamente terminata, e ora sono la sua nemica n.1....a parte tutto quello che mi spaventa è sapere che ora lavora come psicologa!!
    mi domando se è possibile che possa lavorare per le persone se lei stessa ha bisogno di essere curata?
    Scusa, in che modo puoi essere certa che questa persona ha un disturbo di personalità borderline? è un affermazione pesante, visto che dici che questa persona esercita come psicologa...

  6. #21
    Partecipante pet-therapy è sulla buona strada L'avatar di pet-therapy
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    Riferimento: disturbo borderline

    Citazione Originalmente inviato da mynuvola Visualizza messaggio
    Scusa, in che modo puoi essere certa che questa persona ha un disturbo di personalità borderline? è un affermazione pesante, visto che dici che questa persona esercita come psicologa...
    sono una psicologa anche io, ho avuto modi di confrontarmi con il collega che la seguiva, nel periodo in cui eravamo "amiche", ovviamente richiesto da lei...
    pet

  7. #22
    Partecipante Assiduo mynuvola è sulla buona strada L'avatar di mynuvola
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    Riferimento: disturbo borderline

    Capisco. Se è così mi sembra quanto mento grave che a questa persona sia permesso di esercitare, spero che il collega che la ha in cura la scoraggi a continuare a professione. Certo credo che il codice deontologico e l'ordine dovrebbero intervenire per regolamentare questi casi, in cui situazioni personali mettono a rischio la salute dei pazienti. L'esame di stato più che un esame (visto che in università se ne danno già molti) dovrebbe prevedere una valutazione psicologica accurata dei candidati, che escluda psicopatologie importanti e permetta di valutare la possibilità di persona nel potersi occupare della salute mentale dei suoi futuri pazienti.

  8. #23
    Postatore OGM willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza!willy61 è nell'Olimpo dei Top Opsiani. Ci prostriamo dinnanzi alla Sua luce e saggezza! L'avatar di willy61
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    Riferimento: disturbo borderline

    Citazione Originalmente inviato da pet-therapy Visualizza messaggio
    Ciao,
    anche io ho conosciuto una persona bordeline, ovviamente solo in un secondo momento, e la nostra "amicizia" è ovviamente terminata, e ora sono la sua nemica n.1....a parte tutto quello che mi spaventa è sapere che ora lavora come psicologa!!
    mi domando se è possibile che possa lavorare per le persone se lei stessa ha bisogno di essere curata?
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    Capisco. Se è così mi sembra quanto mento grave che a questa persona sia permesso di esercitare, spero che il collega che la ha in cura la scoraggi a continuare a professione. Certo credo che il codice deontologico e l'ordine dovrebbero intervenire per regolamentare questi casi, in cui situazioni personali mettono a rischio la salute dei pazienti. L'esame di stato più che un esame (visto che in università se ne danno già molti) dovrebbe prevedere una valutazione psicologica accurata dei candidati, che escluda psicopatologie importanti e permetta di valutare la possibilità di persona nel potersi occupare della salute mentale dei suoi futuri pazienti.
    Buongiorno mynuvola

    Intanto, inviterei a rispettare il Codice Deontologico che, nella parte dedicata al rapporto con i colleghi, stabilisce:

    Articolo 36

    Lo psicologo si astiene dal dare pubblicamente su colleghi giudizi negativi relativi alla loro formazione, alla loro competenza ed ai risultati conseguiti a seguito di interventi professionali, o comunque giudizi lesivi del loro decoro e della loro reputazione professionale. Costituisce aggravante il fatto che tali giudizi negativi siano volti a sottrarre clientela ai colleghi. Qualora ravvisi casi di scorretta condotta professionale che possano tradursi in danno per gli utenti o per il decoro della professione, lo psicologo è tenuto a darne tempestiva comunicazione al Consiglio dell’Ordine competente.
    In secondo luogo, non capisco in quale modo una diagnosi di disturbo di personalità (se esiste), o la presenza di determinati tratti di personalità, possano essere un impedimento all'esercizio di una professione.

    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  9. #24
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    Riferimento: disturbo borderline

    Buongiorno Guglielmo,

    Ritengo che il codice e l'articolo 36 che qui sopra hai citato, tuteli la figura dello psicologo ma non allo stesso modo i pazienti.

    Riguardo alla mia personale opinione sulla necessità di una valutazione psicologica prima dell'abilitazione, ritengo che visto che in questa professione la cura si basa proprio sulla relazione, sul sè e l'altro, non sia possibile esercitare le proprie funzioni nel momento in cui ci siano gravi disordini di personalità sottostanti, mettendo a rischio la salute dei pazienti e anche la propria. Ognuno di noi è diverso, ha una propria storia e un'organizzazione di personalità di un certo tipo, ma un'altra cosa è avere un disturbo di personalità. In tutta sincerità senti di poter affermare che in questi casi ci siano i presupposti per creare una relazione di cura? Se sì, immagino che invieresti serenamente (anche se ne fossi a conoscenza per qualche misterioso motivo) tua moglie, tuo figlio o una persona cara, così come un perfetto sconosciuto che ha un problema da un collega con un disturbo di personalità (borderline o di altro tipo) per farsi curare. Bhe, io ammetto sinceramente e candidamente che non lo farei, perché credo che egli stesso necessiterebbe di aiutare se stesso prima degli altri e soprattutto in alcuni casi potrebbe essere rischioso e nocivo sia per lui che per il suo paziente lavorare insieme.

    Non stiamo parlando di "una professione" qualsiasi, la psicologia si occupa di promuovere la salute e il benessere mentale e quando questa condizione è assente nel soggetto curante come può egli stesso accompagnare nel suo percorso di cura il paziente che si affida a lui?

    Credo che la salute dei pazienti debba essere tutelata il più possibile (... non sempre siamo in grado di tutelare anche solo la nostra...). Non bisogna per forza lavorare nell'ambito della psicologia clinica, ci sono tanti campi di applicazione diversi mi pare: tutti quelli che studiano giurisprudenza diventano forse avvocati?

    Non intendevo offendere né screditare nessuno (forse la risposta precedente era un po' grezza, anche se il senso era comunque quello), ma bisogna conoscere molto bene se stessi, le proprie caratteristiche e i propri limiti prima di avventurarsi in questo lavoro, io personalmente sto valutando molto attentamente tutto ciò nel pormi delle mete lavorative, oltre che per me stessa (ovviamente) per una condizione di responsabilità verso chi un giorno potrebbe chiedermi aiuto.

    Continuerò a leggere la discussione, se ci sarà un seguito, perché ritengo sia sempre interessante conoscere diversi punti di vista, ma chiudo qui ogni altro mio intervento, poiché ho spiegato come la penso e non voglio dare vita a una polemica quanto esprimere un'opinione personale (che possa apparire giusta o sbagliata).

    Non è stata lesa la reputazione di nessuno visto che siamo tutti perfetti sconosciuti che parlano di altri perfetti sconosciuti e non mi sembra che esprimere una posizione critica su un stato di cose sia poco decoroso per la professione. E' attraverso la critica e il confronto che ci si migliora continuamente e si hanno costruttive evoluzioni.

    Buona vita anche a te Guglielmo.

  10. #25
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    Riferimento: disturbo borderline

    Citazione Originalmente inviato da mynuvola Visualizza messaggio
    Buongiorno Guglielmo,

    Ritengo che il codice e l'articolo 36 che qui sopra hai citato, tuteli la figura dello psicologo ma non allo stesso modo i pazienti.
    Buongiorno a te.

    Spero che tu non abbandoni così rapidamente la discussione. Perché io sono stato stringato, ma poni questioni interessanti, riguardo alle quali la mia opinione è diversa dalla tua, ma che restano interessanti.

    Può essere che quell'articolo tuteli poco i pazienti, ma credo sia giusto avere rispetto dei colleghi. Come abbiamo rispetto dei pazienti. Non è che psicologi e psicologhe siano diversi, migliori, o superiori rispetto ai pazienti che trattano. Come diceva Sullivan (credo), la differenza tra lo psicologo e il paziente è data dal lato della scrivania...

    Io penso che nel discorso che fai circa la non opportunità di esercitare la professione di psicologo o di psicoterapeuta per una persona che soffra di disturbi della personalità, ci siano alcune sottovalutazioni e alcuni errori di ragionamento. Ma, forse, la differenza tra il mio modo di vedere la questione e il tuo è data semplicemente dal fatto che, probabilmente, facciamo riferimento a due tradizioni di pensiero profondamente diverse.

    Il mio riferimento teorico è alla psicoanalisi. E, in psicoanalisi, il termine "diagnosi" ha un senso un poco differente da quello utilizzato in psichiatria, o da manuali come il DSM. Così come per il termine "patologia".
    Se seguiamo il pensiero psicoanalitico, per come è venuto a strutturarsi e modificarsi nel tempo, vediamo gli esseri umani non su una scala che va dalla normalità alla patologia, ma comprendiamo come "da vicino nessuno è normale", come persino nella persona più "normale" siano presenti aree psicotiche, fratture, linee di faglia che, opportunamente sollecitate, possono provocare la comparsa di comportamenti che classificheremmo senza esitazioni come "disturbi".

    Al punto che vediamo la stessa normalità come una patologia, e l'adattamento alla normalità come una delle forme di patologia che possono impedire lo sviluppo delle persone, la loro crescita.

    Ora, al di là della critica che è possibile avanzare contro la modalità diagnostica del DSM (dati i criteri di diagnosi di un disturbo borderline di personalità, mi pare ci siano più di centosettanta possibili combinazioni di sintomi che portano alla stessa diagnosi...), una delle obiezioni che intendo sollevare è la seguente:
    questa collega di cui parlate, per diventare psicoterapeuta, avrà dovuto, come ognuno di noi, frequentare una scuola e sottoporsi ad un periodo non breve di psicoterapia (individuale o di gruppo o entrambe, a seconda della scuola che avrà scelto).

    Ora, io non penso che una psicoterapia "didattica" sia in alcun modo diversa da una psicoterapia "non didattica". Ha la stessa funzione, e agisce secondo i medesimi criteri e le stesse regole.
    Quindi, se anche fosse stata "borderline" all'inizio del suo percorso, dubito profondamente sia ancora identica a prima alla fine del suo percorso.
    Altrimenti, vorrebbe dire che stiamo studiando e preparandoci per il nulla. E a me non pare le cose stiano così.

    Io penso che dobbiamo liberarci da molti miti che circondano la nostra figura, il nostro agire professionale. Non siamo guru. Non siamo sacerdoti. Non possediamo alcuna verità, né autorità.
    Abbiamo delle conoscenze, e cerchiamo di applicare noi stessi al meglio. Ma non siamo poi molto meglio di altri, pazienti o colleghi che siano. Nel nostro cuore albergano gli stessi sentimenti, le medesime passioni, gli stessi buchi neri che affliggono altri. A modo nostro, siamo malati come altri, anche se alla nostra malattia abbiamo trovato una soluzione differente da quella che hanno trovato altri.

    Nessuna polemica, quindi. Solo il desiderio di confronto. Per capire, per imparare, per discutere. Perché potrei avere sbagliato parte o tutto di quel che ho scritto.
    Ma sono stanco di vedere crociate, esclusioni, barricate, scissioni e frammentazioni. Già ce n'è a sufficienza dentro di noi.

    Buona vita
    Guglielmo
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  11. #26
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    Riferimento: disturbo borderline

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Buongiorno a te.

    Spero che tu non abbandoni così rapidamente la discussione. Perché io sono stato stringato, ma poni questioni interessanti, riguardo alle quali la mia opinione è diversa dalla tua, ma che restano interessanti.

    Può essere che quell'articolo tuteli poco i pazienti, ma credo sia giusto avere rispetto dei colleghi. Come abbiamo rispetto dei pazienti. Non è che psicologi e psicologhe siano diversi, migliori, o superiori rispetto ai pazienti che trattano. Come diceva Sullivan (credo), la differenza tra lo psicologo e il paziente è data dal lato della scrivania...

    Io penso che nel discorso che fai circa la non opportunità di esercitare la professione di psicologo o di psicoterapeuta per una persona che soffra di disturbi della personalità, ci siano alcune sottovalutazioni e alcuni errori di ragionamento. Ma, forse, la differenza tra il mio modo di vedere la questione e il tuo è data semplicemente dal fatto che, probabilmente, facciamo riferimento a due tradizioni di pensiero profondamente diverse.

    Il mio riferimento teorico è alla psicoanalisi. E, in psicoanalisi, il termine "diagnosi" ha un senso un poco differente da quello utilizzato in psichiatria, o da manuali come il DSM. Così come per il termine "patologia".
    Se seguiamo il pensiero psicoanalitico, per come è venuto a strutturarsi e modificarsi nel tempo, vediamo gli esseri umani non su una scala che va dalla normalità alla patologia, ma comprendiamo come "da vicino nessuno è normale", come persino nella persona più "normale" siano presenti aree psicotiche, fratture, linee di faglia che, opportunamente sollecitate, possono provocare la comparsa di comportamenti che classificheremmo senza esitazioni come "disturbi".

    Al punto che vediamo la stessa normalità come una patologia, e l'adattamento alla normalità come una delle forme di patologia che possono impedire lo sviluppo delle persone, la loro crescita.

    Ora, al di là della critica che è possibile avanzare contro la modalità diagnostica del DSM (dati i criteri di diagnosi di un disturbo borderline di personalità, mi pare ci siano più di centosettanta possibili combinazioni di sintomi che portano alla stessa diagnosi...), una delle obiezioni che intendo sollevare è la seguente:
    questa collega di cui parlate, per diventare psicoterapeuta, avrà dovuto, come ognuno di noi, frequentare una scuola e sottoporsi ad un periodo non breve di psicoterapia (individuale o di gruppo o entrambe, a seconda della scuola che avrà scelto).

    Ora, io non penso che una psicoterapia "didattica" sia in alcun modo diversa da una psicoterapia "non didattica". Ha la stessa funzione, e agisce secondo i medesimi criteri e le stesse regole.
    Quindi, se anche fosse stata "borderline" all'inizio del suo percorso, dubito profondamente sia ancora identica a prima alla fine del suo percorso.
    Altrimenti, vorrebbe dire che stiamo studiando e preparandoci per il nulla. E a me non pare le cose stiano così.

    Io penso che dobbiamo liberarci da molti miti che circondano la nostra figura, il nostro agire professionale. Non siamo guru. Non siamo sacerdoti. Non possediamo alcuna verità, né autorità.
    Abbiamo delle conoscenze, e cerchiamo di applicare noi stessi al meglio. Ma non siamo poi molto meglio di altri, pazienti o colleghi che siano. Nel nostro cuore albergano gli stessi sentimenti, le medesime passioni, gli stessi buchi neri che affliggono altri. A modo nostro, siamo malati come altri, anche se alla nostra malattia abbiamo trovato una soluzione differente da quella che hanno trovato altri.

    Nessuna polemica, quindi. Solo il desiderio di confronto. Per capire, per imparare, per discutere. Perché potrei avere sbagliato parte o tutto di quel che ho scritto.
    Ma sono stanco di vedere crociate, esclusioni, barricate, scissioni e frammentazioni. Già ce n'è a sufficienza dentro di noi.

    Buona vita
    Guglielmo
    Entro nella discussiopne visto che in qualche modo l'ho stimolata:
    1) Se leggete bene prima di rispondere con le vostre opinioni, c'è scritto "psicologa" e non "psicoterapeuta"
    2) Non abbiamo fatto nomi o altro, quindi la tutela dei colleghi è preservata
    3) Sono comunque d'accordo con mynuvola, anche se non è psicoterapeuta, è comunque in stretto contatto con utenti anche minori, in difficoltà, ed il suo disturbo di personalità, tra l'altro attualmente NON IN CURA, la potrebbe portare ad avere conflitti nei contesti in cui esercita, non solo ma anche la sua autovalutazione eccessiva la potrebbe portare a commettere errori a dannio degli utenti
    4) sono quindi d'accordo quando si ipotizza, ancora a livello utopistico, la valutazione dei futuri colleghi sul piano personale
    5) Ovviamente tutte le opinioni sonpo strettamente correlate all'approccio teorico di riferimento, ma ritengo che in per queste situazioni di tutela della professione e dei pazienti, bisognerebbe percorrere la medesima strada...
    6) sinceramente non mi piacciono questi interventi nei forum in cui chi scrive mostra il proprio link professionale...quindi non più in forma anonima ma ben definita.
    Grazie ma in questa discussione non entrerò più.
    pet

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