Bravissima Ninfaverde, concordo pienamente con te! E penso anche che sia cosa da persone intelligenti il fatto di saper riconoscere i propri limiti e fare frutto di ciò che invece si possiede e si sa (e si può ) fare...
Questa discussione si intitola differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta nella sezione Psicologia Clinica, appartenente alla categoria Forum tematici; Bravissima Ninfaverde, concordo pienamente con te! E penso anche che sia cosa da persone intelligenti il fatto di saper riconoscere ...
Bravissima Ninfaverde, concordo pienamente con te! E penso anche che sia cosa da persone intelligenti il fatto di saper riconoscere i propri limiti e fare frutto di ciò che invece si possiede e si sa (e si può ) fare...
Se vuoi fare la psicologa e non la psicoterapeuta non è corretto dichiarare un orientamento terapeutico nella propria pubblicità, in quanto potrebbe risultare ingannevole a tutti i potenziali pazienti che si formano delle aspettative su delle competenze che non puoi offrire (ne vedo tanti di psicologi scrivere nelle targhette o negli annunci di avere approcci determinati, ma all'università non si diventa esperti di nessun approccio e ricordo che nessun corso o master può essere un escamotage legale all'esercizio della professione di psicoterapeuta. La mia opinione è che a questo punto è meglio spendere direttamente i soldi di una specializzazione che non fare tre master ugualmente onerosi per sventolare un approccio, e purtroppo non capita di rado). Poi se hai simpatia per l'approccio cognitivo-comportamentale è una tua questione personale, a meno che non vorrai maturare competenze legalmente riconosciute in quel settore e spenderle nella tua attività professionale!
So benissimo che non è legale dichiarare un approccio in pubblicità o nella pratica clinica, infatti non lo faccio assolutamente.
Non mi sognerei mai di scrivere su biglietti o targhette "psicologo cognitivo-comportamentale", so bene che non è etico, nè legale.
Non vorrei che in questo forum passasse di me l'idea che pratico la psicoterapia pur essendo solo una psicologa.
Penso solo che anche uno psicologo può avere le sue idee in questioni di orientamento, senza spacciarsi per uno specialista che non è.
Io ho frequentato psicologia cognitiva applicata ed ho svolto il tirocinio con psicologi e psicoterapeuti cognitivo-comportamentali, quindi, è normale che abbia una tendenza di questo tipo!
Nudaveritas
La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere
Per quello che mi riguarda non potrei mai etichettare una persona da come e cosa scrive in un forum!Io rispondo in merito alle mie conoscenze sulla differenza tra psicologo e psicoterapeuta, che secondo me in tanti fanno finta di sapere e poi nella pratica la si butta in caciara
Nella clinica si incontrano quotidianamente delle patologie e formarsi con una specializzazione comporta una maggiore versatilità e svariate possibilità in più di trattare e curare, strumenti teorici e pratici più solidi al servizio della salute mentale (non dovrebbe essere questa la nostra finalità?).
Tutto è contestabile se si fanno le cose alla carlona.
Di quale ordine parli? Quali sarebbero le motivazioni di questa sanzione? E di quale antitrust parli? Sai che si può intendere tante cose con antitrust vero? Sii più preciso se vuoi controbattere a delle argomentazioni.
E sai anche che il codice deontologico è un regolamento interno all'ordine, mentre qui si sta parlando di violazioni di leggi nazionali. Sai la differenza dei due piani vero?
Inoltre scusa ma cosa c'entra l'art. 21 del codice deontologico con l'esercizio abusivo dell'attività psicoterapeutica?
Non so, leggiamolo insieme, ma a me sembra che parli di insegnamento degli strumenti conoscitivi riservati alla professione:
"Articolo 21
Lo psicologo, a salvaguardia dell’utenza e della professione, è tenuto a non insegnare l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo, a soggetti estranei alla professione stessa, anche qualora insegni a tali soggetti discipline psicologiche. È fatto salvo l’insegnamento agli studenti del corso di laurea in psicologia, ai tirocinanti, ed agli specializzandi in materie psicologiche."
Scusa, ma non vedo proprio come tu possa sperare di portare una tale argomentazione in tribunale in caso di denuncia per abuso.
Non lo so, ragazzi, ma avete un minimo di cognizione giuridica di quello che state facendo o andate per sentito dire? Guardate che siete dei professionisti iscritti ad un ordine, mica bazzecole...
Si, ma si presuppone che uno psicologo riconosca alla psicologia qualcosa di diverso dallo yoga o dallo stile di vita, altrimenti che vada a fare l'istruttore ginnico o il santone!Comunque al di là delle beghe legali, veniamo all'aspetto clinico. Ti premetto che sono uno psicoteraputa in formazione (gestalt), ma malgrado ciò non reputo la psicoterapia l'unica strada per portare alla risoluzione della problematica, ne conosco a flotte di persone che non hanno trovato giovamento con terapie xy, ma sono migliorare con un cambiamento di stile di vita, o abbracciando altre correnti tipo meditazioni, yoga o sempilcemente non lavorando sulla patologia ma sullo stile di vita tipo counseling.
Ecco, è questo il punto cruciale: "eludendo il nucleo centrale patologico". Un paziente va da uno psicologo con una patologia e la stessa non viene trattata e non viene fatto un invio. Si potrà lavorare su altri aspetti e risorse, ma la patologia resta e si aggrava. A meno che lo stesso psicologo preveda di incrociare le dita e sperare il cielo che guarisca per magia o per miracolo o per yoga (ma mi chiedo perchè ha sprecato cinque anni della sua vita a studiare per affidarsi al fato?).Quindi eludendo il nuclo centrale patologico che il paziente ci porta (sarebbe altrimenti psicoterapia) , ma lavorare su altri aspetti di vita: autostima, mission, obiettivi, stile di vita,si può portare la persona verso il benessere.
Questa almeno è la mia visione delle cose.
Questa è negligenza bella e buona (che ha rilevanza penale, eh, sia chiaro!)., non andiamoci così leggeri!
Insomma, tanto per riassumere, se una persona si rivolge ad uno psicologo e questi diagnostica una patologia (dato che ha competenze e facoltà per farlo), se non è specializzato deve informare in modo trasparente il paziente e provvedere necessariamente e tempestivamente ad inviarlo da uno psicoterapeuta, perchè se interviene sul sintomo seguendo competenze proprie della psicoterapia compie un abuso di attività psicoterapeutica; se invece non agisce sul sintomo compie una negligenza.
Io ve l'ho detto, poi fate voi.
Ultima modifica di wxyzabcd : 04-08-2011 alle ore 02.17.15
Vedo che ti ha già risposto ninfaverde, comunque te lo dico come consiglio appassionato. Non devi chiederti se ciò che fai è lontano dalle competenze dello psicologo, ma se attiene alle competenze dello psicoterapeuta. Solo così puoi essere sicura di non eccedere ciò che puoi fare.
L'intervento che hai descritto fa parte delle competenze dell'attività psicoterapeutica? Se si allora non lo puoi fare anche se hai dato degli esami che ti fanno avere delle cognizioni in merito, se no puoi tranquillamente intervenire.
Ciao
Venendo all'articolo 21, gli psicologi non potrebbero insegnare ai counselor, ma le scuole di psicoterapia insegnano ai counselor e coach, in barba all'articolo 21, comunque dalle tue risposte vedo che sei un devoto dell'ordine degli psicologi. Ti ripeto l'ordine ha vinto delle cause e perso altre, come quel caso di quello psicoterapeuta Austriaco che quando chiese di lavorare in Italia, l'ordine gli rispose picche! perchè non si era laureato nel nostro paese, però il consiglio di stato gli ha dato ragione, vista la legge sulla libera circolazione dei lavoratori europei, e lo psicologo lavora in italia, potrei anche dirti che i decreti ministeriali, quando escono dopo una legge nazionale, diventano vere e proprie integrazioni di leggi esistenti.
Sul discorso la patologia rimane, mi sembra che tu abbia un'idea della psicologia come di una legge matematica 2+2=4,come di una scienza esatta,ma non mi risulta sia così, lo sapevi che certe scuole di psicoterapia non fanno nemmeno ricerca clinica? la mente umana è molto complessa, è tutto da dimostrare che solamente la psicoterapia, oppure un aiuto farmacologico funzioni, ripeto esistono persone, che hanno migliorato in grande la loro vita (altro che nucleo patogeno), cambiandoi stile di vita, e lavorando su potenzialità diverse.
Ultima modifica di bella primavera : 04-08-2011 alle ore 11.24.58
Non escludo che una persona possa affrontare i problemi in tanti modi diversi, ma a questo punto non stupiamoci se spuntano come funghi coach, santoni e counsellor che si fanno forti del concetto da te espresso, in grado di proporre tecniche volte al "cambiamento dello stile di vita e lavoro sulle risorse. "è tutto da dimostrare che solamente la psicoterapia aiuta", ma è tutto da dimostrare a maggior ragione che solo lo psicologo aiuti. Se iniziamo a fare questi ragionamenti, non si finisce più e non si può escludere a priori l'utilità di altre figure professionali coinvolte in altre aree ai fini del benessere mentale: yoga, corsa,preghiera, interessi culturali, amicizie... Sono tanti gli aspetti importanti nella vita. Mi chiedo perchè dovremmo sostenere un aiuto tanto aspecifico che può andare bene in situazioni dove si richieda solo sostegno e counselling, ma insufficiente per le patologie mentali (la ricerca in psicoterapia esiste eccome e molte scuole di specializzazione serie e qualificate la mettono a fondamento del proprio ed altrui approccio).
Infatti pseudo professionisti emergono a valanghe (e lavorano più di noi psicologi) e chi realmente controlla cosa facciano vis a vis, con il cliente? (comunque non ce l'ho con loro ce ne sono di molto, bravi solamente che la loro professione andrebbe regolamentata), ma il concetto è che non capisco questa polemica psicologo/psicoteraputa, considerando che comunque ci sono 5 anni di studio, laurea, tirocinii, esame di stato. Si guardino con il lanternino le competenze di uno che si è fatto il mazzo, mentre un altro con 6 mesi di corso (fa più o meno le stesse cose). Lo psicologo all' interno del suo studio può lavorare con il paziente/ cliente, come meglio crede, basta che non la chiami psicoterapia, e non si pubblicizi in modo tale. Poi per esperienza personale (non essendo poi più tanto giovincello), potrei raccontare che su di me ho provato sia terapie provate scientificamente(cogniti, comp), che quelle che promettono risultati miracolosi (tbs), e per quanto utili, mi hann fatto arrivare alla conclusione che non è necesario andare nel nucleo della patologia per stare meglio, difatti i risultati migliori li ho ottenuti cambiando stile di vita, uscendo dall'ambito patologico, e lavorando su potenzialità, mission, obiettivi, ma è solamente un'esperienza personale,non una verità assoluta. non scordiamoci poi, che Esistono psicoteraputi che non sono nemmeno psicologi, queindi certi esami di pscologia nemmeno li hanno fatti.
Se raccogliessimo tutte le esperienze da pazienti potremmo scrivere un libro umoristico oltre che informativo... Ma questo è altro discorso, non si può generalizzare a partire da casi singoli. Ritengo altresì che non si possa giudicare meno competente uno psicoterapeuta laureato in medicina, gli psicologi hanno delle profonde lacune nella comprensione dell'interazione funzionamento psichico-organismo e certamente non sono trascurabili ai fini terapeutici. Molto dipende dall'intelligenza personale e dalla capacità di integrare, aggiornarsi e interloquire con altri professionisti. Ognuno di noi ha una formazione specifica ed è difficile entrare nel merito dei percorsi formativi altrui.
concordo in parte con te, ma in ambito di riusltati di fini teraputici, non dimenticarti che terapie tanto acclamate come validitate scientificamente con dati clinici certi, poi vengono attaccate e crititcate da altri orientamenti psicoteraputici, che mettono in forte dubbio il risultato clinico di certe quelle terapie. Questo per dirti che per quanto la psicoterapia abbia una sua utilità. siamo in un campo "epistemico", sempre molto leggero... ed è per questo punto, che non reputo la psicoterapia l'unica via sia alla guarigione che al miglioramento personale.
Le ricerche sono partite alla metà del secolo scorso e da allora non si sono più fermate. L'unico punto comune che si è raggiunto è l'efficacia della psicoterapia che sembra non dipendere dalla specificità di un approccio, quanto da tutta quella serie di fattori aspecifici che sottendono i vari orientamenti. Poi negli Stati uniti le compagnie assicurative hanno tutto l'interesse ad appoggiare le terapie brevi, quelle che sembrano magiche e ad effetto scoop dopo 4 sedute (chissà perchè, forse per risparmiare?). Noi possiamo mantenere un giudizio critico al riguardo senza nulla togliere al contributo dei più svariati approcci, per me sono tutti interessanti e li vorrei studiare dal primo all'ultimo, poi però per non perdermi nei meandri del tutto e niente devo scegliere un modello teorico e tecnico che reputo più solido ed esaustivo lasciando al futuro l'approfondimento di altre curiosità.
Che la terapia non sia uno stile di vita lo ritengo giustissimo, guai se noi psicologi per primi non avessimo tanti altri interessi: teatro, musica, cinema, letteratura, sport, cucina, viaggi o qualunque altro anche da proporre o discutere con i pazienti.La terapia però diventa necessità quando si hanno delle problematiche psichiche serie da risolvere, non può essere sostituita nè con una corsa al parco nè con una chiacchierata.
con stile diventa intendevo ben altro...del tipo orientare la propria vita verso il benessere psichico, la realizzazione della propria mission, la concordanza con i propri valori, l'accrescimento interiore,ecc... invece che stare legati alla patologia. Comunque la discussione, non è tanto se le terapie funzionino oppure no, ma cosa può fare uno psicologo non psicoteraputa, ripeto lavorare con il paziente per aiutarlo, basta che non scriva né tantomeno dica al paziente che fa lo psicoterapeuta.
Certo che studiare 5 anni per poi avere pochissime competenze non è il massimo...