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differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

Questa discussione si intitola differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta nella sezione Psicologia Clinica, appartenente alla categoria Forum tematici; Mi spiegate la differenza tra psicologia clinica e psicoterapia, ovvero, tra psicologo clinico e psicoterapeuta, ammesso che ci sia?...

  1. #1
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    Una domanda semplice semplice...

    Mi spiegate la differenza tra psicologia clinica e psicoterapia, ovvero, tra psicologo clinico e psicoterapeuta, ammesso che ci sia?
    Giuseppe Salzillo - http://physislog.net

  2. #2
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    Riferimento: Una domanda semplice semplice...

    in Italia
    una volta fatto l'esame di stato e iscritto all'albo, sei "psicologo". Come psicologo puoi svolgere attività inerenti a varie aree (dalla psicologia del lavoro, alla psicodiagnosi, al sostegno psicolgico, ecc...). Quindi, indipendentemente dal tuo indirizzo di studi all'università (indirizzo clinico, evolutivo lavoro e organizzazioni, ecc. )sei "psicologo". Poi è ovvio che se hai fatto psicologia del lavoro e hai svolto il tirocinio in quell'ambito, magari ti occuperari con più probabilità di mansioni inerenti alla psicologia del lavoro (selezione del personale, ecc...), se hai fatto "psicologia clinica" magari svolgerai con più facilità lavori inerenti a quell'area (psicodiagnosi, counseling, ecc.).

    Per diventare psicoterapeuta devi fare una specializzazione post-laurea di 4 anni. Queste scuole di specializzazione, se sono universitarie, si chiamano scuole di specializzazione in "PSICOLOGIA CLINICA" ed essendo "clinica" vi possono accedere anche i medici oltre che agli psicologi. Dopo aver svolto questa scuola si consegue il titolo di "psicoterapeuta".
    "Noi non siamo esseri umani che vivono un'esperienza spirituale. Noi siamo esseri spirituali che vivono un'esperienza umana" Pierre Teilhard de Chardin

  3. #3
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    differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    Lo so che probabilmente è un tema molto discusso questo, ma mi sono accorta che tutti fanno delle "semplici" differenze a livello del percorso di studi. Quello che vorrei davvero sapere io è la differenza a livello di pratica tra lo psicologo e lo psicoterapueta.
    Da quello che so lo psicoterapeuta può aprire un suo studio ed effettuare la più classica psicoterapia, ma lo psicologo clinico??

  4. #4
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    Riferimento: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    Anche lo psicologo può aprire uno studio!!!!
    Comunque anche io vorrei sapere la differenza nella pratica.
    Io sono una psicologa abilitata, ho un solo paziente finora, e non so davvero cosa potrei fare di diverso con lui se avessi anche l'abilitazione alla psicoterapia....perciò, sentiamo cosa hanno da dire gli altri, sono molto molto curiosa!
    Nudaveritas
    La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere

  5. #5
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    Riferimento: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    lo psicoteraputa applica il suo sapere appreso durante una scuola quadriennale, ed appilca tecniche in merito alla problematica riportata dal paziente, lo psicologo non potrebbe fare ciò, ma solamente consulenze e sostegno psicologico, ma sappiamo che il confine è molto sottile.
    ps nudaveritas: ti ho mandato un privato.
    Ultima modifica di bella primavera : 24-07-2011 alle ore 14.26.34

  6. #6
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    Riferimento: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    Citazione Originalmente inviato da Nemesia90 Visualizza messaggio
    Lo so che probabilmente è un tema molto discusso questo, ma mi sono accorta che tutti fanno delle "semplici" differenze a livello del percorso di studi. Quello che vorrei davvero sapere io è la differenza a livello di pratica tra lo psicologo e lo psicoterapueta.
    Da quello che so lo psicoterapeuta può aprire un suo studio ed effettuare la più classica psicoterapia, ma lo psicologo clinico??
    nella pratica, lo psicoterapeuta si occupa di pazienti che presentano delle psicopatologie (disturbi d'ansia, di panico, depressione, fobie, ecc......) e "cura" queste problematiche applicando delle tecniche che derivano dalla scuola a cui appartiene (psicodinamica, cognitivista, gestalt,...).

    Lo psicologo invece si occupa di tutto ciò che non è di pertinenza clinica, quindi si occupa in generale di "prevenzione e promozione del benessere", in vari ambiti.
    Lo psicologo che è laureato in psicologia clinica ha le competenze per svolgere attività come il counseling (in italiano "sostegno psicologico",una tecnica che deriva dalla psicologia umanistica di Rogers e che consiste nell'aiutare persone che presentano problemi NON clinici), psicodiagnosi, ecc...inviando il cliente ad uno psicoterapeuta qualora lo psicologo si accorgesse che il cliente ha problemi che non possono essere risolti con un intervento di counseling. Lo psicologo può sapere se il cliente ha una psicopatologia perché la psicodiagnosi viene appresa nel corso di studi all'università ed è una prova dell'esame di stato. Lo psicologo per legge ordinistica 56/89 è fondamentalmente uno psicodiagnosta e un counselor.

    Uscendo dall'ambito clinico, lo psicologo può operare in svariati ambiti: psicologia dello sport, del lavoro, scolastica, ecc...

    La seconda domanda, certo che lo psiologo può aprire uno studio.
    "Noi non siamo esseri umani che vivono un'esperienza spirituale. Noi siamo esseri spirituali che vivono un'esperienza umana" Pierre Teilhard de Chardin

  7. #7
    ninfaverde
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    Re: Riferimento: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeu

    Johnny, mi trovo d'accordo con queste tue precisazioni, che non so perchè, tavolta incontrano ostilità da parte di alcuni psicologi, che sostanzialmente credono di fare terapia sottobanco senza una specializzazione e di essere capaci di curare con la sola abilitazione attraverso l'esame di stato, cosa che io personalmente trovo pericolosa. Ora io chiedo cosa può fare uno psicologo abilitato a fare consulenza e sostegno ad una persona che soffre di attacchi di panico, una persona ipocondriaca, depressa, ad un borderline. Consulenza, sostegno, diagnosi sono separabili così nettamente e drasticamente da un percorso di cura o piuttosto dovremmo stare attenti a non sconfinare in un territorio in cui rischiamo di fare esercizio abusivo di una professione a cui non siamo abilitati (ovvero la psicoterapia, che richiede per legge una specializzazione quadriennale)? Sono curiosa di sapere cosa ne pensate.

  8. #8
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    Riferimento: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    Ho una domanda: ma il fatto di essere laureati in psicologia secondo un indirizzo non clinico (ed ovviamente abilitati ed iscritti all'Albo) non impedisce di lavorare poi privatamente anche come counsellor, quindi facendo consulenza e sostegno per disagi o difficoltà della vita, è così? Grazie!!

  9. #9
    ninfaverde
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    Re: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    Che io sappia Alessya, a nessuno importa quale percorso hai fatto nei tuoi cinque anni di studi, ciò che vale è l'abilitazione. Puoi fare consulenza e sostegno anche da psicologo sperimentale con praticamente 2 esami di psicologia clinica. Qualcuno mi corregga se non è così

  10. #10
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    Riferimento: Re: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeu

    La verità è che la differenza tra psicoterapia e sostegno psicologico è molto sottile, se lo psicologo va sul sintomo, compie "un abuso professionale", ma se non va direttamente sulla patologia, ma su altri aspetti della vita del paziente/cliente, si confine diventa ancora più sottile. Penso che solamente con l'esame di stato senza formazione sia veramente a dir poco "irresponsabile" mettersi a voler curare le persone, se però lo psicologo è stato per anni paziente quindi ha fatto formazione personale, ed ha fatto dei master, sicuramente almeno a livello teorico/pratico, le sue capacitò crescono.

  11. #11
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    Riferimento: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    La differenza fra psicologo e psicoterapeuta e' che lo psicoterapeuta ha frequentato una scuola di specializzazione in psicoterapia e lo psicologo no.
    Nella pratica lo psicologo puo' fare quello che vuole basta che non lo chiami psicoterapia ma psicologia clinica e che sia conforme alle regole dell'albo professionale.
    Cosi' stanno le cose. E non potrebbero stare diversamente. La differenza puo' essere soltanto di forma non di sostanza dal momento che lo psicologo clinico deve operare per il cambiamento del paziente e non farlo sarebbe scorretto.

  12. #12
    ninfaverde
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    Re: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    Non credo sia molto conforme alle regole dell'albo professionale quanto ha detto Luca e comunque prova a spiegare ad un paziente (dato che non sono degli stupidi) il tuo modo di lavorare, ovvero che senza la specializzazione puoi fare psicoterapia, basta che non la chiami in quel modo.

  13. #13
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    Riferimento: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    Senza specializzazione non si fa terapia, ma counseling, che comunque è un servizio richiesto in quanto le persone non devono avere per forza patologie psichiche che richiedano una cura e possono anche solo "semplicemente" aver bisogno di ascolto, comprensione e magari nuove chiavi di lettura circa i disagi che stanno vivendo.

  14. #14
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    Riferimento: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    Spesso le persone non sanno neppure la differenza tra psicologo/psicoterapeuta, comunque concordo con Luca, entrambi si interessano di creare cambiamenti nel paziente, e non è detto che per farlo devi per forza andare a lavorare sull'aspetti patologici imminenti che ci presenta, utilizzando protocolli standard "in quel caso sarebbe psicoterapia", ma lavorando su aspetti diversi ma ugualmente importanti per la persona, essa potrebbe comunque ottenere benefici.
    Faccio un esempio: se un persona viene per la depressione, ed io lavoro utilizzando un approccio specifico per la depressione, essa è psicoterapia, ma se non lavoro sulla depressione, ma ad esempio lavorassi sulle "risorse del paziente", essa non sarebbe psicoterapia, e secondo me sarebbe comunque efficace.
    saluti

  15. #15
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    Riferimento: differenze nella pratica tra psicologo e psicoterapeuta

    Io sarei proprio curiosa di sapere cosa possiamo fare da Psicologi con un paziente dissociato, delirante e con disturbo depressivo maggiore...il nostro sostegno non sarebbe comunque solo palliativo e temporaneo?
    E' anche una questione di responsabilità, è vero che se un paziente si aggancia "non ti molla", ma non è stupido per capire se lo stai aiutando davvero o no...poi ci credo che c'è sfiducia e svalutazione nella ns professione...

    Decisamente contro l'etica e la deontologia professionale, sono d'accordo invece che una prima accoglienza con valutazione delle risorse del paziente, diagnostica e conseguente invio -nel caso la diagnostica evidenzi disturbi più profondi- siano il meglio che si possa fare per un paziente.
    Non trovate?
    "Nessuno teme l'Inquisizione spagnola" (tratto da "Sliding doors")

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