Salve a tutti,
premetto che sono una studentessa della triennale, quindi assolutamente inesperta e ignorante circa le prassi psicogiuridiche in caso di abuso sessuale.
Sto scrivendo la tesi su questo argomento, e anche se mi concentrerò su altri aspetti non posso non affrontare il problema della diagnosi, della valutazione medica e psicologica e dell'iter giudiziario.
Ho quindi raccolto una serie di libri ma vi dico la verità..sono molto confusa!!!
Le mie perplessità nascono sostanzialmente dalla mia totale ignoranza in ambito giuridico.. e perchè non so come si strutturi un intervento adeguato.
Le prime contraddizioni nascono dalla poca chiarezza sul ruolo dello psicologo: in alcuni testi si parla di perito psicologo che esclude l'uso di test proiettivi e che quindi mira a ottenere dei dati giurdicamente validi; in altri testi invece viene detto che non è compito dello psicologo e che deve usare test per chiarire il quadro della personalità e dello stato psicoemotivo del soggetto che successivamente verrà preso in carico dalle figure in ambito legale.
Quello che non capisco è: la valutazione psicologica e l'investigazione sono delle cose separate? avviene un colloquio psicologico prima e l'intervista poi? quali sono le figure coinvolte e in che momenti si articolano?
Nella tesi non mi concentro su questo aspetto, ma la mia relatrice non può aiutarmi perchè non è il suo campo,ecco.(la tesi infatti è sull'abuso e l'attaccamento..)
Quello che vi chiedo è solo di chiarirmi un attimo le idee perchè più cerco materiale più mi confondo e soprattutto non vorrei scrivere sciocchezze!
Io da quello che ho capito è che:
a)il minore viene inviato alle strutture mediche per sospetto abuso (per esempio da un genitore o da un insegnante o perchè è egli stesso a rivelare l'accaduto)
b)la valutazione avviene sia in campo medico che psicologico/clinico (quindi primo colloquio psicologico)
c)se l'abuso è un'ipotesi accreditata viene coinvolto il Tribunale dei Minorenni
d) il giudice incarica il perito psicologo di portare a giudizio elementi validi (e quì si dovrebbe parlare di psicologo forense, più che di clinico.. quindi una conduzione dell'intervista diversa)
Quello che però non mi è chiaro è se tutto ciò è corretto o se il punto b e il punto d combaciano...non comprendo il ruolo del clinico e il ruolo del perito insomma.
Mi scuso infinitamente se ho detto delle fesserie, ma per non perseverare nell'errore ho preferito chiedere a persone molto più esperte di me!!!!![]()


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