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Depressione e prigione del sè

Questa discussione si intitola Depressione e prigione del sè nella sezione Ansia e depressione, appartenente alla categoria Salute e benessere psicologico; AutoCompiacimento: Depressione e prigione del sè cosa ne pensate?...

  1. #1
    Neofita darknaiz è sulla buona strada
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    Depressione e prigione del sè


  2. #2
    robertamattozzi è sulla buona strada
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    Riferimento: Depressione e prigione del sè

    Ciao darknaiz!!
    Il tuo post mi ha incuriosito molto ed ho letto a fondo l'articolo che ci proponi.
    Devo essere sincera, ho avuto non poche difficoltà a comprendere il messaggio più profondo di Lowen...forse anche la traduzione che è stata fatta non mi ha aiutato.
    Tra le altre cose l'autore in sostanza ci parla - correggimi se sbaglio- del gap enorme che le persone provano nella società odierna, il gap cioè tra quello che si vorrebbe avere (soldi, potere..) e quello che in realtà si riesce ad ottenere...Lowen parla quindi di una depressione legata al fallimento. Sappiamo però che non vi è un solo tipo di depressione e soprattutto non una depressione che si possa semplicisticamente ridurre a questo binomio netto, del tipo FRUSTRAZIONE/DEPRESSIONE.
    Cito testualmente:
    Finchè nell'inconscio persiste un traguardo irreale che dirige il comportamento, la depressione è inevitabile.
    Se la depressione è comune oggi, ciò si deve al fatto che viviamo la maggior parte della nostra vita nella irrealtà, che gran parte della nostra energia è dedicata al perseguimento di scopi irreali.(...)
    Andiamo incontro alla depressione quando per realizzarci ci rivolgiamo a fonti esterne alla nostra personalità. Se pensiamo che avere tutti i vantaggi materiali di cui dispone il nostro prossimo accrescerà la nostra personalità, o ci farà essere più in pace con noi stessi o ci consentirà di esperimerci meglio, andremo incontro ad una triste delusione.(...)

    Lungi da me la presunzione di contraddire o "correggere" uno psicanalista di enorme esperienza come Lowen ( allievo di Reich) ma credo che l'estratto che ci proponi acquisti più senso se inserito nel totale contesto del suo libro, nel quale lui parla di autoaffermazione, di autostima, di libertà, di espressione creativa del corpo, di come il corpo comunica, di bioenergetica, di liberazione del sé, ecc.
    Quello che vorrei domandarti però è un chiarimento su cosa in realtà ti interessa.
    Mi spiego, vuoi avere dei pareri sull'articolo perché hai dei dubbi sullo stesso, perché ne sei rimasto affascinato..o vuoi avere un altro parere su cosa possa essere la depressione nelle sue varie manifestazioni?
    Mi piacerebbe parlarne con te.
    Grazie e aspetto una tua risposta.
    Dott.ssa Roberta Mattozzi, Ordine Regionale Lazio N° 14000

  3. #3
    Neofita darknaiz è sulla buona strada
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    Riferimento: Depressione e prigione del sè

    Salve Roberta.
    In realtà l'estratto l'ho inserito io
    Mi interessava conoscere il parere di più persone possibili circa la depressione, perchè da una mia personale ricerca e statistica, la maggior parte delle persone afflitte da depressione, giudica essa come una malattia o peggio ancora un "virus" come l'influenza invernale, che sia entrato nel loro cervello per disgrazia del destino e pura fatalità.
    Perciò (in base alle loro conoscenze standard sull'argomento) esse pensano che per curarla bisogna ricorrere ai farmaci e attendere nel miracolo senza ulteriori interventi da parte loro (con una ricerca e "pulizia interiore" come ad esempio con la terapia cognitivo-comportamentale): poche persone ho notato che sono dotate dell'intuizione che "io sono depressa" e non "io ho la depressione".

  4. #4
    robertamattozzi è sulla buona strada
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    Riferimento: Depressione e prigione del sè

    Ciao Darknaiz,
    mettendo da parte psicanalisti e correnti di pensiero, quello che posso dirti io è questo.
    Forse molte persone pensano di poter dire "sono depressa" oppure "ho la depressione", senza in realtà sapere con esattezza cosa si intende realmente con questo termine.
    Come dici tu, la depressione non è come un virus che si prende al volo..è qualcosa che tocca l'anima e che il più delle volte è incomprensibile per gli altri che non la vivono! Quante volte è capitato di sentir dire: quella persona ha tutto, soldi, successo, bellezza...e pure è depresso/a!!??
    Questo ci fa capire che la depressione non è una equazione netta tra il reale/tangibile e il vissuto soggettivo di un individuo.
    Tu dici che la maggior parte delle persone che conosci pensa che sia una malattia (e in realtà è così)..allora mi chiedo: per te che cos'è la depressione? E' forse creata da quel gap abissale tra il desiderato/agoniato e ciò che invece si ottiene, di cui parli nel tuo estratto? Questo potrebbe essere vero in alcuni casi. Mettiamo che una persona pensi che la massima realizzazione della sua vita sia quella di avere una casa al mare, una in montagna, una Ferrari, giovinezza sempre, potere e successo..andare in televisione come spesso succede oggi...quindi supponiamo che una persona faccia l'equazione: successo/soldi= felicità/realizzazione, è molto probabile che se non riesce ad ottenere i traguardi prefissati potrebbe sviluppare una una frustrazione che lo faccia sentire inutile, triste, non realizzato, perdente..depresso!
    Ma la depressione non è solo questo purtroppo..e ripeto, forse la tua confusione o il tuo disappunto nasce dal fatto che a volte le persone ( senza rendersene conto) esprimono dei concetti senza in realtà conoscerli a fondo.
    Se invece conosci persone che soffrono di questo disagio, per così dire "diagnosticato" e curano il loro problema solo con i farmaci, sono pienamente d'accordo con te sul fatto che non sia la soluzione migliore. Questo purtroppo accade perché, malgrado la grande emancipazione che sta vivendo la nostra era, credo ci sia ancora una certa reticenza e incredulità nei confronti della validità ed efficacia della consulenza psicologica o psicoterapeutica.
    Spero di averti dato uno spunto di riflessione e ti invito a condividere le tue idee con noi in questo spazio.
    Un saluto.
    Dott.ssa Roberta Mattozzi, Ordine Regionale Lazio N° 14000

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